Clorofilla
Angela Borghesi

Angela Borghesi è nata a Brescia nel 1959. Deve l'attenzione appassionata per alberi fiori e animalii al nonno contadino Giulio Conforti, al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Ma, soprattutto, a un luogo speciale del suo paese d'origine: le torbiere di San Pietro in Lamosa.
Insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca.

21.02.2015

Elleboro: follia di carnevale

Andar per fiori nel bosco d’inverno? Si può. Si può, nel cuore del gennaio fino al febbraio inoltrato, raccogliere mazzolini di ellebori per i vasi di casa, estensioni mentali della passeggiata, delle sue grazie umide e dei sentori muschiati: là ho raccolto quello soffuso di rosa, questo occhieggiava candido sotto le foglie del castagno cavo, quest’altro tutto coccole verdi mi aspettava dietro il masso venato di chiaro.   Sfidano neve e gelo, gli ellebori. Insinuano vigorosi i rizomi nel sottobosco ricco di humus, presidiando le prode ombreggiate e ben drenate. Tra le cupe foglie basali, palmate e dal margine dentato, purissime tremano le corolle dell’Helleborus niger: per lo più solitarie, aprono sugli scapi nudi, brevi e grassocci, i...

25.12.2014

Vischio

Bello l’inverno quando contro i cieli chiari s’intrecciano neri i rameggi degli alberi. Tutto è terso, freddo, cristallino. Nel gelo, il vischio (Viscum album) sugge il verde che brilla nei sospesi grappoli e riluce di diafane bacche.   Cespuglio epifita ed emiparassita, nel regno vegetale il vischio è un doppio scroccone: approfitta della pianta ospite per allogarsi e, già che c’è, insinua nel legno gli austori per carpire un po’ di linfa.     L’inverno lo rivela alto sulle latifoglie, in genere rosacee (meli e peri), pioppi e robinie. Con più efficace camouflage colonizza anche conifere (abeti e pini) specializzandosi in funzione degli ospiti. Il genere viscum conta circa 70 specie a foglia...

19.12.2014

La signora dell’inverno

A mitigare la struggente spigolatura autunnale delle ultime rose ci soccorre la Camellia sasanqua. Più simpatica e amabile della japonica (dai fiori primaverili troppo lourds ai miei occhi), la sasanqua possiede due qualità impagabili: fiorisce per tutto l’inverno con un’abbondanza di boccioli che si schiudono uno via l’altro e – a dispetto dell’opinio communis che pare conosca solo le japonica – sprigiona da corolle e foglie un sottile profumo di tè verde.     Anch’essa, infatti, appartiene al medesimo genere della Camellia sinensis, la pianta del tè per l’appunto; benché dalle sue lucide, seghettate foglie non si ottenga l’eccitante bevanda, gli orientali sono usi aggiungere in tazza...

31.10.2014

Sambuco

«L’è ’n sambüc» diceva mia madre di un sempliciotto o di uno con poco senno, privo insomma di midollo (o di anima) come l’arbusto (Sambucus nigra) che s’incontra sul limitare di boschi. Ma di sambuco era il flauto di Mozart, magico contro malefici e sortilegi, e un costume contadino vuole che, davanti ad esso, ci si inchini sette volte, tante quanti i doni che elargisce. In Tirolo infatti lo si chiama “farmacia degli dèi” e in Sicilia lo si crede ammazza serpenti.     Rustico e pollonifero, prolifera nelle radure umide e lungo i corsi d’acqua dove allarga una chioma aperta e irregolare, sorretta da una ramificazione sinuosa e pendula. Le foglie, decidue imparipennate composte da cinque o sette segmenti...

27.09.2014

Ortensie

Le conosciamo con il nome femminile di Ortensia che le designa da quando il naturalista francese Philibert Commerson, secondo la vulgata maior, volle dedicarle a M.lle Hortense de Nassau, figlia del principe Karl Heinrich, libertino e appassionato botanico, con lui al seguito di Louis Antoine de Boungainville nella famosa spedizione giramondo del 1766-1769. Solitamente le associamo ai grandi globi bianchi oppure sfumati di rosa o azzurro (secondo la qualità del terreno che le ospita: alcalino per il rosa-rosso, acido per l’azzurro-blu) che, nel peggiore dei casi, proseguono la loro esistenza in essiccati, polverosi bouquets dal gusto rétro.   Ma la catalogazione scientifica del genere è Hydrangea e le specie diverse — pur anco rampicanti (H....

13.08.2014

Gelsomini e non

Impossibile dissentire da Ippolito Pizzetti quando, alla voce Jasminum della sua guida Fiori e giardino (Garzanti), così esordisce: «Chi ha un giardino e non coltiva J. non è meno da compatire di chi ha un giardino e non coltiva Rose». Ma non tutti i gelsomini sono gelsomini, non tutti i gelsomini sono bianchi, non tutti profumano né tutti hanno lo stesso profumo.   Il genere Jasminum appartiene alla famiglia delle Oleaceae: noto in Italia fin dal Quattrocento, comprende circa duecento specie, per lo più d’origine asiatica. Tra le più note il sambac, dal grande fiore bianco finemente profumato d’arancio (Cosimo I de’ Medici, primo anche nel possederlo in Italia, si dice ne fosse gelosissimo); l’officinalis,...