Categorie

Elenco articoli con tag:

Gli immediati dintorni

(3 risultati)

Un libro di Pietro De Marchi / Con il foglio sulle ginocchia

Le raccolte di scritti sono, per così dire, libri postumi, anche nel caso in cui l’autore è in vita e gode di buona salute. Vale anche Con il foglio sulle ginocchia (Edizioni Casagrande) di Pietro De Marchi che mette insieme una serie di saggi e divagazioni, editi e inediti, degli ultimi vent’anni. Docente di letteratura italiana nelle università di Zurigo e Berna, autore di libri di poesia, in ultimo Le carte delle arance (Casagrande, 2016), De Marchi è meno noto come autore di prosa ma, quando avviene, la singola parola ha un peso specifico elevato e De Marchi si iscrive nella tradizione dei tanti poeti italiani che sono stati ottimi prosatori e critici letterari. L’autore appartiene a una geografia letteraria che ha i suoi estremi tra Zurigo, a nord, e Pavia, a sud, e un possibile punto mediano a Giubiasco, il paese, ma ormai è una conurbazione, alle porte di Bellinzona. È lì che De Marchi posa l’occhio sulla scritta TENDE DA SOLE, LAMELLE, ROLLADEN. Nello spiegarci che “rolladen” significa “tapparelle”, in quella mescolanza fantastica tra italiano e tedesco che rende quella terra un nostro primo possibile esotico, nota che il cartellone pubblicitario è un “endecasillabo già...

Prosa e poesia / Patrizia Cavalli, con passi giapponesi

Nella letteratura italiana degli ultimi centocinquant’anni non sono molti gli scrittori che si sono dedicati con lo stesso impegno alla poesia e alla prosa, e che hanno ottenuto risultati egualmente significativi in entrambi i campi. Io non saprei citarne più di tre: d’Annunzio, Palazzeschi, Pasolini. Su questa via s’era mosso anche Rocco Scotellaro, ma la sua parabola è stata troppo breve (colgo l’occasione per ricordare la recente uscita negli Oscar Mondadori di Tutte le opere, a cura di Franco Vitelli, pp. XX-800, € 28). In compenso, non pochi poeti hanno pubblicato preziose raccolte di narrazioni e saggi (critica letteraria a parte), ciascuna a proprio modo, rivelatrici.   Abbiamo così avuto Il povero nella città di Ungaretti, Scorciatoie e raccontini di Saba, La farfalla di Dinard di Montale, Gli immediati dintorni di Sereni: opere che, senza intaccare il primato della produzione in versi dei rispettivi autori, rappresentano un indispensabile complemento per definire la loro fisionomia e il loro universo poetico. Potrei sbagliarmi, ma altrettanto non mi pare si possa dire per i narratori e i romanzieri, le cui incursioni nel territorio della poesia serbano un carattere...

Matteo Terzaghi / La Terra e il suo satellite

“In quegli anni io avevo delle difficoltà con i temi in classe, che mi venivano sempre troppo corti. Cioè, in brutta erano lunghi, ma quando poi li ricopiavo in bella rimanevano poche righe, per via che cancellavo troppo”. Il consiglio del professor Rossini allo studente Terzaghi fu: “il segreto del tema in classe, ma questo vale più in generale per la vita, è la divagazione”. Matteo Terzaghi, ticinese, classe 1970, dopo Ufficio proiezioni luminose (Quodlibet, 2013) torna a intrattenerci e a farci riflettere con La Terra e il suo satellite (Quodlibet, 2019). La lezione del professor Rossini è stata appresa, ma il libro, seppur denso, resta magro, poco più di cento pagine, e verte intorno alla forma del tema in classe e alle sue variazioni. Ufficio proiezioni luminose lo aveva fatto conoscere ai lettori di lingua italiana, le sue riflessioni sulle immagini (il libro aveva parecchie fotografie che venivano commentate), in particolare su come si formano le immagini nel nostro pensiero e come si alterano nella realtà.   Un’attività proseguita nella pubblicazione di piccoli libri semiclandestini, costruiti con la complicità di Marco Zuercher, che raccolgono e montano fotografie...