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insetti

(11 risultati)

Insetti 6 / Calvino, Levi e le formiche tagliafoglie

“Noi non lo sapevamo, delle formiche, quando venimmo a stabilirci qui”. Così inizia La formica argentina racconto lungo di Italo Calvino, pubblicato per la prima volta nel 1952. Una coppia di giovani sposi con un figlio s’insedia in una località della Riviera Ligure e scopre che è invasa dalle formiche; entrano dappertutto fino a ricoprire anche il loro bambino che dorme. Così i due adulti ingaggiano una strenua lotta contro l’insetto. Si tratta della Linepithema humile, una specie originaria del Sud America, e per questa chiamata comunemente argentina (non per il suo colore). Grazie alle piante e agli oggetti trasportati in giro per il mondo nel corso del Novecento la formica argentina si è diffusa in America del Nord, nell’Europa meridionale, in Africa, in Giappone, e persino in Oceania. Una specie molto invasiva, che è classificata tra le cento più dannose esistenti sul Pianeta. Nel sito della Bayer, che produce trattamenti contro gli insetti, è specificato che la più grande colonia al mondo di Linepithema humile s’estende per 6000 chilometri lungo le coste del Mediterraneo. Una enormità. Con ogni probabilità è stato il padre di Italo, Mario Calvino, agronomo, a portare in...

Coleotteri / Ernst Jünger, Primo Levi e gli eredi del pianeta

Tutto comincia con un regalo del padre. Ernst e il fratello Friedrich Georg ricevono nell’ordine: una rete, vari aghi, una bottiglia per contenere la preda, una cesta rivestita di torba sul fondo e foderata di carta lucida all’interno. Così potranno agire con maggior perizia e abilità nei dintorni della loro casa di famiglia a Rehburg, in Germania, posta all’interno di un distretto forestale. Da questo momento sono diventati dei “cacciatori sottili” e andranno inseguendo insetti e altri animali per boschi e prati. Sono aspiranti entomologi. Secondo quanto scriverà decenni dopo Ernst diventato sessantenne, essere cacciati, poiché chi osserva è a sua volta osservato. Nella caccia, scrive, la domanda sul senso dell’inseguimento è sempre d’obbligo.      Ernst non è altro che Ernst Jünger. Sta raccontando la storia della sua passione per gli insetti in un libro, Cacce sottili, publicato in Germania nel 1980, magnificamente tradotto da Alessandra Iadicicco per Guanda nel 1997, oggi purtroppo introvabile. Jünger è il celeberrimo autore di Nelle tempeste d’acciaio (1920), uno dei testi fondamentali sulla Prima guerra mondiale, e della Mobilitazione totale (1930), una delle...

Le teorie politiche dell’ambiente / Zecca, brigante di strada

“Fra tutti gli animali sono proprio i parassiti quelli che dovremmo ammirare per l’originalità delle invenzioni scritte nella loro anatomia, nella loro fisiologia e nelle loro abitudini. Non li ammiriamo perché sono fastidiosi o nocivi, ma una volta superato questo preconcetto ci si apre un campo in cui, veramente, la realtà scavalca la fantasia”. Così scrive Primo Levi in Il salto della pulce. Si tratta di una riflessione che sino a qualche decennio fa era patrimonio solo di chi studiava, o praticava, discipline come la biologia, la chimica o l’etologia, perché l’antropocentrismo spingeva tutti gli altri a vedere l’uomo al vertice del sistema naturale, signore e padrone del Pianeta, eterno e incontrollato sfruttatore. Da quando con l’ecologia, nata come idea condivisa da milioni di persone solo nella seconda metà degli anni Sessanta del XX secolo, e con l’avvento della visione dell’Antropocene, divulgata dall’anno 2000 dal premio Nobel Paul Crutzen per la chimica atmosferica, si è cominciato a guardare in modo diverso il sistema-Terra e a considerare in modo differente il mondo degli insetti.   Levi possedeva di sicuro questo sguardo che lo ha portato, da appassionato di...

I lombrichi di Darwin e il mondo che sprofonda

Nell’estate del 1837 Charles Darwin accompagna lo zio Jos Wedgwood a passeggio nel giardino di Maer Hall. Il giovane scienziato ha ventisette anni ed è appena tornato dal viaggio intorno al mondo sulla Beagle; ora tra i suoi passatempi c’è il giardinaggio e la lettura di romanzi. Lo zio gli mostra un terreno incolto in cui anni prima erano state sparse calce e cenere, e che adesso non si vedono più. Si scorge solo uno strato argilloso. Jos spiega al nipote che probabilmente erano stati i lombrichi a compiere questa trasformazione. Come raccontano nella loro monumentale biografia di Darwin Adrian Desmond e James Moore (Darwin, Bollati Boringhieri), lo zio pensa che questi dettagli di giardinaggio non interessino molto a Charles, il quale sta lavorando alle proprie ricerche su scala continentale. Invece non è così. Il futuro padre della teoria evoluzionista dimostra una viva curiosità per le osservazioni sui lombrichi e continuerà a pensare a quella osservazione dello zio per tutta la vita, sino a che, nel 1881, poco tempo prima della morte, pubblicherà un ultimo libro dedicato proprio a questo tema: L’azione dei vermi nella formazione del terriccio vegetale.   Dopo aver...

La metamorfosi sbagliata / Lo scarafaggio di McEwan e i coleotteri di Nabokov e Levi

L’ultimo romanzo di Ian McEwan reca come titolo: Lo scarafaggio (tr. it. di Susanna Basso, Einaudi), Cockroach in originale. Si tratta di un’opera d’invenzione alla maniera di Jonathan Swift, in cui l’autore immagina che uno scarafaggio si trasformi in uomo assumendo le fattezze del Primo Ministro di uno stato contemporaneo, la Gran Bretagna, paese dove vive l’autore. Così nelle prime pagine del libro Jim Sams, questo il nome dell’insetto-uomo, si muta da scarafaggio in un essere umano in carne e ossa. La descrizione della metamorfosi riscrive le pagine iniziali del racconto di Franz Kafka, intitolato appunto La metamorfosi, dove, come sanno oramai tutti, un rappresentante di commercio di nome Gregor Samsa si sveglia un bel mattino nel suo letto mutato in un insetto, uno dei racconti più noti e celebrati della letteratura mondiale. Jim Sams non è solo l’unico scarafaggio ad essere tramutato in uomo, poiché l’intero gabinetto ministeriale del paese risulta composto di ex scarafaggi. Capitanati dal cinico Jim Sams, i ministri condurranno alla catastrofe la propria nazione attraverso l’adozione di una dottrina economica battezzata Inversionismo. Con la sua storia McEwan vuole...

Ricordi di un entomologo / Jean-Henri Fabre, La passione degli insetti

Jean-Henri Fabre è stato il principe degli entomologi, il fondatore di questo mestiere, così strano, curioso ed emozionante. Ma prima di tutto è stato uno scrittore, e che scrittore! Chi legge Ricordi di un entomologo (tr. it. di Laura Frausin Guarino, Adelphi), capisce al volo cosa significa saper descrivere, raccontare e commentare. Basta una sola riga d’avvio d’un capitolo di quel libro pubblicato in originale in dieci volumi tra il 1879 e il 1907, per capire cosa vuol dire esporre una materia così splendida, eppure anche ostica, com’è la vita degli insetti. “Ecco come andarono le cose”, così principia Lo scarabeo d’oro, primo capitolo del primo volume dei Ricordi, per poi proseguire: “Eravamo cinque o sei, io il più vecchio, il maestro, ma soprattutto il compagno e l’amico; loro giovani dal cuore ardente, dalla fervida immaginazione, traboccanti di quella linfa che scorre nella primavera della vita e ci rende così esuberanti e assetati di conoscenza”. Fabre sta per raccontare la ricerca dello scarabeo sacro in un villaggio vicino ad Avignone nei pressi del Rodano da parte di un gruppo di osservatori guidati da lui. La sua prosa raccoglie il meglio della lingua francese dell’...

L'estate in città / Altre forme di vita

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Eusocialità / Le origini profonde delle società umane

È venuto il momento dell’eusocialità, quello della “buona socialità”? In realtà noi umani eusociali lo siamo sempre stati, e non da ora, ma da moltissimo tempo, almeno da quando uno dei nostri predecessori, l’Homo habilis, è comparso nella savana africana separandosi da una linea di discendenza di australopitecine due o tre milioni di anni fa. La parola eusocialità, coniata alla metà degli anni Sessanta, è utilizzata da diversi decenni dall’etologia. L’ha messa in circolazione un importante entomologo e biologo, Edward O. Wilson, che negli anni Settanta aveva creato una nuova branca di studi, la sociobiologia, all’epoca molto discussa e criticata. Wilson, ancora in attività come studioso e come saggista, è stato docente per molti anni ad Harvard, titolare della cattedra di Biologia; la sua specialità sono le formiche, su cui ha scritto, insieme con il collega Berthold K. Hoelldobler, un meraviglioso libro, Formiche. Storia di una esplorazione scientifica (Adelphi), che fa seguito a due grossi volumi pubblicati da Einaudi nel 1976: La società degli insetti, altrettanto fondamentali. Si tratta di libri che anche un non-specialista può leggere, e da cui si può imparare moltissime...

Trichophiala incognita / Lo strano caso di una falena namibiana

Il 31 di marzo del 1873 il naturalista ed eploratore svedese Gustaf De Vylder lasciò Città del Capo sul piccolo e veloce veliero Florence diretto a Port Nolloth, 300 miglia a nord sulla costa atlantica. Dopo un viaggio di tre giorni, il veliero giunse a destinazione il 3 aprile. Port Nolloth era un piccolo villaggio portuale che si era ingrandito nell’ultimo anno, dato che da qui partivano le piste verso i territori più settentrionali in quella che oggi chiamiamo Namibia. Allora questa vasta terra era conosciuta come Africa del Sud-Ovest, delimitata a nord dai fiumi Kunene e Okavango e a sud dal fiume Orange, e fiancheggiata dall’immenso deserto del Kalahari a est e, a occidente, dalla sottile striscia del deserto dipinto del Namib che scivola con le sue altissime dune direttamente nell’Oceano Atlantico meridionale. De Vylder era partito dalla Svezia nel 1871, grazie ai fondi messi a disposizione dal governo svedese, con l’intenzione di esplorare l’Africa australe e di raccogliere esemplari di fauna e flora in quelle lontane regioni. Dopo un lungo soggiorno a Città del Capo, il naturalista svedese decise di salire a nord in questa grande e magnifica terra, naturalisticamente...

Insetti / Malaria, zanzare e frontiere

Era un mattino tranquillo e luminoso e il sole cominciava a riscaldare la piccola ma frequentatissima clinica di Ndoba Ndoba: quattro muri e un tetto, parliamoci chiaro, con un portico sotto al quale la gente si assiepava attendendo il proprio turno. Non ero lontano dalla Missione di St. Philip gestita dalle Suore Missionarie di Santa Teresa Cabrini che prestavano i loro servizi medici anche in queste cliniche dei poveri nel mezzo del “bush”. Quella fu la mia prima esperienza in Africa, un’Africa incantevole con i freschi monti del Drakensberg e le vallette verdeggianti del piccolo regno dello Swaziland dove lavorai per qualche tempo. Aprendo la porta che dava sul portico che fungeva da sala d’attesa, mi trovai improvvisamente di fronte a un ragazzo di circa quattrodici anni, alto e magro, esausto e incapace di reggersi in piedi. Entrò nell’ambulatorio in silenzio, barcollando e facendosi strada tra le tante donne che affollavano l’esterno sedendo in terra con i loro bambini schiamazzanti. Non parlava né inglese né siSwati e cercava di comunicare nella sua lingua.   Arrivò una donna che la conosceva e tradusse: era giunto a piedi dal Mozambico salendo nella notte sui monti...

On eating insects. Essays, stories and recipes / Mangiare gli insetti

Già da vari anni Entomofagia è un termine divenuto di moda nei paesi occidentali, soprattutto tra quei gruppi e media interessati a mettere in luce il carattere trasgressivo ed esotico di una cena a base di grilli fritti o di bruchi cucinati in agrodolce. Come tutte le mode però le luci della ribalta possono essere effimere o altalenanti: gli articoli o i programmi sull’argomento rivolti al grande pubblico stanno subendo, di fatto, una sensibile riduzione. In realtà l’interesse del mondo scientifico sulla possibile utilizzazione degli insetti come fonte di nuovo nutrimento per l’umanità nei prossimi decenni è in costante aumento, sia per risolvere problemi legati alla sicurezza alimentare che per l’individuazione delle specie più adatte. Una recente pubblicazione della FAO (2013, The contribution of insects to food security, livelihoods and the environment) riassume le ragioni per le quali questi organismi potrebbero essere effettivamente alla base di una nuova alimentazione per uomini ed animali. Ci sono ragioni di tipo nutrizionale (alto contenuto in proteine, grassi insaturi e altri micronutrienti essenziali) e di tipo ecologico (basso impatto ambientale degli allevamenti,...

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