Teorie

Pandemia e de-socializzazione / I poteri degli schermi

Sui poteri degli schermi   Tutti noi abbiamo fatto, stiamo facendo, esperienza della pandemia. E tutti noi, abbiamo fatto, stiamo facendo, esperienza di una sovraesposizione mediale. Domanda: vivere tra gli schermi, attraverso gli schermi, è una condizione di virtualizzazione preesistente alla pandemia, che la pandemia avrebbe meglio rivelato? È lungo questa dorsale che provo a leggere il recente volume I poteri degli schermi. Contributi italiani a un dibattito internazionale (a cura di M. Carbone, A.C. Dalmasso, J. Bodini; Mimesis 2020). Si tratta di un collettaneo con scritti di Carbone e di diversi collaboratori storici (Bodini, Dalmasso, Nijhuis) del suo gruppo Vivre parmi les écrans che da un decennio svolge intensa attività di ricerca su questi temi, così come di studiosi che...

Pensare per immagini / Umberto Curi, La morte del tempo

Si intitola La morte del tempo ed è un volumetto di Umberto Curi, quello che qui esaminiamo. È uscito per la collana Icone. Pensare per immagini, del Mulino di Bologna, diretta da Massimo Cacciari e nella quale alcuni studiosi, singolarmente o in coppia, commentano un quadro, l’icona di turno, associandolo a concetti, principi, idee, motivi, riflessioni.   Qui l’icona è un angosciante dipinto di Goya, il leggendario pittore e incisore spagnolo, del periodo 1820-23. Essendo Francisco Goya y Lucientes nato nel 1746, all’epoca del dipinto era più che settantenne e già sordo. Sarebbe morto nel 1828 a Bordeaux, in Francia, dove visse gli ultimi anni. Il dipinto è conosciuto come Saturno che divora un figlio, e fa parte della serie delle «pitture nere» della Quinta del sordo, la dimora in...

Un libro di Edoardo Kohn / Come pensano le foreste

Poesia e antropologia: che c’azzeccano? Sempre più spesso questo binomio viene invocato nelle cronache culturali, e ancora di più viene praticato nel loro effettivo svolgimento: dai poeti meno, probabilmente, ma senz'altro da antropologi, etnologi, etnografi o comunque li si voglia appellare. Non senza irritazioni nell’establishment accademico, sempre pronto a difendere i tradizionali steccati disciplinari, accade – con un’insistenza divenuta tendenza – che molte ricerche antropologiche acquisiscano un tono e un linguaggio, e dunque evidentemente dei contenuti, che tracimano nel poetico, o che quanto meno ricordino passaggi, stili e sensazioni che la poesia ha talora prodotto nel corso della sua lunga storia. Non si tratta, per carità, di  intuizioni liriche del sentimento, secondo...

La notte dei simulacri. Sogno, cinema, realtà virtuale / E se non ci fosse nessuno schermo nella mente?

C’è un famosissimo quadro di Magritte che raffigura un quadro collocato davanti a una finestra aperta. Sulla tela è dipinto quello che, con tutta probabilità, si vedrebbe se fossimo in quella stanza. Il quadro si intitola, significativamente, La condizione umana. L’opera è una allegoria della capacità di rappresentare il mondo esterno (in realtà è una meta-allegoria perché è un quadro che rappresenta un quadro che rappresenta un mondo …).  L’opera di Magritte incarna il mistero più insondabile che gli esseri umani abbiano affrontato: se stessi. Come è possibile che la persona faccia esperienza del mondo, se ne è separata? La soluzione più semplice, ma non per questo più giusta, da Platone alle neuroscienze contemporanee, è stata sempre la stessa: non facciamo esperienza del mondo, ma...

Echi dall'origine e memoria del futuro / La teoria delle balene

Il fascino che l'arcaico esercita su di noi potrebbe essere collegato all'archeologia della nostra mente, laddove risiedono le condizioni originarie dei nostri processi emozionali. Il canto delle balene è un’esperienza originaria, per molti aspetti inenarrabile nei suoi effetti nelle nostre sensazioni. Forse Claudia Losi nel concepire il suo progetto artistico di lunga durata ha voluto ascoltare l'arcaico che risuona in noi e tradurlo in un progetto durato venti anni. Il suo lavoro, tra le altre originalità, si caratterizza come un’isteresi: ci racconta che nel nostro presente non agiscono solo le cose di oggi, ma sono attive e importanti le cose di sempre, sulla cui accumulazione noi costruiamo, più o meno consapevolmente quello che siamo e facciamo oggi. Come lo definisce lei, quel...

Paesaggi e prose di Italo Testa / Teoria delle rotonde

Già con titolo e sottotitolo Italo Testa incuriosisce il lettore, suggerendogli una prima riflessione. Teoria delle rotonde. Paesaggi e prose (Valigie Rosse, 2020) a ben vedere contiene due coppie di concetti non perfettamente integrati. In che cosa consiste una riflessione teorica sulle rotonde stradali? Ma soprattutto: in che senso un “paesaggio” può essere messo sullo stesso piano di una “prosa”? Un’etichetta tematica (e pittorico-fotografica) come può unirsi, non gerarchicamente, con una generalissima definizione formale (e linguistico-letteraria)? Visto dall’esterno, il volumetto è in effetti composito, e la stessa pratica della prosa che lo caratterizza si declina in un’ampia varietà di realizzazioni. Se ne possono contare sei diverse: cioè tante quante sono le sezioni verbali dell’...

Un libro di Bianca Sorrentino / Pensare come abisso

Alcuni giorni fa su Instagram – luogo di finzione, spazio che non esiste, eppure – il celebre comico Maccio Capatonda ha postato una foto che lo ritrae intento a leggere alcune pagine della Bibbia con in mano una tazza che reca questa scritta: “Esistono storie che non esistono”. Al di là della trovata, ironica e marchettara al contempo, potremmo anche dire che resistono storie che non esistono. Perché dacché esiste l’uomo, esistono storie che non esistono. Anzi, oggi siamo quasi certi che questa caratteristica, quella i critici chiamano anche “sospensione dell’incredulità” (di fronte alle storie), abbia permesso alla specie Sapiens del genere Homo di prevalere sugli altri uomini.   Come sostiene lo storico Yuval Harari in Sapiens. Da animali a dei (Bompiani, 2018), la caratteristica...

Il ritorno del panteismo / Il dio sensibile

Emanuele Dattilo ha scritto un grande libro. Si intitola Il dio sensibile, e come dice senza giri di parole il sottotitolo è un Saggio sul panteismo.   La prima scoperta che si fa, man mano che si avanza nella lettura, è che il panteismo è il tema dei temi, uno dei sentieri filosofici sui quali gran parte dei contemporanei si sta avventurando, specialmente negli ultimi anni. Solo che in tanti lo imboccano senza saperlo, senza dominare la materia, prendendo strade secondarie, andando in palestra o coltivando fiori esotici, cambiando idea a metà percorso, usando splendide parole di tradizioni altre, ma ignorando quelle studiate a scuola – va detto che in tanti casi sono impronunciabili e geniali locuzioni latine altomedioevali. Il panteismo, dunque, è pienamente in linea con lo spirito...

Una guida per esploratori dell'universo / Marte, destinazione finale?

La terra è la culla dell’umanità,  ma non si può vivere per sempre in una culla Konstantin Ciolkovskij, 1911   Marte in Antartide   Nel 1984 la geologa Roberta Score raccoglie in Antartide quella che sembra essere una meteorite, una delle tante che si trovano nel continente disabitato, dove i corpi solidi interplanetari sono facilmente reperibili. Il suo nome è ALH84001 – difficile non pensare al supercomputer HAL di 2001: Odissea nello spazio. In realtà non si tratta di un detrito cosmico come gli altri ma, come la Nasa realizzerà solo dieci anni dopo, di un frammento del pianeta Marte. “Ancora oggi gli scienziati non sono d’accordo su cosa ci sia esattamente nel frammento scoperto da Score quel giorno d’estate antartica”, commenta la microbiologa Jo Marchant (È nata una...

Per una semiotica marcata / Paolo Fabbri, Biglietti d’invito

Il due giugno del 2020, poco più di un anno fa, veniva a mancare Paolo Fabbri, eccezionale testimone dell’avventura intellettuale semiotica novecentesca. A un anno da quel triste giorno si moltiplicano proposte e progetti che provano a unire i puntini dei tanti percorsi imboccati nel corso della sua vita di studioso, ricercatore, intellettuale. A far da fil rouge fra queste iniziative è una chiamata alla riflessione intorno al problema di come continuare, ovvero di come mettere a frutto la sua eredità materiale (le migliaia di libri che stanno diventando una biblioteca a Palermo) e spirituale. È in questo quadro che si inserisce Biglietti d’invito. Per una semiotica marcata, a cura di Gianfranco Marrone, appena pubblicato nella collana Campo Aperto di Bompiani. Libro che ha un titolo...

8 luglio 1921 - 8 luglio 2021 / Cento anni di Edgard Morin

Edgar Morin è stato uno studioso che ha saputo avere un ruolo pionieristico in numerosi ambiti. Uno di quelli che l’ha visto tra i primi protagonisti è quello dell’analisi sociologica della cultura creata dai media. Erano i primi anni Sessanta e negli Stati Uniti, sul ruolo svolto dai media nella società, c’erano già state le riflessioni fortemente critiche di Max Horkheimer e Theodor Adorno in Dialettica dell’illuminismo e le prime analisi di Marshall McLuhan ne La sposa meccanica, mentre in Europa Roland Barthes aveva già cominciato ad analizzare i suoi Miti d’oggi. Però la prima analisi sistematica del ruolo sociale svolto dalla cultura dei media si deve a Morin, che nel 1962 ha pubblicato L’esprit du temps, tradotto in Italia nello stesso anno dall’editore Il Mulino con il titolo L’...

Due libri LGBTQI+ / Queer, Drag e le pieghe dell'animo umano

“Maschio e femminina, Dio li creò”; almeno per la tradizione occidentale, questo passo della Genesi riassume in modo chiaro e conciso l’intera sfera della sessualità umana. Non manca di certo, ancora oggi, chi si riconosce in una simile opposizione, questo perché sono ancora in molti a fondare le proprie convinzioni sull’arroganza del sesso. Ci sono gli uomini, e ci sono le donne; dopotutto, lì dove è la natura anatomica a prevalere, a farsi misura di tutte le cose, come si può mettere in discussione tale principio?   Chi, invece, come me, avanza nel mondo a passi incerti, esitanti, non può far altro che mostrarsi inquietato, se non anche turbato, di fronte a facili essenzialismi. La storia della cultura, vado ripetendo a me stesso, non dovrebbe aver significato, tra le tante...

Modi del sentire / L’intimità, là fuori

Sere fa un amico mi manda un testo in cui racconta una di quelle storie quasi leggendarie che circolano in Palestina non foss’altro che per sopravvivere con un sorriso ai soprusi di tutti i giorni. Benché i fatti narrati possano essere frutto di invenzione, e forse anche lo siano, indubbiamente il racconto descrive meglio di mille analisi cos’è una vita in gran parte inimmaginabile: una vita che trascorre tra un posto di blocco e l’altro, nel segno di un check-point onnipresente, di un bombardamento imminente, di una scarsità di generi alimentari, di medicinali, di scuole dove far lezione… La storia inizia con dei militari israeliani che fermano un corteo nunziale e pretendono che un giovane credente baci la sposa:     – «Se baci la sposa passate tutti». – Lui: «Impossibile...

L’opera innovatrice di Catherine Malabou / Divenire forma

  Se si ipotizza una “facoltà formatrice” (the formative faculty) che acquisisce e prepara il proprio materiale da se stessa, e che l’apparizione del pensiero, della volontà e anche della vita, non sono che degli eventi come gli altri nella lunga sequenza delle età della formazione della terra, allora si pone una domanda: come mai a un certo punto, tra le forme, emerge il divenire di una forma che si fa domande sul proprio stesso divenire forma e sul divenire delle forme? O, detta in altri termini, cos’è quella forma che si pone la domanda o le domande, che si trascende; e il suo divenire e la sua esistenza cosa significano?  Quale senso ha una forma tra le forme che pensa se stessa, che oltre ad avere un linguaggio si parla, che si interroga e interroga, che dice “no”?...

Portare la foresta nella città / L'ecologia di Hundertwasser

Nel 1931 a Vienna, quando Hundertwasser non ha ancora compiuto tre anni, muore Arthur Schnitzler. A volte sembra che le idee maturino lentamente, restando nascoste come semi nella terra, aspettando solo che intorno si faccia caldo, che il terreno sia pronto per non sbocciare inutilmente, l’humus deve essere stato preparato da altre idee che si sono appoggiate accanto e, impregnando il terreno, stratificandosi nel tempo, hanno pazientemente atteso il nascere di un nuovo albero, per nutrirlo e farlo crescere forte e pieno. Agli inizi del Novecento, a Vienna, il terreno è pronto per accogliere la scoperta che avrebbe colorato tutto il secolo: l’uomo mette il piede, per la prima volta da sveglio, sul terreno molle e infido dell’inconscio.    Succede nel cuore dell’Europa, dove i...

Cronache anticapitaliste / David Harvey, L'accumulazione come spoliazione

“Viviamo tempi pericolosi, ma anche adatti a esplorare nuove possibilità”. Così scrive David Harvey, pensatore marxista che si fa fatica a etichettare in una disciplina (chi ci ha provato, misurandone il successo su Twitter, lo ha messo al quarto posto tra i sociologi più seguiti al mondo, e al quindicesimo tra gli economisti, per dire). Il suo ultimo libro tradotto per Feltrinelli da Virginio B. Sala, Cronache anticapitaliste, deriva dal lavoro fatto per le “Anti-Capitalist Chronicles”, un podcast quindicinale nel quale dal 2018 Harvey “guarda al capitalismo attraverso lenti marxiste”, come si legge nella presentazione del progetto prodotto da Democracy at work. Lo stile è un continuo e alterno mix tra ricerca e militanza: Harvey, come ricordano i curatori del libro, è stato ed è un...

Una conversazione con Michele Zappella / Scuola: dislessia, autismo e bullismo

Dopo aver ascoltato Pietropolli Charmet e il suo sguardo rivolto all’adolescenza, mi è sembrata un’occasione preziosa quella di poter rivolgere le mie domande a Michele Zappella, uno dei massimi esperti e studiosi di neuropsichiatria infantile, in prima linea, negli anni Sessanta (è nato nel 1936), per l’abolizione delle classi differenziali. Ha lavorato a Londra, negli Stati Uniti e in diversi istituti psichiatrici italiani, prima di diventare primario del reparto di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Generale di Siena, incarico ricoperto per più di trent’anni. Continua a visitare bambini, a occuparsi di integrazione e proposte terapeutico-educative, e la sua voce sull’autismo è tra le più autorevoli del panorama contemporaneo. Tra i suoi libri vanno almeno citati: Il pesce bambino...

L’ultimo libro del filosofo coreano / Byung-Chul Han, La scomparsa dei riti

Viviamo immersi nei riti, nelle cerimonie, nelle celebrazioni d’ogni tipo, laiche o religiose che siano. Non solo i grandi riti, istituzionalmente dati e riconosciuti, come matrimoni, cambi della guardia, partite di calcio, concerti rock o funerali di stato. Ma soprattutto i piccoli rituali della vita quotidiana: immergere il biscotto nel primo caffè della giornata, farsi la barba, ascoltare “Il ruggito del coniglio” nella via per l’ufficio, sfogliare il giornale del mattino, accompagnare i figli a scuola, andare al supermercato ogni sabato pomeriggio, prepararsi un drink prima di cena… Fino alle mille ossessioni personali, di cui non mette conto – sperabilmente – discettare. Il rito ci dà sicurezza, ci culla nella bambagia dell’abitudine, ci evita figuracce, ci illude d’abitare, se non...

Un libro di Gustavo Zagrebelsky / La giustizia come professione

Non vi è giorno in cui le cronache e le riflessioni non si occupino della Giustizia, tra processi, malfunzionamenti, aspirazioni, critiche. E questo avviene comprensibilmente in quanto, oltre ad essere formalmente un potere dello Stato, è una macchina onnivora che colpisce con lo strumento dei processi, demolisce le traiettorie di cittadini, compensa le vittime, mostra le devianze, ne ipotizza il superamento. È una macchina che ha i caratteri dell’azienda in quanto gestisce uomini, siano essi magistrati o personale di supporto, spende denari, richiede spazi, fornisce servizi pubblici, con l’anomalia curiosa e poco trattata di non rendere conto a nessuno del proprio operato salvo in termini statistici e dei propri investimenti finanziari nei processi. Colpire la criminalità non ha prezzo,...

Un importante libro di Joseph LeDoux / La lunga storia di noi stessi

“Io sostengo che le emozioni siano specializzazioni umane [ndr: quindi non degli altri animali, non del nostro cane o del gatto del vicino, non dei mammiferi e dei primati a noi più vicini e nemmeno dei delfini] rese possibili dalle capacità uniche del nostro cervello. Non potrebbero esistere nella forma in cui le sperimentiamo se i nostri più antichi antenati ominidi non avessero sviluppato un linguaggio, un ragionamento relazionale gerarchico, una coscienza noetica e una coscienza autonoetica riflessiva”. Nessun sé, nessun linguaggio: nessuna emozione. Affermazione impegnativa, quella della separazione della storia delle emozioni e di altri stati di coscienza dalla storia profonda dei circuiti di sopravvivenza, per sostenere la quale Joseph LeDoux ci invita a seguirlo in una saga...

Epistemologie / La fine dell'impero cognitivo

Qualunque cosa scriviamo, giacché la scriviamo, è già colonialismo, contiene già un tasso di pena, presentifica la fine, i fondali del Mediterraneo, le città sepolte, le lingue morte, le fosse comuni, i campi di sterminio; ma anche le camere di alabastro, le cappelle di famiglia degli ufficiali che hanno costretto la “marmaglia” a morire di fronte al nemico, delle grandi famiglie che hanno deciso le guerre.    In una interessante conversazione tenutasi il 16 ottobre 2013 a La Paz, in Bolivia, tra Bonaventura de Sousa Santos, l’autore di La fine dell’impero cognitivo – in uscita per l’editore Castelvecchi – e l’antropologa boliviana Rivera Cusicanqui, la studiosa boliviana sostiene che, nelle epistemologie andine, il presente e il passato sono in costante conflitto, il...

Un libro di Delphine Horvilleur / Nudità e pudore. La misoginia religiosa

È difficile negare che esista un nesso tra misoginia e religione. Le cinquanta studentesse morte in un attentato contro la loro scuola a Kabul ne sono la più recente tragica conferma. Siccome questo e molti altri episodi simili sono accaduti in Paesi islamici fondamentalisti e in società culturalmente arretrate, spesso pensiamo che la misoginia sia una caratteristica dell'islam mentre, in realtà, è presente anche in ambito ebraico e cristiano, per limitarci ai tre monoteismi. Le sfumature sono diverse, ma gli effetti ci sono ovunque.  La discriminazione contro cui una stanchissima Rosa Parks si ribellò nel 1955 in un'America ancora incredibilmente razzista, rifiutandosi di cedere il proprio posto in autobus a un bianco, si è manifestata recentemente sotto forma di discriminazione...