Teorie

Impossibili visioni / Tempo breve

La contrapposizione tra gli apocalittici e gli integrati non è molto convincente. È schematica e semplifica enormemente la realtà delle cose. Eppure, forse proprio per questo, ha avuto negli scorsi anni un notevole successo e continua ad essere largamente impiegata ancora oggi. Com’è noto, tale contrapposizione deriva dal titolo del libro Apocalittici e integrati che è stato pubblicato da Umberto Eco nel 1964. Lo stesso Eco non era convinto della bontà di questo titolo e ha raccontato che gli era stato sostanzialmente imposto dall’editore Valentino Bompiani. Mettere gli apocalittici contro gli integrati può essere a prima vista convincente, ma non permette di analizzare efficacemente l’articolazione e la complessità della cultura di massa contemporanea. Per questo motivo non mi identifico...

Definire gli infiniti

La siepe   Che cosa significa definire se non, letteralmente, tracciare un/una fine, un confine, delimitare, «come quando si recinta un terreno, in modo da non confonderlo con le terre confinanti appartenenti ad altri? Grazie alla definizione si rintracciano caratteristiche comuni all'insieme di cose che stanno dentro il confine, le quali permettono di non confondere la cosa definita con altre» (Giuseppe Cambiano, Sette ragioni per amare la filosofia, Bologna, il Mulino, 2019, p. 43). Benissimo. Ma come definire l'infinito, che non ha estremità – come già preconizzava Epicuro e prima di lui facevano tutta la cosmologia e la fisica presocratiche – e che sfugge a ogni limite, gioiosamente superandoli tutti nella sua smisurata immensità? Forse riusciremo a definirlo, ci perdonino fisici...

Il nulla positivo / Theodor W. Adorno su Samuel Beckett

“Mio Dio che porcheria ne sarebbe uscita”. È un appunto del 1967 che Adorno annota dopo aver incontrato Beckett a Parigi. Un commento sprezzante a quanto gli aveva appena raccontato il drammaturgo irlandese e cioè che Bertolt Brecht, prima di morire, avrebbe progettato di scrivere un “anti-Godot”. A parere di Adorno, nulla sarebbe più strutturalmente refrattario a entrare in dialogo con la drammaturgia di Beckett dell’ironia didattica e ammiccante del teatro engagée di Brecht, che con le sue prese di posizione morali, con le sue scelte politiche, con l’esplicito schierarsi in favore del blocco orientale, tagliava i ponti con una critica ostinata e radicale come quella che Adorno chiedeva all’arte del secondo Novecento.    Tre sono agli occhi di Adorno i grandi modelli letterari...

Raggiungere la felicità / Happycracy. Socrate scontento o maiale soddisfatto

La felicità è una cosa banale o non è. È così, e il suo valore non è certo sminuito per questo. Può capitare a tutti la “banalità del benessere” di un breve momento, transitorio, evanescente per la sua stessa natura costitutiva di sospensione della dura complessità del vivere. Nasce il tuo bambino, tutto si ferma, ed è una gioia squisita, che diventerà altro. Ti innamori, tutto si interrompe, e sei pervaso di sentimenti di piacere, che diventeranno altro. Sono stupende scintille che di tanto in tanto scoccano tra i fatti della vita, ma la felicità non può essere uno status, a meno che non ci si fermi alle zone epidermiche del nostro essere e lì si cerchi un appagamento relativo e simbolico. Se decidiamo di abitare il nostro mondo un po’ più in profondità le cose stanno molto ma molto...

Ferrarotti nella società irretita dalla tecnica / Reminisco, ergo sum: il pensiero "involontario"

«La caratteristica fondante degli esseri umani è la loro imprevedibilità, qualità straordinaria, che li distingue radicalmente dagli animali non umani e si manifesta nel pensare involontario, non pre-condizionato da uno scopo prefissato, libero e anche, talvolta, del tutto gratuito».  Secondo Ferrarotti, decano della sociologia italiana, gli uomini oltrepassano la prevedibilità perché hanno memoria. Paradossalmente è la consapevolezza dei ricorsi storici che ci rende affatto stufi di ciò che è razionalmente prevedibile. A renderci sfuggenti è proprio ciò che siamo stati. Più precisamente: ciò che ricordiamo di essere stati.   L’assioma di Cartesio si rovescia: da Cogito ergo sum a Reminisco ergo sum.  In Il pensiero involontario nella società irretita, pubblicato quest’anno...

La scuola di Francoforte 3 / T. W. Adorno, Attualità della filosofia

Nella Germania degli anni Venti, all’indomani della pesante sconfitta subita nella prima Guerra Mondiale, negli anni della crisi politica ed economica, si è prodotta un’inedita ridefinizione delle prospettive critiche e degli approcci metodologici e cognitivi ai diversi campi del sapere. Si è iniziato ad esempio a osservare la letteratura dalla prospettiva sociologica, la filosofia da quella economica, la sociologia dalla specola della psicoanalisi e la storia dell’arte da quella della fisiologia umana.  Il progetto della scuola di Francoforte si definisce in questo clima culturale di profonde trasformazioni, soprattutto a partire dalla direzione di Max Horkheimer, ossia dal 1931. Con la pubblicazione dal 1932 della Zeitschrift für Sozialforschung la Rivista per la ricerca...

Post-gastromania? / Dieci anni di immaginario gastronomico

È da tempo che non si guarda in faccia il piatto per chiedergli la verità, per apprendere se il contadino è ricco o povero e quanto vino ha l'oste in cantina, per conoscere gli umori di chi ha cucinato, se triste o felice, per sapere, con sontuosa aderenza etimologica, se ha sapore, se il sale sala e soprattutto quanto sazierà e delizierà il palato.  Tutta colpa della gastromania, un'esplosione di cuochi d'artificio che ha scomposto tutto, persino il cannolo conservatore, che ha destrutturato la zuppa del contadino e sferificato lo Spritrz; Masterchef, l'anno zero della nuova vita, prima un proliferare di cuochi timidi e riservati, bruttini e provinciali, dopo solo Cracco, Cracco, Cracco; ante Masterchef fanciulli con aspirazioni da astronauta, post Masterchef alla Bocconi si è...

Un cervello che si spegne / Gina. Diario di un addio

È un giorno come un altro, nello scorrere lineare del tempo, quando la madre anziana telefona al figlio e chiede di essere riportata a casa sua. Perché quella in cui abita, da quaranta e passa anni, non la riconosce più. Non sa di essere a Torino, crede di trovarsi a Savona, ma vuole andarsene per tornare a Roaschia, il paese dove è nata e dove è rimasto il suo mondo bambino. Dove sua madre ancora l’aspetta.  La vita di Gina alla moviola è ritornata al suo inizio. Il mondo esterno è sempre quello. La casa gli oggetti i parenti non sono cambiati, ma è lei, Gina, che si è trasformata, è diventata una donna senza identità. In affanno, con l’urgenza di fare, di muoversi, andare lontano dal qui, dove non si raccapezza più. Così “È ancora lì, tra il già e il non ancora. Un limbo...

Prestigio e Rinascimento / Made in Italy

Il tema del Made in Italy è particolarmente rilevante per le numerose implicazioni sociali che lo caratterizzano. Eppure, la letteratura scientifica su tale tema è estremamente limitata. E soprattutto è limitata quella prodotta dagli studiosi di tipo accademico. Sembra che il tema sia poco interessante per l’università italiana, forse perché è strettamente legato a un altro tema tradizionalmente poco praticato dai ricercatori universitari: quello della moda. Ora ci prova Carlo Marco Belfanti con il suo volume Storia culturale del Made in Italy (Il Mulino). Però Belfanti è ordinario di Storia economica all’Università di Brescia e quindi da storico si interessa poco del Made in Italy odierno. Va alla ricerca delle radici del Made in Italy e si ferma sostanzialmente agli anni Cinquanta del...

Alain Ehrenberg / La meccanica delle passioni: una caduta

È uscito di recente, per Einaudi, La meccanica delle passioni, nuovo libro di Alain Ehrenberg, sociologo, direttore emerito di ricerca al Cermes3 di Parigi, autore del testo La fatica di essere se stessi, una tra le più interessanti opere sulla diffusione sociale della depressione come categoria diagnostica. Questo nuovo libro è un lungo e complicato saggio in cui l’autore sviluppa un ragionamento storico sull’approccio alla salute mentale. Le origini vengono individuate in due – in qualche modo opposte – tradizioni del pensiero moderno. Ehrenberg regredisce fino all’Illuminismo: da una parte la tradizione francese, individuata nel pensiero di Jean-Jacques Rousseau, dall’altra quella anglosassone, o meglio scozzese, individuata nel pensiero di David Hume.   Da quel che ho compreso,...

Filosofi lungo l'Oglio / Generare idee

Il titolo non inganni. Qui non si danno né istruzioni per generare nuove idee né consigli per produrre innovazione. Non si offre nemmeno la ricetta della creatività, e questo non per egoismo o cattiveria, ma semplicemente perché tale ricetta, se esiste, non la conosce nessuno. Ogni tanto una beautiful mind propone qualche espediente per promuoverla, e più avanti ne incontreremo uno e ne diremo qualcosa.  Qui affronto la tematica del generare idee in base alla mia sensibilità, alle mie conoscenze, ai miei percorsi e ai miei interessi, cercando di universalizzarli e estenderli ad altri esseri pensanti in base alla nostra comune condizione umana; del resto questo mi sembra essere l'unico atteggiamento serio, onesto e modesto del filosofo/a chiamato a confrontarsi con un tema dopo aver...

Contro l’analfabetismo economico 5 / Le fregature dei minibot

Quanto sono ingenui gli italiani? Non molto, a giudicare dalle dichiarazioni di Matteo Salvini. “Non saranno monete alternative all'euro, quelle le usiamo al Monopoli”, ha detto ai giornalisti il 6 Giugno. Si riferiva, ovviamente, ai minibot, inseriti sottobanco dagli esperti della Lega in un documento di indirizzo votato alla Camera dei deputati.   Matteo Salvini avrà tanti difetti, ma sicuramente sa fiutare da che parte tira il vento. Le sue precipitose smentite rivelano che gli italiani dei minibot non si fidano per niente. Pare che l’idea sia stata partorita da Claudio Borghi, noto sostenitore della teoria che l’uscita dal sistema Euro sia per l’Italia una scelta intelligente e pure indolore. I minibot servirebbero, secondo Borghi, Giorgetti, e altri esponenti del governo,...

Capitalismo e effetti di morte / Confusione (imperdonabile) tra piacere e desiderio

“Arduo resistere al desiderio. Tutto ciò che esso vuole lo compra a spese dell’anima.” (Eraclito, Frammento 85)     Dal momento che l’Eros è stato separato e opposto al Logos e la ragione storica è stata concepita come una sfera separata da quella del desiderio erotico, la storia è dominata dal principio economico che riduce il corpo dell’altro a uno strumento di accumulazione, anziché un compagno di piacere.   Le ragioni di questa separazione e di questo de-potenziamento dell’amore debbono essere approfondite: la contrapposizione di Eros al Logos discende dalla distinzione tra eros e agape, tra amore etico e amore erotico: qui sta l’origine dell’impossibilità storica dell’amore, e da qui discende la condanna dell’amore a utopia.  Del resto cosa vuol dire la parola “...

Paradisi / Giorgio Agamben “Il regno e il giardino”

Michel Foucault, nel suo breve saggio (uscito nel 1984) sui “Luoghi altri”, definì il giardino “un’eterotopia felice”: una definizione forse anche troppo positiva, ma comunque indicativa del fatto che il giardino, per il filosofo francese, rappresentava la realizzazione di una serie di caratteristiche utopiche in un luogo reale, assumendo caratteri spaziali e simbolici fortissimi. Del carattere di luogo simbolico, che dà da pensare, proprio del giardino sembra che i filosofi siano da sempre stati ben coscienti: dal giardino in cui si ritiravano (secondo il motto “vivi nascostamente”) gli epicurei, a quello che consigliava – come ricorda nell’epigrafe al suo ultimo libro anche Giorgio Agamben – di coltivare Voltaire alla fine del suo Candide, passando per il giardino di Herrenhausen ad...

Nina Edwards / Storia del buio

Tea ha paura del buio. Come molti bambini pensa che nel buio si nascondano mostri e pericoli. Di notte, se spegne la luce le si sbarrano gli occhi, il cuore le pulsa nelle orecchie e non riesce a dormire. Il suo giovane zio, per aiutarla a superare la paura, ogni sera la porta con sé a esplorare la notte mostrandole quali meraviglie il buio rivela: la luna, le stelle, i fuochi d'artificio e la magia del mondo. Finalmente la bambina impara ad abbandonarsi serena e grata tra le braccia del buio, il che è poi l'obiettivo del piccolo libro illustrato per bambini, Tea. Perché il buio è così nero (Silvia Serreli, Giunti editore).  Da adulti non si temono più tanto i mostri di cui l'immaginazione popola il buio, ma il buio in se stesso, la cecità. Siccome attraverso gli occhi leggiamo il...

Ritratto 8 / Levi, conversazione con signora

Anno 1967. Primo Levi riceve il Premio Bagutta per il suo primo libro di racconti, Storie naturali, uscito l’anno precedente da Einaudi. Il 15 gennaio a Milano Riccardo Bacchelli, presidente della giuria, lo incorona vincitore. A riprendere la serata c’è una fotografa milanese, Carla Cerati, che ha da poco iniziato a lavorare come fotogiornalista. Nel 1966 è a Firenze e fissa con la sua macchina la devastazione delle acque dell’Arno. Proprio lì sono annegate le residue copie di Se questo è un uomo stampate nel 1947 da De Silva in deposito della Nuova Italia. Carla Cerati scatta un intero rullino al Bagutta, da cui trae alcune immagini. L’anno dopo realizza con Gianni Berengo Gardin nei manicomi italiani un reportage che resterà memorabile: Morire di classe, edito da Einaudi.   La...

Mi agito quindi penso / L’Umanesimo secondo Massimo Cacciari

L’ultima fatica di Massimo Cacciari, La mente inquieta. Saggio sull’Umanesimo (Einaudi, Torino 2019), è un saggio che ha lo scopo di ripensare l’Umanesimo del Quattrocento. Ripensarlo per riconoscergli la piena dignità di pensiero filosofico che finora gli è stata negata. In modo intenso e originale, il filosofo veneziano compie la sua raffinata meditatio in omaggio a chi, come Eugenio Garin, lo ha illuminato e avviato sul rovesciamento di un canone o, sarebbe il caso di dire, stereotipo interpretativo, che ha sempre ricondotto la rilevanza dell’esperienza culturale dell’Umanesimo, in quanto sprovvisto di un’identità filosofica, all’ambito artistico-letterario e alla pratica erudita e filologica degli studia humanitatis. Non si tratta, allora, solo di recuperare, seguendo le indicazioni...

La scuola di Francoforte 2 / Jervis: introduzione a "La personalità autoritaria"

Nella Germania degli anni Venti, all’indomani della pesante sconfitta subita nella prima Guerra Mondiale, negli anni della crisi politica ed economica, si è prodotta un’inedita ridefinizione delle prospettive critiche e degli approcci metodologici e cognitivi ai diversi campi del sapere. Si è iniziato ad esempio a osservare la letteratura dalla prospettiva sociologica, la filosofia da quella economica, la sociologia dalla specola della psicoanalisi e la storia dell’arte da quella della fisiologia umana.  Il progetto della scuola di Francoforte si definisce in questo clima culturale di profonde trasformazioni, soprattutto a partire dalla direzione di Max Horkheimer, ossia dal 1931. Con la pubblicazione dal 1932 della Zeitschrift für Sozialforschung la Rivista per la ricerca...

Lungo il fiume del Talmud, a dorso d'asino

Premessa. Nel pomeriggio del 26 maggio scorso ero a Venezia, chiamato a leggere e commentare pubblicamente un brano del Talmud babilonese, una circostanza pubblica per me molto inusuale, anzi del tutto inedita. L’editore Shulim Vogelmann mi aveva inviato il libro del Digiuno, Ta’anìt, perché mi preparassi per l’occasione. Nel lasciarmi perfettamente libero di selezionare il brano e impostare come meglio desiderassi il mio commento mi ha però espresso un’indicazione o meglio una speranza: che la mia lettura (da non credente e da ignorante di cose ebraiche) reperisse nel Talmud nessi con l’attualità e con i temi su cui si orienta attualmente il mio lavoro. Così è avvenuto, in particolare in un brano di cui presento qui di seguito la mia lettura.   Hanno insegnato i nostri Maestri in...

Cosa sta accadendo? / Prima e dopo

Alla fermata del tram una signora sbraita, adesso anche il papa vuole aprire i porti, lo farà con le offerte che noi diamo in chiesa, dice all’amica. Non capisco se parla di porti o porte, intanto ecco i noi e i loro, avvolti da una stessa paura. Chi sprizza risentimento e avversione spesso però non ha abbastanza immaginazione per presagire che cosa può capitare, né la minima idea di come può andare a finire. Per un attimo un brivido mi fa pensare: siamo ancora al prima, certo, mica toccherà incontrare l’orrore che rimbomba nel dopo.  Uno dei film che racconta paradigmaticamente il dopo è 1945 di Ferenc Tőrők (2017). È il 12 agosto del 1945, la radio trasmette notizie sulla bomba atomica sganciata a Nagasaki il 9 agosto, e in un piccolo villaggio ungherese arriva un treno. Un giovane...

L’opera chiara / Lacan, la scienza, la filosofia

L’opera chiara, testo scritto da Jean-Claude Milner nel 1995 e ora tradotto in italiano presso Orthotes (Salerno, 2019, p. 184), si inserisce perfettamente nella letteratura sulla psicoanalisi lacaniana e, al tempo stesso, procede per vie traverse. Alcuni contenuti assiomatici, diventati enunciati celebri di Lacan, vengono accennati, accentuati, “per meglio far sentire il reale della matrice ritmica” in cui viene ad articolarsi il suo pensare. La procedura è, letteralmente, matematica. E la matrice è costituita dalla materialità stessa del pensiero, dalle sue figure: oggetti che si urtano, contro cui si sbatte la testa, letteralmente, all’insegna di quello che viene definito materialismo discorsivo. Nessun chiarimento, nessuna spiegazione. Se Milner parte dalle proposizioni lacaniane non...

Al di là dello scacco / La speranza oggi

Benny Lévy: Da qualche tempo, ti interroghi intorno ai concetti di speranza e disperazione. Temi che hai raramente affrontato nei tuoi scritti. Jean-Paul Sartre: In ogni caso, non nello stesso modo. Perché io ho sempre pensato che ognuno viva con la speranza, cioè creda che qualsiasi cosa intraprenda, o che lo riguarda, o che concerne il gruppo sociale al quale appartiene, sia in corso di realizzazione, si realizzerà, e sarà positiva per lui come per coloro che costituiscono la sua comunità. Io penso che la speranza faccia parte dell’uomo; l’azione umana è trascendente, cioè mira sempre a un oggetto futuro a partire dal presente, nel quale noi progettiamo l’azione e tentiamo di realizzarla. Essa pone il suo fine, la sua realizzazione nel futuro. E, nella modalità dell’agire c’è la...