AUTORI
Matteo Marchesini
06.12.2018

Centenari / Geno Pampaloni. Vivere senza dimenticare la morte

Non meno di narrativa, poesia e teatro, nel Novecento la critica è cresciuta sotto il segno della nevrosi e dell’estremismo. Come il resto della letteratura, ci ha ripetuto in mille modi che l’umanesimo, se non vuole apparire un frutto vizzo del passato, può dichiararsi ormai soltanto attraverso vertigini dialettiche o psicologiche, teologie negative, cinici gesti avanguardisti o militanti. Persino Giacomo Debenedetti, volendo difendere il personaggio-uomo, ha dovuto inventarsi sottilissime arringhe da crociano eretico. Perciò quando un critico-saggista ci regala un “discorso naturale”, che non si costringe all’acrobazia ma neppure sa di polvere, proviamo una speciale gratitudine e un certo sollievo. Capita, ad esempio, leggendo un compagno di Debenedetti come Sergio Solmi; e capita anche...

13.11.2018

Cent’anni dopo / Apollinaire: caos e acrobazie associative

… sembrava che un uomo piccolo piccolo  fosse nascosto in lui, omone grosso Alberto Savinio   Il 9 novembre di cent’anni fa, alla fine della Grande guerra, in una mansarda del boulevard Saint-Germain si stava consumando un’agonia. Giù nelle strade inveivano contro l’ormai ex Kaiser Guglielmo, e le grida arrivavano lassù a un uomo di trentotto anni dallo stesso nome, che forse nel delirio le avrà confuse con un ultimo giudizio su di sé. In un romanzo suo coetaneo, Nanà, la protagonista, che con una parabola speculare a quella di sua madre era salita dalle stalle alle stelle, moriva in un Gran Hotel di Parigi mentre sotto le finestre la gente urlava “A Berlino! A Berlino!”, annunciando la guerra che avrebbe spazzato via il Secondo Impero. L’attrice-cocotte di Zola marcì dopo...

01.10.2018

Rosetta Loy, Paolo Gervasi / Cesare Garboli: conoscere e agire

I due libri usciti quest’anno su Garboli, Cesare di Rosetta Loy (Einaudi) e Vita contro letteratura di Paolo Gervasi (Sossella), formano in certo senso due figure molto garboliane, cioè “speculari”. Il primo è firmato da una scrittrice che gli è stata compagna; il secondo da uno studioso troppo giovane per averlo conosciuto di persona. Eppure nella Loy i ricordi autobiografici fanno appena da esile cornice alle lunghe citazioni del protagonista, mentre Gervasi – per ragioni teoriche – ne riconduce di continuo la vicenda intellettuale alla presenza fisica. Ma tra le affermazioni che la scrittrice lascia cadere sullo sfumato del suo rapporto con “Cesare”, ce n’è una che mi sembra importante per capire l’uomo umorale, disinvolto fino all’apparente noncuranza e ossessivo fino all’...

10.09.2018

Atlante occidentale / Emancipazione

Poche settimane fa, ascoltando Radio Radicale, mi sono imbattuto in un’intervista a Fausto Bertinotti che esponeva le sue attuali idee – radicalissime – sul futuro della sinistra. Confermando le convinzioni maturate negli ultimi anni, il già segretario di Rifondazione ha ripetuto che è inutile cercar di tirare qualche filo rimasto impigliato nella storia del movimento operaio novecentesco: il ciclo aperto dalla rivoluzione d’ottobre, che da noi ha avuto gli effetti più rilevanti nel contributo comunista alla costituzione e nel welfare del secondo dopoguerra, è ormai chiuso per sempre. Chi prova a tornare su quei passi, non importa con quale acrobazia autocritica, viene subito intrappolato in una logica di eresie e scissioni prive del referente che dava loro un senso autenticamente...

03.07.2018

Saggi / Saul Bellow. Troppe cose a cui pensare

I libri di Saul Bellow sono fiumi in piena che trascinano con sé tutto quello che trovano al loro passaggio. Rappresentando la vita come una corrente inesauribile di vicende tragicomiche, trasformano subito ogni problema, oggetto o figura in una storia. “C’era una volta…”: così i suoi parenti, ebrei russi emigrati nei sobborghi di Montreal e poi della Chicago proibizionista, rispondevano ai “perché?” del piccolo Saul. Bellow lo racconta in Troppe cose a cui pensare, una magnifica raccolta di saggi composti tra il 1951 e il 2000 e tradotti oggi da Luca Briasco per Big Sur. Impulso irresistibile a narrare, e umorismo ebraico che custodisce nel riso il mistero del mondo: ecco le radici, intrecciate fino ad apparire indistinguibili, che hanno permesso allo scrittore di dare nuova linfa al...

02.06.2018

Su due poesie d'amore del Novecento italiano / Il cuore che non dorme

Chi volesse allestire un’antologia di belle poesie d’amore del nostro Novecento, magari per disporre di un bacino di citazioni a uso anche privato, non avrebbe la strada facile. Non, almeno, se pretendesse di trovarsi tra le mani un canzoniere che celebra l’eros nella sua pienezza – l’eros al tempo stesso eccezionale e quotidiano, inconfondibile e universale. Chi dispiega apertamente il suo canto amoroso, se si escludono l’ossessivo riduzionismo efebico di Sandro Penna e la meteoropatia emotiva della penniana Patrizia Cavalli? Ci sono, è vero, lirici suggestivamente terrestri e sensuali, perfino in senso linguistico, come Gatto, Betocchi e certo Caproni, non a caso cresciuti anche loro, accanto a Penna, sul rovescio del tessuto ermetico: ma finiscono quasi sempre per diventare o troppo...