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Sulla stessa barca

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Francesco Bellusci, Mauro Ceruti / La semplicità è complessa

“Questo desiderio di semplificazione è giustificato, la semplificazione non sempre lo è. È un'ipotesi di lavoro, utile in quanto sia riconosciuta come tale e non scambiata per la realtà; la maggior parte dei fenomeni storici e naturali non sono semplici, o non semplici della semplicità che piacerebbe a noi” [Primo Levi]   Quando nella vita di ogni giorno o in un esperimento, il volto intenzionalmente immobile della madre viola le regole dell’intersoggettività e della reciprocità che la bambina o il bambino hanno imparato a conoscere e che utilizzano per regolare gli scambi affettivi, quella sospensione causa disagi e risposte in termini di diminuzione dei comportamenti sociali. Una modulazione intenzionale minima e tutto sommato apparentemente semplice, alterata dal cosiddetto paradigma del volto immobile (still-face paradigm), può essere un buon esempio di come semplicità e complessità indichino di fatto le stesse dinamiche e gli stessi fenomeni. In fondo, un gesto semplice, quello di sospendere le espressioni simulando un volto immobile, contiene tutta l’elevata complessità dell’intersoggettività, della relazionalità, del riconoscimento e dell’empatia.   È una...

Il prossimo salto evolutivo / Da homo sapiens a homo frater

Molte volte nel corso della Storia l'umanità si è trovata a vivere situazioni di tale gravità e oscurità sul futuro da temere che fossero gli ultimi tempi. Ogni volta, finora, ne è uscita e i posteri hanno visto in quella crisi il travaglio della nascita di un mondo nuovo, o perlomeno rinnovato. Noi stiamo attraversando uno di quei momenti. Ne usciremo, come è sempre accaduto, o questa volta i nostri non sono dolori del parto ma un'agonia? Ivan Illich definì il nostro un tempo apocalittico, epoca di crisi e di rivelazione in cui non si deve avere paura, ma consapevolezza e determinazione nell'agire, perché la Storia è in gran parte nelle nostre mani e siccome, ad ogni modo, va avanti, dipende dalle scelte umane la sua direzione.  Oggi la situazione è più complessa di quanto sia mai stata prima, perché il mondo si è fatto piccolo, non esiste più un luogo in cui una parte si possa rifugiare e cercare un nuovo inizio. Il mondo è la nostra barca, o la manovriamo in queste acque di tempesta concordemente o affonderemo tutti. E non so se, in quel caso, vorrei essere tra i sopravvissuti. Il mondo si è fatto piccolo e l'uomo si è fatto troppo potente, e se alla sua potenza non...

Sullo spirito dell’India e la gnosi occidentale / Negare il mondo?

Negare il mondo? è il sesto saggio di una raccolta pubblicata da Peter Sloterdijk nel 1993. Si tratta di un periodo fondamentale per l’evoluzione del pensiero del filosofo di Karlsruhe, che in quegli anni non aveva ancora prodotto le sue due opere più lunghe e compiute, la trilogia di Sfere e la summa antropologico-filosofica di Devi cambiare la tua vita. Proprio per questo, tuttavia, nella costellazione di brevi saggi scritti in quegli anni è possibile seguire i percorsi attraverso i quali prenderanno finalmente forma i tratti essenziali della sferologia e dell’antropotecnica.  Il testo, tradotto e curato da Antonio Lucci, è pubblicato nella collana Umweg dell’editore Inschibboleth di Roma, una serie di pubblicazioni piuttosto ambiziose, che hanno il merito di integrare l’offerta culturale in lingua italiana con proposte che attingono a correnti culturali ancora non del tutto attive nel nostro paese, dalla filosofia dei media al postumanesimo, passando per quel modo del tutto peculiare di concepire la storia della cultura che ha preso forma in Germania sotto la guida di pensatori come lo stesso Sloterdijk e Thomas Macho.  Come recita il sottotitolo della traduzione...