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Enzo Melandri

(3 risultati)

Prendere le misure e calcolare i rapporti / La nuova didattica: muoversi verso un'idea

A0, A1, A2, A3, A4, A5, A6, A7, A8, A9, A10. Sono i formati dei fogli sui quali scriviamo e disegniamo. Tagliando a metà un formato nel senso della larghezza si ottiene quello successivo, in modo tale che il rapporto tra il lato maggiore e il lato minore del primo sia uguale al rapporto tra lato maggiore e il lato minore del secondo. In termini matematici, se consideriamo “a” il lato maggiore e “b” quello minore,  si ottiene la proporzione: a:b = b:a/2. La gabbia o griglia compositiva usata per impaginare gli elementi grafici e/o testuali su un foglio da disegno come su una pagina tipografica discende da questa proporzione, che si può tradire ma non ignorare.   Tra il 29 novembre 2012 e il 13 gennaio 2013 fu allestita a Milano (Palazzo Reale) la mostra Giulio Einaudi. L’arte di pubblicare dedicata alla collana I Coralli. La mostra si focalizzava sul legame tra Giulio Einaudi e le arti visive. Tra i materiali esposti si potevano ammirare i nove Coralli della Serie Bianca progettati dall’artista Giulio Paolini e stampati tra il 1976 e il 1978. I volumi non erano rifilati e perciò il lettore doveva tagliare le pagine con un tagliacarte ottenendo un contrasto tra il ruvido-...

Enzo Melandri / Gli strumenti d’ombra

Nel 1964 Roland Barthes fa pubblicare in una rivista universitaria una raccolta di appunti dedicata agli studenti, che sarà destinata a diventare quel testo intitolato Elementi di semiologia. Non è un caso che un’opera così semplice si sia imposta tra gli intellettuali dell’epoca suscitando dibattiti e polemiche, che talvolta ancora si protraggono: la sua semplicità è infatti mera apparenza. Con la pretesa di istituire un agile compendio di riferimenti e nozioni ad uso e consumo di coloro che sono intenzionati a occuparsi di semiotica, Barthes compie in sottotraccia delle operazioni tutt’altro che scontate: la sovversione di un credo intellettuale, la provocazione a un certo modo di intendere la critica sociale, la testimonianza e la collocazione di una tappa del proprio percorso filosofico e biografico.   Si potrebbe dire, sintetizzando molto, che il primo aspetto risiede nell’inversione del progetto saussurriano di subordinare la linguistica alla semiotica, laddove Barthes utilizza strumenti linguistici per poter fondare la sua semiologia. Il secondo aspetto critica la massima sociologica della cosiddetta “società dell’immagine”, mostrandone una sovrabbondanza di elementi...

Roberto Casati. Contro il colonialismo digitale / Gimmie Shelter!

Dopo il pezzo di Roberta Locatelli, prosegue la discussione attorno al libro di Roberto Casati, Contro il colonialismo digitale.     «Oh, a storm is threat'ning My very life today If I don't get some shelter Oh yeah, I'm gonna fade away» Rolling Stones, 1969   Contro il colonialismo digitale di Roberto Casati affronta direttamente la questione decisiva dei nostri anni di cambiamento epocale in relazione alla storia culturale della lettoscrittura e alla sua correlazione con l'educazione e l'insegnamento. Leggibilissimo e narrativo grazie anche a un'agile struttura, mette a fuoco la situazione e apre il dibattito con lucidità e competenza proponendo interessanti innovazioni che tutti gli operatori della cultura dovrebbero prendere in considerazione.   L'analisi di uno studioso serio e impegnato è la fase preparatoria di una ricerca pragmatica di alternative al fronteggiarsi degli apocalittici e degli integrati, del «rifiuto luddistico» e dell’«adorazione messianica» delle tecnologie; essa muove dal presupposto che si tratta di negoziare con l’innovazione digitale e sull’educazione a fronte di un paesaggio umano, cognitivo e sociale rapidamente mutevole, che...