raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

AUTORI
28.02.2020

Antropologia / Lévi-Strauss, Montaigne e il cazzotto

Che cos’è un cazzotto? Secondo gli studiosi di preistoria non si trattava di un bestiale pugno in faccia, quanto semmai, più tecnicamente, di una specie di punzone, un blocco di silicio di forma ovoidale appuntito a un’estremità. Privo di manico, lo si teneva stretto con la mano chiusa (da cui l’omonimia) per battere o frantumare. Un arnese grezzissimo, la cui efficacia era assai limitata. Eppure era diffuso praticamente dovunque (dalla Francia alla Russia all’Africa), e lo rimase per ben 100.000 anni. Doveva essere qualcosa del genere:     Ora, se si calcola che lo sviluppo dell’uomo sulla terra conta all’incirca 125.000 anni, il cazzotto ha avuto una vita lunghissima, ed è stato l’unico utensile a disposizione degli esseri umani per quattro quinti della loro storia. Poi,...

27.02.2020

Untori, numeri e false voci

Di tutti gli strumenti inventati dal genere umano si può fare un uso buono o cattivo. Ad esempio, per quanto riguarda la matematica, io mi sono convinto da tempo (a ragione o a torto: non ho le prove di quanto sto per dire) che usi cattivi, compresi in un arco che va dal discutibile al deleterio fino al pessimo e all’esecrabile, sono avvenuti in campo economico-finanziario. Economisti ignari di matematica e matematici ignari di economia hanno cooperato per mettere in circolazione una serie di tecniche e procedure che hanno provocato effetti enormi, in larga misura imprevisti, nella più assoluta indifferenza dell’aurea definizione, condivisa a suo tempo dallo stesso Adam Smith, secondo cui l’economia, dopo tutto, è «una scienza morale».   Esempi di uso buono, anzi, prezioso della...

26.02.2020

Antidoti e salvezza / ll focolare ai tempi della modernità

La sera in cui l’Italia prende coscienza che il virus è davvero arrivato, sulla Riviera di ponente, fino a poco prima ancora malinconica e distratta, il cielo è viola: nell’aria l’umidità più che il freddo.  Durante il pomeriggio il numero dei contagiati in poche ore era passato da decine a centinaia mentre l’idea che il virus questa volta era vicino non era più strisciante ma pian piano è diventata quasi invadente... è stato solo questione di tempo.    È domenica sera eppure in giro la presenza delle auto è drasticamente ridotta; sulla passeggiata a marequasi nessuno. Forse è il tentativo – irrazionale in Liguria, almeno mentre scrivo – di evitare le persone e le possibili fonti di contagio; è probabilmente anche l’istinto primordiale della “tana”,...

24.02.2020

Epidemie e pandemie / Il paziente zero: la Cina e la "spagnola"

Il paziente zero non si trova. Le notizie di questi giorni ci dicono che l’epidemia di coronavirus non ha ancora un paziente iniziale, quello che ha portato il virus in Italia e ha provocato questa diffusione in almeno due centri, in Lombardia e Veneto, che allo stato attuale non sembrano collegati. Non è stato, così pare, un uomo proveniente dalla Cina a diffonderlo, e i cinesi ritornati alla piccola nazione dopo un viaggio nel loro paese d’origine non sarebbero i portatori. Portatori sani? Così si dice: persone che hanno avuto una influenza a causa del virus, ma superata senza conseguenze e quindi senza ricoveri: saremmo già al terzo o quarto contagio? Tutto ora sembra partito da un piccolo ospedale di Codogno. Riusciremo a risalire al paziente zero? Non è solo un fatto importante per...

24.02.2020

Differenze e identità / Lo Straniero e l’ospite

L’incipit dei Miserabili di Victor Hugo racconta l’incontro tra un miserabile avanzo di galera di nome Jean Valjean e Monsignor Myriel. Dopo l’uscita dal campo di lavori forzati, Jean Valjean, ripudiato da tutti per via del suo passaporto giallo, indice di infamia, trova rifugio presso l’abitazione di Myriel. La mattina fugge, rubando l’argenteria. Catturato dalle guardie, viene riportato presso Myriel. Il sacerdote, suo ospite tradito, risponde che l’argenteria non è refurtiva, ma dono e, al dono, aggiunge i candelieri. Il salto iperbolico è salto che dice di un’idiozia, ma quale idiozia? Non, seguendo la diagnosi, il “grave ritardo mentale”, né idiozia è qui da intendersi come insulto che usiamo per squalificare l’altrui persona. L’idiozia è quella della cecità della fiducia....

23.02.2020

Non uno è simile all'altro / Il pino cinese

Dicembre a Pechino: prima dell’epidemia. I giardini imperiali non sono al loro meglio. Niente peonie né winsterie fiorite. Ma osservo i pini tabulari (Pinus tabulaeformis Carr.) vecchi di secoli piegati a simbologie recondite, e le rocce porose collocate a imitazione dei paesaggi naturali o issate su piedistalli come sculture da ammirare. Non mi appassionano. Certo, bisognerebbe tornare in primavera o in autunno per poterne avere un’idea compiuta. Ma, tra i padiglioni, mi sorprende il biancheggiare d’un tronco. Toh! – mi dico – come sono calcinati i platani in Cina. Sollevo il muso e, no, non è un platano. Ma un pino slanciato dai lunghi aghi sottili. Bellissimo. So già che sarà la mia cartolina di Pechino, l’immagine che mi porterò a casa, con quella degli spazzini che, devotamente,...

20.02.2020

Speciale Fellini / Fellini-Trimalchio

Cento anni fa, il 20 gennaio 1920, nasceva a Rimini Federico Fellini. Lontano dalle celebrazioni, su doppiozero vogliamo raccontare un regista-antropologo che ha saputo penetrare come pochi altri l’identità (politica, storica, sessuale) italiana. Uno sguardo critico e al tempo stesso curioso, da “osservatore partecipante”, che si affianca a quello di tanti altri intellettuali e artisti (da Leopardi a Gramsci, da Salvemini a Bollati) che negli ultimi due secoli hanno cercato di spiegare quello strano oggetto chiamato Italia.  Abbiamo voluto raccontare Fellini attraverso i personaggi e i luoghi dei suoi film: dallo Sceicco Bianco a Casanova, da Gelsomina a Cabiria, da Sordi a Mastroianni, dalla Roma antica a quella contemporanea, passando ovviamente per la provincia profonda durante il...

19.02.2020

Fantastico inquieto / Ade Zeno, L’incanto del pesce luna

Detto un po’ all’ingrosso, il problema delle opere letterarie riconducibili alla categoria del fantastico sta in una domanda: quanto fantastico c’è qui dentro? Ce n’è quanto occorre, o ce n’è troppo? O magari troppo poco? Ovviamente non esiste un valore buono per ogni caso. A seconda del progetto d’insieme, la componente fantastica deve trovare la misura appropriata, il grado di incidenza che meglio valorizzi quella particolare invenzione. Gli eccessi producono facilmente effetti di stravaganza e gratuità, tanto più che la concorrenza dei media visuali complica alquanto la possibilità di competere sul terreno della pura inventiva. Insomma, il fantastico, comunque lo si voglia definire, è più che mai questione di equilibrio fra le componenti. Sbagliare le dosi può far sì che una bella idea...

18.02.2020

Un’autobiografia mancata / Lawrence Ferlinghetti, Little Boy

No, no, no, Lawrence, questo non ce lo dovevi fare. Hai compiuto cent'anni, ti è toccata l’incredibile fortuna, alla tua età, di avere ancora la testa lucida e la mano che corre sulla tastiera, che cosa ti impediva di scrivere semplicemente la storia della tua vita, solo i fatti, bastavano quelli e l’avremmo letta più che volentieri? Perché non ci hai raccontato davvero la tua giovinezza strana, di orfano italiano sballottato tra famiglie francesi e americane, dei tuoi anni a Parigi da studente alla Sorbona, del tuo ritorno in America, della fondazione di City Lights su quell’angolo di Columbus Avenue a San Francisco, di tutti i tuoi incredibili incontri? È vero, sei il Ringo Starr della Beat Poetry, quello che da solo magari non era niente di speciale, ma al momento giusto stava nel...

17.02.2020

Salmon Calling / Clash, dopo lo storytelling

Tre figure in velocità. Velocità, ma non solo velocità. Accelerazione, sincronia, sospensione, differimento, immediatezza, instabilità, collisione... È difficile che un discorso sulla comunicazione politica contemporanea non implichi riferimenti a quell'orizzonte che dopo Paul Virilio possiamo chiamare "dromologico". L'Ère du Clash di Christian Salmon individua almeno tre figure perfettamente dromologiche, prima di giungere a quella che dà titolo al libro (la traduzione italiana di Luca Falaschi per Laterza però si intitola Fake. Come la politica mondiale ha divorato sé stessa). La prima figura è l'accelerazione, quindi l'incremento della velocità di spostamento. Se la velocità è il valore che considera spostamenti e intervalli di tempo in funzione reciproca, nell'accelerazione è la...

16.02.2020

Beamter / Kafka Merano: 1920-2020

Vivo a Merano e, conoscendo bene la città, avevo sempre pensato che Kafka fosse arrivato qui il primo aprile 1920. Sarebbe stato il giorno giusto, un bel pesce d’aprile. Ma non è così. Kafka giunse in città il 3 di quel mese. Perché proprio Merano? Perché era un luogo di cura (Kurort). E Franz, lo sanno tutti, era malato di tisi. Il primo sbocco di sangue lo ebbe la notte tra il dodici e il tredici agosto del 1917 in una delle stanze del Palais Schönborn dove all’epoca alloggiava, a Praga.  Inizialmente non voleva affatto venire a Merano. La meta che aveva prescelto era un’altra: il sanatorio Kainzenbad presso Partenkirchen nelle Alpi bavaresi, come scrive più volte sia alla sua giovanissima amica Minze Eisner, sia al suo editore Kurt Wolff.  È noto che Kafka aveva molte doti ma...

15.02.2020

Esistenze / Silvia Bottani. Il giorno mangia la notte

Il giorno mangia la notte, esordio narrativo di Silvia Bottani (SEM 2020), è un incrocio di esistenze alla deriva, che galleggiano dentro un’estate milanese calda e scura, lungo traiettorie dettate dall’attrazione, dalla paura e dal caso. Naima, personaggio fulcro del romanzo, fa l’insegnante di sostegno e sfoga dubbi e frustrazioni su un sacco da kickboxing in una palestra a Corvetto, è una ragazza italiana di seconda generazione, che a stento riconosce la memoria delle sue radici nordafricane in una particolare sfumatura della pelle, nell’accento diverso di un nome, o nello sguardo che gli altri le posano addosso.   Stefano è un giovane promettente avvocato, svolge la pratica nello studio di famiglia del suo migliore amico e si allena nella palestra di Naima. Stefano è un neo-...

15.02.2020

INDICATIVO PRESENTE 2 / 5. Canzoni beffarde per povera gente

A inizio anno la classe era il nostro West Bank: Azhar e Rashid capitanavano la rivolta contro i nuovi docenti di quest’anno. L’anno scorso sì che avevano un bravo insegnante! Faceva sempre fare lavoretti di gruppo e prendevano tutti bei voti. Quest’anno no. Siamo cattivi, li costringiamo a ragionare e capire quello che diciamo, vogliamo interazione, li staniamo dalle loro sghignazzate, maschi e femmine. Azhar e Rashid più volte hanno detto che non vedevano l’ora di avere 18 anni per potersi andare ad arruolare a Gaza e ammazzare tutti gli ebrei. Per un po’ ho usato la sala audiovisivi, ma quando ho visto che mentre scorrevano scene di strazio bellico e campi di concentramento loro parlavano d’altro e si tiravano di tutto mi sono indignato, e per un mese li ho martellati di lezioni...

13.02.2020

Materia e uso / Plastico

All’inizio è stato un sogno realizzato, un materiale resistente, duraturo, leggero, colorato, e soprattutto “plastico” – in grado di assumere ogni forma – che si adattava ad ogni uso. Un materiale della modernità che irrompeva nella lunga stagione degli attrezzi e dei contenitori di legno, ferro, alluminio, zinco, vetro, terra cotta, acciaio, stagno, ceramica, rame. Materiali quest’ultimi certamente naturali ma anche fragili o costosi oppure pesanti o rigidi. La plastica – notoriamente all’inizio della sua storia è stata una famiglia di polimeri derivati dal petrolio – ha fatto irruzione nella vita comune degli italiani e degli europei negli anni 50 per poi dilagare dal decennio seguente. La plastica è stata il prodotto che ha contrassegnato gli anni del boom economico, come da noi la...

13.02.2020

Un quadro / Albrecht Altdorfer, San Giorgio nella selva

Non conoscevo il San Giorgio nella selva, di Albrecht Altdorfer (1480- 1538), cioè avevo visto delle riproduzioni senza prestarvi particolare attenzione, ed è stato solo alla Alte Pinakothek di Monaco di Baviera che l’ho scoperto davvero, restandone colpito in modo indelebile. C’era quel quadretto, tutto verde quasi in un angolo di una saletta di passaggio, e sulle prime non avevo capito che si trattasse proprio del San Giorgio, che immaginavo molto più grande. Quasi una delusione, al primo impatto, poi mi sono accostato e è cambiato tutto: proprio le esigue misure che mi hanno obbligato a una visione avvicinata (tanto nessuno si fermava), mi hanno proiettato nella foresta, dilatando le sue dimensioni, rendendola infinita, total(izzant)e, come lo spazio che occupa nel dipinto....

13.02.2020

Contagio / Eroi della democrazia

«Sventurata la terra che non ha eroi», fa esclamare Bertolt Brecht in Vita di Galileo, del 1938, al giovane discepolo Andrea Sarti, deluso dall'abiura del maestro. No, lo contraddice poco dopo Galileo stesso, appena rientrato, stremato, dal processo. «No. Sventurata la terra che ha bisogno di eroi».    Verità scientifica e democrazia Fino all'ultimo il giovane aveva sperato che il maestro si opponesse all'inquisizione sostenendo la verità anche a rischio della vita, e ora Galileo ribatte che la parte dell'eroe è lungi da lui, non lo interessa. Soltanto anni dopo l'allievo verrà a sapere che il maestro si era ritirato per completare il manoscritto dei Discorsi in cui esponeva i fondamenti della nuova fisica, pronta ad affermarsi – Galileo ne era certo – sia che si fosse...

12.02.2020

Giorgio Agamben. Studiolo

Il sotteso o il sottofondo delle immagini. È del tutto evidente che un’immagine consiste in ciò che essa stessa espone visibile e che, pertanto, la sua natura – il suo essere – coincida con il suo apparire, ovvero che è la sua fenomenologia a costituirne l’ontologia. Nella storia della conoscenza umana l’immagine ha sempre costituito il principio, il mezzo e il fine della visione. Sotto un’altra prospettiva può anche essere concepita come un’offerta di operosità all’incessante ramingare dello sguardo. Tuttavia anche l’immagine, in particolare quella dipinta, poggia su di un supporto che, per quanto minimo, presenta una profondità e oppone al lato offerto allo sguardo un altro lato oscuro, corrispondente a una sorta di sottofondo generalmente trascurato.    Ognuno di noi è legato...

12.02.2020

Lezioni di etica a Palazzo Madama / Mantegna. Rivivere l'antico, costruire il moderno

“Lasciò costui alla pittura la difficultà degli scorti delle figure al di sotto in su: invenzione difficile e capricciosa” scrive Giorgio Vasari in Vite de' più celebri pittori, scultori e architettori, riferendosi alle figure rappresentate in scorcio nei dipinti di Andrea Mantegna. Lo scorcio del Cristo morto nel sepolcro e tre dolenti conservato alla Pinacoteca di Brera è un capolavoro assoluto, ispirato al motivo iconografico del Compianto sul Cristo morto. Una sua videoriproduzione giganteggia con movimenti di camera sui dettagli nell’allestimento multimediale che correda la mostra Andrea Mantegna. Rivivere l'antico, costruire il moderno (Torino, Palazzo Madama, prorogata fino al 20 luglio 2020), promossa dalla Fondazione Torino Musei e da Intesa Sanpaolo. Il Cristo in scurto,...

11.02.2020

L’ultimo figlio / Figli: 1+1=11!

Cosa porterà la sorte A coloro che verranno, si chiede a una tavolata che discute di Figli un trentenne che il film non l’ha ancora visto, però alla sua generazione riprodursi appare tanto inverosimile quanto a quella dei baby boomer lo sbarco di un uomo sulla luna. Per chi aveva poco più di dieci anni nel duemila la scarsità di lavoro, la miseria dei guadagni, le condizioni del clima atmosferico e spirituale, la linea dell’orizzonte che pare curvarsi all’ingiù non lasciano dubbi: domani non sarà migliore di oggi.  Nell’Italia a crescita zero l’andamento demografico ha avuto una forma a piramide fino agli anni '60. Adesso, che per età media siamo terzi al mondo dopo il Principato di Monaco e il Giappone, la priamide si è quasi rovesciata. E i giovani adulti dell’epoca attuale...

10.02.2020

Galleria Nazionale di Praga / Jitka Hanzlová, Silences

Il paese si chiama Rokytník. Un bambino sta fermo in mezzo alla strada. Guarda direttamente nell’obiettivo. Tiene in mano uno scudo e una spada. Sembra che voglia giocare e contemporaneamente ostacolare il passaggio. Lo sguardo è sicuro di sé, quasi impenetrabile. Familiare e perturbante. Una presenza ostinata da cui non si può prescindere, e al contempo un brandello di passato che torna a vivere nel fotogramma. Non c’è dubbio: l’obiettivo è il doppio dello scudo. Poiché Rokytník è anche il paese in cui è vissuta Jitka Hanzlová, l’autrice dello scatto. La sua storia ne è l’emblema. Nata nel 1958 a Náchod, nella ex Cecoslovacchia, fugge ad Essen nel 1982, dove studia Design della Comunicazione. In seguito alla dissoluzione del regime comunista cecoslovacco ritorna al suo paese. “Tutto il...

08.02.2020

Grafica Editoriale / Il libro bello

Corso Matteotti è una lunga strada che scende da Anghiari verso la Valtiberina. È qui che Marta Sironi ospita, in una grande stanza soppalcata, la collezione di Sandro Bortone, che fu studioso, bibliofilo, e direttore della biblioteca Civica di Como. Un paradiso per chi ama i libri, ma la Sironi, oltre che amarli, li studia, come ha dimostrato nelle monografie dedicate a John Alcorn e a Giovanni Pintori. Ad Anghiari i libri, seguendo la classificazione di Bortone, sono raggruppati secondo l’autore della copertina. È da qui che prende le mosse il nuovo studio di Marta Sironi, Il libro bello. Grafica editoriale in Italia tra le due guerre (Unicopli), un volume che si occupa non solo di ciò che è enunciato nel sottotitolo, ma che riflette la storia delle trasformazioni del gusto negli anni...

08.02.2020

1930-2020 / Vittorio Spinazzola: maestro

Spinazzola si chiamava Vittorio, sia all’anagrafe, sia sulle copertine dei tanti libri che ha scritto; ma tutti coloro che avevano confidenza con lui lo chiamavano Mario. Noi, suoi allievi, lo chiamavamo «maestro». Sulle ragioni per cui è stato davvero un maestro ci si potrebbe soffermare a lungo; mi limiterò a dire qualcosa più avanti. Prima conviene fare alcune considerazioni di carattere generale. Spinazzola avrebbe compiuto 90 anni fra poche settimane. Una vita lunga, operosa, che lascia alla cultura italiana un’eredità importante. Innanzi tutto, un orizzonte di riflessione: il ruolo del pubblico nella letteratura.    Spinazzola apparteneva a una generazione che per ovvie ragioni storiche si è impegnata a interrogarsi sul rapporto fra letteratura e società. Molto si è...

07.02.2020

Pietas / Vita e teatro, arte e terapia

Non ci sono officine che riparano il cuore dolorante degli umani, non ci sono luoghi dove ripararsi quando l’individuo si ritrova braccato dalla Grande Storia. L’incontro con la distruttività – l’appartenere a una specie implicata in storie di male nell’espressione di Paul Ricoeur – non lascia scampo, ma il “mondo in frantumi” dell’esistenza può essere trasfigurato. Trasformato in immagine e parola, nell’armonia del canto. È quello che riesce a Charlotte Salomon con la sua opera omnia Vita? O teatro? (Castelvecchi, 2019). L’arte non ha salvato la sua vita, ma ha permesso la sua resurrezione. E noi oggi siamo di fronte a questo Grande Libro, un oggetto che si avverte sacro e un po’ si teme di toccare, un oggetto pesante da tenere in mano, che ha in copertina un autoritratto dell’autrice...

06.02.2020

Ballardismo applicato / Ci saranno delle improvvise esplosioni, epidemie

“J. G. Ballard è uno dei pochi scrittori di fiction del ventesimo secolo dall’immaginazione così singolare da aver ricevuto un suffisso in inglese: in -esque o -ian, come nel caso di “Kafkesque” e “Dickensian””, scrive Simon Reynolds nel saggio che accompagna la traduzione inedita della video intervista All that mattered was a sensation che il grande scrittore inglese ha concesso a Sandro Moiso nel 1992, ora pubblicata in un’edizione bilingue corredata da un apparato iconografico e da una bella introduzione dello stesso Moiso, a cura di Francesco D’Abbraccio e Andrea Facchetti, per le edizioni Krisis. “Per alcuni lettori Ballard ha saputo imporre il suo modo di vedere tra i nostri occhi e il mondo”, tanto che è impossibile non pensare alla sua opera di fronte a eventi catastrofici,...