Specie di spazi
Gianfranco Marrone

Gianfranco Marrone si occupa dei linguaggi nella società contemporanea. Scrive su vari giornali. Insegna Semiotica a Palermo. Su www.gianfrancomarrone.it info su questo lavoro.

31.08.2018

Il Giudice e i Minions / Rancore al potere

In una celebre canzone italiana “rancore” fa rima con “procuratore”. È il genio anarchico del genovese Fabrizio De André che, raccontando le vicende di un giudice di bassa statura, rende conto della logica profonda di questa passione tanto triste quanto, sappiamo, di estrema e attualissima diffusione. Si ricorderà che, in questa storiella di squallida vendetta (il nano diviene giudice e condanna al patibolo malcapitati qualsiasi), il rancore gioca un ruolo basilare, quello dell’acredine covata a lungo, scientemente e silenziosamente: “Fu nelle notti insonni vegliate al lume del rancore / che preparai gli esami, diventai procuratore”. Niente di più politically incorrect, ma di schiettamente verosimile.   Il fatto è che il rancore, forse più ancora che il suo parasinonimo risentimento...

22.08.2018

Siamo tutti terrestri / Latour: Tracciare la rotta

Che cos’è la denegazione? O, se preferite, in che cosa consiste la freudiana Verneinung? Sarebbe facile dire che si tratta di una negazione menzognera, del negare ciò che si dovrebbe affermare – del tipo: “non mi piace il gelato” significa che ne vado pazzo; o, più tecnicamente, “non conosco l’Edipo” vuol dire che sono mostruosamente geloso del posto di papà nel lettone. Per gli psicanalisi seri non basta dire che disconoscere è il miglior modo di confermare, che è in sé una banalità, ma che i soggetti, in analisi, tendono a respingere a parole ciò che vogliono nei fatti tenere nascosto, per rimuovere, per ostinatamente conservare nei meandri di un inconscio che non conosce contraddizioni i propri intollerabili segretucci infantili. La denegazione è insomma un meccanismo strategico, una...

20.07.2018

Tra finzione e realtà / Fisionomia dello scandalo

Che cos’è uno scandalo? Il termine suona oggi un po’ rétro, e questo echeggiare, tuttavia, ha le sue ragioni. Forse, viviamo nell’epoca del post-scandalo, quello in cui nessuno si scandalizza più (ma, attenzione, lo cantava Celentano già negli anni 60), e cioè in tempi in cui s’è introiettata un’indecenza che, divenendo pane quotidiano, non turba manco le anime più sensibili e leggiadre. Se tutto è scandaloso, nulla lo è. Il problema semmai è il post-scandalo, ossia l’aver spostato la passione pubblica verso una sconcezza che, perdendo di significatività, finisce per annullare i suoi nemici storici: l’indignazione e l’esigenza di moralità. Siamo tutti indignati di tutto, siamo abituati a tutto: siamo irrimediabilmente blasés. L’indignazione al potere (marca forte dell’attuale politica in...

01.07.2018

Antropologia del presente / Il ritorno della portinaia

C’era una volta la portinaia. E c’è ancora. Ma è molto cambiata: ha altre fattezze, altre funzioni, tutt’altro senso. Nel bel tempo andato – quello che grosso modo esiste solo nell’immaginario popolare e mediatico, sempre in cerca di dubbie età dell’oro – la portinaia era una figura al tempo stesso misera e mitica, mitica perché falsamente misera: chiusa nel suo impenetrabile gabbiotto dal quale fuoriusciva odor di cavoli e di un unto imprecisato e penetrante, la portinaia gestiva, fondandola, la comunità dell’edificio di cui stava a guardia. Tutto il viavai dal portone era controllato tanto distrattamente quanto minuziosamente: lei sapeva tutto di tutti, e faceva finta di nulla, salvo poi spettegolarne col primo venuto, sia esso residente in loco o in numeri civici là accanto. Il segreto...

31.05.2018

Oggi al Circolo dei Lettori di Torino alle 18.30 / Stellati. Due gesti politici

Nelle attuali pratiche dei ristoranti più di tendenza è ormai canonico il gesto del cuoco che esce dal luogo segreto della cucina per darsi al suo pubblico. È il momento in cui, in sala, costui si pavoneggia fra i commensali, facendosi padrone di casa oltre che ideatore e produttore del menu, sostituendo la tradizionale figura del maître. Movimento analogo a quello dell’uomo politico che dal palcoscenico su cui a lungo è stato confinato, luogo separato e irraggiungibile dal quale darsi a vedere ma senza alcun contatto fisico concreto con gli elettori, scende nella sala del teatro – pirandellismo ormai stereotipo – e si mescola fra i suoi spettatori divenendo ‘uno di noi’, o meglio autorappresentandosi nella nuova, ripulita figura di ‘uno di noi’. È il politico ‘faccia nuova’, ormai...

29.05.2018

Salvini, Di Maio, Mattarella / Sono davvero arrabbiato

Che l’atmosfera politica fosse un po’ tesa ce ne eravamo accorti da settimane: ce n’è di che, non ci voleva molto a capirlo. Le cronache del patatrac annunciato, e che ieri sembra essersi consumato, lo hanno insinuato, detto, ribadito spesso: nervosismo nell’aria, tensioni palpabili, animi esacerbati e altri consimili eufemismi. Ma poi la collera – provata, detta, esibita – ha preso il sopravvento. Aveva cominciato Matteo Salvini, in un post su Facebook venerdì scorso alle 20 e 41, con un’affermazione tanto lapidaria quanto inquietante: “Sono davvero arrabbiato”, dove più che l’“arrabbiato”, termine in sé poco elegante, colpisce il “davvero”, foriero di chissà quale reazione prossima futura.     Ha raddoppiato Luigi Di Maio in un video diffuso subito dopo le decisioni del...