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2016

(15 risultati)

Antisemitismo / L’avvenire di un’avversione

È uscito da pochi mesi anche in Italia l’agile ma enciclopedico volume di Pierre-André Taguieff su L’antisemitismo. Pregiudizi, teorie, comportamenti (Cortina editore, Milano 2016). La sua prima edizione data al 2015, per le Presses Universitaires de France. Il testo in traduzione si rivela denso, ben articolato e, al medesimo tempo, di utile lettura anche per il modo in cui il materiale è organizzato e quindi proposto al lettore. Dieci capitoli sintetici sull’evoluzione dell’odio contro gli ebrei, sui criteri per interpretarlo, sulle parole per raccontarlo. Si tratta infatti di un libro che offre una scansione tematica e storica, logica e cronologica, permettendo così di definire i termini del problema e i suoi numerosi riflessi sul presente. Una sorta di handbook, in buona sostanza, che dopo un percorso di riferimenti e ragionamenti fa quindi il punto della situazione odierna, sia sul piano dell’evoluzione fattuale, materiale del pregiudizio antiebraico, sia sullo stato della riflessione e della pubblicistica di merito.   Non è l’unico in materia, avendo il lettore a disposizione un ampio ventaglio di offerte editoriali, ma si segnala per l’asciutto rigore. L’autore,...

Soggettività animale tra desiderio ed estasi / L’animale chiacchiera con il mondo

Che cos’è l’animalità? È questo l’interrogativo che intende affrontare Etologia filosofica. Alla ricerca della soggettività animale (Mimesis, 2016), testo in cui Roberto Marchesini mira a scuotere le fondamenta dell’edificio umanistico, sorretto dalla credenza in un sé autarchico, puro e incontaminato. Si tratta di una ricerca che, attraverso un’indagine sui modelli teorici che hanno definito l’animalità, ha l’obiettivo di cambiare radicalmente il modo con cui ci rapportiamo non soltanto agli eterospecifici ma anche a noi stessi.   Etologia filosofica si presenta, dunque, come un’opera di demolizione delle certezze identitarie sulle quali riposa la concezione di “uomo”, accompagnata dalla creazione di un nuovo concetto di animalità. Come afferma Gilles Deleuze in Che cos’è l’atto di creazione (Cronopio, 2010), se la filosofia è quella disciplina attraverso cui fabbricare nuovi concetti, allora possiamo affermare che il saggio di Marchesini si situa all’interno di una cornice prettamente filosofica. Si tratta di una peculiarità della ricerca espressa chiaramente dall’autore: «Il mio intento in questo saggio è […] eminentemente filosofico», afferma Marchesini (Etologia...

Un esperimento di mitobiografia / I Grimm. Il padre di Cenerentola e altre storie

  Le fiabe sono vere, scriveva Italo Calvino nell’introduzione alle Fiabe italiane. Nell’introduzione al suo libro di riscrittura di undici fiabe dei Grimm (Il padre di Cenerentola e altre storie, [Illustrazioni di Stefano Levi della Torre], Manni editore, Lecce 2016.), Stefania Portaccio scrive:   Entrare nelle fiabe era un’eccitazione fisica ed emotiva: smarrirmi nei boschi stando sdraiata sul divano del tinello; superare grandi prove […]. L’incantesimo di gustare delle cose vere dentro le non vere.   Il nucleo realistico delle fiabe sta nel loro essere racconti di formazione: la figura protagonista presenta alcune qualità incoraggianti (talento, bellezza, gentilezza…) ma si trova all’inizio immatura e in una situazione problematica. È come in attesa di rivelarsi agli altri e a sé stessa. Nel suo percorso di maturazione incontra rivali che le contendono aspirazioni e ruoli; incontra aiuti magici a doppio taglio, metafora delle energie del contesto, e solo se saprà prenderle per il verso giusto le saranno di aiuto nelle prove che dovrà affrontare per arrivare infine alle nozze principesche, cioè alla maturazione e ad un soddisfacente rapporto tra i sessi. Inclusi...

Il corpo di Internet / L’arte di Trevor Paglen

Cloud Confondiamo spesso l’invisibile con l’immateriale. Qualcosa che si sottrae alla vista diventa presto, nella nostra mente, qualcosa privo di materia. L’universo digitale rappresenta senza dubbio il caso più eclatante: virtuale è sinonimo di effimero, d’intangibile, di qualcosa che esiste ma è senza sostanza, è presente ma invisibile. Approcci scientifici recenti quali l’archeologia dei media e il nuovo materialismo tentano di correggere la presunta smaterializzazione delle tecnologie più avanzate, Internet in primis. Il network delle telecomunicazioni ha una densità materiale pari a quella del nostro mondo.   Eppure è difficile immaginare e, ancor più, dar corpo a Internet, che sembra esistere solo in quanto funziona – operor ergo sum. Con la sua spinta all’ubiquità, Internet si sottrae facilmente alla vista. Le immagini e il vocabolario per descriverlo sono imprecisi quando non fuorvianti: la rete, il campo, lo spazio cibernetico, la “cloud” (o il “cloud”, non sappiamo neanche se è maschio o femmina). Nessuna tecnologia era stata così eterea, simile all’aria che respiriamo. E questo nonostante i ben informati ci abbiano avvertito che ormai in tutti i continenti sorgono...

Torna in libreria un testo chiave dell’arte anni ’70 / Alberto Boatto: Ghenos Eros Thanatos

Publichiamo un estratto dalla postfazione di Stefano Chiodi al libro di Alberto Boatto, Ghenos, Eros, Thanatos e altri scritti sull’arte 1968-1985, L’Orma, Roma 2016 .                                                                                    Jannis Kounellis, Senza titolo, 1973   Il 15 novembre 1974 apre alla Galleria de’ Foscherari di Bologna una mostra dal titolo ermetico: Ghenos Eros Thanatos. La cura Alberto Boatto, sin dai primi anni sessanta uno degli osservatori più tempestivi delle nuove tendenze artistiche: al suo attivo sono già un libro pionieristico, Pop art in U.S.A. (1967), numerosi saggi dedicati ad artisti contemporanei e a figure quintessenziali della vicenda novecentesca (Marcel Duchamp, anzitutto), la direzione di riviste d’arte (“Cartabianca” e...

Tempo, spazio e immortalità in Gino De Dominicis / Contro l'ideologia del progresso

È la mattina dell'8 giugno 1972 quando, in occasione dell'inaugurazione della 36° Biennale di Venezia, un istante di eternità e immortalità irrompe nel tempo e nello spazio della laguna. In una delle sale veneziane Paolo Rosa, un giovane affetto da sindrome di down, è seduto su una sedia, davanti a lui ci sono il perimetro di un quadrato bianco disegnato per terra, una palla di gomma e una pietra. Si tratta della Seconda soluzione di immortalità (l'Universo è immobile), l'opera che Gino De Dominicis ha preparato per l'occasione, composta appunto da Paolo Rosa e altre tre opere: Cubo invisibile (1967), Palla di gomma (caduta da 2 metri) nell’attimo immediatamente precedente il rimbalzo (1968-69), e Attesa di un casuale movimento molecolare generale in una sola direzione, tale da generare un movimento spontaneo della pietra (1969), opere già esposte in precedenza in occasione della sua prima personale a L'Attico di Fabio Sargentini nel 1969. Pochi giorni dopo la sala verrà chiusa e l'artista e il suo assistente Simone Carella saranno denunciati alla Procura della Repubblica per sottrazione d'incapace, e poi assolti nell'aprile del 1973 perché «il fatto non sussiste». L'opera dello...

A Venezia la mostra dedicata al grande fotografo / I nudi iperrealisti di Helmut Newton

È una delle più famose fotografie di Helmut Newton. Non a caso l’invito della mostra, che si apre oggi a Venezia (Helmut Newton. Fotografie. White Women Sleepless Nights Big Nudes, Tre Oci), lo presenta come un emblema del suo lavoro. S’intitola: Autoritratto con la moglie June e le modelle. Lo scatto è del 1980. Si vede la modella di schiena, le sue natiche in primo piano, il braccio e la mano appoggiata ai fianchi, mentre l’intero corpo nudo si riflette nello specchio al centro della foto: un’immagine dentro l’immagine, il davanti e il dietro; ma anche il cambio di dimensione: la donna in primo piano è più reale di quella riflessa nello specchio; la seconda donna è più “immagine” della prima. Fotografata di schiena è nuda, mentre di fronte è un nudo. In fondo allo specchio, dietro alla modella, c’è poi lui, il fotografo. Indossa un’impermeabile e sta guardando dentro l’obiettivo della macchina fotografica. Sul lato, sempre dentro lo specchio, s’intravedono due gambe nude che indossano scarpe dai tacchi altissimi; sul lato opposto, fuori dallo specchio, ma sempre dentro il riquadro della fotografia, c’è un’altra donna. È June, la moglie di Newton, è vestita e seduta su una sedia...

Un sito rinnovato per capire di più / doppiozero: si cambia!

Quando abbiamo iniziato a pubblicare doppiozero, nel febbraio del 2011, ci siamo posti un doppio obiettivo: creare una rivista culturale libera e autorevole e formare una comunità di autori e lettori che ne sostenessero ogni giorno la visione. Nel paesaggio culturale, sociale e politico contemporaneo la possibilità di nutrire sguardi indipendenti, di individuare e interpretare gli aspetti più difficili e controversi della nostra esistenza, di esaminare in profondità libri, film opere d’arte, spettacoli di tutti i generi, di usare in modo critico le nuove, straordinarie potenzialità offerte dalla rete, equivale a coltivare al tempo stesso la libertà individuale e una prospettiva di comune consapevolezza. In altre parole, a rinnovare nel nostro presente complesso e contradditorio quella possibilità di dialogo, apertura, lucidità in cui si riconosce il segno di una cultura libera e matura. Dopo cinque anni possiamo dire di aver vinto quella doppia scommessa. doppiozero si è affermato come uno dei più autorevoli e più seguiti web magazine di approfondimento culturale in Italia. Pubblichiamo quotidianamente articoli e riflessioni di attualità, filosofia, letteratura, politica,...

Dopo gli attentati di Bruxelles / Chi sono i terroristi suicidi?

Qualcuno ricorda il nome di Ahmad Al Mohammad, il suo viso, appena incorniciato da una barba rada, il bel volto di ragazzo? E Bifal Hadf, vent’anni, cappelli ricci e radi peli sul mento, chi è? E Mohammed Al Mahmoud, faccia triste nella foto, ma così giovane anche lui? E ancora: chi sa qualcosa di Ibrahim Abdeslam trentenne francese, barbetta e occhi scuri? O di Salah Abdeslam, volto tondo, sguardo ambiguo, di anni 26? E infine chi conosce Abdelhamid Abaaoud, il più sbarazzino di tutti, sorridente, cappello di cotone in testa, quasi un rapper? Se non li ricordate: i primi tre sono quelli che si sono fatti esplodere vicino allo stadio; degli altri tre: uno si è fatto esplodere a Boulevard Voltaire, uno è scappato ed è stato preso, il terzo è stato ucciso in un blitz a St Denis. I loro nomi sono legati all’assalto al Bataclan, alla strage nei ristoranti, allo stadio di Parigi. In poco tempo anche i nomi degli uomini che spingevano il carrello all’aeroporto di Bruxelles, quelli con il guanto, sono stati identificati. Perché l’hanno fatto, perché lo fanno, perché lo faranno ancora? Secondo gli studiosi del fenomeno del terrorismo suicida – di questo si tratta – non esisterebbe...

Una mostra al Macro di Roma / egosuperegoalterego

Qualche mese prima dell'inaugurazione della mostra egosuperegoalterego il Macro, il museo che la ospita fino all'8 maggio 2016, promosse la campagna #macroego, invitando il pubblico a inviare i propri autoscatti per vederli esposti assieme alle altre opere. Le prime cento immagini avrebbero formato la copertina del catalogo della mostra, una raccolta di interventi critici dedicati allo sguardo degli artisti sull'identità propria e altrui. Il dato surreale è che quest'immagine nata per celebrare il tema della visione autoriflessa risulta nei fatti anonima: lo sguardo non riesce a concentrarsi su un volto né a trattenere più di una rapida impressione, rimbalza da una faccia all'altra cogliendo solo i lineamenti umani più riconoscibili – occhi, naso, bocca – senza comprendere molto altro.  Nella mostra un'installazione di Mariana Ferratto, Allo specchio, riproduce l'osservarsi come dialogo privato in cui subentra sempre la visione di qualcun altro. Le donne che sembrano specchiarsi rivelano quella sottile mimica che nasconde la ricerca di una conferma: la garanzia che ciò che vediamo sia aderente a un'immagine inconsciamente interiorizzata che soddisfa i canoni estetici...

Arti decorative e identità africana / Echi del passato, iscrizioni del presente

English Version   In un salone elegantemente affrescato di Villa La Pietra, sede fiorentina della New York University, vi è un pregevole manufatto che ritrae una donna con una tunica marrone chiaro adornata da foglie di fico dorate, un colletto d’oro e bottoni e stivali in tinta. Sul suo viso d’ebano è disegnato un ampio sorriso e il suo corpo è semi-genuflesso. Le braccia aperte accolgono i visitatori, come a suggerire un invito: “Datemi i vostri guanti, le sciarpe, i cappotti”. Dall’altra parte della stanza vi è una statua simile, che ritrae una figura maschile. Le sue sembianze sono quelle di un paggio del XVIII secolo. È un giovane africano dalla splendida chioma ricciuta, adornato da stemmi marroni e dorati, raffigurato con un corno o una tromba sottobraccio, su un piedistallo a gradino, in un gesto di riverenza nei confronti degli osservatori. Queste opere appartengono a un genere di arte decorativa dell’Europa occidentale di cui fanno parte oggetti d’arredamento, sculture, dipinti e arazzi raffiguranti personaggi di origine africana nelle vesti di domestici, soldati, servitori e custodi di...

Astori, amanti torturati

Pagine e pagine sono state dedicate agli animali, dai più domestici ai più lontani dalle abitudini umane. I gatti di Colette, i cani di London, le balene di Melville, i pappagalli di Flaubert, i lupi di Hesse e magari di topi di Böll. Sarebbe infatti esercizio fin troppo facile associare ad ogni scrittore il suo animale, il suo correlativo oggettivo, il suo daimon come racconta Philip Pullman nella trilogia della Bussola d'oro. Un riferimento, non a caso, importante nell'immaginario di Helen Mcdonald, naturalista, storica e poetessa che nel 2014 ha pubblicato un libro decisamente eccentrico rispetto alla tradizione dove giocoforza andrebbe inserito. In Inghilterra è stato premiatissimo, adorato, forse perché altri autori come Richard Mabey, a cui si deve lo straordinario Natura come cura, hanno inaugurato la strada dell'osservazione naturale come possibile alternativa allo scandaglio dell'io. In Italia, purtroppo, questo è ancora al di là da venire, abituati come siamo a considerare lo stato di natura come eden primigenio a cui tornare. Abbiamo i nostri Tiziano Fratus o Mauro Corona, cantori di un tempo perduto, privi di qualsiasi nozione scientifica a riempire i vuoti, a...

Su Bernie Sanders

Bernie Sanders. Classe 1941, nato e cresciuto nel Vermont, deputato dal 1991 al 2007, poi Senatore fino ad oggi. A occhio e croce, in Italia verrebbe considerato ‘vecchio’, anagraficamente e politicamente. Da rottamare, per intenderci. Negli Stati Uniti invece è proprio lui che, al momento, sembra rappresentare l’anti establishment del Partito Democratico, e risulta essere la persona più lontana da quelle logiche di partito delle quali Hillary Clinton evidentemente fa parte da decenni. Ci vuole una ‘Rivoluzione politica’, dice Bernie al popolo delle primarie: college statali e assistenza sanitaria gratuita per tutti, spacchettamento delle grandi banche di Wall Street, iper tassazione verso la fetta più ricca dei contribuenti americani, rappresentata da un simbolico 1%, che detiene la stessa ricchezza del 90% della popolazione. Un programma a dir poco ambizioso, che in Iowa (ma anche altrove) ha infuocato soprattutto gli elettori dai 17 ai 29 anni: i consensi provenienti dai giovani sono stati intorno a un incredibile 84%.  Ciò che manca all’interno del programma è un po’ di concretezza, affermano...

Donne ganze

Era il 1971 quando il nero americano Melvin Van Peebles scrisse, produsse, diresse, musicò e interpretò Sweet Sweetback’s Baadasssss Song, il primo film americano in cui un nero la fa gloriosamente in barba alla polizia e alla giustizia dei bianchi. La battuta finale, pronunciata dal protagonista ormai al sicuro dall’altra parte del confine con il Messico, è “tornerò a riscuotere quello che mi spetta”. Una promessa o un giuramento che, a seconda dei punti di vista e dello status social-razziale, rappresenta una minaccia e la materializzazione di un incubo oppure un gesto di trionfo e un lieto fine. All’epoca l’America era impegnata nella Guerra del Vietnam, da cui sarebbe uscita sconfitta nel 1975. Il paese era in guerra anche al suo interno: il 21 febbraio 1965 muore assassinato Malcolm X, leader radicale africano-americano; nel 1966 nasce il Black Panther Party, il primo partito nero che non si accontenta di negoziare qualche diritto e non si riconosce nelle posizioni non violente e integrazioniste del pastore protestante Martin Luther King; il 4 aprile 1968 Martin Luther King viene assassinato. In quegli anni la...

Perchè Podemos

Un giorno a metà febbraio 1982, sicuramente di sabato o di domenica, siamo andati con amici a visitare, la fiera d’arte contemporanea ARCO di Madrid, poi consolidatasi e cresciuta sino ai nostri giorni. Promossa da Juana de Aizpuru, una gallerista molto innovativa, ARCO nasceva come la prima uscita dell’arte spagnola sul piano internazionale, in chiara lotta contro il localismo. A solo sette anni dalla morte di Franco, sentire la parola ‘internazionale’ suscitava in noi forti aspettative. In effetti, in quei giorni, e in parallelo alla fiera, sono venuti per discutere sulla “rottura del dopoguerra spagnolo” diversi critici, galleristi e artisti stranieri: tra gli altri, Giulio Carlo Argan, Achille Bonito Oliva, Lucio Amelio, Rudi Fuchs, direttore quell’anno di Documenta di Kassel, Marcelin Pleynet, che da vent’anni si occupava di Tel Quel, e il catalano esiliato e appena ritornato Alexandre Cilici Pellicer. Un importante salto culturale, che va valutato insieme all’entusiasmo provato alla vigilia delle elezioni generali che avrebbero portato la sinistra al governo dopo più di quarant’anni. Sentivamo l’...