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Acqua

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Montisola / Paesi e città

Montisola è un luogo che sfugge alle definizioni, forse perché ogni singolo elemento che la costituisce pare abbia una voce, si sente come un brusio da torre di Babele: lago, monte, roccia, onda, albero, ognuno parla una sua propria lingua.   Prima si entra in molle sintonia con la fluidità dell’acqua: camminando sulla strada di asfalto che si accosta al lago verso Sensole, sembra di muovere i passi su un ponte, poi, mentre si sale da Peschiera a Menzino, qualcosa cambia, e gli occhi iniziano ad apprezzarne i lineamenti aspri: le forme nude delle rocce, l’ossatura del monte che si innalza dalle rive del lago e rivela, con le sue incisioni e le striature, l’intima architettura dell’isola, i segreti della sua nascita. Gli strati rocciosi a picco sulla strada stanno quasi a indicare il percorso per raggiungere la cima: una grande pietra solitaria appoggiata sulla sommità del monte come un cappello. Se si scende verso il lago invece, pare che qualcosa si srotoli: si lasciano gli alberi, la terra, il bosco e si giunge di nuovo a riva, senza accorgersi della strada percorsa e di quanto tempo sia passato.  ...

Acqua pubblica / The day after

L'aqua è di tutti... E lu vinu?   (fonte)

Acqua

Che fare con l’acqua? Oggi e domani andremo a votare per il referendum che chiede di non privatizzare l’acqua pubblica, quella degli acquedotti e delle fontanelle, di non darla in gestione ai privati. Ma intanto quale acqua bere? Per ora ci sono varie possibilità: l’acqua del rubinetto, le caraffe filtranti, gli impianti casalinghi di purificazione e l’acqua minerale. Corrispondono a quattro tipi diversi.   Gli ecologisti-risparmiosi: bevono l’acqua del rubinetto perché costa pochissimo, perché è comoda (sgorga direttamente in casa), perché sono contro l’acqua che arriva da lontano. I risparmiosi-che-non-si-fidano: bevono l’acqua dal rubinetto, ma decantata nelle caraffe filtranti, l’acqua costa poco e non sa di cloro. I risparmiosi-che-si-attrezzano: la bevono solo filtrata da impianti domestici ad hoc; si spende una volta sola (dai 1200 ai 3500 euro), ma poi l’acqua del rubinetto è pura. I diffidenti-lussuriosi: bevono solo acqua imbottigliata, come se fossimo in Africa, anche se costa (quasi 500 volte più dell’acqua del rubinetto), la gradiscono...

Enzo Apicella per l'acqua pubblica

  Enzo Apicella è nato il 26 giugno del 1922, ha quindi quasi 89 anni, ma quando lo vedi è così gagliardo che resti abbagliato e rincuorato. Alto, naso imponente, occhi azzurrissimi che ridono vispi, un’ironia che sprizza da tutti i pori. Finalmente l’ho conosciuto quest’estate in una spiaggetta selvaggia a Passoscuro, nel comune di Fiumicino. Cinzia e il Buggiani mi raccontavano di lui da anni, storie fantastiche, esilaranti, Lodeviconoscere! Lodeviconoscere!, pigolava Cinzia come fa ogni volta che mi parla di qualcuno che le piace molto, io, figuriamoci, son qui per questo.   Enzo Apicella ha collaborato e tuttora collabora con quotidiani e riviste di fama internazionale come il Guardian, l’Observer, il manifesto, Punch, l’Economist, Private Eye e Harpers & Queen (prendo da Wikipedia), inoltre ha progettato oltre 140 ristoranti e dipinto numerosi murales. È designer e grafico, architetto e decoratore. Ma soprattutto cartoonist: il profilo di un creativo che ha scelto di stare con i più deboli. Da Cuba alla Palestina. Ebbene, a proposito di ristoranti, m’era piaciuta da...

I draghi verdi

Eccomi qui alla soglia della vecchiaia e prossima alla pensione, come una bisnonna con parlantina accesa, vorrei dire la mia prima di lasciare la città, perché mi è giunta voce che vogliono sbarazzarsi di me o vendermi a chissà quale offerente. Sono nata dopo la guerra in data incerta e ho sempre vissuto a Milano nei giardinetti di via Pallavicino, dove risiedo tutt’ora. È una bella zona con tanto verde intorno anche se molte cose da allora sono cambiate, ah quanti ricordi, quante mani e bocche si sono avvicinate a me! All’epoca non c’erano le bottigliette di plastica ed era assurdo che i bambini andassero a bere nei bar, figurarsi! I piccoli viaggiavano in lussuosi passeggini accompagnati dalle tate e i grandi (e per grandi intendo quelli delle elementari, una volta venivano responsabilizzati prima) giravano già nel quartiere in piccole bande, ovviamente senza soldi in tasca, altro che Coca cola! Ero io al centro della loro attenzione. Stavo lì bella e possente con la mia acqua fresca che sgorgava... Una fontanella verde tutta in ghisa con un bellissimo drago d’ottone come rubinetto, allora ero...

Quando è che una cosa diventa un’altra?

Nel 1840 Hippolyte Bayard scelse di fotografare se stesso come annegato, intitolando l'opera Autoportrait en noyé. In un bagno di luce paglierina il corpo esposto sembra impercettibilmente (già) corroso, il viso è calmo, posato vicino a un cappello rotondo di paglia.   Le fotografie dell’esposizione di Roni Horn del 1999 alla Tate Gallery di Londra (intitolata Still water),avevano come oggetto le acque del Tamigi. Ogni foto era stata scattata a distanza ravvicinata e mostrava solo il fiume. Niente sponde, niente presenze umane, solo le acque catturate dallo sguardo di notte, all’alba, nel pomeriggio, con tempi atmosferici diversi. Le acque erano ora trasparenti, ora oleose, ora nere e dense, ora solide e grigie, ora verde chiaro o verde giallo. A volte assomigliavano a una piscina, altre al grasso della balena. Ogni foto era disseminata di numeri che sembravano una schiuma fluttuante sulla superficie dell’acqua, una galassia di costellazioni. I numeri in realtà rimandavano a note a pié di pagina, dove informazioni tecnico-scientifiche sugli annegati si intrecciavano a citazioni letterarie da Emily Dickinson,...

Milano / Paesi e città

Milano, 15 agosto 2003. La città è vuota, son rimasti solo piccioni, turisti e diseredati. Al di là della rete che costeggia il lato interno del marciapiede, cataste di travi che puzzano di petrolio, tratti di rotaie arrugginite, un container per gli attrezzi. Stanno smantellando il capolinea del vecchio trenino Milano-Cormano, faranno un parcheggio. Il botteghino abbandonato della biglietteria coperto da una tettoia ondulata, è teatro di festini notturni dei desperados del quartiere, due panche di ferro attaccate al muro ospitano i loro sonni. In quell'angolo la fila di platani e il marciapiede s'interrompono, i mezzi che entrano in Dogana passano da lì. C'è un segnale di pericolo con un bidoncino della spazzatura fissato al palo. Veicoli militari in manovra - 50m., a due passi un cassonetto giallo per la raccolta dei vestiti usati e la fontanella comunale. In rilievo sulla colonna di ghisa verde scuro, lo stemma del comune, una croce rossa in campo bianco, il rubinetto d’ottone ha la testa di un drago. Nel silenzio irreale si distingue a distanza la musica dell'acqua che sgorga. BINOCOLO SULLA VEDOVELLA show...