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terremoto dell'Emilia Romagna del 2012

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Noi emiliani, mezzadri mai domi

E ora che i campanili e i capannoni sono crollati, che i segni dell’identità antica e della modernità imprenditoriale sono venuti meno, che ne sarà della mia terra e dei suoi abitanti? E come sarà il futuro dopo che sono morti, quasi insieme, imprenditori, figli di generazioni di emiliani, e immigrati arrivati qui in cerca di una vita migliore, accettati grazie alla antica abitudine all’ospitalità, ma anche alla sana razionalità? Insomma quale sarà il carattere dell’Emilia dopo lo choc e il trauma che ha visto paesi e simboli devastati?   Per rispondere a queste domande, forse dovrei cominciare dall’inizio, dal  fatto che la terra, il clima e la storia plasmano il carattere degli abitanti.A dare la forma all’Emilia, regione che prende il nome dalla strada consolare tracciata da Marco Emilio Lepido per collegare Piacenza a Rimini, intorno al 179 a. C., è la centuriazione romana avvenuta nel IV secolo a. C.: affidare ai coloni la terra appena conquistata e metterla a frutto mediante un sistema produttivo razionale. Si tratta del reticolo di lotti rettangoli, in cui è divisa...

Terremoto nella Romagna africana

Quando stamattina la terra ha tremato, alle 6.08, epicentro al largo di Ravenna, a Punta Marina, quando stamattina il terremoto si è spostato dalla vicina cugina Emilia e ha cominciato a scuotere anche la Romagna, ci siamo tutti buttati giù dal letto. Un nigeriano dalla paura si è addirittura buttato giù dalla finestra. Ecco, è arrivato anche qui.   Tellus, la Dea della Terra, in un punto profondo profondo si è mossa, uno scatto improvviso di reni, della sua massa rocciosa, e le formiche là in alto han tremato insieme a lei. E a noi delle Albe ha evocato quel terremoto che fu, nel lontano 1987, la rivelazione del Professor Franco Ricci Lucchi, docente di geologia all’Università di Bologna: la Romagna è Africa, il sottosuolo antico che sorregge le città romagnole è africano.   Non era fantascienza, quella lezione che ci incantava, giovani teatranti alle prese con la smemoratezza degli anni ‘80, era un dato scientifico: Ricci Lucchi ci parlava della Pangea, di quando, milioni di anni fa, la Terra era un’unica immensa montagna circondata dal mare, poi avvenne la “...

Dalla capanna al capannone

La capanna ha una storia millenaria, anzi, addirittura, secondo alcuni, si tratterebbe dell’edificio umano con la storia più lunga in assoluto. Di certo ne parla Vitruvio nel suo De Architectura, e ne parleranno dopo di lui trattatisti antichi e studiosi moderni, e poi ancora antropologi, storici, filosofi, oltreché – naturalmente – architetti.   La capanna può essere variamente concepita e costruita: può essere realizzata con fango e paglia, oppure con rami, frasche o pelli conciate; può essere circolare o quadrangolare, semplice o complessa. In tutti i casi, ciò che caratterizza la capanna è la sua leggerezza e la sua naturalità, nonché – dettaglio non trascurabile – l’assenza o la riduzione al minimo delle fondamenta. Sono queste caratteristiche che, in una certa misura, la distinguono dagli altri edifici, da tutte le costruzioni che seguiranno la strada tracciata dalla loro prima “antenata”.   Il passaggio dalla capanna al capannone, però, al di là delle comuni radici semantiche, non è affatto immediato. Il capannone non...

Il terremoto è un’istantanea

Bastano quarantotto ore e il terremoto che ha colpito l’Emilia-Romagna scivola dalle prime pagine dei quotidiani a quelle interne. Poi, al terzo giorno dopo le scosse che hanno provocato sette morti, decine di feriti, cinquemila sfollati, il terremoto si assesta: prende posto tra la pagina 22 e la 25. Al terzo posto dopo i risultati delle elezioni amministrative, che tengono le prime pagine, e l’inchiesta sull’attentato alla scuola di Brindisi.   I giornali, nel tempo in cui le notizie giungono subito sulla rete, traboccando da Facebook e da Twitter senza aspettare di arrivare in Tv né attendendo l’apertura delle edicole, sono in primis dei sismografi informativi. Proprio per questo non hanno tempo da perdere con il terremoto.   Il ruolo per cui vengono ancora tenuti in vita è quello di monitorare, ad uso degli abitanti del Palazzo, i sussulti nei rapporti di forza tra schieramenti, correnti, movimenti. Li riassumono a delizia e dannazione di coloro che un tempo consultavano, sin dall’alba, i “mattinali” redatti dagli uffici riservati e ora, un po’ smarriti, scrutano le prime pagine dei giornali come...