raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

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Giuseppe Di Napoli

Giuseppe Di Napoli insegna all’Accademia di Belle Arti Di Brera, e all’Istituto Europeo del Design di Milano.

 

Ha pubblicato i seguenti saggi:

I principi della forma, Einaudi, Torino, 2011

Il colore dipinto, Einaudi, Torino, 2006,

Disegnare e conoscere, Einaudi, Torino, 2004;

(coautore) Segno Forma Spazio Colore, Zanichelli, Bologna 1999

24.10.2011

I colori invisibili

Accogliamo l’inatteso protrarsi delle giornate di sole estivo che riscalda e illumina in modo anomalo il già inoltrato autunno, come un invito a esperire il più intensamente possibile questa sorprendentemente calda e radiosa luminosità con cui l’attardato sole ci inonda. Approfittiamo di questo insolito clima per effettuare un esperimento-gioco visivo molto semplice benché trascurato e sul quale la ricerca scientifica spesso, purtroppo, sorvola ma la cui riproduzione, come vedremo, per qualche artista contemporaneo rappresenta la realizzazione di sorprendenti opere d’arte.   Con la consistenza di un velo e con la densità di una nube uno spazio indefinito si distende e riempie tutto il mio campo visivo di un colore intenso, in...

18.07.2011

Morfologia del difforme

  Sempre più spesso si sente dire che la sporcizia è un indice della civiltà e dell’educazione di un popolo. A giudicare dall’elevato numero di cartacce appallottolate, lattine schiacciate, cartoni di bevande spiegazzati, fazzolettini di carta stropicciati e abbandonati dopo l’uso con i quali inevitabilmente conviviamo tutti i giorni, nelle stazioni, nelle piazze, sui tram, nelle metropolitane e nelle aule delle nostre scuole, dovremmo considerarci un popolo decisamente incivile. Ma rimandiamo ad altre occasioni una riflessione sul problema morale ed educativo che la sconfortante onnipresenza di questi oggetti indurrebbe a fare e focalizziamo la nostra attenzione sulla loro forma. Non appena si prova a descriverla ci si rende subito conto di...

13.04.2011

Quando il nero si vede bianco

  Tra i privilegi di chi svolge un’attività fuori dall’orario di ufficio vi è quello di poter viaggiare sui mezzi pubblici stando comodamente seduto, senza essere stipato come una sardina. Di questo privilegio anche il nostro sguardo ne trae giovamento, perché può spaziare liberamente all’interno della vettura e posarsi su ciò che al momento meriti attenzione. Qualche giorno fa, durante la traversata della città in tram, il mio sguardo vagante venne attratto da una coppia di indumenti identici, indossati da un ragazzo e da un uomo adulto, il cui tono colloquiale lasciava supporre fossero padre e figlio. Si trattava di due giubbotti di cotone cerato, molto di moda quest’anno, ai quali, in pendant avevano accostato...

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