AUTORI
Gino Cervi
26.05.2014

Scatti, palindromi e sonetti

Fabio Aru, che compie 24 anni il prossimo 3 luglio, ha nella sua storia il liceo classico e il ciclocross, due cose che male non fanno per un futuro campione. A Villacidro, capoluogo della provincia del Medio Campidano, il paese dove è cresciuto, ha iniziato a correre per la ASD Piscina Irgas 3C. Il nome della squadra ciclistica è quello delle molte cascate che circondano il paese; un’altra, Sa Spendula, pare sia stata addirittura immortalata in un sonetto di un giovanissimo Gabriele D’Annunzio reporter per la Sardegna nel lontano 1882.   Dense di celidonie e di spineti,  le rocce mi si drizzano davanti  come uno strano popolo d'atleti  pietrificato per virtù d'incanti.   Sotto fremono al vento ampi mirteti ...

23.05.2014

I quaderni di don Rigoberto

- Dimmi che mi perdoni, matrigna, - implorò. - Dimmelo, dimmelo. La casa non è più la stessa da quando te ne sei andata. Sono venuto a spiarti un sacco di volte, all'uscita da scuola. Volevo suonare, ma non osavo. Potrai mai perdonarmi?
- Mai, - disse lei, con fermezza. - Non ti perdonerò mai per quello che hai fatto, cattivo.
Ma contraddicendo quelle parole, i suoi grandi occhi scuri riconoscevano con curiosità e con un certo compiacimento, forse addirittura con tenerezza, l'arricciolato disordine di quella capigliatura, le vene sottili e azzurre sul collo, i contorni delle orecchie che sporgevano in mezzo alle ciocche bionde e il corpicino leggiadro, ingoffato nella giacca blu e nei pantaloni grigi dell'uniforme. Le sue narici aspiravano...

22.05.2014

Il Giro dei nonticapisco

Nell’estate del 1770 la HMS Endeavour del capitano Cook attraccò lungo le coste di Capo York, nei pressi della foce del fiume che, da quel momento, prese il nome dalla nave. Il vascello britannico si era danneggiato nell’attraversamento della barriera corallina e la riparazione prese parecchie settimane. Insieme al naturalista Joseph Banks, il capitano Cook approfittò di quella sosta forzata per esplorare l’entroterra del Nuovo Continente. Fu così che per la prima volta uomini dell’emisfero settentrionale si imbatterono nei canguri, quegli strani toponi ritti sulle zampe posteriori, appoggiati a una grossa e lunga coda e con una curiosa tasca sulla pancia. Assai stupiti, gli emissari di Her Majesty chiesero agli indifferenti aborigeni come si...

20.05.2014

Il Mondo Piccolo di Fedi e Bandiera

«Ecco... ricomincia l'eterna gara nella quale ognuno dei due vuole disperatamente arrivare primo. Però, se uno dei due s'attarda, l'altro aspetta. Per continuare assieme il lungo viaggio fino al traguardo della vita». Si sente la voce fuori campo di Emilio Cigoli nella scena finale di Don Camillo e l’onorevole Peppone (1955, regia di Carmine Gallone, soggetto e sceneggiatura di Giovannino Guareschi). Gino Cervi e Fernandel ritornano in paese in bicicletta, scattandosi in faccia l’un con l’altro. Peppone ha preso il treno a Brescello, destinazione Roma, dove lo attende uno scanno da parlamentare. Però a Boretto ci ripensa, scende dal treno. Alla stazione trova ad aspettarlo don Camillo, che lo convince a tornare a Brescello a fare il...

18.05.2014

Diego Ulissi e il mestiere delle armi

Guelfi e ghibellini, pontifici e imperiali, Montefeltro e Malatesta. Nel 1502 Guidobaldo da Montefeltro fuggi da Urbino, assediata da Cesare Borgia, e trovò scampo nel castello di Montecopiolo. Vent’anni dopo, nel 1522, il capitano di ventura Giovanni de’ Medici, che l’anno prima, alla morte di papa Leone X in segno di lutto aveva fatto annerire le insegne a righe bianche e viola, scatenò le sue Bande nere contro Francesco Maria della Rovere e le rocche montefeltrine di Pennabilli, Pietrarubbia, Montecerignone, Monteboaggine. Si salvò solo il castello di Montecopiolo. A scorrere l’ordine di arrivo dell’ottava tappa del Giro, la Foligno-Montecopiolo, di 179 km, l’Internazionale del ciclismo in rosa ricorda la composita nazionalit...

16.05.2014

Dans le ciel plus de problèmes pour M. Bouhanni

A Foligno niente giostra per Quintana, inteso come Nairo. Il Giro viene messo per la seconda volta ko da un diretto di Nacer Bouhanni,  lo sprinter boxeur. Bouhanni tira di boxe per tenersi in allenamento durante l’inverno. Nel dicembre scorso ha addirittura preso parte a uno stage a Nouzonville con la nazionale francese di pugilato: si è allenato con Hakim Chioui, che si preparava all’incontro per la conquista della corona nazionale dei pesi medi. Bouhanni corre al mattino e al pomeriggio sale sul ring a fare i guanti. Fare boxe rinforza gli addominali, dice. Nessun ciclista ci fa caso, ma addominali ben allenati servono a mantenere più a lungo la posizione aerodinamica nello sprint. Nacer ha ereditato la passione per i guantoni dal padre per il quale la...