raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

AUTORI
Eva Clesis
15.06.2015

Da Biagi al deserto

Quando entrò in vigore la legge Biagi io lavoravo da tre anni come creativo pubblicitario in un’agenzia e, come moltissimi, fino a quel momento ero andata avanti con il contratto co.co.co.: una forma di collaborazione continuativa che ti durava circa sei mesi e te ne faceva vivere uno di passione, per cui alla fine saresti stato graziato con un nuovo contratto, o crocifisso senza. La pubblicità era uno dei settori mobili per eccellenza in campo lavorativo, chi ci lavorava lo sapeva già. Così, quando il boss, a galoppo del nostro contabile, se ne uscì con questo bouquet di nuovi contratti da proporre a noi collaboratori, lo fece occhieggiandoci con la stessa retorica di un brainstorming. Contratto a progetto, ragazzi miei: non è un nome...

18.03.2012

Lista d’attesa

Tra due settimane torno a lavorare. Ho sempre lavorato, io, da quando si ha l’età per lavorare, ma lavoravo anche prima, durante le vacanze d’estate, è da quando ho sedici anni o giù di lì che lavoro, lavoricchio, tiro a campare, tiro il fiato tra un lavoro e l’altro, un lavoretto e l’altro, un’occupazione qualunque. In genere resto disoccupata per troppo poco tempo per dire che sono anche disimpegnata dal lavoro, che me la godo e non ci penso. Ma non ho soldi per un totale disimpegno, voglio dire che a mio parere uno l’idea della libertà ce la può avere solo con i liquidi, una libertà contante in cui le cose quotidiane non ti preoccupano. Insomma, la libertà è benestante, mentre io sono...