Teorie

Una forza umile e inquieta / Giordano Bruno tra asinità e conoscenza

“…non è sorta di scienza che non v’abbia di suoi stracci”, scrive Giordano Bruno ne La cena de le Ceneri. Pone così solo una delle molteplici ambiguità che attraversano tutto il suo inquieto pensiero e la sua irriducibile vita. Ambiguità tra la vertigine del pensiero e il ciarpame dei suoi scarti; ambiguità dell’unitas multiplex, tra l’umiltà dell’esistere e la tensione a cercare la verità, a perseguire la verità come ricerca della verità; ma anche tra l’umiltà della nostra condizione e l’appagamento impossibile. Noi che viviamo lontano dall’equilibrio, perché l’equilibrio perfetto è la morte, ma non smettiamo mai di cercarne uno, di equilibrio; noi che ci ergiamo sulla nostra umanità ma non smettiamo di fare i conti con la nostra animalità; anzi, con la nostra asinità. Quella compassione...

Jonathan Friedman / Politicamente corretto?

In uno dei capitoli finali di Tristi Tropici Lévi-Strauss fa un’affermazione nei confronti dell’Islam che oggi sarebbe facilmente definibile come scorretta politicamente: “Sul piano estetico, il puritanesimo islamico, rinunciando ad abolire la sensualità si è contentato di ridurla alle sue forme minori, profumi, merletti, ricami e giardini. Sul piano morale ci si trova di fronte allo stesso equivoco di una tolleranza ostentata, a danno di un proselitismo il cui carattere compulsivo è chiaro. Effettivamente il contatto coi non-musulmani li mette in angoscia.   Il loro genere di vita provinciale si perpetua sotto la minaccia di altri generi di vita, più liberi e più facili del loro, che rischia di essere alterato con la sola contiguità. Piuttosto che parlare di tolleranza, sarebbe...

Doppiozero a tempo di libri / Maestri

  Per contribuire a un momento d’incontro, approfondimento e scambio come Tempo di Libri, la fiera del libro che si terrà a Milano dall'8 al 12 marzo, non abbiamo creato solo uno speciale doppiozero | Tempo di Libri dove raccogliere materiale e contenuti in dialogo con quanto avverrà nei cinque giorni della fiera, ma abbiamo pensato di organizzare dieci incontri: maestri che parlano di maestri.   Qui il nostro calendario, vi aspettiamo a Tempo di Libri!   Giovedì 8 marzo donne ore 16.00 Angela Borghesi – Anna Maria Ortese ore 18.00 Nicole Janigro – Sabina Spielrein   Venerdì 9 marzo ribellione ore 16.00 Maria Nadotti – John Berger ore 18.00 Franco Arminio – Gianni Celati   Sabato 10 marzo milano ore 11.00 Ferdinando Scianna – Henri Cartier-Bresson ore 16.00...

Sotto la protezione il frutto / Didier Anzieu. Io-pelle

È uscita per Raffaello Cortina una nuova edizione dell’Io-pelle, l’opera più nota di Didier Anzieu (1923-1999). È un libro di necessaria lettura per ogni psicologo, psichiatra, psicoanalista o psicoterapeuta. Un libro altrettanto importante per antropologi, neurologi e biologi. In quel testo la psicoanalisi si intreccia con la teoria della complessità e con le neuroscienze. Non le neuroscienze contemporanee, che si concentrano essenzialmente sul sistema nervoso centrale, trascurando il corpo, bensì quelle classiche, che danno altrettanta importanza alle periferie sensitive e percettive. Anzieu è autore conosciuto, più che tra gli psicoanalisti, nel campo gruppo-analitico, in quello dei terapeuti della Gestalt, nello psicodramma e in altre correnti della psicoterapia in cui l’uso del corpo...

Mercoledì 14 febbraio al Circolo dei Lettori / Nostalgia

Nostalgia è parola di dolore. Parola, anche, d’avventura. Dolore per un ritorno impossibile, algos di un nostos che si fa pensiero dominante. La linea del ritorno è un orizzonte che traspare mentre è cancellato, che trema nella lontananza mentre si sottrae allo sguardo. Illusione di una prossimità a lungo vagheggiata. Fantasmagoria di un miraggio che penetra nei pensieri, si fa acqua e sabbia dei pensieri, riva di un approdo che si sa negato.  Nostalgia è amore dell’impossibile, del tempo di un ritorno impossibile.    Si ha nostalgia, diceva il filosofo, non per il paese lasciato, ma per il tempo vissuto in quel paese, non per il paese dell’infanzia, ma per l’infanzia trascorsa in quel paese, e perduta. Tornando, quel tempo non c’è più, quell’infanzia non c’è più. Quel...

Il genere è questione dibattuta / Maschile e femminile

Oggi il genere è questione dibattuta. Basta sfiorarla e si rischia di urtare sensibilità. Qui si spera di non farlo, tenendosi a un’osservazione di futile linguistica della lingua. Non di quell’importante linguistica, al giorno d’oggi così fiorente, che si occupa di serie questioni morali e sociali e cui la lingua fa da pretesto. È appena il caso si dica infatti che sotto il nome di genere va anche una banale categoria grammaticale. Come tale, il genere è uno dei valori coi quali le lingue giocano a istituire differenze, che è il loro modo d’essere e di funzionare.    Se ci si pensa un attimo, la cosa non è irragionevole. Monotonia, uniformità, assenza di variazione sono il contrario di ciò che fa efficace l’espressione e la conseguente comunicazione. Un segnale sempre eguale a...

Tempo di libri - donne / Ingiustizia, vendetta, riconciliazione, perdono

Per contribuire a un momento d’incontro, approfondimento e scambio come Tempo di Libri, la fiera del libro che si terrà a Milano dall'8 al 12 marzo, abbiamo creato uno speciale doppiozero | Tempo di Libri dove raccogliere materiale e contenuti in dialogo con quanto avverrà nei cinque giorni della fiera. Riprenderemo i temi delle giornate - dalle donne al digitale -, daremo voce a maestri che parlano di maestri, i nostri autori scriveranno sugli incipit dei romanzi più amati, racconteremo gli chef prima degli chef, rileggeremo l' “Infinito” di Leopardi e rivisiteremo la Milano di Hemingway, rileggeremo insieme testi e articoli del nostro archivio, che continuano a essere attuali e interessanti.   L’ingiustizia che abbiamo commesso è il fardello che ci grava sulle spalle, un...

Sentimenti al negativo al Circolo dei Lettori (TO) / Kafka e la vergogna

I due uomini hanno condotto K. fuori città, in una cava. Lì la luna illumina ogni cosa con una pacata naturalezza. Uno dei due toglie a K. la giacca, il panciotto e la camicia, poi lo prende sottobraccio e passeggia avanti e indietro con lui per aiutarlo a combattere il freddo. Quindi, trovato il posto che reputano adatto, i due signori fanno adagiare K. a terra, contro un masso, con la testa appoggiata a questo. Estraggono un coltello da macellaio, a due tagli, e lo osservano. Cominciano dunque delle odiose cerimonie, passandosi a vicenda il coltellaccio, così che K. pensa che sarebbe suo dovere prenderlo lui stesso, mentre passa di mano, e ficcarselo direttamente nel petto.  Mentre è lì che riflette su questo, s’accorge che in una delle finestre della casa prospiciente la cava si è...

Creazione e anarchia. L’opera nell’età della religione capitalistica / Giorgio Agamben. Le anarchie del potere

Se ne L’uso dei corpi (Neri Pozza 2014), il volume che logicamente chiude la serie Homo sacer, Giorgio Agamben, quasi in esordio, sosteneva che ogni opera «non può essere conclusa, ma solo abbandonata (e, eventualmente, continuata da altri)» (p. 9), l’aver “abbandonato” il progetto in questione non è affatto coinciso con un abbandonare la pratica della scrittura da parte dell’autore. Agamben ha continuato, con una costanza sorprendente, a pubblicare una serie di libri, dall’oggetto apparentemente disparato, che però rappresentano a loro modo una continuazione coerente del suo percorso. Da un lato ci sono lavori che sviluppano e approfondiscono il tema della “forma-di-vita” (Autoritratto nello studio, Che cos’è reale?, Pulcinella), dall’altro una serie di testi, per lo più...

L’invenzione dei linguaggi / Tre forme di creatività: tecnica, arte, politica

“Pensieri onirici e contenuto onirico manifesto stanno davanti a noi come due esposizioni del medesimo contenuto in due lingue diverse, o meglio, il contenuto manifesto ci appare come una traduzione dei pensieri del sogno in un altro modo di espressione, di cui dobbiamo imparare a conoscere segni e regole sintattiche, confrontando l’originale con la traduzione” (Sigmund Freud, L’interpretazione dei sogni)   Non è un libro su Freud, né un libro sul sogno (o almeno non solo), Tre forme di creatività: tecnica, arte, politica (Cronopio, 2017). Eppure, è attorno a questo passaggio centrale de L’interpretazione dei sogni che si gioca uno degli snodi fondamentali e più originali dell’ultimo lavoro di Pietro Montani. Il sogno e il lavoro immaginativo che esso mette in opera circoscrivono,...

Sentimenti negativi a Novara / Vergogna, ira, risentimento, ansia, pigrizia

Ci sono i sentimenti positivi e quelli negativi. Dopo aver esplorato odio, invidia, gelosia e noia, un nuovo ciclo di incontri al Circolo dei Lettori di Novara sarà dedicato a vergogna, ira, risentimento, ansia e pigrizia. Conosciamo davvero questi sentimenti? Solo per averli provati? Come sorgono, perché come si sviluppano? Cinque studiosi ci guidano alla scoperta del negativo che ci abita tutti, attraverso la storia umana e culturale di alcuni dei principali sentimenti.   Ecco il calendario:   Mercoledì 15 marzo ore 18 - 19.30 RISENTIMENTO Pietro Babetta   Mercoledì 22 marzo ore 18 - 19.30 ANSIA Nicole Janigro Mercoledì 5 aprile ore 18 - 19.30 IRA Ugo Morelli   Mercoledì 12 aprile ore 18 - 19.30 VERGOGNA Marco Belpoliti   Mercoledì 19 aprile ore 18 - 19.30...

Per una scienza dell’ecceità / Deleuze e la psicologia

Lo stupido è colui che fa della clausura della conoscenza la condizione normativa della propria vita, colui che ha eliminato dall’orizzonte del proprio sguardo il piacere dell’attesa, la creatività dell’istante ignoto, l’incertezza dell’esplorazione. Lo stupido è chi non esce dalla culla, chi non scioglie le cime del familismo, chi non osa considerare l’evento fulmineo che scompagina le regole, o l’inaspettato che spezza il fiato a tutte le cose troppo ordinate. Se ciò è vero, la psicologia è allora quella scienza che, a causa della propria timidezza, spregia qualsiasi possibilità di incontro con l’inatteso, non rinunciando, per ciò stesso, alla venefica tentazione di normalizzare l’impossibile. Come gettare con profitto, dunque, i semi di una nuova psicologia, più audace e radicale? È...

Il conformismo morale come regime / Politicamente corretto

Vorrei avere la penna e l'estro di Flavio Baroncelli, per scrivere di «politicamente corretto». Vorrei avere il suo acume, la sua leggerezza e la sua ironia per commentare gli argomenti esposti da Jonathan Friedman in un saggio che esce in questi giorni (in lingua originale in un'edizione con copyright dell'autore, PC Worlds. Political Correctness and Rising Elites at the End of Hegemony e contemporaneamente tradotto in lingua italiana da Francesca Nicola e Pietro Zanini e a cura dello stesso, per l'editore Meltemi, col titolo Politicamente corretto. Il conformismo morale come regime). Flavio Baroncelli era un filosofo intelligente e schietto oltre che un caro amico; insegnava Filosofia morale a Genova e aveva pubblicato nel 1996 presso Donzelli un volumetto sul politicamente corretto (Il...

Cittadini Coltivatori a Bologna / Nessuno si arricchisce ma sono tutti contenti

La romice   È molto presto, il sole è appena sorto e l’aria è fresca. Scendo dall’auto e attraverso in diagonale il campo di piselli già mietuto per raggiungere sull’altro campo, quello dei ceci, il fronte della romice. Il silenzio è amplificato dal rumore dei miei passi sulla terra secca ed è rotto soltanto dal verso sgraziato di due fagiani, un lui e una lei, che hanno appena spiccato il volo con un fragoroso battere di ali.  La romice (o lapazio) è una pianta infestante, che cresce in arbusti frondosi alti anche un metro e spinge dentro la terra una radice tenace, a forma di tubero, resistente all’aratura e all’inverno. Devo estirpare la romice, questo è il compito che mi sono dato: eradicare completamente ogni singola pianta. Dicono che è un lavoro utile, anche se il...

Letteratura e ecologia / Cogliere il reale di sorpresa

A un certo punto di Helzapoppin’, esilarante metafilm degli anni 40, c’è un orso che protesta coi suoi padroni; e un cane là vicino commenta: “strano: un orso che parla”. Stranezza al quadrato, si dirà, che suscita una risata tanto immediata quanto colpevole. Se gli animali non parlano, la cosa dovrebbe valere per tutti, orsi o cani che siano. Ma se il cane trova strano l’orso che parla, cosa dire di lui che sta facendo la medesima cosa? Insomma, in cosa consiste l’effettiva stranezza? nell’orso, nel cane o in noi che stiamo ridendo di loro? La problematicità della convinzione circa la mancanza di linguaggio negli animali, per il tramite di una trovata artistica, viene fuori in tutta la sua potenza. E questa trovata artistica ha un nome tecnico molto celebre – ‘straniamento’ –, proposto...

Uguali e diversi / L'invenzione delle razze

Jax e Roddy sono due bambini di cinque anni, amici per la pelle, e vivono negli Stati Uniti. Un giorno Jax ha chiesto alla sua mamma di accompagnarli dal barbiere perché avevano deciso di fare uno scherzo alla maestra: volevano lo stesso taglio di capelli, così lei non sarebbe riuscita a distinguerli l'uno dall'altro. Al solo parlarne, morivano dal ridere immaginandosi il gran divertimento di tutta la classe. La cosa curiosa, in questa storia, è che i due bambini sono uno bianco e uno nero: un dettaglio talmente irrilevante per loro da non pensare neppure che potesse distinguerli l'uno dall'altro, non certo come un taglio di capelli. Quello sì che si nota, eccome! Ma cosa ci rende veramente diversi gli uni dagli altri – perché indubbiamente lo siamo – e cosa invece crediamo ci renda...

Una a davanti a me / Io io io

“Di questa storia a me colpiscono tre aspetti”: a casaccio, tra migliaia, orali e scritte, la citazione viene dal post di una persona di cultura. “Embè?” dirà chi legge. “C’è qualcosa di strano?”. No. A me colpiscono... è ormai italiano perfetto. Se ne serve chi parla e scrive in punta di forchetta.    Ci si pensi, però: la reazione sarebbe stata eguale se si fosse trattato di Di questa storia a lui colpiscono tre aspetti? Anche con valore psicologico, colpire entra infatti in una costruzione transitiva. Accostare alla sua reggenza la preposizione a dovrebbe essere sentito come errore o (che è lo stesso, esprimendosi in italiano) come crudo meridionalismo. Non succede così, invece. Senza differenze geografiche, in un contesto del genere gli attuali sì-dicenti trovano a adeguata...

Riduzionismo / Un ponte tra arte e neuroscienze

Il mai del tutto superato dibattito sulle presunte differenze che intercorrono tra l’arte e la scienza, inerenti tanto le loro pratiche metodologiche quanto le loro finalità conoscitive, viene riproposto ogni qualvolta nuove conoscenze (in ambito scientifico) o nuove forme d’espressione (in ambito artistico) ne sollecitano l’attualità. Inopinatamente, in molti dibattiti, si prescinde dalla inconfutabile evidenza che il sapere è uno e che l’istituzione di un’incessante frammentazione della nostra conoscenza in una miriade di discipline sempre più specifiche è stata resa necessaria, da un lato, dai nostri limiti cognitivi e teoretici, e dall’altro lato dall’esigenza di poter esercitare un controllo sulla diffusione e l’efficacia delle conoscenze e delle competenze. Lo spiegava molto bene il...

Il gorilla con l’aureola / Utopie radicali a Firenze

Effetto onda   Poco dopo la mezzanotte di venerdì 4 novembre 1966, il fiume Arno cominciò a straripare colpendo Firenze, i comuni limitrofi e molte zone della Toscana, tra cui Pisa e Grosseto. Con la sua esondazione, un magma di acqua, fango e nafta si spanse per il centro città, senza tante distinzioni tra biblioteche e carceri, abitazioni private e palazzi comunali, negozi di orafi e chiese storiche, anziane suore da convento e prigionieri, macchine e mandrie di campagna, i depositi degli Uffizi e i manoscritti della Biblioteca Nazionale. Il livello dell’acqua salì fino a sei metri, l’elettricità, l’acqua corrente e il gas saltarono. I detenuti delle carceri furono messi in salvo per evitare la fine del topo, ospitati nelle case dei fiorentini.  Con 250 milioni di litri d’...

Doppiozero al Circolo dei lettori / Parole del contemporaneo

  Ci sono parole che circolano sui mass media, nei giornali e nel web, parole che rinviano a loro volta ad altre parole e suggeriscono campi semantici. Questo ciclo di incontri, in collaborazione con il Circolo dei lettori, sceglie alcuni di questi termini che sono il nostro vocabolario quotidiano e cerca di capire non solo quello che significano, ma anche i riferimenti che implicano, i rimandi impliciti. Le parole non sono mai neutre, segnano il nostro rapporto con il mondo: indagarle è una delle vie per fare chiarezza sul mondo contemporaneo e sul nostro collocarci in esso.   Condivisione Ugo Morelli 25 gennaio 2018, ore 18.30.   Follower Tiziano Bonini 22 febbraio 2018, ore 18.30.   Poliamore Marta Dore 29 marzo 2018, ore 18.30.   Cittadinanza Gustavo...

Simon Stålenhag / “Loop”. Memoria e ucronia

Riflettendo sulla rappresentazione della sofferenza altrui in Davanti al dolore degli altri, Susan Sontag diceva che «la memoria ricorre al fermo immagine; la sua unità di base è l’immagine singola». In effetti, anche il più dettagliato dei ricordi resta confinato entro i margini di un fotogramma, vera e propria istantanea del nostro vissuto individuale che, per quanto sfumata o confusa, guadagna valore nel quadro generale dell’esperienza umana. Curiosamente, anche la fantasia tende a lavorare per immagini singole. Il meccanismo è simile, ma guarda al futuro anziché al passato: che si tratti di immaginare una conversazione lungamente sognata, una rivalsa utopistica contro i nostri aguzzini o semplicemente una storia d’invenzione, la nostra mente procede per fotogrammi, fissandoli entro...

Una conversazione / Arjun Appadurai. Diritto all’immaginazione

Arjun Appadurai è esattamente come te lo immagini. Un elegante, affabile professore dall’eloquio calmo, misurato e conciliante, nonostante il caos che gli si muove tutto intorno. Lo sguardo intento e assorto sull’interlocutore che si fa d’un tratto brillante e acceso, aprendosi su un sorriso, quando finalmente inizia a rispondere, sgranando uno per uno i numerosi spunti raccolti. Così, nonostante gli argomenti affrontati, che spaziano tra paure, nazionalismi e disuguaglianze fin troppo concrete, a margine della sua lectio magistralis tenuta a Milano per Meet The Media Guru, la conversazione è lieve, limpida, persino piacevole. Ed è forse anche grazie a questa attitudine alla leggerezza che questo celebre antropologo, nato in India e ormai da anni accolto negli Stati Uniti, riesce a...