Di segni e disegni
Valentina Manchia

Dottore di ricerca in Semiotica, lavora sulle dinamiche di interazione tra verbale e visivo e si occupa, in particolare, di graphic design e information design. È editor e consulente editoriale. Si divide tra Bologna, Siena, Milano e Parigi.

11.07.2019

Noi e il Topo / “Topolino”: 70 anni in formato tascabile

Perdigiorno, screanzato, manigoldo. Bottino, doblone, arraffare. Petulante, vezzoso, svenevole. Sono ragionevolmente certa di aver incontrato per la prima volta tutte queste parole, sonanti come decini, leggendo Topolino negli anni in cui quel giornalino mi stava così grande, tra le mani, da farmi ombra come un quotidiano. Se dovessi scrivere un pezzo sui 70 anni di quella testata (giornalino, appunto, dicevo in quegli anni Ottanta) potrei iniziare così, riportando un dato di fatto del tutto conclamato: la cura del linguaggio in quelle storie di paperi e topi. Parole alle quali non avremmo saputo subito attribuire un significato ma che ci rigiravamo in bocca come caramelle e che in fondo imparavamo a capire, tra quelle vignette che facevano loro da cornice. (E chiamerei a testimoniare la...

08.12.2018

Il regista italiano in mostra a Parigi / Sergio Leone, macchina dell’immaginario

In uno dei video che arricchiscono il percorso della grande mostra alla Cinémathèque di Parigi, realizzata in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna (fino al 27 gennaio 2019), un Sergio Leone già pingue ma senza barba, e quindi meno prototipico dell’immagine di lui che siamo soliti richiamare alla memoria, impartisce indicazioni al rumorista incaricato di dare spessore al tappeto sonoro di uno dei suoi film. “Ecco, ora anche con i ferri, bravo”, gli raccomanda mentre spazza via le briciole di brioche dal suo tavolo e tamburella sul tavolo il ritmo esatto della corsa dei cavalli, intento come un direttore d’orchestra a far fare, e rifare, anche la più piccola battuta. Per chi esegue, con delle apposite scodelle e dei movimenti secchi e rapidi, gli occhi incollati allo schermo...

29.07.2016

Di codici e labirinti / Nel Labirinto della Masone

Foto aerea del Labirinto della Masone credit Mauro Davoli.    Si arriva dopo chilometri e chilometri di pianura Padana, e di campi color stoppa tagliati dalle lingue grigie delle statali intorno a Fontanellato. Si arriva e ci si trova di fronte una costruzione in muratura, a piccoli blocchi regolari dal colore uniforme, scolpiti dalla luce del pomeriggio. Il tempo non ha ancora lasciato segni, sulle mura, e l’aria di nuovo che si respira all’arrivo al grande portale è quasi straniante. Come stare all’interno del sogno di qualcun altro. Il sogno da cui si finisce per essere sognati, quasi peggio della borgesiana farfalla di Chuang Tzu, è il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci, che non è difficile incontrare mentre passeggia per le sale della Collezione, tra i libri del...

28.10.2015

Manuele Fior. Mondi dietro mondi

Un sogno dentro un sogno dentro un sogno. Sfogliare Le variazioni d’Orsay, l’ultimo lavoro di Manuele Fior, equivale a cadere, morbidamente, da una linea – a volte chiara, a volte claire – sulle tinte pastose di Rousseau e sulle linee vaporose di Degas. Disegnate per il Musée d’Orsay (pubblicate in Francia con Futuropolis e in Italia con Coconino Press), le tavole delle Variazioni nascono per celebrare quello che è uno dei musei più importanti di Parigi e di Francia, ma non in modo didascalico. Come l’atmosfera della Parigi dei primi del Novecento aderisce ancora, suo malgrado, alle sale della vecchia stazione eretta per l’Exposition Universelle, così la storia dei Fauves e degli Impressionisti è per Fior nell...

06.10.2015

Leo Lionni. L'illustratore di molti mondi

Il racconto autobiografico della vita di Leo Lionni, pubblicata nel 1997 per Knopf e finalmente anche in italiano per i tipi di Donzelli, inizia sin dal titolo: Tra i miei mondi. Anzi, il titolo la racchiude in pieno, la vita ricca e sfaccettata del padre di Piccolo blu e piccolo giallo – e artista, e scultore, e art director, e direttore di riviste, e infine, nella sua identità più nota, scrittore per l’infanzia. Una vita tra, sulla soglia, affacciato sul confine di mondi tra i quali non poteva fare a meno di creare connessioni e che alla fine sentiva come suoi, pur con la certezza di non appartenere davvero a nessuno: mondi geografici – la Amsterdam della borghesia ebrea, l’Italia fascista e resistente, l’America di Madison Avenue – e...

10.05.2015

Nuovi modelli di narrazione digitale

A per Alfabeti e Architettura. M per Mappe e Matematica. R per Resistenza, W, la sezione dedicata ai migranti e all’accoglienza, per Welcome. L’elenco delle categorie della Libreria Internazionale di Bologna Children’s BookFair – enormi cartelloni colorati sospesi come festoni, tra la gente assorta nei libri – è ancora, a distanza di qualche giorno, la più bella cartolina ricordo di una fiera che per la seconda volta ha aperto le sue porte a tutti, genitori e ragazzi compresi.   Organizzati dai librai della Giannino Stoppani, i tavoli delle categorie mettevano insieme classici e libri di editori sconosciuti, gioielli di cartotecnica e tascabili di narrativa, lingue europee e alfabeti orientali. E tutto questo senza che nessuna delle...

17.03.2015

Zerocalcare. Il mio nome è fumetto

Questa storia, in un certo senso, parte dalla fine. Da quando, a qualche mese dall’uscita, Dimentica il mio nome vince il premio come Miglior libro dell’anno a Fahrenheit, la trasmissione di RadioTre. O meglio subito dopo, dal momento in cui, timido ma non troppo, si è alzato un coro di “ah, ma quello non è un libro”. Ovvero: è un fumetto – e un fumetto non è un libro. Polemiche simili avevano accompagnato l’ingresso di Gipi tra i candidati allo Strega – polemiche sulla distinzione tra letteratura e fumetto, dunque tra generi, e tra libri-libri e libri meno libri di altri. Su Dimentica il mio nome, insieme al silenzio di buona parte del mondo del fumetto italiano, è piombato un altro giudizio, che pretenderebbe...

16.10.2014

Peninsula Hotel, o alla scoperta dell’Italia invisibile

Raccontare con i dati (data storytelling): una delle costanti della comunicazione di questi tempi, che si sta imponendo su ogni media. Infografiche, timeline e grafici ingombrano le pagine di quotidiani e blog, affollano siti d’informazione e programmi di divulgazione. Iniziano a far parte del nostro immaginario, diventando cifra distintiva del modo in cui ci aspettiamo che la realtà ci venga raccontata.     La rappresentazione dei dati garantisce oggettività, esaustività, chiarezza d’analisi (o almeno, è questo il portato retorico della resa per immagini della complessità di informazioni): per farlo, però, è facile che diventi fredda, distaccata, che si allontani dal racconto giornalistico. Oppure, com’...

17.04.2014

Falcinelli. Dentro il visual design

“In quanto rappresentazione, una mappa significa […] e allo stesso tempo mostra che significa”, scriveva Louis Marin, teorico dell’arte e semiologo, a proposito della mappa come ritratto della città. Come un ritratto racconta tanto della persona che è immortalata quanto della mano che ha contribuito a tracciarlo (e così dello stile dell’autore e del suo punto di vista sulla scena), così ogni immagine porta su di sé, per chi la sa guardare, l’impronta di chi l’ha prodotta. E questo indipendentemente dal fatto che l’immagine si trovi in un museo, nel lembo strappato di un manifesto pubblicitario o sullo scaffale di un supermarket. O, ancora, sulla copertina di un libro. Intorno al potere delle immagini...

14.10.2013

Tavoli | Gianluigi Ricuperati

Una giacca a vento e una cravatta, abbandonate di fretta sulla spalliera di una sedia, quasi all’improvviso. Sulla scrivania si affastellano saggi, riviste di filosofia, romanzi, cataloghi d'arte, corrispondenza, jazz, poesia.   Due elementi, su tutti: l’uomo che sfida le geometrie che lo inquadrano nella pagina della rivista lasciata aperta, e la copertina bianca di un poeta che ci fissa con gli occhi delle lettere bene aperti e nitidi, come li aveva voluti Munari. Qualcosa, invece, vorrebbe scomparire ma non può, e finisce per attirare l’attenzione: sotto la pila delle copie di un romanzo, in basso a sinistra quasi ad apporre la sua firma alla scrivania, spunta l’ombra di un incarnato che dopo qualche secondo si coagula, nel ricordo, ed ecco...

09.09.2013

Emiliano Ponzi. Colpire nel segno

“Il manifesto non è un quadro, è una macchina per comunicare”, diceva Cassandre, forse il più di grande di quanti, dal primo Novecento a oggi, hanno contribuito a disegnare il volto moderno delle città, selve di colori e di messaggi. Come a dire che certe immagini – quelle dei manifesti e della pubblicità, non solo a stampa, e la grafica, e l’illustrazione – viaggiano a una velocità diversa da quella che siamo abituati ad accordare alla pittura. Sono immagini rapide, che funzionano solo se colpiscono nel segno chi le guarda, nei pochi attimi che hanno a disposizione prima che l’attenzione si sposti altrove, lungo la strada o tra le pagine che mancano alla fine del giornale. Immagini sfrontate, che...

02.07.2013

La lettura rubata, la lettura nascosta

Anch’io, come Roberta Locatelli, ho letto Contro il colonialismo digitale su tablet. Pochi secondi dopo l’arrivo dell’e-mail in cui era allegato il pdf, è bastato un clic sull’allegato per iniziare a leggerlo. Non ho ultimato subito la lettura, a dire il vero, ma l’ho completata a più riprese – chi, d’altronde, non fa una pausa anche con un libro cartaceo, girandolo sul tavolo a faccia in giù o più diligentemente utilizzando un segnalibro, una matita, un biglietto dell’autobus per smettere di leggere e fare dell’altro? Tra un capitolo e l’altro avrò guardato fuori dalla finestra o preso un caffè, e probabilmente avrò controllato la posta, certo, ma ho anche cercato l’autore...

29.04.2013

Gianluigi Ricuperati. La produzione di meraviglia

L'ultimo romanzo di Gianluigi Ricuperati, appena uscito per Mondadori, è la storia di un uomo e di una donna raccontata a partire da un viaggio imprevisto e solitario, a bordo di un aereo privato, che intreccia le loro vite piu strettamente del previsto. Ma La produzione di meraviglia non è soltanto la storia di Remì e di Ione, i due protagonisti: è anche la storia delle loro immagini, o meglio dei due protagonisti definiti come la somma - o meglio ancora il risultato, la composizione - delle immagini che si portano dietro.        Se c'è una particolarità in questo romanzo, infatti, è che quel che lascia di sé nel ricordo del lettore non è tanto nello sviluppo della storia, articolata in...

18.03.2013

Op-Ed art your mind. Il New York Times e le immagini al potere

Che cosa hanno in comune i paesaggi digitali di Ben Wiseman, le creature oniriche di Victo Ngai e le vecchie litografie trasformate in bizzarri monstres da Chloé Roizat? Estremamente diverse nello stile, tutte queste immagini sono accomunate dall’aver fatto incetta di premi prestigiosi (quelli della Society of Illustration, per esempio, o dell’American Illustration) e dalla presenza nella gallery che celebra le migliori opinion art del New York Times nel 2012: una carrellata che mette insieme le più interessanti illustrazioni dell’edizione cartacea e dell’edizione digitale, con i suoi contenuti appositamente concepiti per il web – anche sotto forma di piccole animazioni.   Ben Wiseman, Our Newly Lush Life   Victo Ngai,...

06.12.2012

Artisti per Bertagnolli / Olimpia Zagnoli. La leggerezza è pop

Un segno, tracciato su un foglio, può farsi segno di molte cose: può dare vita a un volto e costruirgli intorno una storia, può intagliare un marchio o definire un progetto grafico. E dietro il packaging di un prodotto può esserci lo stesso lavoro che c’è dietro una copertina del New Yorker.Disegnare, ovvero, può dirsi in molti modi. E l’impero dei segni e dei disegni, per strizzare l’occhio a Roland Barthes, ha confini frastagliati, che separano e allo stesso tempo mettono in contatto mondi molto diversi tra loro: l’illustrazione, la grafica editoriale, il fumetto.Puntata dopo puntata cercheremo di esplorare questi territori, raccontandoli attraverso le parole e le immagini di quanti, in Italia e all’estero, si sono distinti come autori di graphic novel o di libri per ragazzi, come...

28.09.2012

Igort, o del testimoniare per immagini

Un segno, tracciato su un foglio, può farsi segno di molte cose: può dare vita a un volto e costruirgli intorno una storia, può intagliare un marchio o definire un progetto grafico. E dietro il packaging di un prodotto può esserci lo stesso lavoro che c’è dietro una copertina del New Yorker. Disegnare, ovvero, può dirsi in molti modi. E l’impero dei segni e dei disegni, per strizzare l’occhio a Roland Barthes, ha confini frastagliati, che separano e allo stesso tempo mettono in contatto mondi molto diversi tra loro: l’illustrazione, la grafica editoriale, il fumetto. Puntata dopo puntata cercheremo di esplorare questi territori, raccontandoli attraverso le parole e le immagini di quanti, in Italia e all’estero,...