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Jay David Bolter

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Hyperfiction

Una delle caratteristiche dell’arte postmoderna, forse la principale o fondante, è l’utilizzo programmatico dell’autoconsapevolezza come strumento di riflessione culturale: l’autore si distacca dalla propria opera, sdoppiandosi nell’entità che crea e in quella che osserva l’atto della creazione all’interno del suo contesto. Così che in pressoché qualsiasi opera d’arte postmoderna (letteraria, cinematografica, architettonica) ci troviamo di fronte a due livelli paralleli, il racconto e il discorso-intorno-al-racconto: in molti casi questo doppio binario viene realizzato per mezzo dell’ironia, che enfatizza l’atto ludico (cioè mai completamente serio) implicito nella creazione dell’opera d’arte. Come dire, il mondo non è un foglio bianco sul quale tracciamo il percorso della nostra espressione individuale, ma un insieme di segni la cui combinatoria è (l’hanno dimostrato i membri dell’Oulipo negli anni Sessanta) a tutti gli effetti un gioco.   In questi ultimi vent’anni il postmoderno ha cominciato a morire di diverse malattie: rarefazione...

Che cos'è un medium

In senso lato, i media sono tutti quegli strumenti che durante la storia delle civiltà sono stati utilizzati dagli esseri umani per interagire in maniera efficace con l’ambiente in cui si trovavano. Generalmente, però, per media si intendono soltanto i mezzi di comunicazione, cioè quegli strumenti che sono comparsi in Occidente a partire dagli anni Trenta dell’Ottocento e che si sono caratterizzati per la loro capacità di diffondere grandi quantità di messaggi nella società. Tra questi strumenti, è arrivato prima di tutto il quotidiano popolare e a esso sono seguiti poi la fotografia, il cinema, il telefono, la radio e la televisione.   Marshall McLuhan, negli anni sessanta, scriveva all’interno del volume Gli strumenti del comunicare che ogni nuovo medium, quando compare sulla scena sociale, non dispone di propri contenuti ed è costretto ad assorbire quelli generati dai media che l’hanno preceduto. Per questo era convinto che «il “contenuto” di un medium è sempre un altro medium». Da questa concezione della relazione esistente tra i media è nata l’...

La fine del libro?

Alcuni giorni fa Luca Sofri ha pubblicato sul suo blog Wittgenstein un breve post dedicato al tema molto dibattuto della "fine del libro". Nonostante l'argomento sia indubbiamente importante nel contesto del nostro presente culturale, credo che alcune delle posizioni assunte da Sofri prestino al fianco a obiezioni la cui discussione può risultare interessante. Ne faccio un elenco di seguito. Molte delle idee che espongo possono essere rintracciate e approfondite in almeno due testi dei tanti pubblicati sull'argomento nel corso degli ultimi trent'anni: uno è un classico, Lo spazio dello scrivere di Jay David Bolter (ed. italiana Vita&Pensiero, 2002), mentre l'altro è un testo più recente (Gino Roncaglia, La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro, Roma, Laterza, 2010). Una prospettiva più ampia sulle relazioni tra forma del testo, forma del libro e mente può essere reperita in un altro classico del tema, Oralità e scrittura. Le tecnologie della parola di Walter J. Ong (ed. italiana Il Mulino, 1986).   1. Il libro non è più l'elemento centrale della costruzione della...

Perché non ricordo gli ebook?

Incontro Giovanna in una libreria. Sta cercando tra le novità i libri da leggere questa estate. È incerta se comprare un libro di carta, oppure la sua versione ebook. Quello tradizionale pesa di più e costa anche di più, tuttavia, mi confessa, i libri che legge sul tablet non se li ricorda per nulla. “Strano – dice – è come se leggessi qualcosa di cui non conservo memoria.” E non è questione dei saggi, che legge di meno sul tablet, ma proprio dei romanzi o racconti. “Com’è possibile?”, mi domanda. La medesima osservazione me l’ha fatta un mese fa un amico. Anche lui ha constatato che i testi letti in versione elettronica sono meno ricordabili: “Che sia un mio difetto?”, mi ha domandato. Da allora mi sto interrogando su questo strano effetto di oblio, o scarsa memorizzazione. Da tempo mi sono accorto che le email, ma anche i documenti, che ricevo via posta elettronica, li ricordo meglio se li stampo. Visti su un foglio A4, le parole, le frasi, i concetti, li trattengo meglio. Ma non posso stampare tutto, sia per una ragione pratica, sia per un problema etico: si consuma...