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Edmondo De Amicis

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Lorenzoni e Baker: nuove narrazioni dalla classe / Che faccio, vado avanti?

Tutte le volte che si scrive non “di scuola”, ma “di una classe” noi italiani torniamo dentro Cuore di Edmondo De Amicis. Cuore come narrazione della prima scuola unitaria italiana disegnata dalla Legge Casati, concepita nel Regno di Sardegna nel 1859 e poi calata sul nuovo Regno d’Italia nel 1861: «Art. 315. L’istruzione elementare è di due gradi, inferiore e superiore. L’istruzione del grado inferiore comprende: l’insegnamento religioso, la lettura, la scrittura, l’aritmetica elementare, la lingua italiana, nozioni elementari sul sistema metrico. L’istruzione superiore comprende, oltre lo svolgimento delle materie del grado inferiore: le regole della composizione, la calligrafia, la tenuta dei libri, la geografia elementare, l’esposizione dei fatti più notevoli della storia nazionale, le cognizioni di scienze fisiche e naturali applicabili principalmente agli usi ordinari della vita. Alle materie sovr’accennate saranno aggiunti, nelle scuole maschili superiori, i primi elementi della geometria ed il disegno lineare; nelle scuole femminili i lavori donneschi». Il testo della legge è pervaso dal ruolo preminente dei padri, e tutto trasuda di impianto militaresco: censure,...

Istanbul/Milano / Orhan Pamuk. Città come autobiografia

Siamo tutti esuli dalla nostra infanzia, quel luogo mitico, leggendario, magico, perso per sempre, quel luogo in cui le parole assunsero un senso per la prima volta, i gusti presero il loro spessore, quella concretezza fatta di rumori, odori, quel terreno sicuro – anche se non sempre felice – a cui la nostra intera esistenza è ancorata come un naufrago a un relitto. È sempre con una certa tristezza che ci volgiamo alla nostra infanzia, una tristezza lieve e densa insieme che accompagna il libro autobiografico di Orhan Pamuk, Istanbul.   Un capitolo intero del libro, il decimo capitolo, è interamente dedicato alla tristezza, alla sua dimensione fisica, diversa da una pura condizione dell’anima come la malinconia. Una tristezza più spessa e più diffusa, una sensazione che emana da certe immagini, una specie di filtro tra noi e le cose. Pamuk descrive la tristezza dell’infanzia come il vapore sui vetri della finestra della cucina di casa o sul finestrino dell’automobile durante i lunghi viaggi d’inverno. Quei vetri opachi sui quali si disegna un cuore o un sorriso per distrarsi dalla noia sono la metafora perfetta della tristezza infantile o della tristezza che accompagna la...

Un esercizio difficile / Scrivere ancora un tema?

Nell'ampia, e talora aspra, discussione sul degrado dell'italiano, generata dalla recente lettera-appello di 600 docenti e germinata in innumerevoli spin-off che ne hanno esplorato le diverse sottotrame politico-ideologiche (dalle responsabilità della scuola a quelle del web, passando per un classico assoluto del revisionismo culturale italiano, ovvero la demolizione postuma della figura di Don Milani), aleggiava nelle scorse settimane lo spettro della creatura polimorfa a cui da un secolo abbondante abbiamo affidato il compito di vigilare sulla buona lingua dei nostri studenti: il componimento d'italiano. Il componimento d'italiano, meglio conosciuto come «tema», costituisce infatti la prova più largamente utilizzata per testare le competenze linguistiche degli scolari, nonché quella dai contorni didattici più labili: perché non valuta, appunto, soltanto la cosiddetta forma, ma anche l'aderenza alla traccia, le conoscenze disciplinari e interdisciplinari, il saper argomentare e creare collegamenti, l'attitudine all'analisi e alla sintesi, e più in generale la capacità di mettere in ordine fatti e pensieri per strutturare un discorso articolato e coerente su un certo argomento....

Putin e l’animo russo. Intervista con Gian Piero Piretto

La casa è piena di libri, ma sono soprattutto gli oggetti – cartoline, souvenir, ritratti, statuine, gadget –, le “cose” sugli scaffali e i ripiani, oltre ai quadri alle pareti, ad attirare l’attenzione. Si tratta in gran parte di oggetti d’origine russa, paese di cui Gian Piero Piretto è studioso. Piretto non è uno storico e neppure un letterato in senso stretto. Si occupa di cultura visiva, una materia o disciplina, che in Italia ha una storia piuttosto recente.   Nel corso degli anni ha scritto molti libri, tutti originali e inconsueti. Il radioso avvenire. Mitologie culturali sovietiche, uscito nel 2001 presso Einaudi, parte dal 1917, dalle utopie d’Ottobre, e arriva agli anni Ottanta del XX secolo, passando per gli anni staliniani, spiega con immagini e riferimenti alla vita quotidiana dei russi la celebre frase di Stalin: “Vivere è diventato più bello, compagni, vivere è diventato più allegro” (1935), insomma racconta la storia visiva dell’Urss e dei suoi miti. Gli ultimi due apparsi si intitolano: Gli occhi di Stalin e La vita privata degli oggetti sovietici,...

Da Franti a Grillo (via GianBurrasca e Berlusconi)

Giusto cinquant’anni fa, nel 1963, Umberto Eco pubblicò il suo famoso Elogio di Franti, nel quale si faceva beffe dei melodrammi deamicisiani di Cuore per schierarsi dalla parte dell’“infame”, il cattivo senza speranza. Eco si concentrava su un aspetto specifico del personaggio: Franti ride. Ride di ogni cosa sacra alla comunità, dal re alla mamma. E tracciando una diretta connessione a Rabelais e al ridere come atto eversivo contro il potere costituito, faceva assurgere il giovinastro a icona della ribellione che si stava preparando. Il Sessantotto era alle porte: “Sarà una risata che vi seppellirà…”. Ridere, ridere amoralmente di ogni cosa è ciò che caratterizza il protagonista di un altro famoso libro per ragazzi uscito una ventina d’anni dopo: Il giornalino di Gian Burrasca. La celebre versione televisiva con Rita Pavone ha molto sfumato un inquietante tratto del personaggio originale: la totale mancanza di senso di colpa. I danni anche seri provocati da Gian Burrasca non solo lo fanno ridere a crepapelle, ma gli ispirano pensieri di questo tipo: “E’ colpa mia se ho dato...