Ritratti

Come abitare la natura in un mondo snaturato / Contro gli stereotipi. Leopardi e il pessimismo

Una premessa. La lettura di Leopardi ha per me, come per molti, risonanze che rinviano all’adolescenza, all’incantamento dinanzi ad alcuni versi, alla recitazione pubblica e privata di quei versi, quando usava ancora mandare a memoria molte poesie della nostra lingua e qualcuna delle lingue straniere che si studiavano. Leopardi era anzitutto il poeta lunare, e il poeta delle domande estreme affidate al canto del pastore errante. Era il poeta della ricordanza, del colloquio col “caro immaginare”, con le parvenze sottratte all’oblio, tra queste la Silvia dagli “occhi ridenti e fuggitivi”. Era il poeta del fiore che, sorgendo sulla lava, tra le rovine, con il suo profumo consolava il deserto. Mi accadeva anche di sentire rappresentati in quei versi bellissimi il senso dell’indefinito, una...

Scompare la mitica direttrice di Vogue Italia / Franca Sozzani. Il vestito come modo d'essere

Pur avendo affermato che la moda non ha leggi né regole, è stata lei a dettarle negli ultimi decenni. Franca Sozzani senza ironia si annoiava parecchio, e così l'ha resa parte integrante del suo modo di comunicare, esprimendosi con tono provocatorio, caustico, sino a scarnificare la patina “glossy” della rivista di moda perbene per sostenere le cause in cui credeva. Ha reso Vogue la migliore rivista di moda al mondo, nonché la meno influenzata dalle industrie del settore, e lo ha fatto dando una svolta al discorso di moda sulla carta stampata, rendendosi conto del predominio dell'immagine molto tempo prima dell'avvento dei social network.     Per Sozzani la fotografia rendeva accettabili anche i messaggi più controversi, e affidava la trasposizione della loro identità estetica...

Cinquant’anni fa è scomparso Walt Disney / Walt Disney, Conservatore rivoluzionario

Cinquant’anni fa, il 15 dicembre 1966, è scomparso Walt Disney. Era un uomo profondamente conservatore. Rifiutava la vita presente e rimpiangeva nostalgicamente il buon tempo antico. Per questo ha ossessivamente cercato di costruire un proprio mondo pieno di passato dove tutto funzionava perfettamente e le persone potevano sentirsi contente e realizzate. Disney cercava di portare avanti cioè una filosofia tipicamente americana come quella dell’happiness, ovvero una filosofia euforica e ottimistica.   Per Disney, tutto è nato nel 1928, con Steambot Willie, il primo cartoon con Topolino protagonista. Già negli anni Trenta l’universo fantastico di Topolino era riprodotto su innumerevoli oggetti che venivano realizzati su licenza e consentivano, attraverso la loro diffusione, un’...

Mise en scène / Bertolt Brecht. Chausseestraße 125, Berlino

Dunque sarà stato qui, dietro questo portone, dietro questa facciata a due piani. Qui Bertolt Brecht avrà preso dimora nell’ottobre del 1953, dopo gli anni dell’esilio in Scandinavia e a Santa Monica, vicino a Hollywood, e dopo una serie di abitazioni a Berlino Est e dintorni. Paesaggio metropolitano asciutto, senza fronzoli. Accanto un cimitero storico che i turisti vengono ancora oggi a visitare. La strada che passa qui davanti prosegue fuori città. Porta un nome che è una tautologia, la parola francese per indicare una via selciata. Poco distante da qui restano alcuni solitari relitti del Muro. Naturalmente quello che i documenti ufficiali dell’epoca chiameranno “baluardo di protezione antifascista” era allora di là da venire.   Per il dopoguerra la casa è un vero lusso in una...

L'arte non è una faccenda di persone per bene / Lea Vergine. Gambe, fumo e bellezza

Nella quarta di copertina del libro di Lea Vergine, L’arte non è faccenda di persone per bene (Rizzoli) c’è una foto scattata da Francesca Giacomelli. Lea è seduta su una pietra scolpita, guarda avanti, quasi nel vuoto; è vestita in modo elegante, indossa un cappellino e tiene con la mano destra un bastone; lo allontana da sé, come ad asserire qualcosa di scontroso: lo uso ma lo patisco. Il bastone è un segno della vecchiaia. C’è anche una borsa appoggiata sulle sue gambe. Le gambe, ecco. Non so se questo è il punctum, come lo intendeva Roland Barthes, di certo è la prima cosa che si vede. Sono le gambe di una ragazza, quella ragazza che Lea è sempre stata ed è rimasta, e che questa conversazione con Chiara Gatti mostra in modo evidente. Le gambe e poi i piedi infilati nelle scarpe che...

Rete di relazioni, rete di significati / Claudio Pavone. Uno storico "in rete"

Nell’intera parabola culturale di Claudio Pavone, venuto a mancare un giorno prima del suo novantaseiesimo compleanno, si leggono in controluce le grandi potenzialità, così come le tensioni e le torsioni, che la ricezione del discorso storico, nel suo confrontarsi con le stagioni politiche della nostra Repubblica, ha raccolto dal momento in cui assume la natura di giudizio di senso comune. L’intenso, laborioso e vivace lascito di Pavone, non a caso, ci offre un peculiare angolo visuale per riflettere sulle dinamiche odierne della Public History. In maniera spesso forzata, senz’altro per via di un’interessata coazione a ripetere, la stampa nostrana lo sta ricordando esclusivamente come lo studioso che avrebbe riabilitato (o “sdoganato”, come si suole affermare adesso) a sinistra il tema...

Dove passato e futuro si incontrano / Le belle contrade di Piero Camporesi

Ci sono esistenze – forse più fortunate di altre – che, a un certo punto, si accorgono che una sola vita non basta. Una sola vita non è sufficiente per esplorare adeguatamente il mondo circostante e neppure per abitare in se stessi o nelle immediate vicinanze con adeguata profondità. È quasi sempre un evento imprevisto, distonico rispetto al motivo conduttore che sino a quel momento ha caratterizzato l’orizzonte quotidiano, a far affiorare la consapevolezza e, dunque, il disagio del ritrovarsi imprigionati dentro un copione non solo culturalmente e professionalmente limitato ma, spesso, esistenzialmente riduttivo. All’improvviso sembra di poterne toccare i confini e quindi i limiti, reali o immaginari. Nelle vicende intellettuali del secondo Novecento italiano non sono...

Fifo, Manolo, Quien tú sabes / Il nostro comandante, il mio Fidel

Alla fine è successo all’Avana in una tiepida serata autunnale (cielo parzialmente nuvoloso, temperatura massima 27° C - minima 15° C), dopo la visita di Papa Francesco e di Obama, e prima di Capodanno, che è quando a Cuba la famiglia si riunisce attorno al lechón asado, al maialino arrosto. Di venerdì, che è il giorno più adeguato per morire, e spero senza dolore, russando come un bambino, come capita agli anziani più fortunati. Quante volte mi sarò chiesta, in questi ultimi anni: “come reagirò quando Lui se ne andrà?”, “come lo saprò?”, “dove sarò?”. Fra tutte le possibili sceneggiature – compresa quella in cui vengo sorpresa dalla notizia mentre sono a lezione e allora chiedo agli studenti un minuto di silenzio, lo ricordo tra i singhiozzi, abbraccio il primo che mi capita a tiro...

Che cosa imparare dal percorso del 'lider Maximo'? / Ciao Fidel. Né lacrime, né festeggiamenti

La morte di Fidel provoca come effetto immediato una caricatura della «divina commedia»: risa e pianti si susseguono quasi sullo stesso volto. Al di là del manicheismo che ha sempre accompagnato il regno troppo lungo di Fidel Castro, esiste in America Latina un altro punto di vista sulla morte del «lider Maximo», perché capire – non dispiaccia al ministro francese Manuel Valls – non è giustificare.   Cos’è allora che la sinistra latino-americana può capire e imparare dal percorso di Fidel?   Qualche fatto, per cominciare. Bisogna ricordare che la rivoluzione castrista è stata la prima e l’unica a non farsi schiacciare dagli Stati Uniti. Oggi abbiamo dimenticato l’innumerevole lista di democrazie progressiste massacrate durante trent’anni dall’amministrazione americana, come è...

Gli scrittori e Castro / Con Castro o contro Castro

Ti alzi al mattino e senti il notiziario. Morto Fidel Castro. Sono anni che gigionescamente fai sapere ai tuoi studenti la tua età interrogandoli sulla data della rivoluzione cubana. Ma adesso ti emoziona, la faccenda è solenne, e non è il tuo compleanno. Allora cerchi di ricapitolare che cosa ti lega davvero alla notizia, indipendentemente dal fatto di insegnare le letterature ispano-americane, aver tradotto mostri sacri come Alejo Carpentier, aver frequentato l’Isola a varie riprese in contatto con organi di regime come Casa de Las Américas o L’UNEAC (Unión de Escritores y Artistas de Cuba). Sentimenti controversi cominciano ad agitarsi dentro. Ti domandi da che parte stavi tu in tutti questi anni, durante il lentissimo autunno del patriarca, e ti accorgi che, non per qualunquismo, ma...

Esce oggi "Roland Barthes: parole chiave" / Roland Barthes. Oggetti

Un impermeabile perché forse pioverà, un frac turchino con gilet giallo, il battello olandese, le bambole di porcellana, la nave Argo, gli stracci di Madre Coraggio, la Citroen DS (che va letto Déesse, cioè Dea), il detersivo Omo, le plastiche Moplèn, il vino rosso di Borgogna, i soldatini di latta e le trottole in legno, la Guida Blu, la pasta Panzani, la posateria nei vagoni-ristorante dei treni, una petite gance (qui fait l’elegance), un cardigan, una blouse, una casacchina, uno scialle, il couscous marocchino col burro rancido, un godemiché, le cucine componibili e il tinello piccolo-borghese, i bastoncini giapponesi per il riso, un rastrello per pettinare la sabbia nei giardini Zen, il pachinko, il pane e le brioches, gli occhiali scuri, la cartoleria di Gilbert Jeune... ...

24 novembre 1991, 25 anni dalla scomparsa / Freddie Mercury: for ever young

Morire da rock star è qualcosa che accade nel fiore degli anni, lontano dall'idea del declino fisico e ancor prima dalla sua concretezza.  Freddie Mercury aveva solo 45 anni ma quella concretezza l'ha attraversata fino in fondo. Gli effetti dell'Aids, così come si manifestava nel 1991, sembrano lontani ai nostri occhi, ma gli ultimi suoi video sono implacabili nel far intuire la dissoluzione del corpo. Morire da rock star come la versione contemporanea dei poeti maledetti, pur con un contrappasso lancinante: cos'altro se non l'ingombro impossibile del for ever young...? Perché nella cultura giovanile raccontata attraverso la musica beat, pop, rock fino ai nostri giorni, insieme alla protesta sociale, all'"esser contro", il "for ever young" – finché dura, finché ce n'è... – sono l'...

Un ossimoro in Lambretta / Il Manganelli in fuga di Patrizia Carrano

Manganelli è stato uno tra i più prolifici autori di pubblicazioni postume, e non ci dovrebbero essere sorprese a tal proposito, viste le sue aderenze con le ombre e gli averni, ma certo la sua mancanza a sedici anni dalla morte si fa sentire. Dunque si accoglie subito bene il “librino leggero (centotrenta grammi appena)”, Un ossimoro in Lambretta, che Patrizia Carrano ha scritto per la nuova ItaloSvevo (numero 3) con il pudore della distanza temporale. Si tratta infatti di un racconto di chi ha frequentato assiduamente il Manga nei suoi ultimi quindici anni di vita, senza essersi fatta subito avanti come amica dell'illustre estinto, tra la folla che “sgomita in prima fila” ai funerali. Ciò è giustamente rivendicato, come la possibilità di qualche racconto “minimale, episodico,...

Un'intervista inedita / Scalia. Cultura come conversazione ininterrotta

Amava definirsi, con uno dei suoi mille jeu de mots, un “logofilo” piuttosto che un filologo o un filosofo, perché pensare e dire erano per lui, e da sempre, una cosa sola. Gianni Scalia, mancato a Bologna lo scorso 6 novembre all’età di 88 anni, era un ingegno socratico, generoso fino alla prodigalità, l’ideale compagno di via di coloro che aveva eletto, e una volta per tutte, suoi fraterni interlocutori. Precoce studioso della tradizione illuminista, di De Sanctis e Gramsci, socialista di sinistra il cui marxismo era venato di mille inquietudini, nella rivista “Officina”, già a metà degli anni ’50, aveva avviato il sodalizio con il poeta Roberto Roversi e con Pier Paolo Pasolini cui avrebbe dedicato prima un libro di straordinaria compattezza, La manìa della verità (1978), e poi una...

La nuova edizione delle Opere complete di Primo Levi è in libreria / Primo Levi un autore per il XXI secolo

La nuova edizione delle Opere complete di Primo Levi è in libreria. Sono due volumi per un totale di oltre 3000 pagine. Sovraccoperta bianca, molto einaudiana, formato grande, rilegatura cartonata; costano 160 euro e vengono venduti insieme. Un’impresa editoriale che Einaudi ha dedicato al suo autore oggi più conosciuto, non solo in Italia, ma nel mondo. I due volumi contengono varie novità, oltre a un apparato di Note ai testi curato da Marco Belpoliti, studioso di Levi, che ha curato anche l’edizione precedente delle Opere, uscita nel 1997. Gli abbiamo posto una serie di domande su questo lavoro.   Intervista a cura del Centro Internazionale di Studi Primo Levi.     Esce a novembre 2016 un nuova edizione delle opere di Primo Levi, Opere complete (Einaudi). Stesso editore...

Riflessioni nel sessantennio della morte dello scrittore / Corrado Alvaro

L’11 giugno del 1956 moriva a Roma Corrado Alvaro. Era nato a San Luca il 15 aprile 1895. Per Alvaro molto più che per altri autori della prima metà del Novecento, la formula «letteratura e vita» non suona né rituale né inautentica. La scrittura è stata strumento e pratica per una gamma di ruoli e ambiti vastissima: saggista, giornalista, autore di racconti, romanzi, poesie e sceneggiature, memorialista, raffinato traduttore, viaggiatore curioso, responsabile di pagine culturali e con importanti impegni nel mondo editoriale, nel cinema, nella radio, nella critica cinematografica a quella letteraria. In più di trentacinque, Alvaro ha raccontato la vita politica e sociale italiana ed europea; il mondo diviso in blocchi, l’uscita dalla guerra, il passaggio dalla tradizione alla modernità,...

Il 13 novembre 2016 ha concluso la sua Via / Caccia Dominioni ovvero il mestiere dell’architetto

Il 7 dicembre 1913, una domenica, nello Stadio Nazionale di Roma, la Lazio batte 4 a 0 l’Audace nel derby della capitale. Giovanni Giolitti ha da poco vinto le prime elezioni a suffragio universale maschile e formato il nuovo governo. In Italia regna Vittorio Emanuele III, sul soglio pontificio c’è Papa Pio X, mentre nell’Impero Austro-Ungarico Francesco Giuseppe è da poco entrato nel suo sessantaseiesimo anno di regno.    Quella domenica 7 dicembre, a Milano, nasce Luigi Caccia Dominioni, sotto un inequivocabile “segno” ambrosiano: figlio di Ambrogio, il giorno di Sant’Ambrogio, in piazza Sant’Ambrogio. Ha quasi cinque anni quando termina la Prima Guerra Mondiale. Nel 1931 si iscrive al Politecnico di Milano frequentando i corsi di architettura quando ancora le facoltà di...

Tra i saperi e tra i due secoli / Edgar Morin. Il viandante e il suo metodo

Edgar Morin stesso, nel prologo del quinto dei sei tomi della sua monumentale La Méthode, ci svela la bussola segreta usata nel lungo itinerario di ricerca percorso, per oltre mezzo secolo, a suo dire, come il caminante della poesia di Machado, senza la certezza di sentieri tracciati in anticipo. Lapidariamente scrive: “L’ossessione principale della mia opera concerne la condizione umana”. E, infatti, i libri dell’esordio, L’uomo e la morte (1951) e Cinema o l’uomo immaginario (1957), a metà tra antropologia e sociologia, sono dedicati alla dimensione immaginaria, cioè mitologizzante, fantasmatica, onirica, intesa come parte integrante della realtà umana, innescata ora dalla paura della morte, già nelle società arcaiche, ora dai processi di proiezione e identificazione dell’uomo moderno...

Memoria e identità ebraica / Bruno Schulz. Nel nome del Padre e del Messia

Con il poetico titolo di Le botteghe color cannella sono raccolti, e noti in tutto il mondo, i ventotto racconti de Le botteghe color cannella (1934) e Il sanatorio all’insegna della clessidra (1937), dello scrittore e pittore polacco Bruno Schulz (1892-1942). Se non fosse stato trucidato, perché ebreo, dai nazisti e il suo romanzo illustrato, Il Messia, non fosse andato misteriosamente perduto, assieme a gran parte delle carte, la sua importanza e la fama sarebbero oggi forse pari a quella di Franz Kafka. La singolarità di Schulz consiste non soltanto nella sua fatasmagorica prosa, che spesso sembra una sorta di poesia continuata in forma di racconti, ma anche nella straordinaria, e rara, simbiosi che operò tra i suoi scritti e i suoi misteriosi e inquietanti disegni. Schulz viveva...

Raccontiamo l’esordio / Dacia Maraini. Una ragazzina che compie 80 anni

«Questo personaggio di adolescente è la cosa migliore del romanzo, la tua più felice e più complessa invenzione. Essa parla in prima persona e tuttavia non conosciamo i suoi pensieri perché, probabilmente, non li conosce lei stessa, cioè non li pensa». È così che Alberto Moravia introduce Anna, l’adolescente protagonista di La vacanza, romanzo d’esordio di Dacia Maraini. Siamo nel 1962, la scrittrice non ha ancora compiuto 26 anni e ha alle spalle alcuni racconti pubblicati su “Nuovi Argomenti”. Non è molto, o quantomeno questa sembra essere l’opinione dell’editore Lerici di Milano, che decise pubblicare il volume a patto che fosse preceduto dalla prefazione di uno scrittore importante. Fu Moravia a spedire a Milano alcune pagine, sotto forma di lettera di presentazione dell’autrice a «...

You Want It Darker / Cohen. Dalla fine della vecchiaia

Una volta i devoti di Cohen erano una società segreta. Oggi la società ha rotto i sigilli ed è uscita allo scoperto. Non va confusa con i cosiddetti Eletti Cohen dell’Universo, che sono un banale ordine massonico. È la ben più potente Cabala della Depressione Cosmica, la cui dottrina insegna che quando hai toccato il fondo puoi solo dire va bene così, dopotutto è qui che volevo arrivare, sia lodato chiunque debba essere lodato, tiriamo un bel respiro, meditiamo un po’ e andiamo avanti. Ho letto tutti i libri su Leonard Cohen, almeno quelli in lingua inglese, e nessuno mi ha toccato come il profilo pubblicato da David Remnick sul “New Yorker” del 17 ottobre 2016. Nulla, nell’articolo, accenna a una sua malattia, o alla possibilità di una morte improvvisa. Può essere stata delicatezza, o...

So Long, Leonard / Cohen. Un'enorme compassione

Un giorno, durante una intervista rilasciata a una radio norvegese, Marianne Ihlen raccontò il suo incontro con Leonard Cohen sull’isola greca di Hydra, dove il cantautore canadese si era fermato nei primi anni Sessanta a vivere in una casetta per 14 dollari al mese; niente auto, solo muli, retsina, pesce alla griglia, poesie e un romanzo scritti su una Lettera 22 Olivetti, e amori intensi nella notte: un giorno di primavera lei era con il suo bebè in un negozietto di alimentari con servizio bar; «Ero in piedi nel negozio con il mio cesto della spesa, in attesa che mi servissero una bottiglia d’acqua e del latte; lui era sulla porta, in piedi, con il sole che lo inondava; mi invitò fuori nel suo gruppo di amici. Aveva pantaloncini kaki, scarpe da ginnastica, una t-shirt, un cappellino. Mi...