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Sulla pista animale

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K. Revue trans-européenne de philosophie et arts / Pinocchio o della fame

Di quel pezzo di legno destinato a diventare burattino, Collodi dice che era “come tutti gli altri”. Nessuno avrebbe potuto immaginare a prima vista che fosse un pezzo speciale. Tutt’al più, si dice nelle prime pagine del libro, sarà buono per il fuoco di cucina: “a buttarlo sul fuoco, c’è da far bollire una pentola di fagioli...”. In questo passaggio non c’è ancora la fame, ma la sua ombra cupa, in forma di una pentola che ribolle tra sé e sé, mentre attorno tutti sono affaccendati nei loro mestieri. Attraverso questa cucina fumosa si allude a un’epoca in cui la fatalità di rovesciare la pentola per terra rappresenta una vera e propria disgrazia. In Pinocchio la fame è onnipresente o, più esattamente, Pinocchio è il romanzo dell’onnipresenza della fame.   Una fame tangibile, insensata, che prende tutte le membra del corpo, anche quello di legno del burattino. Il libro mette al suo centro un tema che oggi resta per lo più dimenticato come motivo nella coscienza dell’uomo bianco europeo, ma che in Pinocchio la scrittura tocca con mano a ogni giro di frase. Oggi, in maniera immaginaria e fondamentalmente rassicurante, la si allontana agli anni della guerra o a quelli...

Parliamo d’altro / Diplomazia animale

Chi è il diplomatico? cosa fa? che ne è di questa figura apparentemente demodé, polverosa, emblema un po’ vintage del tempo che fu? L’arte della diplomazia è quella del mediare, barcamenandosi con le mezze verità, proponendo brandelli di menzogna ma soprattutto abbassando i toni, smorzando le asperità, i risentimenti, le ostinazioni delle differenti parti in causa. Obiettivo del bravo diplomatico è quello di evitare i conflitti, negoziando, patteggiando, proponendo soluzioni tanto parziali quanto efficaci là dove gli altri vedono soltanto vicoli ciechi, destini ineluttabili. Per farlo, costui deve conoscere molte lingue e saper transitare con estrema disinvoltura dall’una all’altra, traducendo all’impazzata non solo parole e grammatiche, fonetiche e sintassi, ma anche assetti culturali, sistemi di valori, ideologie e affetti. Talleyrand portò con sé, al Congresso di Vienna, il grande pasticcere Antoine Carême, che preparò gustosissimi manicaretti per gli ambasciatori di tutta Europa, rabbonendone gli animi verso la Francia perdente. Così come Cavour, per assicurarsene l’alleanza contro l’Austria, mandò alcune simpatiche signore piemontesi a far visita a Napoleone III.   Del...