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Vito Campanelli

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Remix

Se il paesaggio moderno assume consistenza in virtù del modello secondo il quale si usa il passato per costruire il futuro, in quello contemporaneo si impongono tratti peculiari che giustificano i tentativi volti a far emergere la mappa di una nuova cultura, quella appunto del remix, che privilegia, più di quanto sia avvenuto in precedenti epoche storiche, modalità compositive basate sul riutilizzo – più o meno – creativo e consapevole di oggetti culturali preesistenti. In una siffatta cornice, i concetti correlati di ‘innovazione’ e ‘ripetizione’ rappresentano le principali coordinate attraverso le quali questo libro prova a far luce sulle più attuali forme comunicative, stringendo in particolare il fuoco su: una possibile genealogia del remix; l’inattualità di categorie moderne quali ‘autore’ e ‘originale’; i contributi della cultura hacker; l’ereditarietà sociale dei motivi culturali; le estetiche della ripetizione e dell’ibridazione; l’erosione dei confini dell’amatorialità; i contributi macchinici alla creatività; la...

Carlo Ratti. Architettura Open Source

L'ingegnere e architetto italiano Carlo Ratti (1971), formatosi presso il MIT di Boston US dove oggi insegna e è direttore del MIT Senseable City Lab (2004), propone un testo dedicato al concetto di open source applicato alla disciplina architettonica, Architettura Open Source (Einaudi, 2014).   A seguito dell'occasione offerta dalla rivista di architettura Domus di scrivere un editoriale sull'open source in architettura – rivista guidata nel 2011 da Joseph Grima – l'autore riprende i temi e la forma di quella prima stesura per ampliarli e affidarli a un medium più tradizionale e duraturo. Per la scrittura Ratti abbraccia la tecnica "aperta" di invitare alcuni critici a contribuire liberamente ai contenuti del testo, via posta tradizionale, Google Documents, email o videoconferenza. Figurano pertanto tra i co-autori o co-curatori anche Matthew Claudel, Ethel Baraona Pohl, Assaf Biderman, Michele Bonino, Ricky Burdett, Pierre-Alain Croset, Keller Easterling, Giuliano da Empoli, Joseph Grima, John Habraken, Alex Haw, Hans Ulrich Obrist, Alastair Parvin, Antoine Picon, Tamar Shafrir. Il libro presenta una critica molto aspra...

Vito Campanelli. InfoWar

Se c’è un risultato che i grandi antagonisti della rete hanno ottenuto in questi anni – da Aaron Swartz a Edward Snowden – è ricordare una verità che non era al centro del dibattito dall’alba della cybercultura: che il Web, di per sé, non è garanzia di trasparenza e democrazia, e che quella per la libertà è una battaglia che bisogna ancora combattere.   Di questo tema, un libro recente di Vito Campanelli (InfoWar. La battaglia per il controllo e la libertà della rete, EGEA, 2013, prefazione di Geert Lovink) offre una ricostruzione aggiornata, aperta alle sue mille contraddizioni e, più importante, capace di usare queste incongruenze per tagliare in diagonale la stanca contrapposizione tra tesi critiche e pensiero utopistico.   L’aspetto che più mi interessa discutere, tra quelli che Campanelli estrae dalla cronaca e dalla bibliografia recente, è la duplicità del problema: l’uso del Web per promuovere movimenti antagonisti, da un lato, e dall’altro la battaglia combattuta dentro – se non contro – la rete, contro i suoi...

Bertram Maria Niessen. Sociale, digitale. Trasformazione della cultura e delle reti

Esce oggi per doppiozero il saggio Sociale, digitale. Trasformazione della cultura e delle reti, a cura di Bertram Maria Niessen.   La produzione di senso del nostro mondo passa sempre di più attraverso strumenti, piattaforme e infrastrutture legate al Web. La velocità con cui i sistemi di organizzazione della cultura e della società hanno compiuto questa transizione non ha lasciato spazio, nella maggior parte dei casi, alla costruzione di uno sguardo critico in grado di cogliere i legami tra le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e le nuove forme di potere. Lungi dall’avere la pretesa di fornire una visione complessiva di questi cambiamenti, questa raccolta di testi inediti vuole offrire alcuni strumenti di riflessione per aiutare a gettare un ponte tra ambiti di studio ormai consolidati all’estero e il contesto italiano, nel quale ancora troppo spesso si considerano “le cose di Internet” un argomento da specialisti.   Gli autori raccolti in queste pagine costituiscono un campionario interessante delle nuove tipologie di ricercatori che si occupano di...

Today, the voice you speak with may not be your own

Oggi, la voce con la quale parli potrebbe non essere la tua. In un post apparso il 4 febbraio 2007 sul suo blog, il produttore, filosofo e musicista hip-hop statunitense DJ Spooky, al secolo Paul D. Miller, avviava una riflessione sulla pratica culturale del remix, con una doppia interpretazione. Da una parte negativa, intendendo nella fattispecie la voce come uno dei simulacra dell’epoca digitale, baudrillardianamente parlando. Dall’altra ottimistica, nella prospettiva di un “web 2.0 share-all style”, dove il diritto di remixare e di appropriarsi della voce altrui si trasforma in una pratica estesa a tutti.   La questione posta dal dj originario di Washington investe la ridefinizione stessa dei concetti di originalità ed autorialità nell’era contemporanea: “Dal momento che la storia umana delle idee, del progresso, dell’arte è una storia di pratiche di remix, possiamo considerare il ‘remix’ stesso come una voce autentica o non autentica?”   È da questa domanda che parte la riflessione di Vito Campanelli in Remix It Yourself, saggio edito da CLUEB nella collana Mediaversi,...