Categorie

Elenco articoli con tag:

parlare

(3 risultati)

Oggetti d'infanzia | L’apparecchio dei denti

Una vendetta tardiva, vana come tutte le vendette, eppure dovuta, e dolce, a suo modo. Perché con questo particolare oggetto d’infanzia, amaro come pochi altri, ancora nel ricordo a quattro decenni di distanza, bisognava prima o poi regolare un conto aperto, facendolo passare avanti ai molto amati e ancora rimpianti oggetti perduti o anche ai semplici odori e sapori e rumori familiari, lo scatto del coperchio di una scatola di latta, l’odore di vernice dentro gli armadi, il dolce pungente di certi biscotti, oggi tutti dispersi come relitti che il mare ci rigetta, come dicono i poeti. Ma l’apparecchio dei denti no. Lui sta in una classe a parte, la classe della paura, dell’ostinazione, dell’odio bianco, del sentirsi esultare dentro.   Lui, nella fattispecie, era una cosa doppia, dalla consistenza indefinibile e vagamente oscena, una specie di conchiglia, di un color malva chiaro simile nel suo spessore di resina traslucida a quel tono rosato che ha la gengiva o il sotto lingua quando scrutiamo allo specchio la mucosa umida di saliva. Corredate le due valve da una corona d’acciaio, un filo sagomato ad arco e poi piegato e ripiegato fino ad assumere l’aspetto di un congegno...

Speciale Ai Weiwei | Come abbiamo potuto regredire fino a questo punto?

Sono abbastanza arroganti da credere che un’autorità illegittima sia in grado di alterare la verità o il volere degli altri. Allo stesso tempo sono abbastanza fragili da credere che una voce contraria possa far crollare il loro potere schiacciante. Questo perché credono che i loro nomi poco rispettabili non saranno scritti su alcuna scheda elettorale una volta che il pubblico avrà davvero il potere di dare il proprio voto.   Hanno già perso la speranza in se stessi, e non vogliono sentire la voce del popolo; ma non permettono alle persone di ascoltarsi l’un l’altra o di scoprire che possono esistere persone con le stesse idee.   Potete pensare, ma non potete parlare. Nessun altro sa cosa state pensando, e quando il dolore e la disperazione appartengono esclusivamente a voi stessi, non ci sono minacce. Ovviamente, stareste meglio senza la facoltà del pensiero indipendente; sarebbe più sicuro, più armonioso.     Se non si può migliorare la propria realtà, allora si può contare solo sulla possibilità di distruggere la realtà degli altri...

Dialogo della pittura

  Fin dai tempi dei tempi (tempi di Altamira, tempi di Lascaux) ho visitato con affetto, curiosità e tremore gli studi dei pittori - ogni volta sentendomi invitato in luoghi in qualche modo misteriosi, o addirittura sacri. Quelle soglie, ogni volta che le oltrepassavo, le sentivo temenoi, tagli, fra un fuori normale e un dentro altro, denso e segnato, templare: varco iniziatico (se entri io t’inizio ai miei segni e colori, te li rivelo e ti faccio partecipe) oltre cui avrei trovato colori, odori, disegni, cavalletti, tele, immagini nuove e vecchie, officina, laboratorio, cappella votiva, luogo di meditazione, di artigianato e ispirazione. Andavo da Claudio Olivieri verso il Ticino, a ovest di Milano, fra campi di erbe, in una casa isolata, sderenata, antica, contadina - e lo trovavo (era sempre solo) con le tele intelaiate intorno, quinte, verticali - alcune bianche, alcune con qualche segno e colore, alcune finite. Parlavamo, io cercavo di decifrare, il difficile lavorio del narrare la pittura - e discutere e discutere, il dialogo del poeta e del pittore. Il pittore che aspetta le parole del poeta forse per capire cosa sta facendo. Ma cosa fa il pittore...