Teorie

I nuovi populismi secondo Marco Revelli / La democrazia e l’ospite inquietante

In un servizio della Bbc, trasmesso il giorno dopo il referendum sulla Brexit, un operaio attempato col caschetto giallo e il giubbotto fosforescente, che lavora in un cantiere nel centro di Londra, si trova ai piedi di un possente grattacielo in vetro e in acciaio. Di fronte al telecronista, punta l’indice in alto e al suo microfono dichiara lapidariamente: “Quelli lassù hanno votato remain, noi quaggiù leave”. Quelli lassù sono i lavoratori dinamici e cosmopoliti, integrati nei circuiti globali della finanza, della comunicazione, del commercio internazionale; quelli quaggiù sono gli operai edili e i lavoratori saltuari, che la sera rientrano nelle abitazioni della periferia della città. Quest’immagine, tratta dall’ultimo libro di Marco Revelli (La politica senza politica. Perché la...

Eugene Thacker. L'orrore della filosofia, la filosofia dell’orrore / Tra le ceneri di questo pianeta

In una delle proposizioni più note del suo Tractatus Logico-Philosophicus, la 5.6, Ludwig Wittgenstein sosteneva che “I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo”. Wittgenstein, che era celebre per l’accuratezza con cui sceglieva i modi della propria espressione linguistica, non poteva aver scelto quel verbo – “significano” – a caso, e tantomeno quel “significano” può essere interpretato, semplicemente, come un sinonimo di “sono” (il verbo “essere” è quello che di solito viene maggiormente, ed erroneamente, utilizzato nel riportare la proposizione wittgensteiniana): non si tratta, infatti, qui, di posizionarsi, per il filosofo austriaco, sul campo dell’ontologia, quanto su quello della teoria del significato.    Il problema che gli sta a cuore non è, quindi,...

Quid animo satis? / Dannato cibo

Se con una bacchetta magica facessimo scomparire dalla nostra società tutti i luoghi dove si propone del cibo preparato, probabilmente assisteremmo a una sorta di desertificazione dei centri storici, delle vie eleganti, delle piazze più belle, di tanti deliziosi paesini. Venendo meno l’istanza alimentare iperbolica della nostra epoca scopriremmo traumaticamente che non pensiamo quasi ad altro che al cibo, anzi, al consumo di cibo. Una vera damnatio ad cibum che stentiamo sempre più a vivere come fisiologia.  Mangiare è un’azione primaria, ma che, a un certo punto del nostro percorso evolutivo, superato il confine della funzione di nutrimento, oggi si trasformasse quasi in un vezzo comportamentale, in un pervasivo arzigogolo gastronomico, era difficile da prevedere. Cibo-schifezza...

Istruzioni per l'uso / Il metodo Aristotele

«Le parole “felice” e “felicità” – happy e happiness – vanno alla grande», scrive nell'incipit di questo suo stimolante e intelligente saggio Edith Hall, studiosa del pensiero classico e docente al King's College di Londra (Edith Hall, Il metodo Aristotele. Come la saggezza degli antichi può cambiare la vita, tr. di Duccio Sacchi.  Torino, Einaudi, 2019. Ed. orig. Aristotle's Way. How ancient wisdom can change your life, London, The Bodley Head, 2018). Vanno così alla grande che c'è chi chiede a gran voce – aggiungo – di inserire il «diritto alla felicità» nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. Lo sostiene tra gli altri una associazione di epicureisti (non di epicurei), gli Amici della filosofia di Epicuro, i quali propongono una petizione in quel senso (per...

In-ludere / L’estetica triste

Anselm Kiefer.    C’è ancora posto per la bellezza e la riflessione nelle nostre vite e nelle relazioni sociali? L’ipotesi che vorremmo poter difendere è che fino a che esisterà un essere come noi umani, capace per natura di immaginare l’inedito e generare quello che ancora non c’è, una certa presa di distanza dalla tacita appartenenza adesiva alle cose sarà possibile. Vorremmo sostenere l’idea che, per quanto il cosiddetto mental set o habit possano influire e vincolare il senso e la generatività umana, come sosteneva Boris Pasternak, “la vita trabocca sempre dall’orlo di ogni tazza”. Siamo fatti di una tensione che rinvia sempre a qualcos’altro rispetto a quello che c’è già, e non per scelta, ma per costituzione evolutiva specifica: ogni conformismo e ogni saturazione...

Felice Cimatti / Cose. Per una filosofia del reale

Se il mondo – come diceva Heidegger – mondeggia, la lingua linguaggia? Il nuovo libro del filosofo Felice Cimatti, Cose. Per una filosofia del reale (Bollati Boringhieri, 2018), affronta un tema caldo del pensiero contemporaneo: è possibile far parlare le cose in nome di un realismo che vorrebbe superare i limiti del postmodernismo? E la domanda sembra senza speranza se si presuppone, come Cimatti, che il linguaggio sia il marchio dell’uomo mentre le “cose sono mute”.    Per affrontare questo interrogativo, Cimatti ripercorre un sentiero che da Heidegger giunge a Lacan passando per le recenti ontologie orientate all’oggetto. Nelle sue pagine si passa con disinvoltura dall’intreccio mortale tra essere ed ente ai tanti viventi e non viventi che si fanno carico di problemi...

Via sulle navi, filosofi! / Terra / Mare

“Davanti all’oceano, il sognatore d’immensità ama sedersi in una sedia di pietra”, scrive Gaston Bachelard. Ai suoi occhi, la rêverie ha la necessità impellente di trovare immagini di protezione, di rifugio; per sentirsi a proprio agio di fronte all’instabilità del mare, ha bisogno di un’ancora in una rientranza della scogliera. Dalla spiaggia si contempla male il mare, per dominarne la potenza con lo sguardo meglio rannicchiarsi alla sommità delle rocce. Chi contempla troppo a lungo il mare rischia di sentirsi chiamato dall’abisso, dal “crepaccio entro cui il mondo spariva. L’onda di roccia invece proteggeva: ferma lassù, piena di luce”, scrive Francesco Biamonti in L’angelo di Avrigue. Di fronte al selvaggio scatenarsi del mare, che può rendere folli i marinai in balia della tempesta, è...

“I figli impossibili della nuova era” / Peter Sloterdijk. Contro il principio genealogico

Dopo l’uscita di Devi cambiare la tua vita (in edizione tedesca nel 2009, in traduzione italiana, per i tipi Raffaello Cortina, nel 2010) Peter Sloterdijk ha pubblicato molto, ma, si potrebbe dire, scritto poco a livello strettamente “scientifico”. Tutti i libri di una certa consistenza usciti in seguito al 2010, infatti, sono raccolte di saggi d’occasione, magari integrati con qualche articolo inedito (come nel caso di Che cosa è successo nel XX secolo? edito in Italia da Bollati Boringhieri, e Dopo Dio, pubblicato in traduzione da Cortina), oppure scritti che esulano dai crismi canonici della prosa filosofico-scientifica, come il romanzo erotico Das Schelling-Projekt (2016) e il secondo volume dei suoi diari personali Neue Zeilen und Tage (2018). Fa eccezione il testo uscito nel 2014 in...

Storia e memoria / Max Fox o le relazioni pericolose

«… perché… se ti entrano che c’hai la colla in mano… [risata] cosa fai?» A porre questa giocosa domanda non è uno scolaretto dell’asilo intento, con forbici e carta colorata, a preparare una sorpresa per i suoi genitori, e nemmeno un buontempone che si diverte a ricordare uno scherzo ordito ai danni di qualche malcapitato. È un ladro e falsario di libri.    Nel febbraio del 2006 Marino Massimo De Caro si presenta alla Biblioteca capitolare di Verona e – accreditato da una lettera firmata nientemeno che dal cardinale Jorge Mejía, «Bibliotecario di Santa Romana Chiesa» – ottiene il permesso di consultare «per i suoi studi» (così Mejía) una rarissima opera di Galileo, di cui non restano al mondo più di cinque esemplari integri: il Dialogo de Cecco di Ronchitti da Bruzene. In...

Francis Fukuyama / Lo scontro delle identità

Il tema dell’identità torna con prepotenza nel dibattito culturale contemporaneo, dopo l’orgia di visioni postmoderniste e glocaliste che miravano a depotenziarlo, a relativizzarlo, a pluralizzarlo e dunque a svuotarlo del suo contenuto originario (pur considerandolo foucaultianamente il frutto di fondamentali rotture epistemiche). Il grande merito del lavoro svolto da F. Fukuyama in Identità. La ricerca della dignità e i nuovi populismi (UTET 2019), sta proprio nel tentativo di riportare il discorso sull’identità nel solco di una filosofia politica “classica”, che dunque precede la decostruzione operata dai postmodernisti. Un tentativo ovviamente ideologico, che esalta soprattutto la continuità piuttosto che le discontinuità tra la modernità occidentale e ciò che sta accadendo oggi sotto...

Piacere e colpire / La società della seduzione

L’ultimo libro del sociologo francese Gilles Lipovetsky – Piacere e colpire. La società della seduzione (Cortina) – si occupa in maniera approfondita della seduzione. Il tema trattato da questo libro viene spesso considerato futile e marginale, ma in realtà è particolarmente centrale all’interno delle società ipermoderne. E diversi autori se ne sono interessati, a cominciare da Jean Baudrillard, che anni fa ha dedicato all’argomento il celebre volume Della seduzione (SE). La tesi di Lipovetsky è piuttosto semplice: le società occidentali avanzate sono entrate in una fase talmente dominata da un modello seduttivo che si può considerarle come delle vere e proprie “società della seduzione”. Queste infatti per Lipovetsky sono organizzazioni sociali all’interno delle quali domina un modello...

L’ultimo libro di Ermanno Bencivenga: un omaggio a Hannah Arendt / Il male si espande nel mondo come un fungo

In una lettera scritta al maestro e amico Karl Jaspers, nel 1947, Hannah Arendt riassunse l’insegnamento principale che riteneva di aver tratto dalle lezioni universitarie e dagli esempi di vita del grande filosofo tedesco così: “Ciò che ho imparato da Lei e che negli anni seguenti mi ha aiutato a orientarmi nella realtà senza dover vendere la mia anima a essa, come in tempi passati la gente vendeva la propria anima al diavolo, è che la sola cosa che abbia davvero importanza non sono le diverse visioni del mondo, ma la verità, quella verità che si deve pensare e vivere apertamente e non nel proprio piccolo guscio, per quanto confortevole; ho imparato inoltre che la necessità, in qualsiasi forma, è solo un fuoco fatuo che cerca di indurci a recitare una parte invece di tentare di essere...

virtù / L’eccellenza germanica

Chi era giovane negli anni 60 e 70 ricorda sicuramente l’enorme prestigio di cui godevano in Italia e in genere nell’Europa meridionale le società scandinave, la Svezia in particolare. Un prestigio trasversale, in gran parte, che veniva da sinistra come da destra. I regimi socialdemocratici che allora reggevano quei paesi erano esaltati come una mescolanza riuscita di capitalismo e socialismo, con un welfare molto ampio grazie a cui lo stato prendeva cura di ciascun cittadino “dalla culla alla tomba”. Società particolarmente prospere, certo, ma soprattutto emancipate, profondamente libere, oltre che permeate da civismo. Per un giovane italiano il viaggio in Svezia a cerca di avventure amorose era un’esperienza obbligata. Perché alla alta reputazione economica e politica di un paese si...

Siamo tutti sulla stessa barca / Il rompicapo dell'antropocene

La prua di una grande nave mercantile fende i ghiacci, parzialmente sciolti, di quello che possiamo immaginare essere il mitico passaggio a nord-ovest, che collega Atlantico e Pacifico nei periodi più caldi. Questa immagine, fortemente simbolica, ritorna come un leitmotiv nel film-documentario di Rudy Gnutti In the same boat, in cui diversi esperti – Zygmund Bauman, Tony Atkinson, Serge Latouche, Mariana Mazzucato, Mauro Gallegati, Erik Brynjolffson e l'ex presidente dell'Uruguay Jose Mujica – discutono di globalizzazione e progresso tecnologico. La questione centrale affrontata nel film è la situazione paradossale creata dal sistema attuale in cui, mentre diminuisce la sperequazione economica tra le nazioni, aumenta sempre più quella tra le classi sociali all'interno dei singoli paesi;...

EpiStoa / Riprendere il filo eretico del pensiero

Nel suo ultimo pamphlet dal titolo Alessandro, redatto negli anni ottanta del I sec., l’irriverente Luciano di Samosata se la prende con quelli che fanno comunella e «vanno intorno strologando, trappolando, e tondendo i grassi» – nella succosa traduzione ottocentesca di Luigi Settembrini, ‘lucianizzata’ nel ’44 da Alberto Savinio e rimessa ora in circolazione da Adelphi (Luciano, Una storia vera e altre opere scelte da Alberto Savinio, Milano, Adelphi, 2018).    Alessandro ha compreso «che la vita degli uomini è tiranneggiata da due grandi cose, dalla speranza e dal timore, e chi opportunamente può usare di una di queste, tosto diventa ricco.» Si compra quindi per pochi spiccioli un colubro di quelli davvero enormi, ma innocui e mansueti. Serpentoni grandissimi che i bambini...

L’Aquila è cambiata per sempre / 6 aprile 1922: Einstein, Bergson e il tempo

Le date sono tutto fuorché convenzioni e la storia, “la storia reale – scrivono Deleuze e Guattari in Millepiani – non si sbarazzerà mai delle date”. Quando prendono rilievo nella vita individuale e collettiva, esse funzionano come i marcatori degli eventi ed è per questo che hanno un’affinità sostanziale con la performatività di una parola d’ordine. Prima di comunicare qualcosa, una data, ad esempio il 6 aprile 2009, risuona come una presenza efficace: qualcosa è accaduto, un sisma; qualcosa è passato di qua, e L’Aquila è cambiata per sempre.   Il noema di una data è un evento e ogni data è una figura di sostituzione in cui il tempo extratemporale dell’atto si salda come tale nel fatto preposto a ricordarlo. Simili alle fotografie cui Roland Barthes e André Bazin hanno ascritto una...

Conversazione con Andrea Cavalletti / Attualità di Furio Jesi

La recente riedizione di Germania segreta (Nottetempo 2018) che arriva circa cinquant'anni dopo la sua uscita (Silva, 1967) e quasi venticinque dopo la prima ristampa (Feltrinelli 1995) è un'occasione per riflettere ulteriormente sulla figura di Furio Jesi – mitologo, germanista e critico militante – e per ragionare sulla sua eredità e sull'attualità con il curatore Andrea Cavalletti.   Perché ripubblicare ora questo libro? Si direbbe che Jesi ritorna quando si sente il bisogno di fare chiarezza sul rapporto tra cultura e politica e in relazione all'emergere di un clima conservatore, reazionario, neo o post-fascista.   È vero, in questo clima, che essendo da troppi anni lo stesso diventa ogni giorno più pericoloso, i libri di Jesi appaiono sempre più attuali. Vi è poi l'altro...

Media e Illusione / Le tetradi perdute di Marshall McLuhan

Appunto per un prossimo viaggio a Toronto: andare alla Roberts Library dell’Università, dirigersi verso la sezione Thomas Fisher e cercare il settore Rare Books and Collections. Sembra che lì dentro sia conservato un appunto di Marshall McLuhan sul cavallo a bastone, il famoso manico di scopa usato dai bambini a mo’ di cavallino che tanto piaceva a Ernst Gombrich. Chissà che non si riesca trovare interessanti connessioni, e relativi cortocircuiti, fra il grande studioso dei media (quello della Galassia Gutenberg e di Understanding Media) e il grande studioso di storia dell’arte e delle immagini (quello di Arte e illusione, Immagini simboliche e Il senso dell’ordine). Si tratterebbe di un dialogo comunque intrigante, di una bella sinapsi in più nella rimpianta cultura del Novecento. Il...

Per una società felice / L’insegnamento politico dell’Arcadia

Nell’antichità un popolo di un’impervia regione della Grecia ebbe fama di essere venuto al mondo prima degli astri e della luna, e di aver scoperto le fasi di questa, insieme al calcolo del tempo, rendendo possibile la storia.  Allora gli uomini percepivano nel paesaggio, nelle ombre degli anfratti silvani o nei lucori di improvvise radure, l’aura panica e il fluire irresistibile di eros, la presenza di ninfe e dei.  Paesaggio “ad alta densità mitologica secreta da millenni di convivenza umana” su cui il visitatore, Pausania il Periegeta, gettò nel II secolo d.C. uno sguardo “già archeologico” avvicinandosi alla città di Licosura.   In esso invisibili interstizi fra materia e soffio creatore, fra uomini e cose, accoglievano contrasti e opposizioni entro l’unificazione...

Ecologia, etica / La Terra come soggetto di diritto

Dall’ecologia all’etica   Nel suo appello a preservare resti di natura selvaggia, l’ambientalista Aldo Leopold rilevava che “la capacità di percepire il valore culturale della natura allo stato selvaggio si riduce, in ultima analisi, a una questione di umiltà intellettuale. La superficialità degli uomini d’oggi, che hanno perso le proprie radici terrene, fa loro credere di aver già scoperto ciò che conta; questi sono coloro che cianciano di imperi politici o economici destinati a durare secoli”. Nel dizionario delle virtù che dovrebbero accompagnare i tempi a venire, oltre alla mitezza e alla temperanza (termini su cui il lessico della morale concorda con il tempo delle meteore), l’umiltà costituisce, suggerisce Michel Serres, la vera essenza dell’uomo. L’homo humilis ritrova il suo...

Nella stanza d'analisi / La cura va a zig zag

L’onda è enorme, io sono piccolo, il mare è un deserto, una distesa d’acqua infinita, galleggio, non riesco a nuotare, sono paralizzato, anche se sono un nuotatore provetto. Sono solo, esito: riuscirò ad appoggiarmi al ritmo del frangente oppure sprofonderò negli abissi? Gli esseri umani che ogni giorno svaniscono nel mare nostrum penetrano nei sogni, dove le acque si mescolano, e l’angoscia della condizione migrante incontra la realtà psichica dell’io del sognatore.  A volte, ecco, quello che Jung chiamava un grande sogno, il rappresentare qualcosa che “dimostra che la psiche umana è in parte soltanto unica e soggettiva o personale: per l’altra parte invece è collettiva e oggettiva”. È un fenomeno di cui lo psichiatra svizzero aveva fatto esperienza diretta, quando, poco prima dello...

La Rete e i suoi diritti / La legge europea sul Copyright

Non è stato semplice, ma dopo un percorso lungo e tormentato il Parlamento Europeo ha approvato la nuova Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sul diritto d'autore nel mercato unico digitale [qui il testo finale della Direttiva]: con 348 voti a favore, 274 contrari e 36 astenuti, ma anche 90 eurodeputati che non hanno partecipato alla votazione, forse per non irritare una parte dei loro elettori a poche settimane dal voto. Ora manca un ultimo passaggio: il sigillo dei 28 ministri. Ma 21 governi si sono già schierati a favore, con due astenuti e cinque paesi contrari, tra cui l’Italia. Sono contrari Lega e Cinque Stelle, per Di Maio il provvedimento è “una vergogna”. Si sono scontrati due schieramenti, in un frenetico moltiplicarsi di appelli e contro-appelli, cui si è aggiunto...