AUTORI
Corrado Antonini
28.05.2019

Mister Jelly Roll, di Alan Lomax / Non sparate sul pianista

Per un pianista che ha dato le spalle a migliaia di clienti armati nei postriboli di New Orleans, non essere morto sparato potrebbe già essere considerato un successo. Ferdinand Joseph LaMothe, in arte Jelly Roll Morton, sparato non lo fu mai, ma accoltellato alle spalle mentre armonizzava alla tastiera, sì. E non successe a New Orleans, bensì in uno squallido club di Washington, il Jungle Inn, di cui Morton era insieme co-proprietario, gran cerimoniere, pianista, buttafuori e, all’occasione, cuoco e cameriere. “Buttava sangue come un vitello sgozzato”, è la vivida immagine che ci consegnò la moglie Mabel. Morton poteva peccare di modestia, non certo di carattere. Era un creolo orgoglioso e sfrontato, che non amava farsi mettere i piedi in testa da nessuno, men che meno da teppisti e...

11.05.2019

Dalla mostra al Musée d’Orsay al rap delle periferie / Il giovane nero con la spada

In simultanea con la mostra Le modèle noir, de Géricault à Matisse attualmente in corso al Musée d’Orsay di Parigi (lo sarà fino al 21 luglio prossimo), in Francia è uscito un progetto multidisciplinare del rapper di origini congolesi Abd Al Malik, intitolato Le jeune noir à l’épée (il giovane nero con la spada). Il progetto è insieme un récit poétique, un disco di musica hip-hop e uno spettacolo di danza messo in scena da Abd Al Malik proprio nelle sale del Musée d’Orsay ad inizio aprile con il coreografo e ballerino del Burkina Faso Salia Sanou.   Multidisciplinare il progetto di Abd Al Malik e multidisciplinare la mostra, a metà strada fra storia dell’arte e storia delle idee. L’intenzione dei curatori è quella di sovrapporre l’immaginario che emerge dalla rappresentazione delle...

24.04.2019

Musica e bromuro / Ira Gershwin. O del vernacolo in canzone

In Mark Twain at Bayreuth, saggio altrimenti noto come At the Shrine of St. Wagner (Al santuario di San Wagner), apparso sulla Chicago Daily Tribune il 6 dicembre 1891, Mark Twain raccontò di un soggiorno a Bayreuth dove, lo spazio di qualche giorno, s’immerse nella musica di Richard Wagner. Al termine del soggiorno, quando lo scrittore espresse tutta la sua soddisfazione per essersi musicalmente rigenerato grazie alla bontà delle esecuzioni vocali, s’imbatté in un critico che s’affrettò a rintuzzare il suo entusiasmo: “Cantare! Quello non era cantare; quelli erano vagiti, era uno stridore di nullità di terzo grado, rifilateci per far girare l’economia!” Un rilievo che invece di infastidirlo gli confermò una ricorrenza: sempre la stessa storia, si disse Mark Twain, ogni volta che apprezzo...

05.03.2019

Silenzio, di John Cage / L’orecchio dissoluto

Dietro Silenzio di John Cage, di cui Il Saggiatore ha da poco pubblicato una nuova edizione (traduzione di Giancarlo Carlotti, una prefazione inedita in italiano di Kyle Gann, 318 pagine, € 42,00) non c’è, stando all’autore, una volontà di stupire, ma una pulsione poetica. Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1961, quando Cage aveva quarantanove anni e una fama circoscritta alla cerchia dell’avanguardia colta d’America. Raccoglie una serie di articoli, di conferenze e di saggi scritti da Cage sull’arco di un quarto di secolo, 1937-1961. In un recente articolo apparso sul New Yorker a firma Burkhard Bilger (Extreme Range – The vocal experiments of Roomful of Teeth), Brad Wells, fondatore e direttore dell’ensemble vocale Roomful of Teeth, citando il compositore olandese Louis...

14.02.2019

A 50 anni da Je t’aime… moi non plus / Il piacere fu donna (ma il dispiacere restò degli uomini)

Diciamo la verità: da un genere musicale che ha esortato al sesso fin da quando stava in fasce ci si poteva francamente aspettare di più. L’orgasmo di Robert Plant in Whole lotta love degli Zeppelin non era male, ma la sua repentinità e la cornice esoterica dentro cui si compì poteva insinuare il sospetto che il rock fosse più incline a infliggere sevizia che non a suscitare piacere. The great gig in the sky dei Pink Floyd era l’ideale se volevi attirare l’attenzione dei vicini, ma in quell’estasi astronomica c’era già, in nuce, lo stordimento del new age e il sesso tantrico a beneficio di una civiltà orfana di liturgie (le candele, l’incenso, gli abbracci di luce). Quanto a Orgasm (a.k.a. Poem) di Prince, il primo istinto è sempre stato quello di abbassare il volume e aprire a caso una...

01.01.2019

Born to come back / La voce di Bruce Springsteen

Per trovare una voce bisogna averla cercata a lungo. Quando, alla soglia dei settant’anni, una delle rockstar più amate del pianeta confessa di aver scoperto la propria voce nel padre, è l’impalcatura stessa del rock che rischia di venire giù. Di tutti i luoghi, il soggiorno di famiglia. A un certo punto, durante lo spettacolo che Bruce Springsteen ha tenuto al Walter Kerr Theatre di Broadway nel corso dell’ultimo anno, il cantante lo ammette serenamente: io sono Mister Born to Run, nato per correre (dal titolo della canzone e del disco che lo resero famoso), volevo fuggire da tutto, prendere l’autostrada e non tornare più, ma oggi abito in New Jersey, a dieci minuti dalla casa in cui sono nato. Se Bruce Springsteen rincorse la voce del padre è perché, dice, “quella voce aveva qualcosa di...