AUTORI
Corrado Antonini
15.08.2019

Jimi Hendrix all'alba / L’odore del napalm a Woodstock

Stando a un sondaggio dell’American Film Institute, la frase “mi piace l’odore del napalm al mattino” (I love the smell of napalm in the morning), proferita dal tenente colonnello Bill Kilgore nel film Apocalypse Now! di Francis Ford Coppola, occupa il 12° posto nella classifica delle cento battute più celebri della storia del cinema. A torso nudo ma col cappello del 9º Reggimento della Cavalleria Aerea ben piantato in testa mentre intorno ronzavano le pale degli elicotteri, il tenente colonnello Kilgore (interpretato da Robert Duvall) fungeva da coerente avamposto della follia che lo spettatore avrebbe poi incontrato nel colonnello Kurtz (Marlon Brando).   Un richiamo non olfattivo ma uditivo al napalm è quanto si sentì anche nell’aria di Woodstock il mattino del 18 agosto 1969 a...

08.07.2019

I giorni della gentilezza / Leonard Cohen e Marianne Ihlen

Nel settembre del 1960, grazie a un lascito ereditario, Leonard Cohen comprò una casa sull’isola greca di Hydra per 1500 dollari. Sull’isola era giunto qualche mese prima con l’intenzione di dedicarsi alla scrittura, confidando in un clima più mite rispetto al natio Canada e in un cielo meno avverso rispetto alla Londra dov’era sbarcato da poco. Cohen aveva appena compiuto ventisei anni ma era già autore di due raccolte poetiche: Let us compare mythologies, pubblicata nel 1956, e The Spice-Box of Earth, che l’editore di Toronto McLelland & Stewart avrebbe stampato di lì a poco.    Fra gli anni ’50 e gli anni ’60 l’isola di Hydra era diventata rifugio di artisti provenienti da ogni dove. Vi si potevano incontrare degli australiani (gli scrittori George Johnston e Charmian...

28.05.2019

Mister Jelly Roll, di Alan Lomax / Non sparate sul pianista

Per un pianista che ha dato le spalle a migliaia di clienti armati nei postriboli di New Orleans, non essere morto sparato potrebbe già essere considerato un successo. Ferdinand Joseph LaMothe, in arte Jelly Roll Morton, sparato non lo fu mai, ma accoltellato alle spalle mentre armonizzava alla tastiera, sì. E non successe a New Orleans, bensì in uno squallido club di Washington, il Jungle Inn, di cui Morton era insieme co-proprietario, gran cerimoniere, pianista, buttafuori e, all’occasione, cuoco e cameriere. “Buttava sangue come un vitello sgozzato”, è la vivida immagine che ci consegnò la moglie Mabel. Morton poteva peccare di modestia, non certo di carattere. Era un creolo orgoglioso e sfrontato, che non amava farsi mettere i piedi in testa da nessuno, men che meno da teppisti e...

11.05.2019

Dalla mostra al Musée d’Orsay al rap delle periferie / Il giovane nero con la spada

In simultanea con la mostra Le modèle noir, de Géricault à Matisse attualmente in corso al Musée d’Orsay di Parigi (lo sarà fino al 21 luglio prossimo), in Francia è uscito un progetto multidisciplinare del rapper di origini congolesi Abd Al Malik, intitolato Le jeune noir à l’épée (il giovane nero con la spada). Il progetto è insieme un récit poétique, un disco di musica hip-hop e uno spettacolo di danza messo in scena da Abd Al Malik proprio nelle sale del Musée d’Orsay ad inizio aprile con il coreografo e ballerino del Burkina Faso Salia Sanou.   Multidisciplinare il progetto di Abd Al Malik e multidisciplinare la mostra, a metà strada fra storia dell’arte e storia delle idee. L’intenzione dei curatori è quella di sovrapporre l’immaginario che emerge dalla rappresentazione delle...

24.04.2019

Musica e bromuro / Ira Gershwin. O del vernacolo in canzone

In Mark Twain at Bayreuth, saggio altrimenti noto come At the Shrine of St. Wagner (Al santuario di San Wagner), apparso sulla Chicago Daily Tribune il 6 dicembre 1891, Mark Twain raccontò di un soggiorno a Bayreuth dove, lo spazio di qualche giorno, s’immerse nella musica di Richard Wagner. Al termine del soggiorno, quando lo scrittore espresse tutta la sua soddisfazione per essersi musicalmente rigenerato grazie alla bontà delle esecuzioni vocali, s’imbatté in un critico che s’affrettò a rintuzzare il suo entusiasmo: “Cantare! Quello non era cantare; quelli erano vagiti, era uno stridore di nullità di terzo grado, rifilateci per far girare l’economia!” Un rilievo che invece di infastidirlo gli confermò una ricorrenza: sempre la stessa storia, si disse Mark Twain, ogni volta che apprezzo...

05.03.2019

Silenzio, di John Cage / L’orecchio dissoluto

Dietro Silenzio di John Cage, di cui Il Saggiatore ha da poco pubblicato una nuova edizione (traduzione di Giancarlo Carlotti, una prefazione inedita in italiano di Kyle Gann, 318 pagine, € 42,00) non c’è, stando all’autore, una volontà di stupire, ma una pulsione poetica. Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1961, quando Cage aveva quarantanove anni e una fama circoscritta alla cerchia dell’avanguardia colta d’America. Raccoglie una serie di articoli, di conferenze e di saggi scritti da Cage sull’arco di un quarto di secolo, 1937-1961. In un recente articolo apparso sul New Yorker a firma Burkhard Bilger (Extreme Range – The vocal experiments of Roomful of Teeth), Brad Wells, fondatore e direttore dell’ensemble vocale Roomful of Teeth, citando il compositore olandese Louis...