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Chris Anderson

(5 risultati)

Sloterdijk, Macho, Byung-Chul Han

La filosofia è morta, viva le scienze della cultura!   Un rapido sguardo ai nomi delle cattedre, ai programmi delle lezioni, alle monografie pubblicate dai docenti afferenti ai dipartimenti di filosofia delle università tedesche è sufficiente a rendere evidente quello che ai più potrà sembrare a prima vista un dato stupefacente: la filosofia intesa come teoria e produzione di teoria sulla realtà, e analisi critica della stessa, in Germania, nei dipartimenti di filosofia, è scomparsa.   Resta al suo posto la storia della filosofia (una filosofia trattata come bene museale, come un oggetto in sé conchiuso, immutato e immutabile, e per questo oggettivamente analizzabile), dunque – nel migliore dei casi – l’analisi storica di un oggetto concettuale cristallizzato in uno spazio e tempo altri, del tutto separati dal presente e dalla sua interpretazione. Accanto ad essa la filosofia analitica, di matrice anglo-sassone. Ma della filosofia come interpretazione critica dell’esistente, analisi e produzione di immagini del mondo, non resta praticamente (fatte salve le dovute, rare ma presenti,...

Teoria del drone

Ore 0:45 GMT – 5h15 in Afghanistan Il pilota: Cazzo, quello è un fucile?! L’operatore: Boh, è solo una macchia calda dove sta seduto, non posso dirlo, comunque sembra proprio un oggetto. Il pilota: Ah, speravo saltasse fuori un’arma, vabbè. Ore 1.05 L’operatore: Sto camion sarebbe un bel bersaglio. È un 4x4 Chevrolet, un Chevy Suburban. Il pilota: Sì. L’operatore: Eh, sì. Ore 1.07 Il coordinatore: Lo screener dice che c’è almeno un bambino vicino al 4x4. L’operatore: Vaffanculo… dov’è? L’operatore: Mandami una cazzo d’immagine, ma non credo che ci siano bambini a quest’ora, lo so che sono strani, ma insomma... … L’operatore: Boh, sarà un adolescente, comunque non ho visto niente di piccolo e sono tutti raggruppati là.   Questa che avete appena letto è la trascrizione di una parte della conversazione tra i membri dell’“equipaggio” che guida un drone Predator in volo sull’Afghanistan il 20 febbraio 2010. Sono tranquillamente seduti sulle loro poltrone nella base di Creech, negli Stati...

La Società dei Makers

Giovedì 21 novembre 2013 David Gauntlett presenta alle 16.00 La società dei makers presso la Facoltà di Scienze Politiche della Statale di Milano     La società dei makers di David Gauntlett parla, come scrive l'autore nell'introduzione di “cosa succede quando le persone fanno cose”, cioè degli effetti sociali della creatività che emerge dall'uso collettivo delle reti digitali e sociali on line.   La mia introduzione non può essere obiettiva, in quanto traduttore del libro (insieme a Sara Maestro), però posso raccontare, da studioso dei media, perché questo libro è importante e perché mi sono dannato per un anno intero per cercare di trovare un editore disposto a tradurlo. La prima risposta a questa domanda – perché questo libro è importante – la fornisce Stefano Micelli (autore di Futuro Artigiano, sempre per Marsilio), che ha scritto la prefazione al libro e che è la persona grazie alla quale, alla fine, il libro è approdato in Italia. Micelli scrive:     “La rivoluzione tecnologica e...

Drone, l'occhio che uccide dal giardino di casa

È l’occhio del XXI secolo. Vola in alto, sopra le nostre teste. La sua visione è azimutale. Appare in grado di identificare un’automobile e i suoi passeggeri, distingue le portate di un pranzo all’aperto, sa capire se chi cammina su un sentiero di montagna è un pericoloso terrorista oppure un alpinista dilettante. Somiglia a un uccello, possiede ali nere e dimensioni ridotte; lo mostrano così le poche immagini messe in circolazione dalla aviazione americana.   Ma non c’è solo questo veicolo militare ad alzarsi sulle nostre teste. Questa estate lo si è visto volare sopra gli incendi boschivi. Qualche mese fa ad Istanbul, a Gezi Park, nel pieno della protesta che ha fatto vacillare Erdogan, il movimento di protesta ha lanciato in aria un piccolo apparecchio di colore bianco che forniva immagini da postare su You Tube. I poliziotti l’hanno abbattuto a colpi di pistola. Il suo nome è Drone; gli deriva da un verbo inglese, to drone, ronzare, anche se è conosciuto con vari acronomi: RPA Remotely piloted aicraft; ROA Remotely iperated aircraft; UAV Unmanned aerial vehicle. In italiano la...

Salone del mobile | Designers, il proletariato creativo

Diverso, eccentrico, fantasioso, figo, frivolo, geniale, futuristico, incasinato, incomprensibile, innovativo, leggero, marginale, moderno, multimediale, nerd, pazzesco, poco redditizio, poliedrico, sfruttato, stressante, utopico, visionario: con questi termini viene definita oggi la figura del designer. La parola più utilizzata è però ancora “creativo”, e continuano a circolare termini tradizionali: grafico, architetto, artista.   Leggendo l’inchiesta sulla condizione dei designer in Italia (Designers’ Inquiry) si incontra una figura ancora semisconosciuta e per molti tratti indefinibile. Cosa fa esattamente un designer? La ricerca non lo dice, dato che indaga soprattutto l’aspetto economico e sociale di questa professione, ma è evidente che la maggior parte dei giovani (tra i 21 e i 30 anni) che fanno questo mestiere in vari ambiti, dal design alla grafica, dalla pubblicità alla comunicazione visiva, appartengono al proletariato creativo, sottospecie della “nuova classe creativa” teorizzata da Richard Florida qualche anno fa.   Dal questionario distribuito (in due mesi ha ricevuto 767 risposte alle 78 domande), emerge il nuovo operaio dei servizi avanzati: giovane,...