raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

AUTORI
Matteo Marchesini
24.02.2016

A 40 anni dall'uscita di "Taxi Driver" / Travis senza parole

Per il quarantesimo compleanno di Taxi driver, chi ha le carte in regola dirà senz’altro quel che c’è da dire. Si celebrerà adeguatamente, almeno spero, il grande Bernard Herrmann, morto prima di poter verificare al cinema l’efficacia del suo melanconico sax e dei suoi crescendo ansiogeni, stridenti, che saturano la mente del protagonista ma restano indistinguibili dall’allarme oggettivo che pervade tutta New York. Si ricorderà Paul Schrader, e ci si tornerà a chiedere in che misura abbia proiettato sulla sceneggiatura il suo periodo di autodistruzione. Si citeranno i luoghi letterari con cui la critica caricò subito il film e il diario di Travis, gli esistenzialismi e i sottosuoli dostoevskiani tradotti nell’America calvinista di un ex marine insonne e solo, probabilmente reduce dal...

20.12.2015

Il mito Weil e i draghi di carta

1.     Lungo l’ultimo decennio, nella critica italiana si è delineato sempre meglio un filone lontano sia dagli intimidatori approcci pseudoscientifici che dal vago estetismo spesso meccanicamente opposto a quegli approcci: un filone di vigile detection, fondato su un sobrio equilibrio tra esame rigoroso degli scartafacci e suggestive indagini analogiche, in qualche caso alla Garboli o alla Carlo Ginzburg. Un buon esempio lo offre Angela Borghesi, che del resto a questo equilibrio non è certo arrivata per caso, data la sua consuetudine con la storia della critica. Parliamo qui, in particolare, del suo libro più recente, Una storia invisibile. Morante Ortese Weil, pubblicato da Quodlibet nel settembre del 2015. Già il titolo indica il...

21.10.2015

Carlo Levi, Morante, Pasolini

Tra i motivi romantici che la modernità decadente ha più estenuato, incanalandovi la sua tendenza estetizzante e regressiva, c’è il vagheggiamento di una vitalità incorrotta, premorale e infantile, magari col risvolto o la maschera del populismo. E c’è, soprattutto, la natura tutta letteraria di questo mito. Ci si mostra nell’atto di tornare alle origini, o di raccogliere intorno a sé un popolo primitivo; ma a tutto ciò non corrisponde né una conversione religiosa né un progetto politico. Rimane un gesto lirico: la Poesia si traveste da mistica e azione, mescolando fissazione narcisistica e fascinazione per una realtà in apparenza estranea alla Storia. Il primo simbolo di questa illusoria trasmutazione è D’Annunzio, artista subito famoso in Europa ma irrimediabilmente italiano, perché...

31.08.2015

In quel momento muore

Sono trascorsi trent’anni da quel 19 settembre del 1985 in cui Italo Calvino moriva improvvisamente all’età di 62 anni a Siena. La vita di Calvino non è stata poi così lunga, eppure ha scritto tanto e soprattutto ha attraversato da protagonista insieme ad altri (Pasolini, Sciascia, Morante, Volponi, Moravia, ecc.) la letteratura italiana del dopoguerra, dal 1947, anno del suo debutto con Il sentiero dei nidi di ragno, sino a quella fatidica metà degli anni Ottanta.   Trent’anni sono un tempo sufficiente per tracciare un bilancio della sua opera. C’è ora una nuova generazione di critici che si affaccia con intelligenza e crescente autorevolezza nel paesaggio letterario italiano. Sono quasi tutti nati negli anni Ottanta, ed...

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