festival scarabocchi 2020

Teorie

Oltre il nudge / Libertà di scelta, felicità e comportamento

I due elefanti nella stanza degli economisti   “Non pensate all’elefante!” ammoniva provocatoriamente il linguista George Lakoff in un libro sulla comunicazione politica molto fortunato di qualche lustro fa. E naturalmente era impossibile per chiunque si fosse imbattuto in quel titolo non focalizzare per qualche tempo la propria attenzione sulle movenze e il carattere del pachiderma in questione. Anzi: era quasi impossibile toglierselo dalla mente, almeno per un po’. Per una inusuale coincidenza gli economisti hanno molto “pensato all’elefante” negli ultimi anni. Due dei più significativi contributi alla ricerca e alla divulgazione economica degli anni duemila sono infatti indissolubilmente legati all’immagine dell’elefante.   Il primo è la famosa “curva a elefante” relativa...

Il silenzio dei mari / L'anguilla e l'antropocene

Tutti conoscono le anguille per averle viste almeno una volta in un acquario, oppure offerte sul banco di un pescivendolo o addirittura per averle mangiate. Le anguille sono pesci che non lasciano indifferenti per la loro forma e colore. Nessun animale è così misterioso come loro. Patrik Svensson, scrittore svedese, ha scritto sull’anguilla un intero libro, Nel segno dell’anguilla (tr. di Monica Corbetta, Guanda, pp.281), che unisce i suoi ricordi di giovane ragazzo iniziato alla pesca dell’anguilla dal padre con una approfondita ricerca intorno a questo animale, di cui si sono occupati molti scienziati e filosofi a partire da Aristotele, padre della scienza antica. Un libro con due passi narrativi diversi, in cui si alternano le storie del genitore ai capitoli in cui Svensson ci racconta...

Andrea Tagliapietra / Filosofia dei cartoni animati

La visione della trilogia di Toy Story (nel frattempo diventata tetralogia, vedi il mio articolo su Toy Story 4) deve avere davvero colpito la sensibilità di Andrea Tagliapietra, ordinario di storia della filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e instancabile animatore del dibattito filosofico dei nostri anni. La riflessione sulla celebre serie di film della Pixar, infatti, attraversa le ben 469 pagine del suo nuovo lavoro Filosofia dei cartoni animati. Una mitologia contemporanea, appena uscito per Bollati Boringhieri, costituendone una guida alla lettura e allo stesso tempo un modello perfetto attraverso cui rivelare al lettore la complessità delle questioni filosofiche sollevate da quella strana specie di testi che sono i cartoni animati. Non è un caso che...

Torino spiritualità / «Mi sono nascosto» (Genesi, 3,10)

1. La parola, il nome Adamo ha già disobbedito, ma non ha ancora imparato a mentire. Nell’Eden, quando Dio finalmente lo scova e lo interroga, l’uomo risponde con sincerità sconcertante: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura perché sono nudo, e mi sono nascosto» (Gn 3,10). Dal punto di vista procedurale, è un passo falso irrimediabile. La nozione di nudità, inconcepibile senza l’accesso alla conoscenza, si trasforma nell’indizio che permette a Dio di strappare una confessione definitiva. Non avrai mangiato il frutto dell’albero proibito?, insinua l’Altissimo. E l’altro, creatura ancora sincera e già un po’ ipocrita, ammette sì di essersene cibato, ma dietro istigazione e insistenza della donna. Dopo di che, non c’è più niente da fare. Per il resto del capitolo 3 di Genesi,...

Torino spiritualità / Buio

Non si può parlar di buio senza mettere in mezzo la luce, se il buio è per definizione mancanza di luce, cioè della condizione che permette di vedere gli oggetti; o anche colorazione quasi nera, contrapposta al bianco della luce. Questo in senso «proprio», come si dice. Derrida lo chiamava pulito, ma lui poteva permettersi di giocare col doppio senso francese di propre e noi purtroppo no, però egualmente chiamiamolo il senso pulito. In senso figurato («sporco»? beh, sì, se l'immaginazione sporca la realtà) il buio è condizione di ignoranza, mistero, simulazione, mancanza di informazione. Insomma si accompagnano al buio una serie di accostamenti non proprio amabili. Molto meglio vanno le cose al presunto contrario/avversario del buio, la luce. Lì è tutto un brillare, in tutti i sensi; è...

Rileggere Gramsci / Egemonia

È noto come il pensiero di Antonio Gramsci abbia frequentemente riscosso un considerevole successo al di fuori dell’Italia. L’ha documentato con chiarezza qualche anno fa Michele Filippini nel volume Gramsci globale. Guida pratica alle interpretazioni di Gramsci nel mondo (Odoya). In Inghilterra, ad esempio, Gramsci, a partire da quando nel 1971 è stato tradotto, ha esercitato un’influenza decisamente superiore rispetto a quella che ha prodotto in Italia. A subire l’influenza del pensiero gramsciano è stata soprattutto la cosiddetta «Scuola di Birmingham», un gruppo di studiosi che hanno operato a partire dagli anni Sessanta presso l’Università di Birmigham e dal quale è nato negli ultimi decenni quell’importante filone di ricerca sui significati della cultura di massa che viene ormai...

Saturazione / Paesaggi fragili

Olivo Barbieri –Site-specific Shanghai. 1. Come nell’Eden, dove era stato piantato un giardino, il tutto durò poche ore, sembra sei ore, prima che l’uomo e la donna presenti, smettendo la passività della contemplazione, violassero l’esistente e la sua regolazione, così al momento di accorgerci del paesaggio ci siamo accorti della sua fragilità, della sua precarietà, della sua dissoluzione. Allorquando un luogo giunga a mostrare la sua propria struttura senza spazi e margini di vuoto e di interpretazione, presentando come un tutto pieno il suo esterno e il suo interno, noi diciamo che quel luogo è saturo, ovvero dà di sé un’espressione satura, propone e offre un paesaggio saturo. Quel luogo, quell’oggetto, quell’artefatto, come accade per il Centre Pompidou di Parigi, per mostrarsi in...

Francesco Remotti / Somiglianze. Una via per la convivenza

La sua battaglia contro l’identità Francesco Remotti l’aveva iniziata nel 1996 con un titolo quanto mai significativo, appunto: Contro l’identità (Laterza), dove metteva in luce l’artificiosità delle costruzioni identitarie, per poi proseguire con la denuncia de L’ossessione identitaria (Laterza) in cui ampliava il discorso e metteva in guardia dalle pratiche, spesso manichee, fondate su questo principio. Tutti e due questi lavori erano fondati più su analisi tese a denunciarne i rischi; con quest’ultima fatica, dal titolo Somiglianze. Una via per la convivenza, Remotti compie un importante passo avanti, scavando fino alle radici del nostro essere. Ed è proprio da questa operazione di scavo, che l’autore ci conduce con un lungo e documentato percorso nei meandri dei bisogni su cui si...

Ernesto Laclau / La ragione populista

“Il populismo potrebbe rappresentare alla fine la strada maestra per comprendere qualcosa circa la costituzione ontologica del politico in quanto tale.” (Laclau, La ragione populista, p. 63)   Da anni assistiamo a una valanga di libri sul populismo. Tra gli scritti più importanti su questo tema di questi ultimi quindici anni, trovo che abbia un posto di rilievo il libro del filosofo Ernesto Laclau: On Populist Reason (La ragione populista, Laterza, 2008), uscito nel 2005. In effetti, non si tratta semplicemente di una ricostruzione della dinamica dei populismi, ma assume la statura di una teoria del politico in generale. Questo libro viene per lo più interpretato, non senza qualche ragione, come una rivalutazione filosofica del populismo. E in effetti sappiamo che negli ultimi anni...

Mai / Trasgressioni immaginarie

C’è un’immagine, utilizzata una volta da Lacan, che mostra con precisione il funzionamento della trasgressione: in riva al mare, le onde sommergono i confini della spiaggia. Non ci sono il mare da una parte e la costa dall’altra, come il permesso e l’interdetto. Il mare persevera in un perpetuo moto di avanzamento e ritirata. Ritorna lì dove non può stare, si ritira solo per tornare. Il limite è ripetutamente trasgredito, si direbbe quasi che sia lì solo per essere oltrepassato, ma non viene cancellato. Rintracciare l’esatta linea di confine tra l’oceano e la costa, tra godimento e legge, è impossibile. Questa impossibilità assume però un aspetto positivo: istituisce una modalità di stare nel mondo che non nega totalmente il godimento, bensì comprende il suo limite e ne fa una componente...

Conversazioni / Sebald. Anatomia della memoria

Ad una domanda della scrittrice Eleanor Wachtel su come definirebbe i suoi quattro racconti de Gli emigrati Sebald risponde che a lui interessano gli angoli di osservazione e paragona la sua narrazione a un periscopio che osserva relazioni tra le molteplici prospettive che si offrono alla sua paziente esplorazione.  Individuare relazioni e ricostruire immagini a partire da minuti particolari con un lavoro di accumulo e di ricostruzione è la modalità che domina tutte le scritture sebaldiane, in particolare i suoi romanzi a partire da Vertigini (1990) e poi Gli emigrati (1992), Gli anelli di Saturno (1995) fino ad Austerlitz, il romanzo uscito postumo nel 2001. La sua è stata definita una narrativa della memoria perché la sua ricerca letteraria appare come un tentativo di disinnescare...

Visioni e inquietudini da un futuro presente / Specchio nero

Diverse serie televisive degli ultimi anni si sono interrogate sulle più avanzate frontiere di cambiamento delle società contemporanee, ma è soprattutto la serie britannica Black Mirror a essere interessante da questo punto di vista. Creata nel 2011 per la casa di produzione Endemol dal giornalista, produttore e sceneggiatore Charlie Brooker, che si è ispirato alla serie fantascientifica statunitense degli anni Cinquanta e Sessanta Ai confini della realtà, è arrivata oggi alla quinta stagione e presenta la caratteristica di essere basata su una serie di episodi concepiti come storie totalmente autonome.  Uno schermo di un’apparecchiatura elettronica spento sembra uno specchio nero, un “black mirror”, e questo è il titolo scelto per una serie televisiva che vuole presentarsi come un...

Salvare il mondo / Scienza senza coscienza

La notizia   Sul New York Times del 10 Agosto scorso è apparso un articolo di Sheri Fink dal titolo “This High-Tech Solution to Disaster, Response Maybe too Good to Be True”, che si potrebbe tradurre, grosso modo: “Troppo bello per essere vero, ma forse questa soluzione ad alta tecnologia porta disastri”. Si parla di un’impresa, chiamata One Concern, che ha inventato tecnologie per “salvare vite umane” in casi di emergenza: terremoti, alluvioni e incendi improvvisi. Già parte del titolo – troppo bello per essere vero – fornisce qualche indizio.  La frase “troppo bello per essere vero” si riferisce al mondo onirico, alle rêverie, ai sogni a occhi aperti evocati da Bion, Winnicott, Bachelard. Nel campo dell’imprenditoria è uso evocare il visionario, il “lucido folle” che, seguendo...

Antropologia e poesia / Vico e Leopardi. Immaginazione e linguaggio

Chi può, vada alla mostra Il corpo dell'idea. Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi, allestita a Napoli nella Sala Dorica di Palazzo Reale. Il fascino avvolgente della scenografia multimediale che accoglie il visitatore, immergendolo tra gli autografi di due pensatori sommi come Vico e Leopardi, vale una visita ad hoc. Tra gli autografi, la Scienza Nuova, lo Zibaldone di pensieri, le Operette Morali, alcuni Canti come Alla Primavera e soprattutto il primo autografo dell'Infinito (1819), tutti provenienti dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, che possiede il lascito più consistente di entrambi i pensatori.   L’esposizione, ideata e curata da Fabiana Cacciapuoti, nota studiosa dell'opera leopardiana e curatrice di altre significative mostre recanatesi, è inserita tra le...

I paesaggi della nostra vita / Oltre il giardino

Foto di Olivo Barbieri. “È in noi che i paesaggi hanno paesaggio.  Perciò se li immagino li creo; Se li creo esistono; Se esistono li vedo. […] Ciò che vediamo  Non è ciò che vediamo, Ma ciò che siamo”. [Fernando Pessoa]   La potenza poetica di Fernando Pessoa, distilla in pochi versi la complessità di un’intera visione del paesaggio, attualizzandola, nel tempo in cui siamo alla ricerca di una concezione e di una prassi del paesaggio che ce lo faccia riconoscere come lo spazio della nostra vita. A pensarci bene, i passi che muoviamo in un luogo, qualsiasi luogo, anche quello delle nostre origini, sono sempre i primi passi. Quel luogo per noi diventa paesaggio muovendoci in esso e traducendolo nel significato che assume per noi. Non perché il luogo non esista, per così...

Le pulsioni e il divenire del soggetto / Erotismo e distruttività

In Erotismo e aggressività, appena uscito da Cortina, Otto F. Kernberg ripropone, rielaborata ed entro un quadro più vasto di conoscenze e riferimenti, la sua teoria sui disturbi di personalità, per decenni importante base di riflessione.  Il titolo, se si pensa che a erotismo e aggressività sono dedicati solo due di sedici capitoli del libro, potrebbe far pensare a un'astuzia editoriale. A ben vedere, però, esso coglie la centralità effettiva di questi temi nella sfera psichica. E, per altri versi, si può dire che il titolo rappresenti il sintomo dell'indistinta percezione di un problema.  Ma procediamo con ordine.  Il libro appare fin troppo scorrevole e robusto, con i suoi strumenti di puntamento diagnostico e con le sue procedure terapeutiche da personalizzare alle...

Schiavi o liberi / Ciclo della vita o delle macchine?

Nell’immaginario scientifico, ma non solo, un’immagine di successo è il ciclo della vita, del quale facciamo parte e dal quale traiamo il significato della nostra esistenza: nascita, amore e morte. Le macchine – a differenza di noi che rappresentiamo la vita e l’umano – non hanno avuto, almeno finora, un loro senso autonomo perché non fanno parte di questo ciclo e vi contribuiscono solo nella misura in cui noi le utilizziamo. Le macchine sarebbero quindi, per quanto sofisticate, semplici strumenti, passive protesi prive di autonomia e prive di valore intrinseco.  Tutto questo sta, sempre più rapidamente, cambiando. L’impressione è che un nuovo ciclo, altrettanto autoreferenziale e autonomo, si sta affiancando a quello del biologico: il ciclo delle macchine. Se fino a ieri, tra una...

Politica e negazione / Per una filosofia affermativa

La riflessione che Roberto Esposito svolge in Politica e negazione. Per una filosofia affermativa, si colloca all’interno di quel dibattito del pensiero italiano contemporaneo, che comprende la riflessione di Giorgio Agamben attorno ai concetti di inoperosità, potenza-di-non e potenza destituente, quella di Paolo Virno sulle implicazioni etico-politiche della negazione e quella di Massimo Cacciari sulla categoria negativa del potere che frena in S. Paolo. Tuttavia Esposito aggiunge un ulteriore contributo al tentativo di attenuare il carattere escludente – e al limite annichilente – del paradigma della negazione, facendo confluire la specificità e la portata della sua proposta nel concetto di immunizzazione, emblema di una negazione che, più che escludere, “include parte di ciò che...

Una conversazione con Paolo Matthiae / Storia, cosmologia e fine dei tempi

Paolo Matthiae (1940), professore emerito di archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente alla Sapienza di Roma, accademico dei Lincei, membro della Fondazione Balzan, nel 1964 ha scoperto l’antica città di Ebla in Siria (2400-1600 a.C.) e da allora fino al 2010, con lo scoppio della guerra civile siriana, ne ha diretto gli scavi. È considerato uno dei più importanti e influenti archeologi del mondo. Domani 23 agosto alle ore 19 interverrà presso l'Anfiteatro sul mare di Egnazia nel corso del Festival dei sensi 2019, che si svolgerà in varie località della Valle d’Itria in Puglia dal 23 al 25 di questo mese – tema di quest’anno il fiabesco – con una lectio magistralis sulla dea Siria e la Magna Mater.     Professore, lei ha scoperto un’intera città, un regno durato otto...

L’esperimento / Perifrasi del concetto di fame di Leo Spitzer

Una breve premessa, con licenza di anacronismo effettivo e di mancanza di attinenza soltanto apparente. Tra il 1944 e il 1945, nel Lager di Buna-Monowitz, Primo Levi fu partecipe di un esperimento sull’umanità. Ecco in proposito un passaggio del suo primo, celebre libro che dice come, da giovane uomo versato per la scienza, egli ne fosse consapevole: “Vorremmo far considerare come il Lager sia stato, anche e notevolmente, una gigantesca esperienza biologica e sociale. Si rinchiudano tra i fili spinati migliaia di individui diversi per età, condizione, origine, lingua, cultura e costume, e siano quivi sottoposti a un regime di vita costante, controllabile, identico per tutti e inferiore a tutti i bisogni: è quanto di più rigoroso uno sperimentatore avrebbe potuto istituire per stabilire...

Storia dell’idea di riconoscimento secondo Axel Honneth / Ritrovare se stessi nell’altro

Martin Heidegger ci ha insegnato che, con l’esperienza enigmatica e intensa dell’angoscia, non solo un mondo di cose, strumenti, simboli, aspirazioni, affetti e persone, fino a quel momento familiare, ci appare improvvisamente estraneo, inquietante. Emerge anche la coscienza dell’impossibilità di esistere al di fuori di un qualsivoglia “mondo”, inteso come l’orizzonte e la fonte per noi di senso e di cure. In altri termini, apprendiamo qualcosa di fondamentale di noi stessi. Analogamente, ci può capitare nella vita di essere umiliati o offesi, in gradi diversi, in forme diverse. Quale verità profonda comprendiamo, in tal caso, ancora una volta in negativo, di noi stessi? Il fatto che impariamo a costruirci come individui, dotati di qualità e capacità, attraverso l’approvazione o l’...

Cosmopoliti di tutti i paesi, ancora uno sforzo! / Derrida a Riace

Presenze ingombranti e da tempo in declino, gli Stati sono dei grandi organismi all’apparenza irrinunciabili. È proprio agli Stati che noi chiediamo di risolvere le grandi questioni del nostro tempo, per esempio quelle che riguardano le migrazioni: quale Stato accoglierà coloro che sono appena sbarcati da una nave? E quanti? Sembra che il passaggio epocale che stiamo vivendo si risolva in questa aritmetica amministrativa che divide vite, le indirizza, le piazza, come si farebbe con qualunque genere di merce che attraversi i confini. La stessa impasse che l’Unione Europea attualmente vive si può ricondurre in buona parte a questa logica distributiva: l’Italia dichiara di non accettare ulteriori migranti (benché le statistiche a disposizione di tutti mostrino come il loro numero complessivo...