Teorie

Empatie ritrovate

Curioso fenomeno. È iniziato il lockdown anche se nessuno l’ha proclamato. O almeno così sembra. Senza rendercene troppo conto stiamo tornando alla tana, e le visite sono di nuovo rare e poco gradite. Signore delle pulizie e corrieri vengono accolti freddamente. Naturalmente potrebbe trattarsi di coazione a ripetere: i tre mesi di segregazione domestica della primavera scorsa hanno lasciato il segno. Ma che tipo di segno hanno lasciato? Sui davanzali di alcune finestre si notano ancora bandiere imbruttite dal tempo e qualche striscione ricavato da vecchie lenzuola con sopra scritto “andrà tutto bene”. Una rassicurazione per bambini, di nessuna utilità neppure per loro, come nei film americani in cui tutti ripetono “I love you” e “I love you too” che non significano niente, o appena un “...

Al di là dei confini delle nazioni / Per una filosofia delle migrazioni

  Un’immemorabile tradizione teorica sembra aver reso la politica ostaggio di una strana pratica di divisione, segmentazione e personificazione arbitraria del suolo, tale per cui si è finito per identificare come naturale e indiscutibile qualcosa che invece si dà (o almeno si dava) per accordo, storia, talvolta contesa. Tale teoria ha fatto così tanti danni che ancora oggi, non di rado, capita di ritrovarsi a far coincidere la propria appartenenza comunitaria al ristretto lembo di terra in cui si è nati, riconoscendo come consimili solo coloro i quali, sulla base di un’iscrizione alla nascita garantita da corredo genetico, appartengono allo stesso circoscritto suolo.  Con innumerevoli sforzi, i teorici di questa maniera di pensare il mondo si sono spesi in forbite elucidazioni...

Il ritorno del trauma / Ha senso parlare?

Non so bene cosa dire, non so che parole usare. Dice: E allora stai zitto! Ma no, nonostante tutto, ho voglia di parlare, di dire la mia, così in generale, su tutto, qualunque cosa va bene, purché io possa dire, parlare. Perché è di questo che adesso ho bisogno: di parlare, di esercitare il mio “diritto animale” di parlare, di esprimermi, esprimere il mio personale bisogno di estrinsecare, come posso, tutto quello che mi passa per la mente mentre sto davanti a questo immenso stordimento concettuale che via via, in questi giorni, si sta configurando nella sua massa enorme, smisurata. Tutti hanno bisogno di dire, di esprimere, di raccontare. Fiumi di parole, come diceva la nota canzoncina. Tutti sentono come l’urgenza di misurarsi con la loro propria verbalizzazione dell’evento che ci...

Tenere aperto il mistero / Dialogo su Dio

Gabriella Caramore ha insegnato alla Sapienza di Roma, ha scritto molti libri – La fatica della luce, Pazienza e, insieme a Maurizio Ciampa, Croce e resurrezione – e ha curato e condotto per molti anni – dal 1993 al 2018 – una trasmissione di Radiotre, Uomini e profeti, trasmissione che potremmo definire profetica. L’Italia è un paese di tradizioni cattoliche, e sappiamo che “cattoliche” vuol dire molte cose differenti. Ma l’Italia è sempre stata spartita da due forme di clericalismo: i religiosi non parlavano il linguaggio dei laici e i laici non si interessavano di religione, e anzi credo anche oggi rimanga una grande ignoranza su questa realtà antropologica. Già da questo punto di vista credo che questo libro, La parola Dio (Einaudi), sia importante, perché Gabriella Caramore intreccia...

Colonialismo / L'Africa ha davvero una storia?

Sembra quasi impossibile, eppure ancora oggi quante volte sentiamo chiedere, con tono scettico di chi crede di sapere già la risposta: «L’Africa ha davvero una storia?». Anche questo ricchissimo volume curato Africa antica da François-Xavier Fauvelle parte da quella domanda, cercando però, con dovizia di dati e immagini, di rendere un po’ di giustizia a quel continente. Avendola spinta da sempre nell’abisso della nostra ignoranza, dei nostri pregiudizi, per non dire della nostra presunzione razzista, l’Africa sembra essere stata espulsa dal club di chi ha fatto la storia. Semmai, l’avrebbe subita e basta. Persino l’antica civiltà egiziana, che studiamo ampiamente a scuola e a cui conferiamo dignità storica, viene spesso presentata e percepita come espressione mediterranea e assai poco...

1944 - 2020 / Mario Galzigna: spirito libero

È scomparso, il 26 ottobre scorso, in mattinata, Mario Galzigna: traduttore e curatore d’opera, fu anche filosofo, scienziato sociale, epistemologo clinico, storico della psichiatria. È a lui che dobbiamo la traduzione integrale della Storia della follia di Michel Foucault, di cui fu grande studioso collaborando anche con Feltrinelli nella cura e traduzione di numerose lezioni postume al Collège de France. Lui, il mio amico Mario, ha tradotto quel monumentale saggio, il più importante del Novecento. Un’opera culturale di enorme rilievo: fece, di quel testo, un palinsesto, introdusse ogni ripensamento, ogni annotazione, ogni variazione che Foucault aveva apportato. E, proprio come Foucault, fu instancabile traduttore, soprattutto dei testi di coloro che considerava i propri maestri:...

Sogni, visioni, profezie

I sogni come orientamento Freud scoprì che il sogno contiene l’appagamento di un desiderio. In un senso più ampio, nei sogni è visibile ciò verso cui ci orientiamo, o da cui fuggiamo. Per un uomo, l’immagine dell’eroe, forte e ammirato, che vorremmo essere; o quella della donna affascinante che vorremmo conquistare; ma anche, in negativo, quella dell’orrido nemico che più ci fa paura. Come sappiamo istintivamente, è pressoché inutile dire di no a questa spinta profonda. Essa precede le cose imparate, appartiene a uno strato della psiche più antico, più vicino all’istinto. La zoologia ci dice che anche gli animali sognano. L’ecografia fetale ci ha insegnato che anche quando non siamo ancora nati facciamo sogni: dunque già abbiamo dei desideri o delle paure fondamentali. La...

Il prossimo salto evolutivo / Da homo sapiens a homo frater

Molte volte nel corso della Storia l'umanità si è trovata a vivere situazioni di tale gravità e oscurità sul futuro da temere che fossero gli ultimi tempi. Ogni volta, finora, ne è uscita e i posteri hanno visto in quella crisi il travaglio della nascita di un mondo nuovo, o perlomeno rinnovato. Noi stiamo attraversando uno di quei momenti. Ne usciremo, come è sempre accaduto, o questa volta i nostri non sono dolori del parto ma un'agonia? Ivan Illich definì il nostro un tempo apocalittico, epoca di crisi e di rivelazione in cui non si deve avere paura, ma consapevolezza e determinazione nell'agire, perché la Storia è in gran parte nelle nostre mani e siccome, ad ogni modo, va avanti, dipende dalle scelte umane la sua direzione.  Oggi la situazione è più complessa di quanto sia mai...

Accademia Unidee / Immaginazione, creatività e progettualità

“L’immagine fantastica ha la sua verità, con la conseguenza che essa reagisce realmente, e realmente e potentemente resta imbrigliato chi si lascia vincolare…”, dice Giordano Bruno (1986, p. 175) nel De Magia. Il margine è lo spazio dell’immaginazione, della pensabilità, della progettualità. Non può essere inteso come una linea, come un confine, pena la perdita della sua stessa generatività. La zona smilitarizzata nell’esperienza della guerra è un margine che consente di interromperne la distruttività. Le strategie non violente di interposizione sono una via per valorizzare il margine, inventando una possibilità dove non sembrerebbe pensabile. Il margine è perciò uno spazio e un tempo per il movimento e il movimento è uno dei caratteri costitutivi del vivente. È determinante per...

Colore e filosofia / Districare l’arcobaleno

«Sebbene il colore abbia offerto molto ai filosofi, la filosofia [...] ha avuto poco da offrire alla comprensione del colore»: così lo storico dell’arte John Gage in uno dei suoi libri sul colore (Colour and Meaning, University of California Press, 1999, p. 8). Aggiunge che il lettore troverà più stimolante la riflessione sul colore del pittore e regista Derek Jarman nel suo brogliaccio autobiografico Chroma (1994; trad. it. di Silvio Danese, Ubulibri, Milano 1995) piuttosto che la trattazione filosofica del filosofo Barry Maund che pure, ammette Gage, in Colours (1995; vedi anche qui) offre un apprezzabile resoconto del pensiero contemporaneo sull’argomento. È senz’altro vero: il libro di Jarman è bellissimo e travolgente: la sperimentazione del colore in pittura, l’uso del colore nel...

Death Education / Covid-19: il tabù della morte

Sabato 12 settembre, alle 9,30, un centinaio di persone si è dato appuntamento su una piattaforma online per dialogare insieme per quattro ore – con la tecnica dell’Open Space Technology – a partire dalla domanda “Di cosa abbiamo bisogno per commemorare i nostri cari morti durante l’epidemia di Covid-19?”. La tecnica dell’Open Space Technology, nata 35 anni fa da un’intuizione di Harrison Owen, prevede che i partecipanti possano lavorare come meglio credono, discutendo riguardo a temi proposti sul momento e secondo le modalità di lavoro ritenute più utili e produttive. Escluse quindi le lezioni frontali e il linguaggio accademico, cento persone di età e di estrazione sociale e culturale differente hanno condiviso liberamente le proprie esperienze e opinioni sul lutto al tempo del Covid-19...

“Ma questo tu… sono io” / Narcisismo: perdita e speranza

Molteplici, trasversali e iridescenti sono state le epifanie del mito di Narciso lungo tutta la cultura del Novecento, dalle prime teorizzazioni di Freud fino ai nostri giorni. Alla generatività simbolica di questa intramontabile figura della vita psichica si aggiunge la sua odierna popolarità: il termine “narcisismo” è penetrato nel lessico mediatico e quotidiano per denunciare “caratteri” egotici e derive relazionali, nel campo amoroso come in quello lavorativo e politico.  A una tale stratificazione di rimandi culturali, elaborazioni cliniche ed eccessive semplificazioni del senso comune l’ultimo testo di Fabio Madeddu I mille volti di Narciso. Fragilità e arroganza tra normalità e patologia (Raffaello Cortina Editore, 2020) offre una preziosa occasione di studio e approfondimento...

Libertà e menzogna nella vita degli italiani / La dittatura della monogamia

“Perché farlo in tre sarebbe da nascondere di più che andare in un museo?” Questa domanda apparentemente paradossale racchiude in poche parole una serie di intuizioni concentrate in un libro di piccole dimensioni ma di grande acume appena pubblicato da Edoardo Lombardi Vallauri, Ancora Bigotti (Einaudi, 2020). Il volume parla del rapporto tra gli italiani e la morale sessuale, ma soprattutto parla del rapporto tra libertà e menzogna: il punto non è che cosa fare a letto, ma perché mentire su quello che si fa e che conseguenze ha, questa ipocrisia, sulla società. Per sua natura, il sesso è il campo di battaglia ideale per lo scontro tra questi due poli: condurre una vita libera e razionale o assoggettarsi alle bugie che consentono di evitare il confronto con la realtà? Il giudizio...

OGR. La cura del mondo / Il tempo ultimo

La cura come pensiero   “Cura” è una parola che sta risuonando insistentemente nelle iniziative pubbliche, nei discorsi comuni, negli incontri degli ultimi mesi. Come se ci fosse una urgenza, una fretta, una necessità di comprendere, al di là della pandemia che ha colpito il mondo, quale sia la malattia più profonda che si è insinuata in tutte le fibre del pianeta, e che ha messo in evidenza non solo la fragilità della vita umana, ma la criticità di tutto il sistema di vita sulla terra, e i rischi, forse per la prima volta davvero “fatali”, che stiamo correndo. E, di conseguenza, come se fosse imprescindibile individuare e esercitare una cura. Ma, appunto, su molte, troppe ferite occorre apprestare le cure. È l’intero nostro mondo che appare malato. Di quali e quante malattie? Quali...

Ritratto dello storico da giovane / Cipolla: breve storia della moneta

Rileggendo Moneta e civiltà mediterranea – apparso in inglese nel 1956, in italiano nel 1957 e ripubblicato da il Mulino – torna in mente il Ritratto dello scrittore da giovane (1916) di Joyce. Come lo scrittore irlandese ha fissato nel suo romanzo i ricordi dell’adolescenza, Carlo M. Cipolla (1922-2000) in questa opera giovanile – aveva 34 anni, gli stessi del Joyce del Ritratto – ha esposto i suoi primi risultati nel campo della storia monetaria. Lo ha fatto con delle istantanee. Nei suoi capolavori successivi le fotografie scattate sarebbero state rielaborate, diventando dei lungometraggi.   Ma quali sono le idee fondamentali di Cipolla quando parla di storia della moneta? Le possiamo condensare in quattro punti.   La moneta è stata spesso parziale.    Oggi le...

Kum! / Bernard Stiegler: Nel segno di Epimeteo

Il novero dei nuovi dispositivi che negli ultimi quarant’anni (dal 1980 ad oggi) hanno fatto ingresso nelle nostre vite, sconvolgendole radicalmente, non ha termini di paragone con quanto avvenuto dallo stesso punto di vista in tutta la storia precedente dell’umanità. Personal computer, smartphone, chip rfid e droni (per non menzionare che alcune delle tecnologie più appariscenti e pervasive che hanno investito la nostra quotidianità), sono soltanto la punta di un iceberg del quale non vediamo affatto, per lo più, l’intera conformazione. Anzi, tanto più il tasso di avvicendamento delle tecnologie cresce, quanto più sembra diminuire la consapevolezza diffusa delle loro imponenti implicazioni cognitive, sociali ed economiche, quasi ci fosse, tra le loro prerogative, quella di farsi...

Tra museificazione e mercificazione / Venezia, turismo, economia

Tempo sospeso, questo incerto post-Covid. Per l’economia, va da sé. Ma anche per le scienze sociali: cosa cercare, di preciso? Insistere su un mondo che potrebbe non essere più; oppure lanciarsi in previsioni e presagi sull’immediato futuro? Oppure, ancora, attendere il deposito delle macerie sollevate dalla pandemia? Nel dubbio, iniziano ad affollarsi una quantità di ricerche pensate prima, scritte durante e pubblicate dopo lo spavento del lockdown. Un vero e proprio assembramento, di quelli vietati dal Dpcm, di introduzioni e prefazioni, precisazioni e postille, che avvertono il lettore dell’imprevedibile contingenza. Almeno per un altro po' sarà così, in attesa dell’invasione di studi stimolati dal confinamento sociale, che come al solito giungeranno o acerbi o troppo tardi, nel mentre...

Eros politico / Di chi sono i figli?

Uno degli assassini di Willy aveva tatuato sulla pancia il motto: “Proteggi la Famiglia”, esibendo, in questo modo, la parte più brutale e riconoscibile dei patti di fedeltà estrema che mostrano sempre una logica mafiosa. La fedeltà cieca spinge all’omicidio ed è l’esportazione del modello chiuso familiare a una società intera. La clanizzazione pervade il nostro collettivo, secondo il principio del familismo amorale elaborato dal politologo Edward Banfield, un conservatore ma originale, che aveva studiato sul campo il nesso tra il modello familistico arretrato del Sud Italia e il fascismo, ed elaborò l’ipotesi di un familismo amorale come prassi diretta a massimizzare i vantaggi materiali e immediati del proprio nucleo familiare a discapito del legame sociale. Il familismo amorale...

L’ultima enciclica di Papa Francesco / Ingozzati di connessioni, vuoti di fraternità

Dobbiamo decidere di diventare tutti fratelli per salvaguardare la terra, e di diventare fratelli con la terra, con la nostra “casa comune”, per salvaguardare noi stessi. Si può sintetizzare in questa maniera il filo rosso che porta Papa Francesco a scrivere, a distanza di cinque anni dalla Laudato si’, la nuova enciclica: Fratelli tutti. Sulla fraternità e l’amicizia sociale, ancora una volta con un esplicito richiamo al santo di Assisi. In modo conseguenziale, essa risponde a un’esigenza che interpella anche il pensiero laico: riflettere sul modo in cui quell’imperativo cruciale di “fratellanza universale”, che scaturisce dall’emergenza ecologica planetaria, stride con la constatazione che “la fraternità rimane la promessa mancata della modernità” (Francesco lo dice nella Lettera al...

Chi vogliamo diventare / Tempo incerto

Non fa per noi. La nostra specie non è fatta per vivere nell’incertezza. In coda per una visita medica, in coda per una denuncia – segni della ripresa del movimento urbano – è il refrain che si ripete di bocca in bocca.  Si sta come/d’autunno/sugli alberi/le foglie. A inizio anno, perché da tempo è la fine dell’estate il nostro capodanno, forse a unirci è proprio il si sta della poesia di Ungaretti. A molti insegnanti pareva il giusto inizio, perché, fino al 1977, si entrava in classe a ottobre. Nessuno spiegava agli alunni delle elementari che era stata scritta in trincea, nel 1918, nel bosco di Courton, tantomeno si parlava della tradizione poetica che paragona la condizione umana a quella delle foglie. L’accento era tutto su quel d’autunno, accompagnato spesso dal temutissimo...

Ottiero Ottieri / Assalto alla psiche

Immaginiamo un supermercato in cui sia esplosa una bomba e tutti i prodotti siano stati sbalzati dai loro ordinati scaffali e proiettati ovunque e mescolati in una completa follia merceologica. Come prima dell’esplosione c’è tutto, ma la fruibilità dei prodotti, diciamo, è diventata estremamente complessa se non impossibile. Deve essere così che appare la realtà a chi varca la porta di una clinica psichiatrica da paziente. Se poi questo paziente è un sofisticato scrittore che decide di scrivere di quell’esperienza in presa diretta durante tutto il lungo ricovero, la dolorosa farraginosità della malattia mentale diventa necessariamente la semantica del suo scritto. Leggi e sbatti materialmente contro il suo senso di soffocamento, di sperdimento, di annientamento nel “niente” della nevrosi...

L’intermittenza di una vita / Perché gli individui non esistono

Ci sono immagini che si imprimono in maniera indimenticabile nel nostro ricordo. Per esempio la luce di un volto, il lampo di un sorriso. Anche quando non ne conosciamo il nome, un volto o un sorriso diventano l’evidenza stessa che esprime l’unicità di quella donna, di quell’uomo, di un certo momento. Eppure capita anche che quei tratti così caratteristici scorrano come sabbia tra le dita di un pugno chiuso, quando cerchiamo di richiamare una particolare espressione o un sorriso inconfondibile. La nostra memoria, a cui il ricordo di un determinato volto appartiene, fallisce nell’impresa di rendercelo più vicino, più nostro. In quel momento è come se il presente e il passato fossero onde che continuano a mescolarsi, confondendosi. Anche nelle immagini più memorabili qualcosa tremola, cede...