Di segni e disegni
Valentina Manchia

Dottore di ricerca in Semiotica, lavora sulle dinamiche di interazione tra verbale e visivo e si occupa, in particolare, di graphic design e information design. È editor e consulente editoriale. Si divide tra Bologna, Siena, Milano e Parigi.

08.12.2018

Il regista italiano in mostra a Parigi / Sergio Leone, macchina dell’immaginario

In uno dei video che arricchiscono il percorso della grande mostra alla Cinémathèque di Parigi, realizzata in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna (fino al 27 gennaio 2019), un Sergio Leone già pingue ma senza barba, e quindi meno prototipico dell’immagine di lui che siamo soliti richiamare alla memoria, impartisce indicazioni al rumorista incaricato di dare spessore al tappeto sonoro di uno dei suoi film. “Ecco, ora anche con i ferri, bravo”, gli raccomanda mentre spazza via le briciole di brioche dal suo tavolo e tamburella sul tavolo il ritmo esatto della corsa dei cavalli, intento come un direttore d’orchestra a far fare, e rifare, anche la più piccola battuta. Per chi esegue, con delle apposite scodelle e dei movimenti secchi e rapidi, gli occhi incollati allo schermo...

29.07.2016

Di codici e labirinti / Nel Labirinto della Masone

Foto aerea del Labirinto della Masone credit Mauro Davoli.    Si arriva dopo chilometri e chilometri di pianura Padana, e di campi color stoppa tagliati dalle lingue grigie delle statali intorno a Fontanellato. Si arriva e ci si trova di fronte una costruzione in muratura, a piccoli blocchi regolari dal colore uniforme, scolpiti dalla luce del pomeriggio. Il tempo non ha ancora lasciato segni, sulle mura, e l’aria di nuovo che si respira all’arrivo al grande portale è quasi straniante. Come stare all’interno del sogno di qualcun altro. Il sogno da cui si finisce per essere sognati, quasi peggio della borgesiana farfalla di Chuang Tzu, è il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci, che non è difficile incontrare mentre passeggia per le sale della Collezione, tra i libri del...

28.10.2015

Manuele Fior. Mondi dietro mondi

Un sogno dentro un sogno dentro un sogno. Sfogliare Le variazioni d’Orsay, l’ultimo lavoro di Manuele Fior, equivale a cadere, morbidamente, da una linea – a volte chiara, a volte claire – sulle tinte pastose di Rousseau e sulle linee vaporose di Degas. Disegnate per il Musée d’Orsay (pubblicate in Francia con Futuropolis e in Italia con Coconino Press), le tavole delle Variazioni nascono per celebrare quello che è uno dei musei più importanti di Parigi e di Francia, ma non in modo didascalico. Come l’atmosfera della Parigi dei primi del Novecento aderisce ancora, suo malgrado, alle sale della vecchia stazione eretta per l’Exposition Universelle, così la storia dei Fauves e degli Impressionisti è per Fior nell...

06.10.2015

Leo Lionni. L'illustratore di molti mondi

Il racconto autobiografico della vita di Leo Lionni, pubblicata nel 1997 per Knopf e finalmente anche in italiano per i tipi di Donzelli, inizia sin dal titolo: Tra i miei mondi. Anzi, il titolo la racchiude in pieno, la vita ricca e sfaccettata del padre di Piccolo blu e piccolo giallo – e artista, e scultore, e art director, e direttore di riviste, e infine, nella sua identità più nota, scrittore per l’infanzia. Una vita tra, sulla soglia, affacciato sul confine di mondi tra i quali non poteva fare a meno di creare connessioni e che alla fine sentiva come suoi, pur con la certezza di non appartenere davvero a nessuno: mondi geografici – la Amsterdam della borghesia ebrea, l’Italia fascista e resistente, l’America di Madison Avenue – e...

10.05.2015

Nuovi modelli di narrazione digitale

A per Alfabeti e Architettura. M per Mappe e Matematica. R per Resistenza, W, la sezione dedicata ai migranti e all’accoglienza, per Welcome. L’elenco delle categorie della Libreria Internazionale di Bologna Children’s BookFair – enormi cartelloni colorati sospesi come festoni, tra la gente assorta nei libri – è ancora, a distanza di qualche giorno, la più bella cartolina ricordo di una fiera che per la seconda volta ha aperto le sue porte a tutti, genitori e ragazzi compresi.   Organizzati dai librai della Giannino Stoppani, i tavoli delle categorie mettevano insieme classici e libri di editori sconosciuti, gioielli di cartotecnica e tascabili di narrativa, lingue europee e alfabeti orientali. E tutto questo senza che nessuna delle...

17.03.2015

Zerocalcare. Il mio nome è fumetto

Questa storia, in un certo senso, parte dalla fine. Da quando, a qualche mese dall’uscita, Dimentica il mio nome vince il premio come Miglior libro dell’anno a Fahrenheit, la trasmissione di RadioTre. O meglio subito dopo, dal momento in cui, timido ma non troppo, si è alzato un coro di “ah, ma quello non è un libro”. Ovvero: è un fumetto – e un fumetto non è un libro. Polemiche simili avevano accompagnato l’ingresso di Gipi tra i candidati allo Strega – polemiche sulla distinzione tra letteratura e fumetto, dunque tra generi, e tra libri-libri e libri meno libri di altri. Su Dimentica il mio nome, insieme al silenzio di buona parte del mondo del fumetto italiano, è piombato un altro giudizio, che pretenderebbe...