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Keith Haring

(5 risultati)

La lunga storia dell’ornamento / La mente inquieta che regala tanta bellezza

La storia dell’arte, dell’architettura, della musica è stata insegnata sino a pochi anni fa per personalità oltre che per opere e solo dagli anni Settanta del Novecento l’attenzione degli addetti ai lavori si è posata sulla forma delle mostre che, in alcuni casi, hanno portato scompiglio nelle nozioni ordinate della nostra formazione scolastica. Mostre che indubbiamente hanno cambiato il rapporto tra pubblico e cultura, tra pubblico e museo, mostre che a volte guardano più a obiettivi turistici e commerciali, ma che comunque avvicinano l’arte al grande pubblico. A fianco di esse vi è il catalogo che aiuta a ricordare l’esperienza estetica vissuta osservando, molto spesso, per la prima volta opere che escono dai musei più importanti del mondo e dalle più prestigiose collezioni private.   Mostre che raccolgono opere di autori più o meno sconosciuti attraverso, a volte, percorsi eccentrici, ma non per questo meno interessanti. Per diversi decenni sono state le esposizioni, molto più degli studi accademici e specialistici, la forza propulsiva della cultura artistica. Questo fenomeno è spiegato molto bene da Anna Ottani Cavina in Una panchina a Manhattan (2019), che da storica...

Fiorucci / Love Therapy. Riflessi di un’Epoca memorabile

Per Enzo Biagi è stato l'uomo che ha distrutto la moda per costruirla a modo suo, creando un sistema inclusivo, manovrato dalla strada, mentre per Oliviero Toscani rappresentava un innovatore modello, un esemplare raro, capace di sporcarsi le mani pur di perseguire il cambiamento. Di certo si tratta l’identikit di una persona che ha saputo sospendere il tempo per lasciare la propria impronta nella storia, diventando così anfitrione di avvenimenti memorabili, e detentore di un’epoca, la sua, l’Epoca Fiorucci, in mostra a Venezia dal 23 giugno 2018 al 6 gennaio 2019. Elio Fiorucci, scomparso a 80 anni nel 2015, ha incarnato, prima che diventasse un hashtag e un tatuaggio scritto male, il concetto di wanderlust, il desiderio viscerale di viaggiare ed entrare in contatto con nuove culture, col fine di tradurle, plasmarle, studiarne e decodificarne gli oggetti caratteristici, per poi avvolgerli nell’aura della moda, affidandoli ai suoi clienti e alla loro reinterpretazione degli usi e degli abbinamenti. Fiorucci progetta una forma di vita tout court, non soltanto uno stile, perché è conscio del ruolo fondamentale della moda nelle dinamiche sociali, politiche e del peso ricoperto dal...

Una conversazione / Andy Warhol. Fare arte

Benjamin H.D. Buchloh: Per cominciare posso farle una domanda riguardo alla serie delle immagini pubblicitarie? Quali erano i criteri in base ai quali lei sceglieva una particolare immagine fra la gran copia di logo e marchi? È possibile descrivere il processo selettivo o tutto avveniva in modo casuale? Le immagini che lei ha scelto sono così significative che si possono considerare archetipi della storia pubblicitaria. Per chiunque sia cresciuto durante gli anni cinquanta, il cavallo della Mobil è un’icona.   Andy Warhol: Dunque, ho scelto il Mobil Horse, perché mi piacevano i ragazzi che lo collezionavano e lo disegnavano, cioè... non so... A Keith Haring il Mobil Horse piace molto... Forse pensavo a lui quando l’ho fatto. Quando l’ho scelto mi trovavo proprio in un parco-giochi... Anche le altre immagini sono quasi tutte prese dalla pubblicità degli anni cinquanta.   Fatta eccezione per l’immagine della Apple che, ovviamente, è degli anni ottanta.   Forse dovevo fare più immagini pubblicitarie degli anni ottanta e roba del genere...   Quindi la scelta delle immagini era piuttosto casuale?   Be’, ci sono talmente tante immagini fra cui scegliere e a me...

Writing e Street Art a Bologna

“L’attuale arte d’avanguardia, più che sotterranea, è arte di frontiera; sia perché sorge, letteralmente, lungo le zone situate ai margini geografici di Manhattan, sia perché, anche metaforicamente, si pone entro uno spazio intermedio tra cultura e natura, massa ed élite, bianco e nero (alludo al colore della pelle), aggressività e ironia, immondizie e raffinatezze squisite. Questi artisti sono simultaneamente ‘penne nere e visi pallidi’, e sono i nuovi kids di New York”.   Con queste parole nel 1984 Francesca Alinovi era riuscita a sintetizzare la potenza e il valore del Writing, disciplina che in America, allora, annoverava tra i suoi “kids” personalità come Keith Haring, Jean Michel Basquiat o Kenny Scharf. La giovane critica portò alla GAM di Bologna una mostra che segnò l’apertura a questa cultura underground d’oltreoceano. Oggi, Fabiola Naldi e Claudio Musso hanno deciso, insieme con il Comune di Bologna e la Regione Emilia Romagna, di ripartire da quell’esposizione come nuovo punto di partenza, come collegamento.   Nasce cos...

Look

Il look è l’immagine che il corpo rivestito assume per effetto di un’operazione di bricolage tra segni di moda. Il look non si limita però a fotografare il risultato di un processo significativo e creativo, ma rimanda al processo stesso, focalizzandone un aspetto essenziale: la dinamica dello sguardo, del guardare e dell’essere guardati, alla base di qualsiasi costruzione sociale del sé. Illustrare la funzione e il significato del look nel contesto degli anni ottanta significa provare a tracciare una mappa di pratiche culturali ed estetiche ambivalenti o profondamente diverse tra di loro. Ciò a dispetto del fatto che gli anni ottanta sono siano stati archiviati come un’epoca di cattive abitudini relative all’essere e all’apparire, riassumibili tout court nelle spalle iperboliche, non importa se squadrate o arrotondate, se di Armani o di Montana, quale tratto dominante di una silhouette da consegnare alla storia del costume. Proprio questa silhouette, fondata sull’eccesso e sull’enfasi sproporzionata di una parte del corpo, non è mai più tornata di moda, se non in forma di timidi...