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La mente alterata

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Una storia naturale / Telmo Pievani, Imperfezione

  “Il tutto è precario perché non è perfetto, perché non è necessario e compiuto in sé, perché avrebbe potuto essere diversamente […], congiunzioni storiche… imprevedibili rispetto a quanto le precede… e decisive per quanto accade dopo. Dentro l’imperfezione…, il nostro piccolo quartiere non ha proprio nulla di speciale. Siamo a 27000 anni luce dal centro di una normale galassia a spirale, la Via Lattea, in mezzo a uno dei suoi bracci periferici, lo sperone di Orione. Con i suoi almeno 100 miliardi di stelle, la nostra galassia fa parte di un ammasso modesto di 50 galassie noto come Gruppo Locale, a sua volta uno dei cento che compongono il superammasso Vergine, ed entrerà in collisione con la galassia di Andromeda tra circa 400 milioni di anni.” Un testo, quello di Telmo Pievani, per comprendere al meglio la teoria dell'evoluzione naturale alla luce delle nuove scoperte scientifiche. Il soggetto principale sono le leggi dell'imperfezione come ingrediente fondamentale dell'evoluzione: il cervello e il genoma, due tra i sistemi più complessi, sono anche l’evidenza evolutiva di combinazioni antiche e nuove imperfette: “sono reticolari, ridondanti, palesemente imperfetti,...

Nuovi contenuti / Bilancio della memoria

“Ascoltando, infatti, i gridi d’allegria che salgono dalla città (si tratta dei sopravvissuti della città di Orano che stanno festeggiando la fine di un’epidemia di peste – n.d.r.) Rieux ricordava che quell’allegria era sempre minacciata. Sapeva quello che ignorava la folla, e che si può leggere nei libri, ossia che il bacillo della peste non muore né scompare mai, che può restare per decine d’anni addormentato nei mobili e nella biancheria, che aspetta pazientemente nelle camere, nelle cantine, nelle valige, nei fazzoletti e nelle cartacce e che forse verrebbe giorno in cui, sventura e insegnamento agli uomini, la peste avrebbe svegliato i suoi topi per mandarli a morire in una città felice.”   Qui termina il romanzo La peste del filosofo e scrittore Albert Camus (1913-1960), che equipara le tragedie del XX secolo a epidemie infettive. Oggi, con il lungo passare del tempo, riduciamo a una sola le due guerre mondiali, la fine dell’Europa, e cominciamo a pensare che definire epidemie i collassi sociali non è una metafora pura e semplice, e non lo era per Camus già nel 1945.  L’insegnamento dato agli uomini dal ripetersi delle sventure vissute e la peste personificata nel...