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Pollicino

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I bambini e la paura / L'importanza di perdersi nel bosco

Dopo l'attentato di Manchester, nel quale al termine di un concerto di Ariana Grande sono rimasti uccisi numerosi ragazzi la maggior parte dei quali ancora minorenni, come dopo ogni atto di terrorismo su media e social network è circolata la domanda “Come spiegare gli attentati ai bambini”. Famiglia Punto Zero, social di promozione culturale della genitorialità e approfondimenti tematici sulla famiglia, ha girato la domanda a Nadia Terranova, scrittrice per adulti e ragazzi, che tiene una bella pagina dedicata alla letteratura per l'infanzia sull'inserto Robinson. «Il problema – ha risposto Terranova – non è svegliarsi ogni volta e chiedersi come spiegare gli attentati ai bambini, il problema è che bambini a cui le favole sono state edulcorate, a cui non si può più leggere niente perché “è troppo difficile”, che non hanno più un'elaborazione simbolica della paura perché i grandi hanno paura della loro paura, sono infinitamente più fragili. E il problema non è la cronaca o una soluzione-medicina all'indomani di ogni fatto di cronaca, ma un immaginario indebolito da rifortificare.»   Centra il punto Terranova. Dietro la fragilità dei bambini c'è quella di un mondo incapace di...

La bellezza della fiaba

Mentre stavo scrivendo questo articolo, ho visto al cinema Il racconto dei racconti, adattamento cinematografico della raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, realizzato da Matteo Garrone. La mia impressione è che sia un film clamorosamente non riuscito, sotto tutti i punti di vista: recitazione, sceneggiatura, caratterizzazione dei personaggi, montaggio eccetera. Confesso di essere uscita dal cinema al primo tempo. Ma come è possibile, mi sono chiesta, che persone competenti e preparate come Garrone e la sua troupe facciano un autogol di queste proporzioni, e con una materiale così generoso e ricco quale è la fiaba? Possibilissimo. Anzi, con la fiaba il rischio di sbagliare è colossale. Perché ci sono pochi terreni scivolosi e impervi quanto le fiabe. Facilissimo, infatti, è travisare la loro natura, il loro spirito, capire dove risieda davvero la loro bellezza e importanza che non stanno mai, ma proprio mai in quello che sembra al primo sguardo.   Salma Hayek nel film Il racconto dei racconti, di Matteo Garrone 2015   Alcuni giorni fa, a un workshop di scrittura che ho tenuto all'...

Nella casetta dei Sette nani ho incontrato San Francesco

Cammina cammina, arrivarono a una casetta nel bosco: Hansel e Gretel, per esempio, alla casetta di marzapane della strega; oppure Biancaneve, alla casetta dei sette nani, o Pollicino, con tutti i suoi fratellini dietro, alla casa dell'orco. Cammina cammina, tutti arrivavano alla loro casetta, più o meno ambita, è un topos delle fiabe, mentre noi non arrivavamo da nessuna parte. Eppure camminavamo da ore e ore. Evidentemente non eravamo in una fiaba. Siamo nel luglio del 2008, tre anni orsono, e il nostro manipolo di quattro persone tra cui io aveva programmato una camminata di qualche giorno con zaino in spalla da rifugio a rifugio tra Liguria e Francia, là dove il vento fa il suo giro. Con treno e autobus arriviamo a San Remo e da lì a Triora, in Valle Argentina: cena in un ristorante minuscolo quanto delizioso a Loreto di Triora, e poi seconda tappa sul Colle Sanson, al Rifugio dell'Amicizia, m. 1.700. Il giorno successivo decidiamo di saltare una tappa intermedia precedentemente fissata (a Ubega) e di arrivare direttamente al Rifugio Don Barbera. Questo significa una camminata molto lunga per noi, che non siamo proprio camminatori della...