AUTORI
Veronica Vituzzi
24.02.2017

La realtà fatta idea / Robert Mapplethorpe

Look at the pictures! Guardate le immagini! urla ai suoi colleghi il senatore Jesse Helms a Washingthon D.C. all'inizio del documentario Mapplethorpe. Look at the pictures, edito da Feltrinelli. Tra le mani tiene una stampa che sventola rapidamente davanti alle telecamere perché se ne colga un fugace scorcio e nulla più: si tratta del celebre The Man in Polyester Suit (1980), dove un poderoso membro nero fuoriesce dall'abito impeccabile di un uomo senza testa. Dovrebbe essere un'immagine oscena, ma in realtà è una composizione molto raffinata. L'estrema eleganza estetica della fotografia, con il lungo pene nero perfettamente integrato nella costruzione della figura vestita, potrebbe riassumere in un solo sguardo l'apparente dualismo che è facile ritrovare nell'opera di Robert Mapplethorpe...

19.12.2016

L'immagine racconto di Internet / La fotografia: una questione molto personale

Circa il 99% degli testi critici, dei saggi e delle recensioni sono declinati alla terza persona singolare, o al massimo, a una prima persona plurale tesa a spogliare l'articolo di individualismo. È una buona norma, che ci ricorda come ogni speculazione intellettuale debba volgersi al piano più generale e obiettivo delle idee. Ora che mi accingo a scrivere dello status della fotografia al giorno d'oggi debbo però necessariamente parlare in prima persona, proprio perché oramai la fotografia è diventata una questione molto personale. Quando rifletto sul senso dell'immagine nella contemporaneità non cerco ispirazione nelle opere dei grandi artisti, o nelle mostre più visitate del momento: guardo quello che faccio io stessa col mio cellulare. Guardo la gente per strada. Guardo le immagini che...

30.11.2016

Impossibile non prenderla sul serio / 70 anni di Marina Abramovic

È impossibile non prendere sul serio Marina Abramovic. Non a caso una frase di Bruce Nauman, “L'arte è una questione di vita e di morte” torna spesso nei discorsi di questa icona culturale, madre e pioniera della Performance Art. La serietà del suo approccio artistico, il rigore e l'estrema disciplina sono infatti gli elementi che a prima vista risaltano dalla sua lunga vita di artista. Benché negli ultimi anni Marina sia diventata una sorta di personaggio mediatico anche per le sue collaborazioni con Riccardo Tisci, Givenchy e Lady Gaga, la sua fama si è sempre fondata sull'impegno estremo espresso in ogni sua opera come approccio di resistenza al dolore.    Basterebbe solo l'esempio di Rhythm 0 a confermare quanto Marina per prima prenda sul serio la propria arte. A Napoli nel...

16.05.2016

In mostra a Palazzo Braschi / Mario Giacomelli. Fotografia poetica

Basta l'incontro con una singola immagine di Mario Giacomelli per capire di trovarsi di fronte a una fotografia poetica: ovvero, un lavoro in cui il mezzo, che è sia la macchina fotografica che la realtà che essa riprende, agisce allo scopo di esprimere qualcosa che è dentro e oltre l'immagine e il mondo da cui questa era stata attinta. Visitando la mostra La figura nera aspetta il bianco, a lui dedicata ora a Palazzo Braschi fino al 29 Maggio, si possono osservare varie serie fotografiche che richiamano un senso dello spirito originato dalla materia, da Ospizio a Lourdes, fino ai seminaristi giocondi de Io non ho mani che accarezzino il volto. La carne è qui un oggetto consumato che decade e soffre, sia per i vecchi all'ospizio che per i malati in preghiera, ma proprio dalle sue...

24.03.2016

Una mostra al Macro di Roma / egosuperegoalterego

Qualche mese prima dell'inaugurazione della mostra egosuperegoalterego il Macro, il museo che la ospita fino all'8 maggio 2016, promosse la campagna #macroego, invitando il pubblico a inviare i propri autoscatti per vederli esposti assieme alle altre opere. Le prime cento immagini avrebbero formato la copertina del catalogo della mostra, una raccolta di interventi critici dedicati allo sguardo degli artisti sull'identità propria e altrui. Il dato surreale è che quest'immagine nata per celebrare il tema della visione autoriflessa risulta nei fatti anonima: lo sguardo non riesce a concentrarsi su un volto né a trattenere più di una rapida impressione, rimbalza da una faccia all'altra cogliendo solo i lineamenti umani più riconoscibili – occhi, naso, bocca – senza comprendere molto altro....

09.12.2015

Declinazioni del presente

Il presente, il tema affrontato quest'anno da Fotografia - Festival Internazionale di Roma, ha il duplice merito di trattare una caratteristica specifica del medium fotografico e di riflettere su una dimensione temporale che oggi si è dilatata fino a riempire tutto il nostro spazio esistenziale. I dilemmi sociali di quest'epoca, dilaniata fra la problematica di un pianeta al collasso naturale da una parte e le crisi politico-culturali dall'altra, assegnano al futuro una connotazione fortemente precaria: non rimane che il presente in cui rifugiarsi, lenendo con un numero enorme di possibili gratificazioni immediate – offerte in buona parte dalla rete virtuale – l'angoscia di poter creare progetti stabili per il domani.   Sabrina Ragucci e Giorgio...

14.10.2015

Farsi un selfie davanti alla morte

La morte è la grande alleata della fotografia. Ai bordi di ogni inquadratura trema invisibile la fine di quell'istante catturato, svuotato di ogni consistenza materiale, sopravvissuto solo come immagine. Ogni fotografia è anzi un lembo superstite, ciò che rimane di un tempo, di un'azione, di un oggetto, e soprattutto di una persona. Lo sappiamo guardando le foto in bianco e nero dei nostri parenti, ma a ben vedere le stesse migliaia di immagini che ci accompagnano nella quotidianità, quasi tutte tese a dimostrare un esasperato essere nel mondo, mostreranno a chi le guarderà fra un centinaio di anni un'enorme quantità di persone morte.   Questa testarda vitalità dell'immagine fotografica, di qualcosa che è gi...

08.09.2015

David LaChapelle. Dopo il Diluvio

Celebrating di Veronica Vituzzi   La fine di una civiltà porta sempre con sé un cumulo di macerie, cadaveri, rovine semi carbonizzate di un'epoca colma di corpi e oggetti. Dopo il Diluvio, retrospettiva sul lavoro di David LaChapelle in mostra fino al 13 settembre al Palazzo delle Esposizioni di Roma, cattura in immagini il crollo fantasticato della nostra cultura ipermediatica e lo racconta secondo quello che a prima vista potrebbe essere considerato il canone estetico più diffuso del nostro tempo, ovvero quello di una società dello spettacolo estremamente fotoritoccata. La trasposizione nel contesto del presente di un'icona o un topos narrativo sedimentati nella coscienza culturale è un evento necessario per estrapolare dal passato quei...

23.07.2015

Meret Oppenheim. Afferrare la vita per la coda

Di frequente viene presentata, ad ogni corso d'arte contemporanea che voglia soffermarsi sulla fotografia surrealista, la celebre immagine Erotique Voilée (1933), di Man Ray: un corpo sottile, la mano sporca di inchiostro sulla fronte, poggiato contro un torchio di lavoro la cui manopola si erge sul pube della figura dal sesso ambiguo come un enorme fallo scuro, a offrire una fittizia sessualità che più che chiarire l'identità del modello ritratto, ne amplifica la compenetrazione di caratteri femminili e maschili. L'immagine, facente parte di una serie fotografica dall'atmosfera fortemente erotica, ha consegnato la donna che vi era in realtà ritratta, Meret Oppenheim (1913-1985), alla fama di bellissima musa surrealista, alternativo...

30.04.2015

Pose immobili

Negli ultimi mesi un nuovo gadget è andato a unirsi alle carabattole offerte nelle piazze ai turisti dai venditori ambulanti: una piccola asta – detta monopiede telescopico – su cui si attacca il cellulare per farsi autoscatti panoramici. Subito le strade hanno iniziato a riempirsi di gruppi di persone riunite davanti al cavalletto, e solitari individui che catturavano vasti orizzonti alle loro spalle: la moda del selfie ha fatto in modo che, ancora prima di invadere le nostre bacheche virtuali, ci sia un sacco di gente in giro che si fotografa. Ciò significa che l'atto del fotografare è diventato talmente familiare che un gran numero di persone sa esattamente cosa sta facendo quando si scatta una foto. Quel di cui non ci si rende conto è l'...

12.03.2015

Robert Mapplethorpe. La ninfa Fotografia

Svelarsi attraverso la costrizione della forma è il paradosso per eccellenza di ogni linguaggio. Il processo stesso di tradurre un pensiero in un'espressione di qualsiasi genere comporta una distanza, uno spostamento fra una verità originaria e la sua effettiva concretizzazione. Ogni cosa, per acquistare un senso percepibile, deve costringersi all'interno di un perimetro che la escluda da tutto il resto, sia una forma materiale, un segno o una parola. L'inquadratura fotografica ne è il fondamentale paradigma visivo: un'immagine ritagliata dal costante scorrere del tempo, che si astrae dall'esistenza in movimento per assumere un senso autonomo, un contenuto imbrigliato in una struttura. Più il significato scalcia ai margini più questi lo trattengono rigidamente. Lo Schiavo Morente di...

01.01.2015

Rä di Martino: The Show Mas Go On

Ci siamo andati tutti a Roma. Da adolescenti, quando con diecimila lire non si poteva entrare in nessun altro posto, da adulti, che in tempi di crisi una spesa al risparmio serve sempre, a volte solo per guardare la fauna di ragazzini, anziani in pensione e immigrati. Perfino nelle guide turistiche sono stati citati. Negozio di abbigliamento di ogni tipo a basso costo, o outlet come si dice al giorno d'oggi, i Magazzini allo Statuto (Mas), presenti a Piazza Vittorio da almeno un secolo fra continue chiusure e riaperture, sono un monumento urbano a una certo modo di essere romani che è divenuto mito, eredità storica. Comprensibile dunque che la notizia alla fine del 2013 della sua imminente, e stavolta definitiva, chiusura abbia suscitato un certo scalpore, abbia ispirato...

20.11.2014

Le nostre facce ci perseguitano

Le nostre facce ci perseguitano. Raramente un'epoca storica è stata tanto fondata come la nostra sul volto umano, reiterato nelle sue forme più photoshoppate o esposto nella sua nuda banalità in milioni di selfie online. Il viso è divenuto il tramite contemporaneo che permette all'individuo di esistere oltre le parole, secondo i parametri di una comunicazione intesa come un “metterci la faccia”, e se i lineamenti di una persona sono ora la suprema fonte di conoscenza in una cultura già così estremamente orientata verso il visivo, iniziano a farsi sentire gli effetti collaterali di una corsa alla bidimensionalità dell'umano. L'annuale esposizione al Macro di Fotografia – Festival Internazionale di Roma...

14.10.2014

Nel mistero di Vivian Maier

Silvia Mazzucchelli Finding Vivian Maier   Finding Vivian Maier (Usa 2013, Feltrinelli Real Cinema) è un film prodotto e diretto da John Maloof e Charlie Siskel, presentato in diversi festival internazionali (in anteprima il 4 di ottobre alla Galleria dell’Incisione di Brescia) e dedicato a una delle figure più celebrate del momento: Vivian Maier.   La storia è nota e il film la ripercorre: nel 2007 John Maloof acquista quasi per caso ad un’asta i rullini della fotografa nata nel 1926 e morta nel 2009, che per tutta la vita ha lavorato come baby sitter. Convinto di aver reperito materiale interessante per il libro che stava scrivendo sul suo quartiere di Portage Park a Chicago, si ritrova ad essere unico erede e curatore di uno sterminato...

04.10.2014

Il nudo è donna

Il nudo è donna. Sembra questa la conclusione cui è arrivata la cultura occidentale malgrado decenni di gender/cultural studies, teorie femministe e la passata affermazione modernista della forma: un discorso che voglia penetrare nel senso più latente del corpo umano pare dover confrontarsi sempre non con la sessualità in sé, ma con il suo versante femminile.     A dimostrazione di come il valore della critica d'arte consista in un'analisi che non sempre riesce poi ad avere un'effettiva influenza sulle esperienze artistiche; nonostante l'arte del Novecento abbia disgregato l'oggetto corporeo, setacciandone ogni interstizio per consumarne i residui significati, l'immaginario  culturale racconta l'attuale...

29.04.2014

La ricerca del corpo di Nan Goldin

Scopofilia significa in greco piacere del guardare: traslato in campo psichiatrico, il termine ha assunto i tratti di una perversione sessuale che lega il godimento esclusivamente all'atto visivo (spesso di nascosto dall'oggetto osservato) ma nella sua accezione originaria conserva il senso alla base della produzione e consumo di immagini, effigi, e in senso generale, cose su cui posare gli occhi. L'immagine non è mai passiva, si risveglia sotto le pupille altrui e tramite queste provoca reazioni sensoriali dal piacere al dolore, benché in una percezione più ampia, qualsiasi tipo di figura che soddisfi l'esigenza primaria di guardare il mondo e conoscerlo, dalla più bella alla più cruenta, appaga inconsciamente la mente, che incapace di...

19.03.2014

La stupidità fotografica

Ma perché al giorno d'oggi tutti fotografano? Prima possibile risposta: perché ora è facilissimo, no? Seconda possibile risposta, più romantica e subdola: perché un'immagine vale più di mille parole – nessuna delle quali però è realmente leggibile in un senso solo. Ma allora perché non disegnare con una semplice matita o una penna, se non si vogliono spendere soldi per dipingere; perché non proprio adesso che la pittura, dopo un secolo di avanguardie artistiche, si è liberata dal dogma della rappresentazione fedele della realtà o di espressione del Bello per farsi pura portatrice del pensiero dell'artista?   In La Stupidità Fotografica, libro postumo di Ando Gilardi, lo...

11.02.2014

Robert Capa in Italia

A fine settembre, un pomeriggio, entro a Palazzo Braschi con un amico per vedere la mostra di Robert Capa organizzata dal museo romano per celebrare i settant'anni dello sbarco in Italia degli Alleati. Ogni mostra è, ovvio, una partita a ping pong fra le rappresentazioni esposte e il cervello dello spettatore; ma in questo caso particolarmente peculiare, dopo un primo giro, è la sensazione personale di considerare le immagini delle macerie, dei popolani siciliani e napoletani, dei soldati americani in azione, non come produzioni dirette dell'obiettivo del fotografo, quanto echi visivi di un immaginario presente nella mia mente già prima di entrare nella sala, e da queste figure solamente confermato. In altri termini, il reportage fotografico di Capa si...

20.12.2013

Roman Polanski. Venere in Pelliccia

Una sera piovosa Thomas assiste a un miracolo: dopo una serie interminabile di provini scadenti la volgare Vanda, arrivata in ritardo in teatro, fradicia e chiassosa, si rivela la perfetta interprete dell'omonima protagonista de La Venere in Pelliccia, romanzo del 1870 scritto da Leopold von Sacher-Masoch, il quale a causa della personale predilezione per i rapporti improntanti alla sottomissione vide definire col proprio nome in ambito clinico la rispettiva inclinazione sessuale. In realtà sembra perfino un sogno, tanto la donna rievoca perfettamente i toni del personaggio di cui conosce a memoria ogni battuta. Doppia incarnazione, poiché come all'autore compare l'attrice perfetta, al protagonista dell'opera, Severin, appare la personificazione della...

06.11.2013

Kechiche. La vita di Adele

In Febbre (1998) di Sarah Kane un monologo delirante interrompe l'alternarsi dei quattro personaggi archetipici, A, B, C e M. È un flusso di coscienza ad opera di A, teso a esprimere i suoi sentimenti per C in una lunghissima enumerazione secondo una lista ben particolareggiata di gesti specifici che si desiderano attuare nei confronti della persona amata, “E voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti (…) e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte e farmi rubare le sigarette e non trovare mai un fiammifero...”.   Al posto di una descrizione generica delle proprie emozioni l'autrice entra nel personale noto solo ai due interlocutori, occupando due pagine nel tentativo di enunciare tutti i gesti minimi con cui si può...

03.10.2013

Gianfranco Rosi. Sacro GRA

Il mito, per essere tale, deve fare torto alla realtà. È anzi suo preciso compito librarsi sopra la sostanza dura e netta della quotidianità strappando quei fili che poi ritesse in un corpo nuovo, ignaro della frammentarietà di composti cui deve le origini. “Sacro” dunque è il Grande Raccordo Anulare di Gianfranco Rosi, non luogo, ma Immaginario dove si depositano le istintive produzioni della mente riguardo la nostra idea di periferia romana, perché solo nei termini di viaggio mentale Sacro GRA può mantenere le originarie residue istanze documentaristiche. La realtà non c'entra, benché non si voglia qui credere possibile suggerire tanto facilmente i parametri del vero: certo è però che manca...

23.09.2013

Tavoli | Ferdinando Scianna

Non disordine, ma abbondanza di oggetti. Le cose sul tavolo di Ferdinando Scianna abbracciano in senso circolare chi vi si siede, con tutto ciò che serve per lavorare: dischetti, mouse, computer, tastiera, cellulare, pellicole archiviate, un catalogo di negativi, portapenne. In tanta pacata professionalità spiccano con un senso di calore una, due, quattro pipe, segno di un piacere privato. A lato, appena finito o ancora da leggere, un ritaglio di giornale su Benedetto Croce: la realtà che fa capolino da altri media.   Allargando la visuale sui negativi si intravede una sequenza quasi ininterrotta di volti, luoghi e gesti che si susseguono come in un film visto al frame. La macchina fotografica di Scianna sembra una cinepresa singhiozzante per come sembra...

15.07.2013

Helmut Newton. White Women

Sessualmente disponibili. Così nella mostra White Women, Sleepless Nights, Big Nudes presente al Palazzo delle Esposizioni dal 6 Marzo al 21 Luglio recita una parete a proposito delle preferenze femminili del fotografo Helmut Newton scomparso nel 2004 : un'inclinazione abbastanza curiosa dato che le donne che desiderano un uomo di solito sono anche inclini a consumare un rapporto sessuale con esso, a meno che la concezione del fotografo non riguardi il desiderio subito (le donne che lo desiderano) piuttosto che quello esercitato (le donne che lui desidera).     Se la trasgressione è connessa al desiderio – desiderio che rompe le redini che dovrebbero imbrigliarlo – allora sono la volontà, frenesia, anelito a diventare osceni, in...

12.07.2013

Calin Netzer. Il caso Kerenes

Uno dei maggiori luoghi comuni sul cinema è che nei film non esistano tempi morti. Nel caso fosse una verità accertata non si saprebbe cosa fare della parte di noia presente in tante opere cinematografiche, noia intesa come eterna aspettativa di una non ben definita azione che entri in scena movimentando le acque. Non che lo spettatore medio crucciato in poltrona debba vedere le proprie ragioni confutate da una completa assoluzione delle parti più difficili di un racconto, ma ciò non sottintende che abbiano origini casuale. Certamente talvolta non c'è altro che il nulla nel tentativo di riempire le fondamenta di un'idea già scarsa di suo; ma se invece vi si scorge del significato, non si può buttare tutto alle ortiche per colpa di...