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Ermanno Cavazzoni

(14 risultati)

Ermanno Cavazzoni / Il ritorno dei lunatici

Sono passati più di trent’anni dall’uscita per i tipi di Bollati Boringhieri del romanzo d’esordio di Ermanno Cavazzoni, Il poema dei lunatici, prima tappa di un percorso narrativo felice e prolifico, che dura a tutt’oggi. Il libro è stato ristampato recentemente per La Nave di Teseo, l’editore che si è occupato della diffusione delle ultime opere dello scrittore reggiano: La galassia dei dementi (2018), romanzo ‘fanta-nescientifico’, e il recentissimo Storie vere e verissime (2019), raccolta di testi ibridi, un po’ corsivi e un po’ narrazioni, che costituisce la terza puntata di un filone parallelo alla produzione di romanzi e racconti, inaugurato con Il limbo delle fantasticazioni (Quodlibet 2009) e proseguito con Il pensatore solitario (Guanda 2015). Periodicamente riproposto negli anni, Il poema dei lunatici torna in libreria in una ricercata corrispondenza con il centenario dalla nascita di Federico Fellini, che realizzò a partire dal romanzo quella che sarebbe stata la sua ultima pellicola, La voce della Luna (1990), con Roberto Benigni e Paolo Villaggio nei panni di Savini (Salvini nel film) e Gonnella, i personaggi principali.    Nel novembre del 1987 Cavazzoni...

Il pessimismo comico di Ermanno Cavazzoni / Storie vere e verissime

Perché i marziani, quando sbarcano sulla terra, hanno sempre tanta fretta di ripartire? Siamo soli nell’universo? Cosa succede alle nostre cose quando iniziamo il viaggio per l’aldilà? Esistono i miracoli? A questi e a molti altri interrogativi cruciali per le nostre vite risponde Ermanno Cavazzoni nelle sue Storie vere e verissime, raccolta di trentacinque novelle comiche uscite di recente per “La nave di Teseo”, con una deroga ai consueti sistemi di ordinamento a cui Cavazzoni ci ha abituato nei suoi precedenti libri, dove segue la traccia di un tema-guida, di un genere o di una specie (Il poema dei lunatici, Vite brevi di idioti, Storia naturale dei giganti, Gli scrittori inutili, Guida agli animali fantastici, Gli eremiti del deserto, La galassia dei dementi) di cui redigere un bestiario o tracciare una genealogia. Le Storie vere e verissime non rispondono a un vincolo stretto nel criterio di catalogazione delle figure e delle vicende, accomunate piuttosto dall’aria di famiglia che si respira nelle pagine di questo scrittore innamorato di tutte le infinite forme di manifestazione della bêtise, che scova e insegue con il fiuto di un segugio e poi cataloga con la passione e lo...

Lello Baldini / La camera cieca

Compatto. Almeno virtualmente la si immagini pronunciata, questa parola, con l’accento di Lello Baldini. Suppongo non solo a me, gli ultimi tempi prima di andarsene (con la discrezione che sempre lo aveva contraddistinto), diceva che gli sarebbe piaciuto pubblicare i suoi testi in forma non più scritta, bensì orale. Dev’essere stata verso la fine del 2004, l’ultima volta che ci siamo sentiti per telefono. (Mi piaceva parlare al telefono con Baldini. Non pensavo, le troppe poche volte che è successo, a quanto il motivo – con angoscia già kafkiana – fosse attestato nella sua poesia; si pensi a Mo acsé, in Ciacri, e al formidabile Pronto! Pronto! di Intercity.) «Ma sì, mi piacerebbe fare un compàtto», diceva tutto divertito. Intendeva un compact disc, cioè il supporto tecnologico sul quale era norma, allora, “pubblicare” una voce. E così quando Simone Casetta, una rivoluzione tecnologica dopo, mi ha parlato per la prima volta del suo progetto – di inscatolare quella voce unica in un compàtto che tale fosse, pure, in quanto oggetto: il box-monolite che ora finalmente vede la luce, cioè, grazie anche alle arti grafiche di Leonardo Sonnoli – mi è subito sembrata, questa sua, la...

Novara 20-22 settembre 2019 / Ritornano gli Scarabocchi!

Torna Scarabocchi. Il mio primo festival per il suo secondo anno.   Di nuovo a Novara, presso l’Arengario, in uno spazio racchiuso, protetto ma anche ampio. Torna con un tema che attraversa laboratori per i bambini e per gli adulti, le lezioni e le letture, e altro ancora: gli animali. Lorenzo Mattotti con gli animali di Pinocchio, Giovanna Durì con le macchie e gli sgorbi dentro cui vedere animali strani o consueti, Giovanna Zoboli con la pecora da disegnare de Il piccolo Principe di Saint-Exupery, e poi Ilaria Urbinati anche lei con animali, e quindi Ermanno Cavazzoni che ci parla degli scarabocchi di Franz Kafka, lo scrittore i cui racconti sono pieni di molti animali.       Il festival unisce adulti e bambini con la sua struttura parallela di laboratori e incontri in contemporanea gli uni e per gli altri, in un momento di condivisione d’esperienze artistiche e creative, lezioni d’arricchimento culturale, incontri con alcuni dei disegnatori e illustratori più interessanti e noti del paesaggio editoriale italiano. Un progetto per le famiglie e per i ragazzi e i giovani delle scuole dell’obbligo. Come lo scorso anno sarà un momento di allegria e condivisione...

Building Art. Vita e opere di Frank Gehry / Frankie Goes to Hollywood

Secondo Ermanno Cavazzoni «ogni biografia che sia minore di 40 milioni di pagine è una biografia ridotta e scorciata, a me viene da dire bucherellata, dove i buchi possono estendersi in grandi lacune [...] Ogni biografia è quindi un lampo che percorre alcune punte più cariche, e più visibili, e casualmente più emergenti. Tutto il resto è colato via nei buchi del colapasta o del setaccio che è la vita. Non si può fare diversamente. Però questo ha un vantaggio: che la biografia è una costruzione, una scelta di emergenze tra le quali si costruisce un collegamento, e quindi le biografie di una persona sono tantissime». La biografia di Paul Goldberger, Building Art. Vita e opere di Frank Gehry, 35 €, tradotta da Matteo Zambelli per il nuovo editore Safarà di Pordenone, non sfugge a questa sorte, nonostante le quasi cinquecento pagine. Sono infatti cominciate in anticipo le celebrazioni per l’imminente novantesimo compleanno dell’architetto nato a Toronto: oltre a questa biografia, uscita originariamente nel 2015, Jean-Louis Cohen nel 2017 ha dedicato alla sua opera il primo corso al Collège de France, onore fin quasi eccessivo. Goldberger, già critico del “New York Times” e del “New...

Il senso del ridicolo 2018 / Luigi Malerba: frammenti di un discorso sul comico

  Dal 28 al 30 settembre si terrà a Livorno la terza edizione del festival Il senso del ridicolo, dedicato all'umorismo, alla comicità e alla satira. Questa settimana proponiamo alcune riflessioni sul tema di Gabriele Gimmelli, a partire da un libro di Luigi Malerba, Strategie del comico, da poco in libreria.    Raccolta di exempla? Carnet de notes? Abbozzo di una teoria (asistematica) del comico? Oppure, come sembra indicare il titolo, un incompiuto trattato, à la von Clausewitz, sulla comicità? Forse il modo migliore per definire questo singolare oggetto, emerso dalle carte postume di Luigi Malerba (1927-2008) e pubblicato con il titolo Strategie del comico (Quodlibet Compagna Extra, pp. 156), è partire dal racconto "Il palinsesto", apparso originariamente nel 1964 e posto a conclusione del volume. Ultimo ma primo, in un certo senso, dal momento che traccia retrospettivamente quella che, un po' troppo pomposamente, potremmo chiamare la "cornice metodologica" del libro.    In un futuro imprecisato, un misterioso cataclisma ha cancellato la vita sul pianeta Terra. La popolazione umana si è adattata a vivere nel sottosuolo, perdendo via via ogni cognizione...

Una distopia catastrofica / Ermanno Cavazzoni, La galassia dei dementi

Com’è noto, una delle differenze principali fra l’utopia classica (l’utopia positiva) e l’utopia negativa o distopia consiste nel diverso peso della dimensione narrativa. Un mondo ideale tende alla staticità, e perciò mal si presta a generare storie: tant’è vero che nell’eponima Utopia di Thomas More o nella Città del Sole di Tommaso Campanella la descrizione prevale sul racconto. Un mondo imperfetto – guasto, opprimente, infernale – offre invece grandi risorse all’immaginazione romanzesca. Ma anche in questo caso si può istituire una distinzione fondata sul diverso equilibrio tra lo sfondo (i lineamenti generali del mondo inventato) e il primo piano (l’intreccio propriamente inteso). In alcune distopie il punto di forza è l’idea di partenza, la trovata iniziale, e l’azione non fa che svolgerne gli effetti. Tale, ad esempio, è il caso del celebre Brave New World di Aldous Huxley (1932): ciò che accade ai personaggi è secondario rispetto all’applicazione del principio della divisione del lavoro e della produzione su catena di montaggio alla biologia umana. Lo stesso dicasi per il romanzo di Michel Houellebecq La possibilità di un’isola (2005). Se la vicenda non manca di interesse,...

Venerdì 26 gennaio, ore 18, Libreria Coop Ambasciatori (Bologna) / Conservare la memoria: 10 scrittori, 10 libri

Conservare la memoria. Di che cosa? Del passato, ma anche del nostro presente. Gli scrittori che hanno accettato l’invito a indicare dieci libri da proporre in lettura ai giovani hanno declinato in vari e differenti modi la loro idea di memoria e di memorabile, ovvero di cosa occorre ricordare, cosa si deve ricordare. Il XX secolo è alle nostre spalle, ma il suo carico di eventi terribili, luttuosi e devastanti, pesa ancora su di noi. Ma anche il nostro presente è carico di memoria che occorre custodire e per cui occorre agire. La lettura come uno strumento per pensare ma anche per fare. Per non restare indifferenti. Questo il contributo che proponiamo alla Giornata della Memoria.   Gli episodi di ordinaria cancellazione e offesa della memoria si susseguono a ritmo incessante, incalzante, inquietante. Dalle lapidi profanate alle svastiche disegnate sui cartelli delle scuole dedicate ad Anna Frank. Dai saluti romani a Marzabotto (Città Martire) ai raduni arroganti e minacciosamente evocanti. Dieci autori consigliano dieci libri agli adolescenti. Coop Alleanza 3.0, Librerie.coop e Doppiozero promuovono una raccolta di 10 volumi indicati da 10 autori. Dieci libri che...

Reiner Stach, “Questo è Kafka?” / Il gabinetto delle meraviglie del dottor K.

In fondo, l'avevamo sempre saputo. Il 2 luglio 1913, Kafka annota sul proprio diario «la passione e l'entusiasmo con cui ho recitato una scena di film comico alle mie sorelle nella stanza da bagno». Possibile? Kafka spettatore di film comici? Di più: Kafka – l'austero Kafka, il minaccioso, enigmatico Kafka – che mima una gag da slapstick comedy per la gioia delle sorelle... nel bagno di casa? Riesco quasi a immaginarlo piroettare da una parte all'altra della stanza, mulinando l'aria con le braccia, mentre con le smorfie del volto dà vita a tutti i personaggi; e alla fine, terminata la pantomima, capitombola giù per terra, esausto, fra le risate e gli applausi delle sorelle entusiaste.    «Perché non sono mai capace di far questo davanti agli estranei?», si rammarica qualche riga più sotto. La verità è che ci riusciva fin troppo bene. «Sono noto per le mie grandi risate», scrive Kafka a Felice Bauer, in una lettera dello stesso periodo, «persino durante un incontro solenne con il nostro presidente – sono trascorsi ormai due anni, ma nell'Istituto la leggenda mi sopravviverà». La situazione è da comica finale. Gli ingredienti ci sono tutti: l'Autorità in tutta la sua...

Luoghi comuni: Padani

“Quel pidocchio lì, che tra l'altro poi ho pensato non era neanche un pidocchio non era, che infatti mia sorella m'ha detto sarà mica una bacca che la Giovanna ha preso su in bicicletta a Cavezzo. Il fatto è che se lo sapevo che non era un pidocchio neanche stavo lì a ripensare a quel racconto russo pieno di pidocchi e pensavo magari alla Giovanna, un po' m'innamoravo anche. Perché te a volte pensi delle robe che non sono neanche quelle che dovevi pensare e perdi solo un gran tempo. Oh, non è che io c'ho un gran daffare, che intanto m'era venuta una depressione ma una depressione che non rispondevo neanche più ai miei amici giù a Novellara e stavo lì chiuso in casa a saltellare in cucina sulle piastrelle come un pidocchio.”   Un quiz per il lettore: si tratta di una facile eco prodotta dallo scrivente, o di un pezzo di Benati, di Nori, di Cornia, o ancora un patchwork montato da Cornia Nori Benati; forse addirittura viene per li rami da Cavazzoni o Celati? Certo il “gusto delle fole”, del parlare per parlare è del maestro primo, ma in fondo il gioco diventa...

Atelier dell'Errore

Tre grandi carte installate al Buchheim Museum (Museo della Fantasia) di Bernried nei pressi di Monaco di Baviera, stese su pannelli di enormi dimensioni accolgono i visitatori della mostra. Ritraggono alcuni animali dello zoo fantastico di Giulia Zini: Orso Bruno, Golilla Madredipella, Catoblepa Occhi Luminosi, Pirottico Ferrocito, Piotruco che guarda le femmine, Piraostre Elegante, Cerva Di Santo Eustachio Gesù Infinito. Sono pastelli e disegni su carta che Giulia abbozza e campisce stando molto vicina al foglio, quasi aderente, sdraiata. Con dedizione assoluta questa ragazza di diciassette anni ha tracciato linee e segni sull’enorme spazio bianco appoggiato al pavimento dell’Atelier dell’Errore di Reggio Emilia. Con queste opere Giulia ha vinto nel 2014 il premio euward 6, art in disability, prestigioso concorso europeo di Outsider Art, organizzato dall’Augustinum Stiftung di Monaco uno dei più noti al mondo, con un catalogo dove campeggia in copertina un suo contributo. In giuria Arnulf Rainer e Roger Cardinal, due grandi esperti di questa arte.   Scoiatto Motosega, Giulia, Atelier dell'Errore   Tra qualche giorno, il...

Nella colonia penale

La voce che si sente, immersi nel buio della sala, è suadente come se l’aspetta chi lo conosce, Ermanno Cavazzoni («la fata coi baffi», l’ha ribattezzato una volta Silvia Ballestra). Eppure stavolta c’è una punta di asciuttezza in più: un tono insieme di compatimento sottile e neutralità, come dire, nosografica: «L’umanità ha incominciato a andare al mare  verso la metà del Novecento. Fino ad allora a nessuno era venuto in mente di andarci. All’inizio sembrava una moda passeggera… per convalescenti…».     La quiete di Vacanze al mare, con questo titolo anodino da cinepanettone di seconda scelta e il suo tono pacato e sorvegliato, in realtà ci si rivolge come si insegna a fare ai matti. Ci asseconda. Illustrando un nostro comportamento che pare, alla voce fuori campo, fra i segni più inequivocabili dell’universale follia dell’homo sapiens. O homo litoralis – come viene ribattezzata quella sottospecie che ogni anno «dopo il solstizio d’estate […] migra in massa sui litorali marini, per un impulso...

Il comico come strategia in Gianni Celati

L’ultimo numero della rivista Nuova prosa, Le strategie del comico in Gianni Celati & co, raccoglie gli atti del convegno di Copenaghen dedicato a Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni.     Lo presentiamo attraverso un’intervista di Aurora Capretti a Gianni Celati ed un breve video, di Gianni Canali, in cui Nunzia Palmieri introduce il volume. Nuova prosa è edita da Greco&Greco (info@grecoegrecoeditori.it) che ringraziamo per averci concesso di pubblicare l'intervista a Gianni Celati.     Negli anni Sessanta inizia a collaborare e a scrivere su una serie di riviste; tra queste, molte delle quali vicino alla Neoavanguardia, anche “il Caffè” diretta da Giambattista Vicari. Può parlarmi della sua esperienza a riguardo?   L’avanguardia aveva uno sfondo ideologico, anche se questa tendenza era evitata da molti, oppure astratto-fenomenologico, con tendenze abbastanza accademiche. Nelle poche volte che ho avuto a che fare con i suoi promotori, mi sono trovato a disagio. “Il Caffè”era invece una nave in mezzo al mare, senza dottrine, veramente anarchica...

Gianni Celati. Conversazioni del vento volatore

Dalle coste romagnole devastate da una mareggiata si vola all’Africa misteriosa dei romanzi di Conrad e da lì in un campus universitario americano degli anni Settanta, poi al British Museum, fra gli scaffali di una biblioteca, e poi nell’oriente favoloso dei novellatori, fino ad arrivare a gran velocità in un pianeta abitato dagli alieni, e sempre, sullo sfondo, il deserto come vuoto fondativo di ogni possibile immaginare.   La prima impressione che lascia la lettura delle Conversazioni del vento volatore di Gianni Celati, libro da poco uscito per la casa editrice Quodlibet, nella collana Compagnia Extra diretta da Ermanno Cavazzoni e Jean Talon, è proprio il senso degli orizzonti vasti, di uno sguardo che osserva i dettagli per alzarsi subito in volo a cercare un punto più alto da cui guardare le cose. I discorsi su argomenti diversi che troviamo qui raccolti, storie di viaggi, di libri, di passioni cinematografiche, di ricordi autobiografici, di osservazioni sul mondo che cambia, di pensieri sulla scrittura e sul  tempo presente, seguono l’andamento fluido delle conversazioni a quattr’occhi: “Scrivere...