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Joseph Stalin

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Gian Piero Piretto. Settant'anni di storia culturale sovietica / Quando c’era l’Urss

Tutto comincia il 7 novembre 1917, anche se poi nel calendario la data canonica sarà il 25 ottobre del medesimo anno: la Rivoluzione russa. Inizia con uno slittamento di date il ricco e affascinante volume di Gian Piero Piretto, Quando c’era l’Urss. 70 anni di storia culturale sovietica (Cortina pp. 623, € 39). Si tratta di una storia visiva di questo paese che ha avuto una così grande influenza nelle vicende del XX secolo, e che è ancora centrale nell’attuale storia del mondo. Il libro ci permette inoltre di capire la Russia contemporanea, Putin e gli oligarchi, la cultura letteraria e quella musicale, il nazionalismo e le aspirazioni di un paese complesso e articolato. Piretto ha scandagliato le forme di vita, il cinema, la letteratura, gli oggetti, i manifesti, la pubblicità, le cartoline, le fotografie, le parate militari, i ritratti di Lenin e di Stalin, ovvero ogni aspetto visivo che possa, partendo dai dettagli, ricostruire il generale, l’assetto complessivo dell’Urss. Si legge come un album d’immagini, e insieme come un commento continuo a opere conosciute e sconosciute, che s’immerge nel flusso della vita della società sovietica. Per orientarsi in questa attraversata...

L'ottimismo di stato / Eroi del lavoro socialista

Questa volta prendiamo le mosse dalla prima pagina di un giornale, uno a caso tra i tantissimi che uscivano sul territorio dell’Unione Sovietica, molto omologati tra loro ma con difformità talora assai sottili che potevano fare la differenza. In particolare il numero del 26 giugno 1934 che, per celebrare le “persone eccellenti” dei kolchoz della Centrale di Meccanizzazione Trattoristica di Rež, cittadina nella regione di Sverdlovsk (oggi Ekaterinburg), abbinava le testate del Bol’ševik (Il Bolscevico) e dello Stalinets (Lo Stalinista). Rispettivamente organi del Comitato Regionale del Partito Comunista e della Sezione Politica della succitata Centrale della città. L’occhiello riportava un brano da un recente discorso di Stalin che cito integralmente visto che costituisce il filo rosso del nostro discorso: “Qualsiasi contadino, colcosiano o coltivatore diretto ha oggi la possibilità di vivere come si addice al genere umano se soltanto è intenzionato a lavorare onestamente, a non poltrire, a non bighellonare e a non depredare i beni del kolchoz”.   Il titolo dell’articolo, che altro non sarebbe stato che uno stralcio più ampio da un discorso staliniano al XVII Congresso del...

Putin e l’animo russo. Intervista con Gian Piero Piretto

La casa è piena di libri, ma sono soprattutto gli oggetti – cartoline, souvenir, ritratti, statuine, gadget –, le “cose” sugli scaffali e i ripiani, oltre ai quadri alle pareti, ad attirare l’attenzione. Si tratta in gran parte di oggetti d’origine russa, paese di cui Gian Piero Piretto è studioso. Piretto non è uno storico e neppure un letterato in senso stretto. Si occupa di cultura visiva, una materia o disciplina, che in Italia ha una storia piuttosto recente.   Nel corso degli anni ha scritto molti libri, tutti originali e inconsueti. Il radioso avvenire. Mitologie culturali sovietiche, uscito nel 2001 presso Einaudi, parte dal 1917, dalle utopie d’Ottobre, e arriva agli anni Ottanta del XX secolo, passando per gli anni staliniani, spiega con immagini e riferimenti alla vita quotidiana dei russi la celebre frase di Stalin: “Vivere è diventato più bello, compagni, vivere è diventato più allegro” (1935), insomma racconta la storia visiva dell’Urss e dei suoi miti. Gli ultimi due apparsi si intitolano: Gli occhi di Stalin e La vita privata degli oggetti sovietici,...

Morto o imbalsamato

Per Hugo Chávez è tardi: il suo cadavere ha aspettato troppo per poter essere imbalsamato. Per garantire il successo le procedure di imbalsamazione avrebbero dovuto iniziare subito, già il 5 marzo, giorno del decesso. Ora gli esperti giunti dalla Russia le sconsigliano, trasportarlo a Mosca per essere certi del risultato vorrebbe dire strapparlo alla madrepatria e ai cittadini in lutto, per non dire dei costi milionari del processo di eternalizzazione.   Il popolo venezuelano che ha alzato pugni al cielo, mandato baci e pianto tutte le sue lacrime, che ha sperato che il cadavere dell’Ultimo comandante potesse continuare a vivere in una nuova forma, ha ricevuto la notizia di un cambiamento delle celebrazioni da Nicolás Maduro, l’erede prescelto che si trova a reggere la presidenza ad interim. Il corpo del presidente del Venezuela, esposto per nove giorni e nove notti, in una bara con il coperchio di vetro, in una monumentale camera ardente nell’Accademia militare di Caracas, è stato trasportato alla Caserma della Montagna, nel Museo della rivoluzione, il Pantheon nazionale, accompagnato da una folla sconsolata, rossa e...

Nir Baram. Brave persone

La domanda è nota, se la sono posta in molti, Primo Levi, Hannah Arendt, Jean Améry e più recentemente Christopher Browning, Daniel Goldhagen: chi erano i carnefici? Uomini o demoni? E quanti erano? Un’élite del male che si è impossessata del potere nella Germania degli anni Trenta e nella Russia sovietica o una massa di anonimi e diligenti servitori dello Stato – padri di famiglia, bravi ragazzi volenterosi, giovani in carriera, nonni amorevoli, intellettuali colti e raffinati – tutti vittime di un sentimento di paranoia collettiva, che individuava senza tentennamenti il nemico da abbattere, il male da estirpare alla radice, le idee da distruggere, le cospirazioni da sedare?   Anche le risposte sono note, le ricerche storiche lo hanno documentato: alla distruzione dell’Europa hanno partecipato in molti, la macchina per funzionare aveva bisogno di una rete estesa di collaborazioni, di una minuta divisione del lavoro. La distruzione degli ebrei d’Europa non ha solo placato gli appetti ideologici dell’antisemitismo diffuso ma ha procurato vantaggi economici cospicui a molti cittadini tedeschi...

Unicredit e la torre sovietica

Come più o meno tutti sanno, in questi giorni si sta ultimando  il grattacielo al centro della grande operazione immobiliare di Porta Garibaldi. Due “C” nel cuore di Milano, 35 piani e 231 metri, antenna compresa nel prezzo. Per la cronaca, l’ha disegnata Cesar Pelli (85 anni, allievo di Saarinen, quello delle Petronas Towers) all’interno di un masterplan molto criticato (oltre centomila metri quadri costruiti). La torre ha il suo nome, sarà la più alta in Italia e ospiterà, pensa te, Unicredit.   Al netto delle informazioni sul progetto, è chiaro a tutti che siamo davanti a un fatto storico: il grattacielo più alto d’Italia sarà il grattacielo di una banca. Sopra la Madunina, sopra la Regione, sopra il potere politico e religioso, svetta il potere economico. È un dato su cui, in questi giorni indignati, non si può soprassedere. Siamo tutti nati in città nelle cui piazze principali si ergono, totemici, chiese, comuni e palazzi reali. E per secoli il potere politico ha ricevuto l’investitura dal potere ecclesiastico, come cristallizzazione di un destino...

Continuità e modificazioni del raid nel novecento

Nel Novecento l’uso sistematizzato del raid in guerriglia continua, ed anzi si amplia geograficamente a livello globale, trovando pure diverse codificazioni teoriche. In Europa, come già nella Spagna antinapoleonica, le nazioni sconfitte da prima sul piano della guerra regolare adottano queste ulteriori forme di lotta quando l’occupante nazista, impegnato ormai su troppi fronti, dà iniziali segni di cedimento. Così in Italia, nei Balcani o in Francia proprio la guerra dei pochi salva l’onore di tutti o ribalta destini già scritti nel senso di definitive umiliazioni in campo aperto. Può viceversa essere una carta da giocare quando l’esito dello scontro è ancora aperto, come in Russia secondo le direttive di Stalin basate sul ripiegamento, la tenuta delle città e l’azione di partigiani infiltrati aldilà delle linee avanzanti dei tedeschi. In tutti questi casi il raider diviene, in misura anche superiore che nell’Ottocento in cui la spinta rinnovatrice del Romanticismo incontrava ancora molte riserve, figura positiva e leggendaria di liberatore, supportata a livello popolare nonché...

Di libro in libro scorre la vita

Certe volte capita che la lettura di un libro metta in moto una reazione a catena, per cui si sente il bisogno di dipanare una matassa, si ricorre ad altri libri, ti tocca fare i conti con episodi del passato, si ritorna ai libri e si va avanti, fino a quando si mette un punto. Per modo di dire.   Chernobyl di Francesco Cataluccio mi ha portato a Imperium di Ryszard Kapuscinski, come tenendomi per mano. Il 4 giugno 1933, mentre in Ucraina si muore di fame e le madri impazzite mangiano i propri figli denutriti, il responsabile della catastrofe passata alla storia col nome di Holodomor, Stalin, approva l’esecuzione del suo progetto più folle, la costruzione del Palazzo dei Soviet a Mosca: l’edificio, racconta Kapuscinski, avrebbe dovuto oscurare l’Empire State Building; alto 415 metri, sormontato da una statua di Lenin alta tre volte la Statua della Libertà, (il cui dito indice avrebbe dovuto misurare 6 metri), a costruzione ultimata avrebbe raggiunto una capacità di 7 milioni di metri cubi, equivalente alla cubatura dei sei massimi grattacieli newyorkesi di allora, un vero schiaffo all’America. Mentre sulle strade e fra i...