AUTORI
Daniela Gross
23.11.2020

Diario americano / America: salviamoci la pelle

Se Biden è il Mosè d’America, come qualcuno si è affrettato a proclamare dopo le elezioni, prima di inoltrarsi nel deserto dovrà tornare sui suoi passi. E tentare il miracolo di ripescare dal Mar Rosso quei settanta milioni di americani che ancora annaspano nella sconfitta perché senza di loro non andiamo da nessuna parte. Anzi, finiamo tutti insieme a schiantarci contro il muro – rossi e blu, destra e sinistra, complottisti e progressisti.  Mentre gli opinionisti compilano meticolosi elenchi di ciò che abbiamo perduto nell’era Trump – l’innocenza, l’altruismo, il senso morale, il sogno americano, l’orgoglio, la cultura e mi fermo qui – il treno della pandemia viaggia ormai a un’andatura folle. I segnali sono inequivocabili: sarà un inverno da incubo. L’unica luce fioca che s’...

05.11.2020

Election2020 / Non è colpa dell'America

Chi avrà il coraggio di dirlo per primo? Se l’onda blu non ha travolto l’America è perché il racconto era sballato. Perché il paese descritto in questi mesi dai media, negli Stati Uniti come oltreoceano, esiste solo nel regno dei sogni. È l’idea di chi vive nei campus universitari, a New York o a San Francisco. La proiezione di un desiderio, la favola bella degli intellettuali e dei radical chic. Poi c’è l’altra America e non è così. La si può odiare, disprezzare, fingere che non esista o tutti e tre insieme – ma c’è e va a votare. “Ogni volta che vedo qualcuno in tv dire ‘sono scioccato, sono scioccato’, dico ‘La ragione per cui siamo a questo punto è la tua mancanza di immaginazione”, affermava di recente l’artista Barbara Kruger, celebre i suoi intrecci di aforismi e immagini, a...

02.11.2020

Make America Great Again / Ivanka e l’Abc

Qualche giorno fa mi ha scritto Ivanka. “Stiamo combattendo per il futuro del nostro Paese. Dipende tutto dal tuo voto”. Prima di lei si erano fatti vivi Lara e Don Jr incoraggiandomi a votare per posta – benché da mesi il Padre Presidente ripeta che è fonte inesauribile di brogli. Per il resto, da mesi a scrivermi è una certa Sarah. Mi chiede se sono pronta a votare per “Make America Great Again”, quanto sono preoccupata per le “sommosse” di Portland e incalza senza pietà: vota, vota, vota. Sei già andata a votare? Quando voterai? È tutta colpa mia. Qualche anno fa, quando qui in Louisiana si eleggeva il governatore, mi sono registrata a un rally di Trump. Volevo vederlo in azione dal vivo. Ho dato forfait causa influenza e ancora mi mangio le mani, intanto il mio numero è finito nelle...

19.10.2020

Diario americano / Destinazione Gilead

Ci siamo. Lo sguardo gelido della giudice Amy Coney Barrett ci ha appena mostrato dove siamo diretti. Non è un bel posto, non per le donne, ma non si prevedono stazioni intermedie. Tutt’al più si salta in corsa e si sgattaiola in Canada, fra le braccia di Margaret Atwood. Lei lo sapeva che finiva così. Avevamo catalogato la sua repubblica di Gilead alla voce distopia invece è la meta. L’America promette di diventare un immenso Racconto dell’ancella, una teocrazia retta da signore come Amy – iper conservatrice, cattolica praticante, moglie devota e madre di sette figli. È un cerchio che si chiude. Abbiamo inaugurato la settimana con le audizioni della giudice nominata da Trump al posto di Ruth Bader Ginsburg per spostare la Corte suprema verso una schiacciante maggioranza conservatrice e l...

05.10.2020

Diario americano / Il caos perfetto

La rotta era tracciata e le secche dello scontro civile ormai a portata d’occhio. Invece, colpo di scena. Il Presidente ha evocato il caos perfetto. Per farlo non gli è servita nessuna delle forze oscure con cui ama flirtare – i suprematisti bianchi o il ribaltone della democrazia. La materia prima del disastro ce l’aveva letteralmente sotto il naso. Incolore, inodore, insapore. Invisibile, come lui stesso da mesi ci ricorda. Uno sbuffo di virus e il sedicente leader dell’Occidente democratico è finito in ospedale. Quanto all’America, si ritrova sull’orlo del precipizio. “Mann Tracht, Un Gott Lacht”, dice un proverbio yiddish, “Dio sorride dei progetti dell’uomo”. Più di Dio – che di questi tempi s’immagina impegnato in faccende più serie – a sorridere dev’essere Covid-19, proprio quello...

21.09.2020

Diario americano / Il nostro inverno nucleare

Da settimane in New Mexico è una pioggia di uccelli migratori. Li raccolgono a migliaia lungo i sentieri, nei parcheggi, sulla soglia di casa. Rondini, merli, passeri, bluebirds – morti di fame e sfinimento. È una delle storie più amare e più politiche di questi giorni. Una tragedia naturale figlia dell’emergenza climatica che sta devastando gli Stati Uniti su un doppio fronte – il fuoco sulla West Coast e gli uragani a Sud. Il futuro dell’America si gioca qui, prima ancora che negli equilibri della Corte suprema stravolti dalla scomparsa di Ruth Bader Ginsburg. È la differenza fra la vita e la morte. L’acqua e la sete. Il raccolto e la carestia.  La strage dei migratori racconta quest’alternativa. È stata la furia degli incendi a scacciarli dalle eterne rotte che dall’Alaska e dal...

07.09.2020

Gli Usa verso le elezioni / L’uragano Laura e Trump

La sera dopo l’uragano l’aria profuma di foglie, erba, acqua. Al tramonto, quando il vento si quieta, esco di casa. Un sole beffardo illumina un disastro di case sfondate, alberi in briciole, macchine accartocciate. Mi faccio strada fra i vetri e i detriti. Una ragazza piange accanto al rottame di una Honda nera. Un uomo mi saluta dal portico di una casa senza più tetto. Gli sorrido ma ho un groppo in gola.  Non ho mai visto niente del genere, il nord della Louisiana non è zona di uragani. Eppure Laura ce l’ha fatta. Dopo aver massacrato la costa, ha risalito di furia lo stato, il confinante Texas e all’alba ci è piombata addosso. È stata una giornata di buio e venti furibondi, pioggia e schianti assordanti. L’uragano più potente a toccare terra dal 1856. Quand’è arrivata quassù, si...

04.09.2020

Il dilagare della cancel culture / Basta. Ti cancello

È censura. No, attivismo. Uccide lo scambio di idee. Non c’è mai stata tanta libertà. È ricatto. È responsabilità. Il bello della cancel culture, la figlia più rissosa dei social media, quella di cui più si discute, è che inchiodarla a un’etichetta è impossibile – contiene tutto e il suo contrario. Invece di domandarsi cos’è vale allora la pena guardarla in azione. Perché la sola certezza è che in quest’estate americana sta scardinando il discorso pubblico.  Mentre le manifestazioni per la giustizia sociale infiammano il paese e le statue razziste sono fatte a pezzi, sulle piattaforme social finisce infatti nel mirino chiunque – individuo, azienda, istituzione – si macchi di discriminazione, pregiudizio, odio. Per i colpevoli o presunti tali la pena è la messa al bando, la...

08.06.2020

Black Lives Matter / George Floyd. L’America brucia

Da giorni l’America brucia e nessuno può fingere di non vedere. La rabbia che scuote il paese dopo l’uccisione di George Floyd esplode sotto i nostri occhi con la potenza di una verità troppo a lungo taciuta. È stato un video ad accendere quest’incendio. Ed è un fiume gonfio di immagini a raccontarne gli intrecci, incontri, scontri. Basta un telefono oggi a illuminare la faccia della Storia – pochi frame a interrogare le coscienze.  In quest’immenso racconto collettivo ogni volto, voce, gesto è necessario. La bimba di tre anni che in Indiana piange per i gas lacrimogeni. La polizia che a New York carica i manifestanti e gli agenti che da Portland a Oklahoma City simpatizzano con la protesta. I grandi magazzini Macy’s presi d’assalto e i manifestanti che altrove riparano i danni. I...

10.05.2020

No, non è finita / Pandemia e riaperture negli Stati Uniti

No, non è finita. Mentre gli Stati Uniti corrono alla riapertura, è facile convincersi del contrario. Ma l’onda d’urto della pandemia non si è esaurita – soprattutto non al Sud. Due mesi e quasi duemila morti dopo, qui in Louisiana il virus accenna però ad allentare la morsa. Balzati alla ribalta nazionale come uno degli hotspot più preoccupanti del paese, con un bizzarro colpo di scena ci siamo dunque tornati da primi della classe.  In un incontro alla Casa Bianca, uno dei tanti che scandiscono queste settimane, il presidente Trump ci ha additato ad esempio all’intero paese. Siamo “un grande successo” nella gestione dell’epidemia – gente con cui è un “onore” lavorare.  Non siamo più lo stato dove il virus cresce con maggiore rapidità – un primato di cui ci siamo liberati con...

13.04.2020

Louisiana / L’epicentro della pandemia

Siamo nel cuore della tempesta perfetta. Il nuovo punto caldo della pandemia è quaggiù in Louisiana e da settimane gli occhi dell’America sono puntati su di noi. Siamo la prova generale del disastro che minaccia di allargarsi all’intero Sud.  L’epicentro è New Orleans dove la mortalità sfiora quella di New York e gli ospedali sono ormai allo stremo. Il contagio è figlio delle parate di Mardi Gras che a febbraio richiamano in città un milione e mezzo di persone. Da lì è risalito verso il nord dello stato fino a Shreveport, la città dove vivo.  Pochi l’avevano sentita nominare. Finché di recente è balzata alle cronache nazionali come il test che gli Stati Uniti aspettavano. Shreveport non è una meta turistica né una bellezza nascosta. Ha avuto il suo momento di gloria a fine...

12.03.2020

America al bivio 2 / Ricchi ma buoni

Quando Bernie Sanders tuona contro i miliardari, il messaggio è più sfumato di quel che sembra. In ballo ci sono l’equità sociale, le tasse, le immense concentrazioni di potere. E l’ipocrisia inevitabile del filantrocapitalismo – l’idea, rilanciata da una grancassa culturale senza precedenti, che il bene degli ultraricchi sia quello della collettività.  Ben prima che Mike Bloomberg si affacciasse alle primarie dopo aver inondato il paese di filantropici miliardi, la figura dell’imprenditore votato alla causa umanitaria era uno dei profili più ricercati. Fra le star, Bill e Melinda Gates, Warren Buffett, Marc Zuckerberg e la moglie Priscilla Chan. A seguire, un codazzo di aspiranti ansiosi di macinare profitti e rendere il mondo un posto migliore. Lo scenario ha un che di paradossale...

21.02.2020

In vista del confine / Il sale della terra

Le prime righe di Il sale della terra di Jeanine Cummins, il romanzo negli Stati Uniti al centro di un esplosivo caso letterario, sembrano uscite da una pagina di cronaca. “Una delle prime pallottole entra dalla finestra aperta sopra la testa di Luca, che è in piedi davanti al water. All’inizio non capisce che è una pallottola ed è solo una questione di fortuna se non gli finisce dritta in mezzo agli occhi”.  A mettere in salvo il bambino è la madre Lydia, che lo spinge nella doccia e lo copre con il suo corpo. Intanto in cortile l’intera famiglia, sedici persone riunite per festeggiare la quinceañera della cugina Yénifer, cade sotto le raffiche impazzite dei narcos.  Prende il via da qui la disperata fuga di madre e figlio, unici due sopravvissuti, dal sud del Messico agli...

12.02.2020

The Great Reversal / America al bivio/1

Per cogliere la rabbia e le speranze di questo tempo americano, basta mettersi in ascolto. Silenziato il rumore di fondo delle presidenziali, i tweet e gli uffici stampa, risuona nitido un cambio di passo e umore che deborda dalla cronaca politica e si rifrange in un fermento che con coraggio rilancia nel discorso pubblico i temi del vivere civile. È una stagione appassionata e complessa, in cui una parte del Paese prova con fatica a riannodare le promesse infrante dell’American dream – democrazia, diritti, libertà, eguglianza, opportunità. Il tradimento più subdolo si è consumato in silenzio nelle tasche dei cittadini, come racconta uno dei libri più letti e recensiti di questi mesi, The Great Reversal – How America Gave Up on Free Markets (Harvard University Press, 368 pages) di Thomas...

10.12.2019

Il lamento di un privilegiato disilluso / Bret Easton Ellis, Bianco

Il nuovo libro di Bret Easton Ellis, Bianco, si apre nel pieno di una crisi di nervi. Senza preamboli, l’autore di Meno di zero e American Psycho ci scaraventa nel “vago eppure quasi opprimente e irrazionale fastidio” che negli ultimi anni lo dilania e in un calibrato crescendo, lo declina nei toni dell’ansia e del disgusto. A “straziarlo” è lo spettacolo dell’umanità come si dispiega sui social: la “stupidità altrui”, le facili certezze, i conformismi, la ferocia dei giudizi sommari, l’assenza di sfumature, la violenza degli umori. “Questa rabbia – conclude – poteva diventare così tossica che a un certo punto lasciavo perdere e me ne stavo lì seduto, esausto, ammutolito dallo stress”. Da qui, nell’arco di otto saggi, Bianco, da poco in italiano per Einaudi nella traduzione di Giuseppe...

27.11.2019

Lawrence Wright / Texas, viaggio nell’America che verrà

Buona o cattiva che sia, tutti hanno un’opinione sul Texas. È uno di quegli argomenti capaci di scatenare una rissa, in America come oltreoceano. I liberal lo detestano, i conservatori lo adorano. Quanto ai texani, sono certi di essere i migliori. Se sognate la California, il Texas è il vostro incubo e Trump il suo profeta. Eppure – piaccia o no – il futuro degli Stati Uniti passa da qui. Non solo dal punto di vista strettamente politico.  Il nuovo libro di Lawrence Wright, Dio salvi il Texas, da poco in italiano per NR edizioni (trad. Paola Peduzzi, 284 pp.), ci conduce proprio qui – nel cuore del più grande e discusso stato repubblicano d’America – in un viaggio che fra memoir, saggio e inchiesta s’inoltra nei dibattiti più roventi del nostro tempo: dal petrolio al muro con il...

02.10.2019

Lo sguardo di un’antropologa / Margaret Mead. America allo specchio

Chi sono gli americani? A porsi la domanda, alla vigilia dell’ingresso in guerra degli Stati Uniti, è Margaret Mead. Siamo nel 1942 e un “inventario preciso” del carattere nazionale le appare necessario e urgente quanto la conta delle forze materiali in campo. Il risultato è America allo specchio – Lo sguardo di un’antropologa (pp. 264, trad. Lina Franchetti e Ada Arduini), uno dei suoi testi più noti appena riproposto da il Saggiatore, dove, spaziando dalla famiglia al mito del successo, s’inoltra nell’identità e nella cultura degli Stati Uniti per ritrarne i punti di forza e le debolezze.  Scritto nell’arco di poche settimane, il libro nasce dall’esperienza maturata nelle ricerche in Oceania ed è figlio di un’urgenza politica che si dichiara a ogni pagina. Vincere la guerra contro...

10.08.2019

I fantasmi del vecchio sud sotto nuove spoglie / Jesmyn Ward. A casa dopo l'uragano

Bois Sauvage è il genere di posto da cui i turisti girano alla larga. Un pugno di case sul delta del Mississippi flagellate da miseria e uragani, dove il futuro è un lusso e il divario tra bianchi e neri somiglia a un precipizio. Eppure Jesmyn Ward, afroamericana, unica donna a vincere due volte il National Book Award, in un breve giro di anni è riuscita a farne uno dei luoghi più frequentati dall'immaginario americano.  Inutile cercare Bois Sauvage sulla carta geografica, anche se è facile immaginarla in DeLisle, dove Ward è cresciuta e di recente ha fatto ritorno. Come la contea di Yoknapatawpha immaginata da William Faulkner, cantore ineguagliato del Mississippi, Bois esiste solo nel reame della fiction – terreno gravido di storie che hanno il sapore inconfondibile della realtà....

08.08.2019

Scompare la grande scrittrice premio Nobel / Addio Toni Morrison, regina d’America

Una delle immagini più belle di Toni Morrison la mostra di profilo. La pelle è increspata di rughe, la cascata di capelli grigi trattenuta da un fazzoletto a fiori. Gli occhi schivano l'obiettivo e fissano lontano. Non c'è traccia di sorriso su quel viso, composto in un'autera regalità. Il ritratto, scattato da Kathy Grannan, è apparso sulla copertina del New York Times, quattro anni fa. È una di quelle rare immagini che incollano il soggetto a se stesso, in questo caso a quel mix di intelligenza e impenetrabilità, durezza e civetteria che è stato la cifra della scrittrice scomparsa lunedì sera a 88 anni per le complicazioni di una polmonite. Nei ricordi che da giorni si rincorrono sui social si sfiora nella sua fine quella di un’epoca. “Toni Morrison era un tesoro nazionale”, ha twittato...

21.06.2019

Heartbeat bills / Aborto. Sulla pelle delle donne

La marcia dei pro-life verso la Corte suprema è ormai entrata nel vivo. Stato dopo stato –– mentre scrivo siamo a nove – negli Stati Uniti il diritto all'aborto si restringe fino a sfiorare il bando. Se si considera che in America una donna su tre abortirà prima di compiere 45 anni, l'impatto delle nuove regole si mostra per quel che è – un tentativo devastante di riprendere controllo del corpo delle donne e fermare il corso della Storia.  L'anno cruciale di questa riscossa è il 2019. Negli ultimi mesi Georgia, Kentucky, Missouri, Mississipi, Ohio e Louisiana hanno approvato le cosiddette heartbeat bills che proibiscono l'aborto dopo sei-otto settimane, quando i medici iniziano a individuare il battito fetale. Un periodo che, sostengono i pro-choice, equivale a un divieto perché in...

09.05.2019

Public library / Biblioteca, l’ultimo lusso democratico

Difficile trovare, negli Stati Uniti, un tema più popolare delle biblioteche. Gratuita e aperta a tutti, la public library è uno snodo centrale della comunità, un elemento del paesaggio come l'ufficio postale. Che un libro sulle biblioteche – anzi, semplicemente, The Library Book – diventi un best seller ha però dell'incredibile. A compiere il miracolo è stata, ancora una volta, Susan Orlean, staff writer del New Yorker già autrice di Saturday Night, Rin Tin Tin e soprattutto The Orchid's Thief – Il ladro di orchidee.  Con quest’ultimo, uscito negli Stati Uniti nel 1998, era riuscita a ricavare un clamoroso successo da...

21.03.2019

Il romanzo vincitore del National Book Award for fiction / Oh, my friend, di Sigrid Nunez

Se mai un cane ha fatto parte della vostra vita, all'ultima pagina avrete le lacrime agli occhi. The Friend di Sigrid Nunez, il romanzo vincitore dell'ultimo National Book Award for fiction, entra in quest'amore con la delicatezza di chi sfiora un mistero. È un libro ipnotico che parla di amicizia e solitudine, del lutto che segue il suicidio, di scrittori al tempo dei social, insegnanti seduttori, letteratura. E di lui – Apollo, il gigantesco alano che la protagonista, una scrittrice di New York, eredita controvoglia dopo il suicidio del suo migliore amico – del dolore che li unisce e del legame che, malgrado tutto, finirà per riportarli alla vita.   The Friend (Riverhead Books, 212 pp.) è una poetica meditazione sulla materia che compone l'esistenza. È un romanzo...

25.02.2019

Il lato oscuro del sistema penitenziario / American Prison

Nel 2014 Shane Bauer si fa assumere come guardia nella prigione di Winn, in Louisiana. Passano quattro mesi prima che qualcuno si accorga che è un giornalista. Quando la copertura salta, pianta tutto e porta in salvo il suo prezioso bottino: video, foto e appunti che per la prima volta documentano in presa diretta la vita del carcere. Raccontata su “Mother Jones” nel reportage più letto nella storia del magazine, quell'esperienza è diventata un libro duro e appassionante, American Prison - A Reporter’s Undercover Journey Into the Business of Punishment (Penguin Press, 351 pp.). Segnalato dal “New York Times” e da Obama fra i libri migliori dello scorso anno, American Prison è un viaggio difficile da dimenticare nel lato oscuro del sistema...

06.01.2019

Dereck Black e Dylann Roof / Odio bianco

La strage alla sinagoga di Pittsburgh, il 27 ottobre, ha spazzato via anche l’ultima illusione. Undici morti, sei feriti. È stato l’attacco antisemita più grave nella storia degli Stati Uniti, uno dei successi più clamorosi del suprematismo bianco. Eppure, mentre le settimane scorrono, cresce l’amaro del dejà vu. Questo è un film già visto troppe volte. Gli attori cambiano ma non il finale e tanto meno il regista. È già successo, succederà di nuovo. I segnali d’allarme sono sotto gli occhi di tutti. Lo stesso micidiale impasto d’odio tiene insieme il massacro di Pittsburgh; le violenze neonaziste a Charlottesville, dove un anno fa ha perso la vita la ventiquattrenne Heather Heyer; l’attacco alla chiesa di Charleston dove nel 2015 Dylann...

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