AUTORI
Gian Piero Piretto
27.02.2017

Russian Art 1917-1932 / La Rivoluzione d’Ottobre a Londra

You say you want a revolution Well, you know We all want to change the world. You tell me that it’s evolution Well, you know We all want to change the world. The Beatles, Revolution, 1968     Ebbene, è già tra i tormentoni dell’anno. La Rivoluzione Socialista d’Ottobre scoppiò in Russia cento anni fa e il mondo, nel bene e nel male, ne celebra l’anniversario. Questa volta tocca a Londra. La Royal Academy of Arts ospita una grande mostra dal sintetico quanto significativo titolo: Revolution. Il sottotitolo specifica: Russian Art 1917-1932. Periodo che copre i momenti dell’intrattenibile entusiasmo, delle atroci difficoltà della guerra civile, del tentativo di salvare la disastrata economia sovietica con il ricorso alla privatizzazione del commercio (la famigerata NEP, nuova...

07.02.2017

Cent'anni sono passati dall'ottobre 1917 / Jurij Bondi. L'agitator

Cent'anni sono passati dall'ottobre 1917, anniversario dei fatidici giorni che "sconvolsero il mondo" e non soltanto la Russia: la Rivoluzione Socialista d'ottobre. Il suo effetto, tra splendori e miserie, si è protratto per una settantina d'anni nel corso dei quali molteplici testi culturali, a fianco di eventi politici e rivolgimenti sociali, sono stati prodotti. Esamineremo ogni mese un'immagine particolarmente significativa per quel percorso commentandola, analizzandola, sistemandola nel tempo e nel discorso da cui era emersa. Questo sarà il nostro omaggio ai cent'anni di una delle utopie più grandi della terra e, inevitabilmente, al suo crollo.    La prima immagine della serie dedicata alla rivoluzione d’ottobre del 1917, la Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, per...

22.11.2016

Artisti russi in mostra a Parigi / Mosca sulla Senna

A rammentarmi che Parigi è (stata) anche russa ci ha pensato la vetrata policroma che dal 2009 orna uno dei mezzanini della stazione metropolitana Madeleine.       È un’opera dell’artista Ivan Lubennikov che effigia stilizzazioni coloratissime ispirate alla mitologica metropolitana di Mosca, alle cupole a cipolla della vecchia città e racconta la storia della gallina Rjaba, quella che in una fiaba popolare deponeva uova d’oro. Questo primo impatto con citazioni della cultura russa a Parigi, casuale ma non privo di significato fatale, ha aperto la strada alla visita della mostra di cui tratterò in queste pagine ma anche a evocazioni di decenni passati in cui, ai tempi della Russia sovietica, la capitale francese con le strutture culturali cresciute intorno alla diaspora...

11.11.2016

Cosa succede in Russia? / Putin e la grande parata a Mosca

Prendiamo le mosse da alcune settimane fa, precisamente dal 14 ottobre quando nella città di Orël è stato inaugurato il primo monumento mai innalzato in Russia (e forse nel mondo) allo zar Ivan IV, il Terribile. La popolazione della cittadina si era schierata quasi all’unanimità contro questa decisione. Una prima inaugurazione, pensata per il 4 agosto (450° anniversario della fondazione della città), era slittata a causa delle resistenze pubbliche ma il volere delle autorità locali ha portato comunque all’erezione della statua il mese scorso in occasione della festa ortodossa dell’Intercessione della Madre di Dio. La motivazione ufficiale sta nella leggenda che vuole Orël fondata proprio da Ivan, quella meno esplicita rientra invece in una serie di riabilitazioni di personaggi storici...

19.04.2016

Cronache dal secolo breve / Realismo socialista in stile pin up

Nell’Unione Sovietica degli anni Settanta, ancora totalmente e indiscutibilmente socialista, si sviluppò una corrente artistica che, nei decenni successivi, sarebbe entrata nella storia dell’arte e del costume con l’etichetta di Sots-Art. Sots era l’abbreviazione dell’aggettivo socialista che, nel periodo staliniano, aveva caratterizzato l’arte in abbinamento al sostantivo realizm: il ben noto metodo detto realismo socialista che dal fronte pittorico si sarebbe dovuto estendere fino a coinvolgere ogni forma di produzione culturale. Art era una provocatoria citazione in inglese che rimandava all’oltreoceano, al mondo altro, agli amici-nemici statunitensi. Fu un fenomeno che nacque per pochi e tra pochi. Artisti ancora non illustri che per se stessi e per i propri amici realizzavano opere...

17.11.2015

Unione Sovietica. Coda e Cucina

Pubblichiamo in antemprima due brani estratti dal libro di Gian Piero Piretto, Indirizzo: Unione sovietica. 25 luoghi di un altro mondo, un viaggio alla scoperta di 25 luoghi emblematici dell'Unione sovietica. Spazi pubblici e ambienti privati che avevano specifici significati e funzioni ai tempi dell'urss e che ora ne hanno assunti di completamente diversi, o addirittura sono stati sostituiti da differenti realtà urbane, in uscita per Sironi Editore.     Очередь – Očered’ – Coda   Cominciamo con un paradosso. I cittadini sovietici, ed è stata un’amica russa a darmi questa lezione alcuni decenni fa, erano contenti quando, uscendo per la spesa, vedevano le code davanti ai negozi. Nell’ambito di quell’economia così particolare, coda significava prodotti disponibili, a costo...

09.10.2015

Svetlana Aleksievič e Vladimir Putin

È stato in primavera, quando Alessandro Della Casa per conto del Festivaletteratura di Mantova mi scrisse per propormi di intervistare Svetlana Aleksievič, che sentii parlare per la prima volta di una sua ipotetica designazione al premio Nobel. Non esistono candidature in quel settore, ma la voce continuò a circolare anche in settembre, durante le giornate del Festival.   La notte precedente l’incontro, Homo Sovieticus era stato il titolo scelto per l’evento, fu per me molto agitata. La lettura sistematica di Tempo di seconda mano su cui avevo deciso di concentrami, le molteplici pagine di appunti presi per registrare possibili domande, mi avevano portato a identificare una troppo ricca serie di argomenti, problematiche, ambiti di irrinunciabile interesse...

14.09.2015

Homo Sexualitäten

Il manifesto delle mostre circola ovunque a Berlino. Occhieggia negli spazi classici e conclamati per le pubblicità di eventi culturali, domina attraverso le vetrate del Museo Storico Tedesco, ma transita anche tranquillo e sereno sul retro dei risciò a pedali con cui giovanotti dalle gambe muscolose portano a spasso per la città proprio quei turisti che, ancor meno di altri, potrebbero rientrare tra i visitatori delle due esposizioni di cui si parla.   Da sinistra: riflessi sulle vetrate del Museo Storico di Berlino e un riscio a pedali con il manifesto della mostra   L’immagine prescelta per manifesti e locandine è dell’artista canadese Heather Cassils (donna che preferisce farsi chiamare con il cognome per evitare la...

31.08.2015

Al Bano, Romina, felicità e (non solo) kitsch

La folla che, sciamando dalle carrozze della S-Bahn, si dirige verso il teatro lungo un suggestivo sentiero attraverso il bosco ha un che di rituale nel suo andare, come se stesse compiendo un pellegrinaggio: composta e silenziosa per quanto colorata e multiforme.        Corresponsabile dell’impressione il bosco stesso all’interno del quale, a ridosso dello stadio voluto da Hitler per le Olimpiadi del 1936, fu costruito l’immenso anfiteatro detto Dietrich-Eckart-Freilichtbühne (teatro all’aria aperta Dietrich Eckart), ribattezzato nel dopo guerra Waldbühne (Teatro del bosco) per eliminare il riferimento all’ideologo nazista. La torre campanaria, facente parte del complesso monumentale dell’Olympia Stadion, domina quasi...

15.06.2015

Alle donne piaccio soltanto quando sono in scena

Il suicidio è inammissibile lì dove solo lo Stato ha licenza di eliminare i propri sudditi. Equivale a disubbidienza, ammutinamento, diserzione. Serena Vitale, Il defunto odiava i pettegolezzi   Il 24 maggio 2015 a San Pietroburgo si è formata una coda di persone che sono rimaste in fila, come ai vecchi tempi sovietici, fino a sei ore prima di raggiungere la destinazione. La meta non erano le arance appena consegnate da chissà dove o le scarpe polacche, né le camicie cecoslovacche arrivate nella notte. La meta era la “stanza e mezza” in cui il poeta Iosif Brodskij aveva vissuto con i genitori prima che le vicende legate al suo “parassitismo” lo portassero, negli anni Sessanta, al noto processo, al confino e poi all...

10.05.2015

Mosca, 9 maggio 2015

Cominciamo da un simbolo, ancora una volta: il nastro di san Giorgio (georgevskaja lentočka), una decorazione militare che nell’era sovietica non godeva di particolare prestigio. Fungeva da supporto per una serie di medaglie, compresa quella concessa a chi aveva combattuto nella Seconda Guerra Mondiale, ma non era stata caricata di peculiari significati allegorici. La sua valenza metaforica si arricchì, in forma di nastro senza accessori, nel 2005 in occasione del sessantesimo anniversario della vittoria e in conseguenza della fortuna di cui in occidente aveva goduto la cosiddetta “rivoluzione arancione” di Ucraina.         Da sinistra: la medaglia per la vittoria sulla Germania nazista retta dal nastro di San Giorgio; il nastro...

07.05.2015

Putin in parata

Si avvicina una data fatidica per la storia dei russi e dei popoli che hanno fatto parte dell’ex Unione Sovietica, o che hanno gravitato nella sua area di influenza, e che oggi, in forme diverse, patiscono o fruiscono per il suo crollo: il 9 maggio 2015, settantesimo anniversario della vittoria in quella che i russi hanno sempre chiamato Grande guerra patriottica e non Seconda guerra mondiale, per sottolineare, fin dal primo giorno di belligeranza, la natura difensiva ed eroica della loro entrata nel conflitto. Costretti a proteggersi dall’invasione nazista, dal bieco tradimento di un patto di reciproca non aggressione stipulato nel 1939, pur con scopi non del tutto immacolati, tra i ministri degli esteri tedesco e sovietico, Ribbentrop e Molotov. Attraverso un’analisi...

02.03.2015

Nemtsov e Leviafan. Cosa succede in Russia?

Una luminosità intensa e allo stesso tempo livida domina tutto lo svolgimento dell’azione. E non si tratta soltanto di un gioco di aggettivi assonanti capitati per caso o voluti per stupire. Vivida perché il luogo in cui il film è stato girato Leviafan (Il Leviatano, regia di Andrej Zvjagintsev, 140’) è la tundra, sulle rive del mare di Barents nella regione di Murmansk, all’estremo nord della Russia, dove il clima è subartico e la luce delle brevi estati intensa e nitida. Livida perché le forze che si scontrano, le emozioni che si sviluppano, le tensioni fisiche e psicologiche che si dipanano incalzanti non concedono a quella natura di mostrarsi in tutta la sua rilassata bellezza. Dovrei scrivere Bellezza (Krasota) con...

16.01.2015

Viaggio a San Pietroburgo

Erano gli anni Settanta sovietici quando lo studioso russo Vladimir Toporov iniziò lo studio che lo avrebbe portato a determinare il concetto di “testo pietroburghese” della cultura russa. Tentativo di morfologizzare le caratteristiche di stili e topoi specifiche per quella città nelle composizioni letterarie. A cominciare dai simboli e dai miti che ne caratterizzarono, nel bene e nel male, l’esistenza fin dalla sua fondazione nel 1703 per procedere con folclore urbano, arte, indizi apocalittici, demonizzazione, mistero, politica e storia. Puškin, Gogol’, Dostoevskij prima di ogni altro, fornirono segnali e spunti irrinunciabili per tracciare il quadro, a cui seguirono poeti, prosatori, pittori, grafici con contributi continui sulla “citt...