Teorie

"La mia vita non sono io" / Meditare la vita

Nonostante sia “mushotoku” ossia, secondo la definizione Zen, senza scopo né spirito di profitto, si parla spesso della meditazione a partire dai (molti) benefici psicofisici che è in grado di produrre in chi vi si dedica con una certa continuità; tuttavia tale approccio rischia di tradire il senso originario e decisamente più profondo di questa pratica che, come spiega con una prosa ispiratissima e a tratti poetica Chandra Livia Candiani, consiste piuttosto nel fare i conti con se stessi per provare, e non necessariamente imparare, a stare con quel che c’è:   “meditare non è cercare vie d’uscita ma piuttosto vie d’entrata. (…) Il mondo è pieno di persone che danno ricette per disfarsi di qualsiasi cosa ci opprima, per non sentire o entrare in un’illusione anestetizzante, la pratica...

Nancy K. Miller : genealogie femministe / Le mie amiche geniali

«Finché continuerò a scrivere delle mie amiche, è come se riuscissi a trattenerle in vita, e trattenendo loro in vita, è come se anche io restassi viva insieme a loro. Continuiamo le nostre conversazioni, anche se forse sono io a parlare di più». Così Nancy K. Miller spiega la nascita del suo ultimo saggio, My Brilliant Friends. Our Lives in Feminism, uscito per la prestigiosa Columbia University Press: un libro vivace, ma toccante al tempo stesso, tra le cui pagine Miller convoca le amiche di una vita, ora tutte scomparse. Carolyn Heilbrun, Naomi Schor, Diane Middlebrook. Grandi intellettuali, scrittrici, accademiche, ma prima ancora donne, l’una inciampata nella vita dell’altra. Si tratta di donne tra loro differenti, ognuna con il proprio carisma e sensibilità; qualcosa che le accomuna...

La più grande conquista matematica del secolo / Perfect rigor. Storia di un genio

L’11 novembre 2002 fu postato nella sezione di geometria differenziale di arXiv – l’archivio elettronico che dall’inizio degli anni ‘90 raccoglie la maggior parte degli e-print di fisica, matematica, informatica, astronomia e altre scienze “dure” – un articolo di 39 pagine dal titolo enigmatico, almeno per i profani: The entropy formula for the Ricci flow and its geometric applications. L’abstract, sobrio e tecnico com’è nello stile di questo genere di testi, ma in stile discorsivo e senza formule, si chiudeva con un’affermazione a sorpresa: “si fornisce […] l’abbozzo di una ‘dimostrazione eclettica’” della congettura di geometrizzazione di Thurston. Il risultato annunciato si presentava tanto più clamoroso per il fatto che, com’era noto agli addetti ai lavori, la validità della...

Tutto ha una fine. Solo la salsiccia ne ha due / Thomas Macho. Il maiale

“Tutto ha una fine. Solo la salsiccia ne ha due” recita un detto tedesco. L’equivalente di “povero Cristo”, in tedesco, è “armes Schwein”, letteralmente “povero porco”. “Andare a fare festa” è “Die Sau rauslassen”, ossia “rilasciare la scrofa”. E l’elenco di detti che coinvolgono il maiale potrebbe continuare, rendendo sempre più evidente il legame tra cultura tedesca e maiale, l’animale più mangiato in Germania. Ma è una peculiarità solo del mondo germanofono (in Austria negli anni ‘30 del secolo scorso si cantavano canzonette dedicate al Wiener Schnitzel, la versione originale, XXL, della cotoletta alla milanese) o il maiale è un animale che, con la sua presenza – a volte discreta, a volte inquietante – attraversa tutta la storia della cultura occidentale (e non solo)? È quest’ultima...

Il colore della pelle delle razze umane / Perché non esistono uomini verdi o blu?

Non ho mai pensato seriamente che i cinesi fossero gialli, cioè: sì, l'ho pensato da sempre, così come noi siamo bianchi. Per i neri non ci sono dubbi: qualcuno di veramente nero l'ho incontrato, lo si usa nei negozi delle firme internazionali; mia figlia è sobbalzata quando si è mosso e abbiamo riso tutti e tre. Di rossi invece non ne ho mai visti, però i pellerossa si dovranno pur chiamare così per un qualche motivo... Qualcuno deve avercelo raccontato; ricordo vagamente una lezione alle elementari. Lo schema dei quattro colori, bianco, nero, rosso e giallo come caratteristica delle quattro razze che compongono l'umanità non è invero così preciso e definito da sempre, come voleva far credere l'incipit del primo numero della rivista quindicinale "La difesa della razza" del 5 agosto 1938...

Sherazade, le biografie di Freud / Ingannare la morte

Nell'ultimo numero dell'annata 2018, l'International Journal of Psychoanalysis dà notizia della pubblicazione in Germania nel 2017, a cura di Gertie F. Bögels, del prezioso carteggio contenente le lettere inviate da Freud dal 1921 al 1939 a Jeanne Lampl de Groot, dapprima giovanissima candidata all'analisi (che iniziò a Vienna nel 1923) e poi figura di spicco della psicoanalisi internazionale. con cui Freud mantenne un rapporto di amicizia, esteso anche alle famiglie, molto intenso e diretto, nato da stima e simpatia immediate.  Nei prossimi mesi, sempre in Germania, uscirà un'opera, dal titolo Sigmund Freud:Seine Persönlichkeit und seine Wirkung, scritta da Erich Fromm nel 1959, tradotta in Italia da Newton Compton nel 1972 col titolo La missione di Sigmund Freud. Analisi della sua...

Nuovi contenuti / Bilancio della memoria

“Ascoltando, infatti, i gridi d’allegria che salgono dalla città (si tratta dei sopravvissuti della città di Orano che stanno festeggiando la fine di un’epidemia di peste – n.d.r.) Rieux ricordava che quell’allegria era sempre minacciata. Sapeva quello che ignorava la folla, e che si può leggere nei libri, ossia che il bacillo della peste non muore né scompare mai, che può restare per decine d’anni addormentato nei mobili e nella biancheria, che aspetta pazientemente nelle camere, nelle cantine, nelle valige, nei fazzoletti e nelle cartacce e che forse verrebbe giorno in cui, sventura e insegnamento agli uomini, la peste avrebbe svegliato i suoi topi per mandarli a morire in una città felice.”   Qui termina il romanzo La peste del filosofo e scrittore Albert Camus (1913-1960), che...

Desiderio / L’economia è psicologia o non è

Un articolo di Nicole Janigro su Doppiozero si intitola Quando l’economico è psichico. Non ho nulla da aggiungere al contenuto, che condivido in modo completo. Mi permetto solo una correzione al titolo. Quando l’economico è psichico sottintende che i fatti economici possano essere tutt’uno con quelli psicologici, oppure non esserlo. Penso si debba invece togliere il “quando” e affermare, semplicemente: L’economico è psichico. Anche più direttamente: L’economia è psicologia o non è. Il valore e il prezzo di un bene derivano dal fatto che lo desideriamo. E il desiderio – come ricordava Janigro – è un evento psichico. Lo studio dell’economia può esser diviso in due filoni: quello di Adam Smith che indica la via del libero mercato e quello di Karl Marx che propone un controllo statale dei...

Cinque lezioni sulla cultura americana di Franco Moretti / Insegnare: l’università in forma di saggio

Le lezioni cui allude il sottotitolo dell’ultimo libro di Franco Moretti – Un paese lontano. Cinque lezioni sulla cultura americana, appena pubblicato da Einaudi – sono davvero la “messa in pagina” dell’esperienza dell’insegnare come si possano leggere poesie e romanzi, guardare quadri e film. Il paese lontano sono gli Stati Uniti e gli studenti sono quelli dell’università di Stanford, in California, dove Moretti ha insegnato negli ultimi anni. Il corso da cui sono tratte queste lezioni si chiamava “Literary History”. Era un corso di introduzione generale a tutta la letteratura inglese e americana. Nulla che ricordasse il procedere cadenzato dei vecchi corsi di storia della letteratura, è scritto nell’introduzione al volume: quindi non la lunga “catena di autori e opere” in cui il peso...

Intorno a Il desiderio dissidente / Il desiderio e la sua logica

In uno dei suoi ultimi racconti, The Crack-Up, Francis Scott Fitzgerald fa un’affermazione, destinata a incontrare, nel tempo, una grande fortuna, finendo per risultare tra le cose più note e citate dello scrittore americano. «Il segno di un’intelligenza di prim’ordine – scrive Fitzgerald – è la capacità di fissarsi su due idee contraddittorie senza però perdere la possibilità di funzionare». Un’affermazione che mi è sempre parsa capace di fissare la condizione minima per ogni pensiero che desideri misurarsi, in qualche modo, con il peso della contraddizione – lavorarci dentro, lavorare con essa, lavorarla. Porsi in un confronto serrato con la contraddizione vuol dire, innanzitutto, avere la capacità di individuarla, circoscrivere luoghi e tempi della sua maturazione, modalità e...

Adorno / Moralia della favola

C’è sempre concitazione nella redazione d’un giornale. Facile immaginarlo, anche se non se n’è mai frequentata una. Chi scrive queste note scrive nel suo studio. I libri intorno non gli mettono premura. Semmai, il contrario. Lo ammoniscono. Da loro, inviti a tacere più che a esprimersi. Talvolta inascoltati, come si vede. Chi si guadagna la vita nella stampa (o nei suoi più recenti succedanei) non ha di norma tale privilegio. Ha fretta. Se è accurato e preciso è ancora più ammirevole.    Ci si figuri allora la preparazione del numero di fine 2018 dell’inserto culturale settimanale di un diffuso quotidiano italiano (qualificazione linguistica e non politica): dai collaboratori, pezzi a decine da rivedere e da impaginare senza indugio. Uno di essi si presenta col titolo “I Moralia...

Cinquecentenari / Lo sguardo ecologico di Leonardo

L’anno appena iniziato è per i leonardiani, e non solo, un anno per molti versi memorabile: ricorre infatti il cinquecentesimo anniversario della morte del grande genio toscano, avvenuta il 2 maggio 1519. Per l’occasione le Nazioni europee che custodiscono codici, manoscritti, fogli sparsi, disegni e opere dipinte, si sono impegnate a commemorare l’evento attraverso mostre, convegni e pubblicazioni sui diversi aspetti dell’universalità del pensiero di Leonardo e della sua poliedrica e complessa attività di artista scienziato.  Nella sua epoca gran parte dello studio dei fenomeni di trasformazione della materia organica e inorganica era ancora pervasa di occultismo e di magia e costituiva prevalentemente oggetto di attenzione delle pratiche alchemiche. Il famoso studioso degli aspetti...

Immaginazione e negazione generativa / Perché il popolo sposta il vaso?

  Consenso e ironia   Le implicazioni di questa fulminante vignetta di Altan sono davvero molte. Così come è forte la provocazione nei confronti della nostra indifferenza. La preoccupazione di Baruch Spinoza riguardo alla nostra disposizione a rimanere sudditi emerge in tutta la sua portata. Una domanda potrebbe essere: se anche di fronte a evidenti errori e scelte sbagliate che persino chi esercita il potere riconosce, quello stesso potere o una delle sue espressioni sente di poter contare su una disposizione incondizionata a colludere, compensare, adattarsi, confermare, comunque e nonostante, il consenso, come sarà mai possibile aprire gli occhi, dire di no, generare una discontinuità e creare un cambiamento dello stato attuale delle cose? La propensione alla conferma, si sa...

Contro l'isolamento della vita moderna / Sentimenti positivi | Novara

C'è ancora spazio in questo mondo sempre più dominato da rabbia e risentimento per quei sentimenti che si nutrono del rapporto con l'altro? Riusciamo a riconoscerli, in noi stessi e in chi ci sta intorno? Accettarli è oggi sempre più una sfida. Tre voci ci guidano alla scoperta della scommessa che ognuno di essi prova a mettere in moto.     mercoledì 15 maggio ore 18 SIMPATIA quella spinta vitale che avvicina e unisce con Nicole Janigro, psicoanalista   Che cos'è? Un'emozione, un sentimento, una predisposizione etologica, un organizzatore sociale, un principio etico? Di certo è un antidoto all'isolamento e all'odio. Perché la simpatia fa rima con empatia, ma non può vivere senza reciprocità.     mercoledì 22 maggio ore 18 SINCERITÀ Bisogna veramente dire sempre...

Pensiero, Politica, Poesia / Martin Heidegger e i Quaderni Neri

“Tutti parlano, nessuno ascolta. Ognuno scrive, nessuno pensa”, scriveva Heidegger nei suoi Quaderni Neri, Note I-V. A qualche anno dalla lettura in traduzione italiana dei primi tre volumi (Riflessioni) e a qualche giorno dall’ultima pagina del quarto (Note I-V), in attesa del prossimo quinto tomo dei Quaderni Neri di Martin Heidegger, si può tentare un’impressione (o una tempesta di impressioni) su questo lascito enorme (quantitativamente e qualitativamente enorme) del “mago di Messkirch”? La risposta è, obbligatoriamente, nel segno del dubbio. Si può, si deve, con cautela ed entusiasmo insieme. Innanzitutto, però, il lettore italiano dovrà render grazie a chi (editore e traduttrice) gli ha reso possibile la lettura: il coraggio della casa editrice Bompiani nell’affrontare una...

La paura in Occidente / Nuovi fantasmi e vecchissime strategie

La paura fa novanta. Come dire che la persona spaventata è capace di fare cose incredibili, inenarrabili, anche perché un po’ fortuite: come la tombola. Ecco un’espressione che non ha mai convinto fino in fondo: impaurirsi, normalmente, è bloccarsi, pietrificarsi, perdere l’anima. Ma che per altri versi interessa proprio per questa sua sollecitazione antifrastica: avendo paura, si fanno cose che altrimenti non si sarebbero mai fatte. Lo sapeva bene quel generale greco descritto da Tucidide che per convincere i suoi uomini ad attaccare l’esercito persiano li schierò a ridosso di un burrone. Costringendoli a soppesare tatticamente due diverse paure: cos’è più terribile? cadere nel baratro oppure affrontare – o la va o la spacca – gli uomini di Serse? E fu la vittoria.   La paura è un...

Non c’è scienza che dia conto del tuo esistente / Pensione blues

Eri lì che vivevi, certo avevi cominciato a pensarci da un po’, impaziente in certi momenti, ma poco cosciente. Poi, a un certo punto, la pensione ti è esplosa tra le mani. Ecco, delle note sfumate, dei quasi semitoni che danno il mood alla tua giornata: questa è la musica della pensione. Le note spezzate che piano piano si insinuano nella tua vita, quei semitoni storti che ti creano agitazione mista a una certa meraviglia per la loro stranezza, per la loro novità; sono sottili imprecisioni, sfrangiature, contorni che sfumano e non sai perché, non capisci che cosa hai fatto di sbagliato per avere queste novelle imperfezioni. Non che prima andasse tutto a meraviglia, dio sa se ce n’erano di imperfezioni e magagne, ma queste non le hai mai viste e ti agitano, sono misteriose incongruenze...

Il lavoro fa soffrire / Quando l’economico è psichico

Anna è giovane, e sempre bella, già sulla soglia intravedo una faccia tirata, pare rattristata, penso a un problema sentimentale, invece è patrimoniale. Anna è una collega, suo marito un libero professionista dagli introiti alternati, dai pagamenti sempre spostati, il mutuo è grande, il figlio piccolo, in banca non accettano dilazioni, a fine mese non si arriva, piange per la mortificazione, l’umiliazione di dover continuare a chiedere qualcosa che ogni giorno sudatamente guadagna. Riccardo è uno stagista, ma non è di Milano, dopo due mesi di lavoro ovviamente gratuito e con orari prolungati, chiede i buoni pasto, il capo alza il telefono e chiama un altro, da domani lui se ne può andare.  L’ospedale gode di buona fama, ma le infermiere protestano perché i turni notturni sono seguiti...

Senso e direzioni / La storia e gli incubi

Talvolta, di fronte alla marea populista di destra che si sta alzando in tutto l’Occidente, mi consolo filosoficamente: “Tutte questa reazioni sovraniste, nazionaliste, identitarie, non possono durare perché sono anti-storiche”. In inglese si dice backlash: sferzata all’indietro. Ma le sferzate durano poco, il fiume della Storia sembra andare in tutt’altra direzione. Tutto il nostro pianeta sembra dirigersi, da tempo, verso quella che Popper chiamò società aperta, verso una società di scambio universale, che chiamerei anche società fluida. Il contrario del sovranismo identitario. Il trionfo di questo modello si incarnò plasticamente nel crollo del muro di Berlino nel 1989. Il muro che Trump vuol costruire alla frontiera del Messico suona del tutto ridicolo in un mondo in cui i capitali si...

La caccia all’ideologico quotidiano / Decostruire Zuckerberg

C’era una volta e ora non c’è più, una trasmissione radiofonica che andava in onda su Radio Popolare di Milano. Si chiamava La caccia all’ideologico quotidiano, ogni domenica mattina prendeva una dichiarazione di un politico o un’editoriale che aveva fatto discutere e la sezionava per farne emergere il discorso ideologico che si annidava in quelle argomentazioni. Voglio provare a fare lo stesso esperimento con le parole usate ieri da Zuckerberg per celebrare i vicini 15 anni di Facebook e difendersi da varie accuse.  Prima di tutto, il semplice fatto che l’inventore e padrone del più grande mezzo di comunicazione del pianeta senta il bisogno di comprare dello spazio nei giornali di tutto il mondo per difendere il modello di business della propria azienda, è già un sintomo della...

A cento anni da La politica come professione di Max Weber / L'ultimo eroe. Conversazione con Massimo Cacciari

Cento anni fa, il 28 gennaio del 1919, nelle aule dell’università di Monaco di Baviera, un anno prima della morte, Max Weber tenne una delle sue più celebri conferenze: La politica come professione. In occasione dell’anniversario, la Mondadori ha da poco ristampato l’edizione che contiene questa conferenza e quella tenuta due anni prima, nella stessa università, La scienza come professione, con il titolo: Il lavoro intellettuale come professione, a cura e con l’introduzione di Massimo Cacciari. Il politico vero, secondo Weber, è chi, con perseveranza, senza mai scoraggiarsi, tenta di conciliare vocazione, dedizione alla causa, adesione convinta a determinati valori, con spirito progettuale, professionismo, responsabilità rispetto ai fini, previsione dei mezzi adeguati alla loro...

Il polpo e il mare / Altre menti... e la nostra

Se ce ne fosse stato bisogno, abbiamo un’ulteriore prova del fatto che solo il rispecchiamento con un’altra mente ci consente di comprendere la nostra e, forse ancor più profondamente, di averne una. Diversamente non sarebbe facile e probabilmente neppure possibile. Un artista come Michelangelo Pistoletto ci ha costruito una parte decisiva della propria poetica creando le superfici specchianti da cui si è fatto interrogare per riconoscersi. Uno scienziato come Vittorio Gallese ha gettato le basi sperimentali per giungere alla sua formulazione dell’embodied simulation come fondamento dell’intersoggettività e dell’individuazione. In fondo siamo nel classico problema del rapporto tra mente e materia. “In che modo sapienza, intelligenza e coscienza si collocano nel mondo fisico?”, si chiede...