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Robert Schuman

(3 risultati)

La mia terra si trova qui e ovunque / Ritrovare l'Europa

“Gioia, il tuo incanto rende uniti (…), i mendicanti diventano fratelli dei prìncipi. Abbracciatevi, moltitudini! Questo bacio vada al mondo intero!” Cotanto invito alla fratellanza è l’Inno alla gioia (An die Freude, 1786), del poeta tedesco Friedrich Shiller, musicato da Ludwig van Beethoven nella Nona Sinfonia, ed è stato adottato, nel 1972, come inno europeo. Un inno che si esegue poco, mentre continuano a imperversare quelli nazionali (alcuni particolarmente retorici e bellicosi), perché rimane ancora incompiuta l’Europa.  Significativamente, il regista polacco Krzystof Kieślowski, nel Film blu (1993), immaginò la storia di un musicista che, morendo in un incidente stradale, lascia incompiuto l’inno europeo…      Per introdurre il discorso che farò mi serve una fotografia e la sua storia che ci parla di anticonformismo e rifiuto dell’intolleranza. Il signore evidenziato da un cerchio della polizia è il tedesco August Landmesser (1910-1944). Era un operaio che lavorava presso l'arsenale navale Blohm & Voss di Amburgo: fu l’unico fra centinaia di operai e autorità che si rifiutò di eseguire il saluto nazista ad Adolf Hitler, rimanendo impassibile a...

Della crudeltà clinica / Schumann in manicomio

Incipit “Nel 1845, il dottor Richarz elabora una terapia per la cura della psicosi-schizofrenica basata sull’isolamento.” (da Alessandro Zignani, Il richiamo dell’angelo. Cinque pezzi fantastici sulla follia di Robert Schumann, p. 7)   Come raccontare la storia della follia di Schumann? Un importante contributo arriva dalla pubblicazione italiana delle lettere tra la moglie Clara e Robert (1854-1856) e dalla memoria di Clara. Clara Schumann (1819-1896), notissima concertista, che sopravvivrà di cinquant’anni al marito, scrive di quei momenti: Sabato, il 4 arrivò! Oh Dio, la carrozza era di fronte alla nostra porta. Robert si vestì con molta fretta, entrò nella carrozza con Hasenclever (il medico) e i suoi due infermieri, non chiese di me, né dei bambini, e io me ne stavo seduta vicino alla signorina Leser immobile dal dolore e pensavo, ora soccomberò! Il tempo era splendido, almeno il sole l’ha accompagnato! Avevo consegnato al dottor Hasenclever un bouquet di fiori per lui, che poi gli diede in viaggio; l’ha tenuto a lungo in mano, senza pensarci, poi d’improvviso ne ha annusato il profumo e sorridendo ha stretto la mano al dottor Hasenclever! Più tardi ha regalato a...

Perché Brexit?

Come si deduce dal suo inizio, questo articolo è stato scritto nel pomeriggio quando i sondaggi davano lo stesso margine percentuale a favore del Remain che poi è stato, invece, ribaltato dai risultati effettivi. Tuttavia lo lasciamo senza correzioni perché l’analisi e la previsione delle conseguenze negative sono puntualmente confermati da quanto sta accadendo in queste ultime ore.   Mentre scriviamo queste righe il rischio di Brexit è probabilmente svanito. Il rischio è stato alto per due motivi: il primo è antico, il secondo è moderno.   1. L’Unione europea è una costruzione di politici francesi, italiani, tedeschi: Monnet, Spinelli, Schuman, Adenauer, per citarne solo alcuni. La giustificazione principale è stata la volontà di evitare le guerre. Nel Novecento i paesi europei si sono massacrati per un decennio nelle due guerre mondiali (in realtà i massacri sono stati una costante anche prima, se si pensa alla Guerra dei Trenta Anni nel Seicento e alla Guerra dei Sette Anni nel Settecento). Le guerre europee hanno avuto orrende origini culturali – la volontà di predominio di una nazione sulle altre – ma spesso hanno avuto una causa economica: i paesi cercavano mercati...