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Photopost

(186 risultati)

Jacques Henri Lartigue, Opio, 1984

A Opio, in Costa azzurra, il giorno del suo novantesimo compleanno. Ho amato nel grande Jacques quello che non potrò mai avere: la leggerezza. Forse preclusa a un siciliano. È stato l’unico enfant prodige della storia della fotografia. La fotografia era bambina e Lartigue, bambino anche lui, l’ha usata con una grazia e una felicità imperdonabili nel secolo dei massacri. Come fotografo è stato scoperto ben oltre i sessanta anni.    Lui stesso, peraltro, non sapeva di essere un grande fotografo e non gli importava. Le fotografie le aveva fatte per se stesso, come, mi spiegò, in estate si fanno marmellate di albicocche quando sono al colmo del sapore e del profumo. Per conservare, di quel regalo della natura e della vita, una traccia. Ma a me, ribadiva, piacciono le albicocche fresche, molto meno la marmellata. Il palpito di vita, fulmineo, irripetibile, prezioso.   Lo andai a trovare il giorno del suo compleanno. Eravamo amici.   Gli chiesi di fargli dei ritratti. Lucette lo fermò prima di andare in giardino: aspetta Jacques, ti pettino. Ecco la magia dell’irripetibile, così...

Roland Barthes, Parigi, 1977

L’avevo incrociato un paio di volte con Maurice Nadeau, di cui era amico e che aveva pubblicato, tanto per cambiare, alcuni dei suoi primi testi. Era già diventato uno dei grandi personaggi della cultura internazionale e papa della semiologia. Avevo tentato, senza riuscirci, di leggere Il sistema della moda, e L’empire des signes mi era sembrato molto suggestivo, ma piuttosto ingenuo sul piano politico. Miti d’oggi, però, lo leggevo e rileggevo e lo consideravo e lo considero un libro straordinario.   Quando uscì Frammenti di un discorso amoroso osai chiedergli un’intervista ed è in questa occasione che gli feci questo ritratto. Mi sembrò timido, imbarazzato, non smetteva un istante di fumare il suo sigaro: le sue risposte erano nitide e perfettamente strutturate. Amaro, malinconico. Gli rimanevano solo tre anni di vita.   Nel 1980 uscì La camera chiara, nota sulla fotografia. Libro fondamentale per chiunque si occupi di fotografia, e non solo. Da trent’anni citatissimo come un saggio ed è invece uno straordinario romanzo, attraverso la fotografia, sulla memoria, la morte, il lutto...

Bambina con la sua capra, Benares, 1972

  Non era facile capire chi portasse al pascolo chi.   La capra, in effetti, oltre che essere più pettinata, aveva un’espressione di responsabilità nettamente superiore.

Italo Calvino, Parigi, 1981

A Parigi lo incrociavo ogni tanto in qualche manifestazione culturale italiana alla quale partecipavano dei suoi amici.   Lo guardavo da lontano, naturalmente elegante, con un’espressione ironica. Aveva l’aria appartata anche quando conversava con altri.   Una volta gli chiesi una breve intervista, non ricordo su quale argomento. Fu gentilissimo.   Quando trascrissi la registrazione rimasi colpito dal fatto che le sue breve frasi sembravano già scritte. C’erano persino i punti e virgola.    

Travestito brasiliano, Parigi 1980

Corrispondente a Parigi per L’Europeo, ogni anno, con inevitabilità meteorologica, a metà primavera, col risvegliarsi della natura e degli ormoni, arrivava inevitabile la richiesta: che c’è di nuovo nel sesso in Europa? Non poteva mancare la voce di Parigi.   Un anno gli scambisti, un anno le percentuali sull’adulterio.   Quell’anno la conquista del Bois de Boulogne da parte dei travestiti sudamericani.   Questa disinibita signora, o signore, simpatica e intelligente, mi fornì ampie informazioni di prima mano.

Donna in processione, Granada, 1984

  Mantiglie, rosari, merletti, occhi di fuoco.   Le processioni della Semana Santa sono tra gli spettacoli più erotici dell’Andalusia.

Speciale ’77. Bologna

Dopo i fatti di marzo e il successivo raduno di settembre, la città riprendeva lentamente la sua normalità e il suo aspetto abituale. Venivano cancellati i grandi murales, lunghi decine di metri sotto i portici, tolte le scritte dai muri e dalle colonne, ridipinti i corridoi e le aule dell’Università. Mi è sembrato il momento di fotografare, prima che scomparisse del tutto, quello che ancora non era stato fotografato, vale a dire le scritte più piccole fatte con pennarelli, gessetti o addirittura matite, meno visibili e perlopiù nascoste agli inviati speciali. Per un po’ di tempo, fino alla primavera del ’78, ho avuto sempre con me la Canon col suo bel corredo di filtri e obiettivi, e alla fine ho raccolto circa 150 immagini, se pure in modo non sistematico. Le diapositive sono rimaste parecchi anni in un cassetto; le ho poi riordinate qualche anno fa nel sito web www.benzoline.it   Certamente di scritte sui muri ce ne sono sempre state e, per quanto qualcuno le cancelli, riappariranno ancora; ma in quel momento mi sembrava di vedere, in quelle poche tracce rimaste, da un lato la fine di un periodo, dall’...

Derelicta | Educazione e cura nelle colonie marine e montane

Continua la collaborazione di doppiozero con Derelicta, progetto che esplora le zone di archeologia urbana ed industriale. Luoghi nascosti, dimenticati, sui quali da oggi possiamo lanciare uno sguardo tramite la fotografia.   Molti di noi hanno tra i ricordi della propria infanzia e adolescenza le immagini delle colonie, nelle quali potemmo trascorrere periodi di vacanza nei luoghi di montagna o lungo i litorali. Venuto meno il ruolo educativo svolto da queste grandi strutture, e con lo sviluppo di una diversa concezione del turismo, seguì la loro chiusura. A seguito di un progressivo degrado li ritroviamo oggi in queste tracce fotografiche.   Più propriamente dette colonie di vacanza, traggono origine da iniziative volte allo sviluppo fisico ed anche morale. Se ne trovano tracce storiche in Svizzera nella seconda metà dell’Ottocento come Ferienkolonien. Esse sono integrabili in un più ampio progetto destinato alla cura del fanciullo, rappresentato prima dagli ospizi marini, e successivamente da preventori, stazioni elioterapiche, educatori, anch’essi spesso in rovina.     Questi involucri, corrosi da...

Donna palestinese, Beirut, 1976

A Beirut nel corso di una delle crisi e dei massacri che hanno insanguinato la città. Questa volta tra cristiani e palestinesi.   Nel cortile dell’ospedale, questa donna aspettava di potere avvicinare il marito, forse morente, che stavano medicando.   Nei teatri delle guerre come delle catastrofi mi è sempre sembrato che quello che meglio raccontava i fatti fossero le facce, le espressioni degli uomini e delle donne che quei fatti, quelle cose che vengono chiamate Storia, li subiscono e basta.   Senza capire, forse, col sentimento, che la sola cosa che stanno vivendo e che si ripete è la loro sconfitta.

Derelicta | Il passato è definitivamente alle nostre spalle?

Sappiamo che non è scomparso; rimane vivo nella memoria, in tutte le immagini e parole che lo hanno raccontato. Ma nel caso della cultura urbana ed industriale degli ultimi due secoli, dei luoghi della produzione - così come di quelli della cura e della pena - i fantasmi di acciaio e cemento sono ancora tra noi, assolutamente fisici e tutt’altro che immateriali. Fabbriche, acciaierie, ospedali, miniere, basi militari, centrali energetiche, manicomi: in alcuni casi ci passiamo accanto ogni giorno, considerandoli parte del paesaggio; in altri sono isole inaccessibili, non importa se nel mezzo di remote aree minerarie o nell’isolato accanto. In ogni caso, gli spazi abbandonati sono giganti addormentati che muoiono una propria morte nascosta, nel sonno del cemento che si copre d’edera e del ferro che diventa ruggine.   Con questa prima raccolta di foto doppiozero inizia la collaborazione con Derelicta, progetto che esplora le zone di archeologia urbana ed industriale. Luoghi nascosti, spesso pericolosi - con accessi impervi, colossali macchinari in disfacimento, sversamenti di sostanze chimiche – sui quali da oggi possiamo lanciare uno...

Quelli di sinistra credono di sapere tutto

  Francesco Tullio Altan ha appena pubblicato Tunnel (Gallucci, pp. 245, € 16,50), una raccolta delle vignette disegnate per “L’Espresso” e per “La Repubblica” negli ultimi anni. Nelle scorse settimane ne abbiamo pubblicate alcune, affiancando un breve commento di Marco Belpoliti.   Pubblichiamo qui, grazie ad Altan, altri disegni tratti dal libro, lasciando ai lettori il compito di pubblicare dei loro commenti. Chiediamo solo di non superare le 500 battute.

François Mitterrand, Parigi, 1977

  Dopo De Gaulle, forse l’ultimo re della monarchia repubblicana francese.   Ha attraversato la storia moderna del suo paese imprimendovi la propria impronta carismatica, contraddittoria e con contrastate zone luminose e oscure.   Qui lo seguivo per  il quartiere di Montmartre durante una campagna elettorale. Attraversava mercati, stringeva mani, entrava nei bistrot a bere un bianco, ma nella sua recita di accessibile familiarità non veniva mai scalfita la sua distanza di stratega solitario, forse cinico, come dicevano, sicuramente solo.

Non ho mai detto

Francesco Tullio Altan ha appena pubblicato Tunnel (Gallucci, pp. 245, € 16,50), una raccolta delle vignette disegnate per “L’Espresso” e per “La Repubblica” negli ultimi anni. Nelle scorse settimane ne abbiamo pubblicate alcune, affiancando un breve commento di Marco Belpoliti.   Pubblichiamo qui, grazie ad Altan, altri disegni tratti dal libro, lasciando ai lettori il compito di pubblicare dei loro commenti. Chiediamo solo di non superare le 500 battute.

Non arrivo alla fine del mese

Francesco Tullio Altan ha appena pubblicato Tunnel (Gallucci, pp. 245, € 16,50), una raccolta delle vignette disegnate per “L’Espresso” e per “La Repubblica” negli ultimi anni. Nelle scorse settimane ne abbiamo pubblicate alcune, affiancando un breve commento di Marco Belpoliti.   Pubblichiamo qui, grazie ad Altan, altri disegni tratti dal libro, lasciando ai lettori il compito di pubblicare dei loro commenti. Chiediamo solo di non superare le 500 battute.

Fausto Melotti, Milano, 1984

  Incontravo spesso Fausto Melotti nel laboratorio di Franco Sciardelli, dove stampava le sue acqueforti. Gran signore ironico. Acuto e sottile come i suoi disegni. Aveva con Sciardelli quella speciale complicità che hanno gli artisti con il proprio stampatore. Qui vidi Sciardelli riflesso nei suoi occhiali.

Riforme!

Francesco Tullio Altan ha appena pubblicato Tunnel (Gallucci, pp. 245, € 16,50), una raccolta delle vignette disegnate per “L’Espresso” e per “La Repubblica” negli ultimi anni. Nelle scorse settimane ne abbiamo pubblicate alcune, affiancando un breve commento di Marco Belpoliti.   Pubblichiamo qui, grazie ad Altan, altri disegni tratti dal libro, lasciando ai lettori il compito di pubblicare dei loro commenti. Chiediamo solo di non superare le 500 battute.

Parigi. Père-Lachaise

Il Père-Lachaise è un luogo simbolo di Parigi, insieme con la Tour Eiffel e il Centre Pompidou. Tra le tombe funebri dei grandi nomi della storia, celebrati dalla memoria e “visitati” dai turisti, ce ne sono altre anonime, di gente comune, semi abbandonate e dimenticate dalla storia collettiva e da quella privata. L’obiettivo di Sergio Ghetti s’è posato su questi “monumenti” anonimi, ne ha colto l’aspetto e i dettagli degradati e desolanti del tempo che scorre, del disordine in assenza di cura. Sono immagini con un’iconografia che sottolinea con forza la perdita dei significati originari: la croce, figure sacre, vetri colorati. Le fotografie di Sergio Ghetti svelano la bellezza passata del luogo e spostano l’interrogativo nella dimensione tutta contemporanea di “disgregazione” e frammentazione della realtà.   Rachele Ferrario  

Come fa per la sopravvivenza?

Francesco Tullio Altan ha appena pubblicato Tunnel (Gallucci, pp. 245, € 16,50), una raccolta delle vignette disegnate per “L’Espresso” e per “La Repubblica” negli ultimi anni. Nelle scorse settimane ne abbiamo pubblicate alcune, affiancando un breve commento di Marco Belpoliti.   Pubblichiamo qui, grazie ad Altan, altri disegni tratti dal libro, lasciando ai lettori il compito di pubblicare dei loro commenti. Chiediamo solo di non superare le 500 battute.

Donna col bambino, Licata, 1967

  Madonna col bambino. Quante ne abbiamo viste, sin da piccoli, dipinte, in statue lignee, nei libretti di catechismo, nelle chiese, nei santini, nei libri di storia dell’Arte, nei musei. Se fai il fotografo e ti trovi davanti a una madre con il suo bambino in braccio non puoi prescindere dalla memoria di quell’iconografia. Persino quel panno dietro le figure, anche se qui serve soltanto a nascondere una dispensa, mantiene una parentela con i fondi d’oro e i drappi azzurri tempestati di stelle che riempiono la nostra memoria. Ma la fotografia non è la pittura; si coniuga sempre al singolare, non è buona a produrre simboli. È la sua gloria. Questa è quella donna e mamma, per nulla celestiale, magari con un’ombra di baffi, ma così nobile e fiera del suo bambino nella povera casa di Licata.

Vado a rubare qualcosa da mangiare

Francesco Tullio Altan ha appena pubblicato Tunnel (Gallucci, pp. 245, € 16,50), una raccolta delle vignette disegnate per “L’Espresso” e per “La Repubblica” negli ultimi anni. Nelle scorse settimane ne abbiamo pubblicate alcune, affiancando un breve commento di Marco Belpoliti.   Pubblichiamo qui, grazie ad Altan, altri disegni tratti dal libro, lasciando ai lettori il compito di pubblicare dei loro commenti. Chiediamo solo di non superare le 500 battute.

Il Paese è impaziente

Francesco Tullio Altan ha appena pubblicato Tunnel (Gallucci, pp. 245, € 16,50), una raccolta delle vignette disegnate per “L’Espresso” e per “La Repubblica” negli ultimi anni. Nelle scorse settimane ne abbiamo pubblicate alcune, affiancando un breve commento di Marco Belpoliti.   Pubblichiamo qui, grazie ad Altan, altri disegni tratti dal libro, lasciando ai lettori il compito di pubblicare dei loro commenti. Chiediamo solo di non superare le 500 battute.  

Signora milanese al ballo di Montecarlo, 1968

  Il tema del ballo era la Belle Epoque. Io ero stato inviato dall’Europeo soprattutto per fotografare la principessa Grace. Avevo noleggiato uno smoking per l’occasione. Anche i fotografi dovevano essere in tema. Scoprii indossandolo che era uno smoking senza tasche. Da croupier. In perfetta in sintonia con il luogo.

Non ho più soldi da spendere

Francesco Tullio Altan ha appena pubblicato Tunnel (Gallucci, pp. 245, € 16,50), una raccolta delle vignette disegnate per “L’Espresso” e per “La Repubblica” negli ultimi anni. Nelle scorse settimane ne abbiamo pubblicate alcune, affiancando un breve commento di Marco Belpoliti.   Pubblichiamo qui, grazie ad Altan, altri disegni tratti dal libro, lasciando ai lettori il compito di pubblicare dei loro commenti. Chiediamo solo di non superare le 500 battute.  

Cercasi comunismo gonfiabile

Francesco Tullio Altan ha appena pubblicato Tunnel (Gallucci, pp. 245, € 16,50), una raccolta delle vignette disegnate per “L’Espresso” e per “La Repubblica” negli ultimi anni. Nelle scorse settimane ne abbiamo pubblicate alcune, affiancando un breve commento di Marco Belpoliti.   Pubblichiamo qui, grazie ad Altan, altri disegni tratti dal libro, lasciando ai lettori il compito di pubblicare dei loro commenti. Chiediamo solo di non superare le 500 battute.