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Dario Mangano

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Artefatti e forme della società / Bruno Latour, Design, politica e tecnologia

C’è un gatto che miagola davanti alla porta: vuole uscire per una passeggiata. Il proprietario dell’ufficio dove si trova quella porta s’innervosisce parecchio: passa il suo tempo ad aprire e chiudere perché l’animale fa va-e-vieni di continuo e lui, cagionevole di salute, non tollera le correnti d’aria. Il gatto vorrebbe la porta sempre aperta. Lui sempre chiusa. Da cui questi continui miagolii, da un lato, e queste continue aperture e chiusure, dall’altro, con relative arrabbiature e strepiti collettivi. Uno stress.  Risolve la questione Gaston Lagaffe, protagonista del noto fumetto belga di André Franquin, anche perché quel gatto gli appartiene, lo adora, e quel tizio lì è il suo capo: ne va del benessere del micio, ma anche del suo posto di lavoro. Così, taglia un pezzo di porta, in basso, e con due cardini e il pezzo di legno costruisce una gattaiola: d’ora in poi la porta resterà chiusa, non ci saranno più correnti d’aria, i raffreddori scongiurati, e il gatto potrà comunque entrare e uscire a suo piacimento.   È bastato un colpo di ingegno, una sega, due cardini e qualche chiodo non solo per superare il problema ma, a ben vedere, per invertire i rapporti di forza...

Volta per volta, caso per caso / Principianti, competenti, esperti

La competenza, questa sconosciuta. Se si tratta, con buona probabilità, di una delle questioni più discusse negli ultimi anni – in campo scientifico come politico, medico e mediatico, artistico e tecnologico – è proprio perché, alla fine, non abbiamo le idee chiare su che cosa essa effettivamente sia, come funzioni, che cosa significhi, come la si acquisisca. Sappiamo che l’expertise è uno strumento simbolico di potere, rimpallato fra forze opposte in campo, rivendicato di continuo dagli uni e parallelamente dileggiato dagli altri. Ma non sappiamo esattamente perché lo sia, né dunque come poter sedare gli animi, dando agli esperti quel che è degli esperti e ai dilettanti il brio per dilettarsi ancora.   Certo è che, in ogni caso, la pandemia non ha fatto che accentuare i conflitti in corso, ingrossando a dismisura – da un lato – la fideistica richiesta di professionisti cui delegare scelte sanitarie su larga scala, dunque politiche, e accentuando altresì – da un altro lato – l’onda anomala di coloro i quali rivendicano il diritto di decidere da sé, in nome di una libertà personale tanto vaga quanto perigliosa. La cosa ha radici antiche, manco a dirlo, collegandosi quanto meno...

La competenza dei mezzi e dei fini / Dietro il sapere, il potere

È una notte della settimana di Natale del 1885. Michael Faraday, il più famoso fisico dell’Inghilterra vittoriana (il più grande, mi dispiace per lui, era James Clerk Maxwell), tiene una lezione pubblica per dimostrare le nuove scoperte dell’elettricità. Passa un secolo. È una notte della settimana di Pasqua del 2021. Ilaria Capua, la più famosa virologa italiana, tiene uno dei suoi sermoni alla trasmissione televisiva DiMartedì di Giovanni Floris per spiegare agli italiani come comportarsi per contenere la pandemia.  Le due serate hanno qualcosa in comune: la figura dell’esperto che si rivolge ai non esperti per proporsi come un punto di riferimento. Tuttavia sono separati da un abisso, non solo temporale: Faraday non pensava di poter dire agli inglesi che cosa dovessero fare, la Capua invece ritiene che la scienza indichi alle persone la strada da seguire. Faraday non parla in senso deontico, la Capua sì. L’esperto televisivo, tracimando nell’assiologia, assomiglia di più a un Savonarola che ai grandi scienziati. Lontani sono i tempi in cui Galileo, matematico e filosofo, scrivendo alla Granduchessa di Toscana, contrapponeva “Come si vadia al cielo” a “come vadia il cielo...

Dario Mangano, Luigi Zoja / Vedere e esserci: due libri sulla fotografia

Una mano tiene fra due dita una fotografia. Si vede un albero molto grande, un prato su cui ognuno vorrebbe sdraiarsi e nuvole bianche nel cielo. La foto si sovrappone alla realtà. Il soggetto sta osservando l’immagine nel luogo dove l’ha scattata, anche se la realtà appare sfocata: le nuvole, il cielo e l’albero sono semplici macchie di colore. Sembra un paradosso. Cos’è più reale? L’immagine o il mondo in cui la stessa immagine e il soggetto sono immersi? È davvero possibile rispondere a questa domanda? Per di più questa immagine costituisce la copertina di un libro, Che cos’è la semiotica della fotografia (Carocci Editore, Bussole, 2018), di Dario Mangano. Ulteriore vertigine semantica, anche se il titolo suona rassicurante e rievoca, attraverso questa ironica provocazione, la fiducia che fin dalla sua nascita la fotografia riscuote. Cosa che le accade in quanto sarebbe depositaria di una straordinaria aderenza alla realtà e di una completezza nella resa di ogni suo dettaglio, anche se oggi il realismo ingenuo è scomparso e nessuno si sognerebbe di definire la macchina fotografica uno specchio. L’intento è chiaro, Mangano traccia una sorta di mappa concettuale, una “Bussola”,...

Il design in doppiozero

Francesca Picchi. Il design italiano oltre la crisi. Autarchia, austerità, autoproduzione   Il design è un gran chiacchiericcio, un continuo compromesso, anche un lavoro sporco, un’opera di seduzione e di persuasione occulta che porta chi compra una sedia o un secchio a vederci riflesso un mondo di desideri, significati, valori. La premessa è che tutti possano possedere questi oggetti, perché sono accessibili, costano il giusto. Questo almeno nelle intenzioni, perché il design alla resa dei conti si paga profumatamente. […] Se dobbiamo circondarci di forme gridate da autori che cercano di affermare la propria presenza, allora tanto vale far da sé, e circondarsi piuttosto della propria voce.   http://www.doppiozero.com/materiali/design/il-design-italiano-oltre-la-crisi     Yosuke Taki. L'albero della progettazione   Oggi, il design non è più uguale alla progettazione. Quanti veri progettisti con queste caratteristiche incontreremmo al Salone del Mobile? Ormai quasi nessuno. È diventata una figura pressoché estinta nel campo del design, in questo mondo industriale...