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giurisprudenza

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Parla proprio di noi / Perché insegnare letteratura (e non solo agli studenti di Lettere)

Insegno Letteratura italiana contemporanea da parecchi lustri, ma per una serie di circostanze che ora non è il caso di ripercorrere non mi è mai capitato di trovarmi in un corso di laurea in Lettere. Gli studenti con i quali ho a che fare non hanno interessi prevalentemente letterari; in molti casi, non hanno affatto interessi letterari. La letteratura occupa una posizione marginale nel loro orizzonte mentale. Analogamente, un’ipoteca di marginalità pesa sull’immagine che noi stessi docenti (italianisti e contemporaneisti) tendiamo ad avere degli insegnamenti letterari inseriti in corsi di laurea il cui focus formativo punta altrove.     Ovviamente esiste sempre la possibilità di declinare gli insegnamenti letterari in una chiave prossima agli interessi degli studenti. Ad esempio, insegnando (come a me è avvenuto per anni) in un corso di laurea di Scienze dell’Educazione, ci si può soffermare sull’immagine di certi ambiti sociali o di certe condizioni esistenziali; si possono scegliere testi che parlano non solo di minorazione fisica o psichica, di emarginazione, di carcere, ma anche di dinamiche familiari, di rapporti fra le generazioni, di Bildungsroman. Il punto...

Il film di Christian Vincent vincitore della coppa Volpi / La corte. La giustizia al cinema

Vinta la Coppa Volpi dello scorso anno giunge ora nelle sale La corte, film francese di Christian Vincent.  Il titolo italiano, innovato rispetto all’originale L’hermine, cioè l’ermellino, sembra influenzato da ragioni pubblicitarie, quasi a voler evocare i classici duelli processuali in aula, ricordi di derivazione americana. Ma non è così, o meglio non solo.  Come propone Calvino in Palomar, un punto di avvio è la ‘descrizione’ del racconto.  Si tratta di una pellicola atipica che combina due generi narrativi diversi, come fossero strati che si sovrappongono. In altri termini l’apparenza immediata, cioè il titolo, le scene, i personaggi, la loro presentazione introducono nel mondo processuale, meglio in un’aula della Corte di Assise dove si discute un processo di omicidio particolarmente triste. Un padre è accusato della morte della figlioletta e moglie-madre ne chiede la condanna. La Corte è chiamata a decidere, presieduta da un giudice rigido, formale, severo, poco socievole anche con i colleghi.   Questo però è il livello esterno, la superficie della storia, una sorta di contenente che comprime un contenuto ancora ignoto. Infatti ben presto scatta la...