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Theodor W. Adorno

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Carteggi dal naufragio / Hannah Arendt e Walter Benjamin, vita precaria

La pubblicazione postuma di carteggi privati può facilmente incorrere in una deriva scandalistica oggi particolarmente diffusa, per la quale parrebbe essere legittimo frugare negli angoli bui di un’esistenza, rendendo pubblico ciò che appartiene all’intimità di un autore scomparso. Tuttavia, il quadro complessivo che si ricava dalla ricostruzione biografico-teorica presentata nel volume Hannah Arendt, Walter Benjamin. L’angelo della storia (Giuntina, 2017) e curata da Detlev Schöttker e Erdmut Wizisla esula da questo genere di preoccupazioni.   Si tratta, invece, di una composita raccolta di scritti – un’introduzione dei curatori, il saggio di Hannah Arendt su Walter Benjamin, le Tesi di filosofia della storia, lettere e documenti – che traccia una linea di continuità tra il pensiero di Benjamin e le vicende storiche e politiche che hanno segnato tragicamente la sua vita. Tutta l’opera filologica dei curatori è animata dalla necessità di mettere a nudo quella connessione delle piccole cose, che Benjamin stesso ha sempre ricercato nel corso della sua elaborazione teorica. Le connessioni costruiscono una trama di involuzioni ed evoluzioni, che si disvela nel tortuoso...

Le stanze degli intimi supplizi

Tutti vanno e vengono, in genere. In casa, per strada. Si imbattono distratti infastiditi ciechi oppure compassionevoli invadenti moralisti nei guai degli altri, nel soffrire. In Invidiatemi come io ho invidiato voi c’è una donna ormai fatta cagna che ha perso tutto, che sviene per strada, che si confessa in chiesa: è un prima, o forse un dopo che viene fuori a poco a poco, aggalla dalle chiacchiere della gente, piano piano focalizzando sulla cognata, sul marito ebete e imbecille (interpretato dal drammaturgo e regista, Tindaro Granata); lei voleva l’amante, lei voleva farsi vedere, lei voleva tirarsi su, farsi invidiare dopo avere invidiato, e tanto tiene a quell’uomo che la compra, che gli dà in pasto la sua bambina, fa finta di non capire che l’uomo che lei vuole è un porco, un pervertito, un pedofilo che forza la sua bambina giorno dopo giorno e mese dopo mese. In un tempo in cui il teatro contemporaneo ha esaurito una stagione di effetti speciali emozionali, corporei, coreografici, audiovisivi, suggestivi, sonori, luministici, molto teatro al Festival delle Colline Torinesi diretto da Sergio Ariotti è ritornato al...

Cosa danno su Twitter stasera?

A casa non ho la tv. A cena ascolto sempre la radio in sottofondo, contravvenendo alle indicazioni di Adorno, secondo il quale l’ascolto distratto provocherebbe l’indigestione (Goodman, 2009).   Ieri sera mangiavo da solo, la radio non passava nulla di buono e non avevo voglia di alzarmi per collegare il computer alle casse e ascoltare BBC Six in streaming. Allora ho acceso Twitter (sono un consumatore a rischio dipendenza), però ho scoperto che mangiare e scorrere le notizie sul mio telefono non sono due attività che si riescono a fare comodamente. Ho pensato che sarebbe stato bello poter “guardare” Twitter su uno schermo 32 pollici di fronte a me, al posto della radio e della tv e cambiare “canale” con un telecomando messo accanto alla forchetta. Allora ho capito che Twitter non è solo un medium di micro-blogging, come dicono i suoi inventori, ma un nuovo mezzo di comunicazione di massa, molto simile alla radio. Twitter contiene dentro di sé i medium broadcast del Novecento con l’aggiunta delle dinamiche di rete portate da Internet. D’altronde il vecchio Marshall lo diceva già nel 1964...

Cowbird. Una comunità di cantastorie?

Il sito Cowbird si definisce una “comunità di cantastorie”. Comunità è un social network, un sito web dove si instaurano relazioni tra utenti e si condividono contenuti. Cantastorie è la traduzione dell’inglese storyteller; non apprezzo il termine perché risuona di armoniche micidiali, ma essendosi subito imposto nelle descrizioni italiane di Cowbird non provo neppure a sostituirlo con un più borghese narratore. Cos’è, però, una storia in Cowbird? Al contrario dei progettisti del sito, non ho di questo termine una comprensione “naturale” e “immediata”, e non credo se ne possa avere. Una storia in Cowbird è una foto, accompagnata da un testo scritto di lunghezza non predeterminata ed eventualmente da un contenuto audio, per lo più un testo recitato. Il sito nella sua pagina About ne offre alcuni esempi; il più noto è forse quello da cui prendiamo anche l’immagine di presentazione di questo articolo.   In che cosa è diversa una singola storia di Cowbird da un post di blog, ad esempio da Donna palestinese, Beirut, 1976 di...

Benjamin in punta di penna

“Was Ist Aura?”. Sono queste le uniche parole che riesco a decifrare. Si leggono in apertura di un documento non datato e manoscritto di Walter Benjamin. Tra i supporti più disparati utilizzati da Benjamin per prendere appunti mi colpisce quello che tenta di definire l’aura, uno dei concetti benjaminiani più indeterminati: una carta intestata “Acqua di S. Pellegrino. La migliore da tavola”. Il logo – una sorta di sponsor dell’Italian Style sul pensiero di Benjamin – non è cambiato: una stella rossa a cinque punte, con l’immagine della bottiglia disposta al centro oppure, come recitavano le pubblicità dei primi del secolo scorso, “la marca stella rossa” da esigere, l’acqua “battericamente pura” rispetto alle altre, che possono contenere “i germi del tifo, della dissenteria e di altre gravi infezioni”. “Was Ist Aura” è riportato giusto sotto l’insegna “S. Pellegrino”, quasi che Benjamin fosse indotto a interrogarsi sulla decadenza e la frantumazione dell’aura a partire non dall’opera d’arte e dalla...

Il Tramonto della Scuola.Togliamo il disturbo, di Paola Mastrocola

Ecco la recensione che ho rinviato in questi mesi, ogni volta cercando una scusa e preferendo occuparmi di altro, fino a quando, dopo aver smaltito stanchezza e malumori di fine scuola mi sono sentito pronto a riprendere il discorso. Sto parlando di Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare  della collega e scrittrice Paola Mastrocola, nota voce sul mondo scolastico. I motivi del mio disagio derivano dal tanto parlare che se ne è fatto, sui giornali, in rete e in sala insegnanti, fino a fare dell’autrice una sorta di bandiera della critica alla scuola attuale, rispetto alla quale sembra essere obbligatorio schierarsi. A favore o contro, aut aut. I due estremi possono essere riassunti come segue: a) finalmente qualcuno descrive il disastro culturale di cui la scuola è la principale responsabile avendo abdicato al compito di educare allo studio; b) un’altra voce passatista, antimoderna e reazionaria che difendendo un’istruzione di alto livello porta acqua al mulino della riforma Gelmini e della distruzione neo-liberale del pubblico in favore del privato.   Benché entrambe le sintesi non siano...

Benjamin Cloud

Fotografie, quaderni, taccuini, lettere agli amici, biglietti sparsi: ecco l’ordinata nebulosa che compone il laboratorio intellettuale di Walter Benjamin. In corso a Parigi presso il Musée d’art et d’histoire du Judaïsme, la mostra Walter Benjamin Archives (fino al febbraio 2012, fondo degli Archives Walter Benjamin dell’Akademie der Künste di Berlino) è una vera e propria messa in scena del dettaglio. Biglietto dopo biglietto, appunto dopo appunto, il visitatore assiste più che all’evolversi, al pulsare del pensiero benjamiano. Un respiro che è prima di tutto vitale, un pensiero che non contempla scarti o rifiuti. Le sale ricordano una nuvola gonfia, oggi si direbbe cloud, e in un certo senso anche l’organizzazione è simile. La catalogazione serve per la conservazione, ma non per accedervi; l’accesso è dato dal pensiero di Benjamin la cui osservazione del dettaglio è la chiave principale.   Non è l’analisi o il ragionamento razionale a prevalere, mentre si tenta si scrutare l’esile e affilata calligrafia di Benjamin, ma una curiosità oziosa e...