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Primavera messicana | La verità del cactus

La prima, più segreta, verità del cactus non è quella della sua resistenza all’aridità: è la sua fioritura, che a volte sarà splendida e smagliante, altre una corona regale al di sopra di affilate spine. Come la primavera, in Messico, questa non avrà mai sosta: attraverserà le stagioni e gli altipiani, si disferà al caldo tiepido invernale del Distrito Federal, scuoterà i propri colori nelle tormente estive in Chiapas, creperà la terra riarsa nel Nord della frontiera. E siamo proprio al Nord, nell’impressionante romanzo Porque parece mentira la verdad nunca se sabe di Daniel Sada. Dove due figli, Salomón e Papías, sputano in faccia al padre Trinidad, meschino commerciante di provincia, ribellandosi. L’oltraggio ha luogo nel paesino immaginario di Remadrin, nel quale, a seguito di una smascherata frode elettorale, cadono uno dopo l’altro cadaveri senza nome da un misterioso camion, in processione. Saranno i manifestanti uccisi in una rappresaglia governativa? E, tra quelli, ci saranno i figli di Trinidad? Quale sia la verità che sibila nei tourbillon di parole...

Bouvard e Pécuchet 2.0

Sono due clown beckettiani con calzoni troppo corti, visi troppo pallidi e occhiaie troppo pronunciate, grandi pance di chi sta sempre incollato a una sedia i Bouvard e Pécuchet di Mario Perrotta, premio speciale Ubu 2011 per la Trilogia dell’individuo sociale, chiusa da questo spettacolo ispirato dal romanzo incompiuto di Flaubert. Sono, quei due, la nostra umanità in un Atto finale senza fine, una ricerca di senso senza intelligenza, inchiodati a una tastiera per computer che pende dal petto, in dialogo con i loro doppi virtuali e altri fantasmi del mondo proiettati alle loro spalle su uno schermo, onnivori, bulimici di informazione, di domande che non riescono a avere risposta. Quelle loro pance, anzi, somigliano a quella del divoratore Ubu re, mangiatore di uomini, distruttore di se stesso.     Si sono ritirati dal mondo non per confezionare marmellate o per studiare sui libri geografia, astronomia, mitologia, storia antica, medievale, moderna o contemporanea, in un sapere che rimanda continuamente a altro sapere, spalancando l’abisso dell’ignoranza e dell’impotenza. Questa volta le loro domande inani sull’umanit...

Come salvarsi dalla contemporaneità

Un uomo in un gigantesco hangar. Una volta ci mettevano gli aeroplani. Adesso è vuoto. L’uomo si volta verso di noi, sorride. Stanno arrivando i camion. Ecco il primo. Scendono due elefanti, un motociclista su una Guzzi. Tredici poliziotti inglesi e otto italiani. Degli operai sono già al lavoro. Entro un paio di giorni avranno ricostruito un colosseo in scala, che toccherà il soffitto dell’hangar. L’uomo dà indicazioni, si sbraccia, grida. “Il morto! Dov’è?” urla verso il secondo camion. Scende un ragazzo con la maglietta lacerata. Si salutano. Poi il ragazzo va a sistemarsi in un angolo, chiude gli occhi. È lui, il morto. Da un pullman lentamente fanno capolino uomini con maglie e pantaloni e scarpe da calciatori. Raggiungono la sezione di prato sintetico e restano così, immobili. Noi osserviamo in silenzio. L’uomo ci sorride ancora. Da una gru vengono calati otto gigantesche pale eoliche, anche se il vento non c’è. L’uomo finalmente si avvicina e ci consegna un foglio stampato. Lì, su quel foglio, è spiegato tutto. L’uomo si chiama Mark. Sta...

Informazione e libertà

È chiaro a tutti ormai che la difesa del diritto all’informazione è una delle battaglie fondamentali della nostra epoca. Informazione libera significa la possibilità per i cittadini di controllare gli atti dei loro governanti, di chiamarli a rendere conto delle loro decisioni, di ribaltare le verità prefabbricate della propaganda. Essere informati vuol dire insomma partecipare alle decisioni fondamentali che riguardano la vita individuale e la collettività e allo stesso tempo non subire i condizionamenti di chi detiene il potere – di qualsiasi tipo – e lo esercita nel proprio esclusivo interesse attraverso il controllo dell’opinione pubblica.   Ogni tentativo di condizionare l’accesso all’informazione, in tutte le sue forme, equivale dunque a limitare le libertà fondamentali che sono il fondamento di ogni democrazia. Da anni assistiamo nel nostro paese ai tentativi di colpire il diritto di cronaca in nome di una “difesa della privacy” che è solo l’inconsistente giustificazione escogitata per difendere i privatissimi interessi del presidente del consiglio Silvio...

Gente senza frizione

Prima della rete, prima che la tecnologia per agirla giungesse ai più, vivevamo in un sistema media-centrico, in cui la tv costruiva l’immaginario comune e chi lo controllava ne vendeva gli sfavillanti surrogati agli “utenti”. I due principali “prodotti mediatici”, “intrattenimento” e “informazione” si sono poi appiattiti sul primo andando ben oltre l’idea dell’ibridazione (“infotainment”).   Con la diffusione della banda larga e la rivoluzione dei costumi socioeconomici, la struttura gestore - medium - utente che fin lì aveva retto, con la TV a fare da fulcro, tenta una sovrapposizione se non proprio un assalto “normalizzatore” alla rete collezionando una serie di clamorose disfatte. La rete non è la tv! Non è colonizzabile, non è regolamentabile, né compatibile coi vecchi modelli economici.   Ciononostante approcciare il web come luogo di nascita di nuovi mercati e nuove opportunità commerciali è un’ottima idea per comprenderne a fondo le dinamiche sociali, vero motore del web. Gerd Leonhard, Guru USA dell...

Appunti sull’umanizzazione della monnezza futura

È sabato 25 giugno e stiamo scendendo verso piazza Carlo III. Sono le nove di mattina, e io e Francesco ci aspettiamo di vedere il disastro ecologico annunciato da tutti i media con le stesse parole e le stesse immagini fino a stamattina: una città sepolta nei rifiuti. Tutta questa zona, dalla Doganella in giù e fin dentro la città vecchia, è sempre quella più colpita dalla spazzatura, forse perché i politici sanno bene che qui non siamo a Mergellina, dove le troupe televisive sostano a prendere l’aperitivo al Gambrinus e vanno a mangiare i vermicelli a vongole nei ristoranti del Borgo Marinaro: e quindi è l’ultima parte di città che i politici decidono di far ripulire e, in realtà, pulita non lo è mai del tutto.   Guardiamo, giriamo, percorriamo corso Garibaldi, svoltiamo per porta Capuana, saliamo per Vico lungo a Carbonara, nel cuore del cuore della città plebea, ma invano. Il disastro che siamo venuti a vedere e a interpretare non c’è. A quel che sembra, e secondo il responso dei nostri occhi, la raccolta straordinaria ventiquattr’ore su ventiquattro...

Bisi Bisi, Bau Bau

Siamo un Paese dove sempre di più il verosimile pare prendere il posto del vero. Pensate a Bisignani, l’uomo di pubbliche relazioni che viene presentato come il manovratore massimo della pubblica ribalta italiana: non c’è direttore di ministero e generale, capo dei servizi segreti e amministratore delegato che – dicono – non debba passare al suo vaglio. Si sono rivolti a lui persino per organizzare il prossimo meeting interconfessionale di Assisi, dove sarà presente il Papa. Ufficialmente il Bisi, così lo interpellano le affollate schiere dei frequentatori, è un manager della Ilte Spa. Vale a dire l’industria tipografica dove si stampano le Pagine Gialle, quelle alle quali ci rivolgeva, prima di google, per cercare il ristorante giusto. L’elettricista per l’improvvisa emergenza. L’esperto in derattizzazione da fiondare nella casa di campagna. E infatti a Bisignani, stando alle conversazioni che emergono, i potenti di rango si rivolgono per ogni esigenza, quasi fosse un volume delle Pagine Gialle. La ministra dell’Ambiente ha il problema dei cinghiali che assediano il giardinetto della...

La rete: il bene comune privato

Ovunque, sul web e sui giornali, si sta parlando del peso che la rete ha avuto nel successo di questo referendum. È un tema caldo, che viene fuori dopo anni di riflessioni. Ne ha parlato spesso anche doppiozero, a proposito del Nord Africa, dell’informazione, della Moratti, delle elezioni e ne ha parlato Marco Belpoliti l'altro ieri in prima pagina sulla Stampa. Il tema vero, a prescindere dai dati e dalle interpretazioni, è che questa forza è indiscutibile, palese, e ogni giorno più evidente agli occhi dei sistemi di comunicazione paludati.   La rete, che siano i blog, i social network o le chat sui telefonini, è il luogo in cui oggi si forma l’opinione pubblica, perché è lì che dimorano le idee, le informazioni e il sapere. Non è un mezzo, è il luogo a cui abbiamo deciso di affidare tutto questo e lo abbiamo fatto, e lo facciamo ogni giorno, perché è un luogo libero. Davvero, nella prima volta nella storia dell’uomo, un posto veramente e incondizionatamente libero, in cui le decisioni e le scelte avvengono attraverso movimenti orizzontali, anziché...

Sony segreto

Il 20 aprile di quest’anno il deposito informatico della Sony è stato violato. Visitatori non identificati sono entrati nel centro dati, situato a San Diego in California, e hanno portato via – ovvero copiato, come si dice oggi per il “furto” – i dati personali di tutti i clienti della Sony: settanta milioni di abbonati che scaricano musica, filmati e altri prodotti della casa giapponese. Sono stati sottratti referti personali, password, numeri di carte di credito, insomma tutto quello che serve per ottenere dalla casa madre “forme” che soddisfano il piacere auditivo e visivo (almeno per il momento) dei singoli consumatori.   I dati sono stati messi in vendita, così si trova scritto sui giornali dell’altro giorno, al mercato nero: informazioni “sensibili” sugli abbonati della Sony. Si vendono al miglior offerente indirizzi email, numeri delle carte, date di nascita, id e password. Il tutto alla spicciolata, per singoli pezzi, oppure per blocchi. Pare che nel mercato parallelo le informazioni della carta di credito (con data di scadenza e codice di sicurezza) valgano 70 dollari; mentre senza codici...

La scimmia che vinse il Pulitzer

Presentiamo il libro di Nicola Bruno e Raffaele Mastrolonardo La Scimmia che vinse il Pulitzer. Storie, avventure e (buone) notizie dal futuro dell’informazione, edito da Bruno Mondadori, collana Presente Storico.   Scarica l'introduzione del libro in pdf.   Di seguito i commenti al libro di Roberto Marone e Bertram Niessen.     La scimmia che vinse il Pulitzer, otto capitoli: precisione, velocità, intelligenza, partecipazione, trasparenza, libertà, bellezza, cambiamento. Otto capitoli che raccontano l’universo dell’informazione e del giornalismo in questi ultimi (embrionali) 10 anni di web.   C’è il ragazzino matto che con un account Twitter batte sul tempo i Golia dell’informazione, il software che scrive da solo articoli bellissimi,il progetto di testimonianze open source dall’Africa, e l’inevitabile storia su Assange (icona eroica di quel mondo), il tutto a bagno in un entusiasmo che oggi abita solo le teste di chi lavora online.   A voler aggiungere una parola, alle otto, io avrei aggiunto memoria. Il libro sfoggia con naturalezza, in tutti i suoi...

Neotelevisione

Chi ricorda la giraffa? La giraffa era una specie di trespolo che, per raccogliere le voci negli studi televisivi, faceva pendere dall’alto un microfono. Il microfono doveva essere rigorosamente nascosto, e con esso tutta l’apparecchiatura tecnica, in modo da far sembrare conduttori, ospiti e cantanti non in tv ma a teatro, non di fronte a telecamere ma a un pubblico reale. Quando appariva nell’inquadratura, ci si metteva a ridere, additando la sua presenza come un terribile sbaglio dell’operatore o del regista. La televisione delle origini, per esserci, doveva sparire, a tutto vantaggio d’altri generi artistici come il teatro di varietà, l’operetta, la radio, la saga di paese. Chi ricorda la giraffa è uno che guardava i programmi della paleotelevisione, quando la tv mimetizzava i propri apparati, e con essi tutta l’ideologia che ne discende, per adoperarsi in quella che era, o avrebbe dovuto essere, la sua missione istituzionale: un servizio pubblico erogato da un ente statale, con l’obiettivo di intrattenere, informare e, pensate un po’, educare.      Ma negli anni Ottanta, con l’...