Categorie

Elenco articoli con tag:

Annibale

(3 risultati)

La diversità è una ricchezza / Immagini dell'altro nella letteratura latina

“La diversità culturale, religiosa e sociale è una ricchezza e non una minaccia”. Chi l’ha detto?  Il Papa, nell’udienza alle Guardie svizzere il giorno quattro maggio 2019. Ma come si poneva il mondo romano antico, di cui, anche secondo Dante, la Chiesa Cattolica è erede naturale, di fronte alla questione del diverso, dello straniero, in una parola: dell’Altro. Ecco qualche esempio, tratto da una vicenda secolare.   Ythalonim valon uth sicorathisyma comsyth Chym lachunythmumys thyal mycthi varuimy sehi… Se un copista medievale si fosse trovato davanti a un testo siffatto avrebbe gettato la spugna, anzi la penna d’oca ma prima avrebbe almeno scritto Graecum est non legitur: è greco non si legge. In tal caso si sarebbe sbagliato di grosso, il copista. Perché non di greco si tratta, bensì di punico. Così inizia infatti il quinto atto di una commedia di Plauto non per niente intitolata Poenulus, ossia il Cartaginesuzzo, come traduce Ettore Paratore, il quale a ragione nel suo commento definisce questo attacco dell’atto quinto come la “singolarità più clamorosa del teatro plautino”. Sono venti versi in punico. I primi dieci riportati dai codici Palatini, i secondi dal...

Reggio Emilia / Paesi e città

Reggio Emilia non esiste. Fino alla metà dell’Ottocento i viaggiatori che valicavano la dorsale appenninica attraverso uno dei frequenti passi, entravano direttamente nelle terre di Lombardia. E così era chiamata anche Reggio nelle antiche carte: Reggio di Lombardia. L’Emilia è un’invenzione postunitaria, quando Carlo Farini si autonominò “dittatore dell’Emilia” fino all’espletamento dei referendum di annessione al nuovo Regno. L’Emilia augustea, come scrivono le vecchie guide, comprendeva il territorio a destra del Po – il cui corso era assai differente da quello odierno –, ma non dappertutto si estendeva sino all’alto Appennino, un territorio montagnoso lungamente dominato su entrambi i versanti dagli antichi Liguri, alleati di Annibale, deportati da Romani nei territori dell’odierno Abruzzo. Fino alle guerre puniche infatti l’Italia settentrionale non era stata ancora romanizzata.     Il nome Emilia, di cui si fregia oggi come un vanto e persino un marchio di qualità, cadde in disuso a lungo; lo riesumarono solo gli eruditi rinascimentali, ma fu...

I nemici di Roma in battaglia

Abbiamo già considerato Tacito che scrive dei raid compiuti dai Germani; se manteniamo lo stesso autore ma ci trasferiamo in altri teatri di guerra, considerando altri nemici di Roma, le parole e i giudizi non cambiano. Dalle reiterate rivolte in Africa negli anni 20-22 d.C., represse in confronti aperti dal proconsole Apronio dopo le iniziali sorprese, deriva il cambio di tattica degli insorti:    “Tacfarinas, poiché i Numidi, sgomenti ed abbattuti, non volevano più saperne di assedi, cominciò a dar battaglia or qua or là, ritirandosi quando era incalzato, e subito balzando indietro per assalire. Finché il barbaro usò questa tattica, potè impunemente prendersi gioco dei Romani, impotenti e stanchi; quando poi ripiegò verso la spiaggia, impedito dalla preda, dovette fermarsi in stabili alloggiamenti. Allora, per comando del padre, Apronio Cesiano con cavalieri e coorti ausiliarie, alle quali aveva unito i soldati più veloci delle legioni, condusse contro i Numidi una fortunata battaglia e li ricacciò nel deserto”.[i]   Significativo il passaggio che interpreta questo...