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premio

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Giù la maschera cheFare!

Si sta concludendo la seconda edizione di cheFare e tra pochi giorni si saprà chi vincerà il premio. Non è quindi fuori luogo, dopo questa esperienza e quella dello scorso anno, fermarci a riflettere su quanto stiamo facendo, cercando di capire se sta producendo i risultati sperati e, più prosaicamente, chiederci che senso ha tutto questo. Perché montare una struttura per un bando rivolto a progetti culturali di innovazione sociale non è una scelta facile o scontata. Diciamolo chiaramente, non ce lo fa fare nessuno! Se non la voglia di buttarci nella mischia e dare un nostro contributo per uscire dalle secche in cui si trova la cultura in questo paese. Un desiderio che nasce dopo molti anni passati in prima linea nell'industria culturale, avendone saggiato, per così dire, vizi e virtù e volendo fare quanto possibile per cambiare, e possibilmente migliorare, la situazione in atto.   La prima cosa di cui ci siamo resi conto è stata che dovevamo mettere tra parentesi tutta una serie di istanze politiche e sociali che fanno parte dei nostri trascorsi personali se volevamo davvero creare qualcosa che potesse funzionare come una piattaforma di servizi aperta a tutti. Quindi ci...

Speciale Gianni Celati | La postura sbagliata

Quando son capitato sul sito di doppiozero e ho visto che c’era una rubrica speciale dedicata a Gianni Celati, con ricordi e interventi vari, mi son detto: ora scrivo qualcosa anch’io. Mi sono spremuto le meningi, ci ho pensato su a lungo, ma niente. Più che altro mi passavano in mente concetti o ragionamenti letterari di nessun interesse.   Poi invece mi è venuto in mano un libretto postumo di Thomas Bernard, I miei premi – in cui lo scrittore austriaco racconta le sue avventure idiosincratiche nel milieu dei premi letterari - e solo in quel momento mi è rivenuta in testa l’immagine di Gianni Celati ad un premio letterario, che per me, forse per effetto di imprinting, è l’immagine che meglio rappresenta Gianni Celati, ché è la prima che ho di lui.   È andata così: io allora dello scrittore Gianni Celati sapevo ben poco. Come tutti avevo letto alcuni suoi libri - Guizzardi, la Banda, il Lunario, i Narratori, forse sfogliato qualche suo saggio - ma insomma, lo avevo per lo più archiviato in qualche rubrica della memoria, magari nella cartella scrittori contemporanei, o...

cheFare. La prossima mossa

Oggi si inaugura la nuova versione del sito di cheFare, e con questa la seconda fase di selezione del percorso per il premio da 100.000 euro per un progetto d’innovazione culturale ad impatto sociale. Tra le pagine del nuovo sito sarà possibile scoprire i progetti e votarli, oltre che finanziarli attraverso la piattaforma di crowdfunding Eppela e raccontarli - o farseli raccontare - con Timu, lo strumento di social storytelling della fondazione <Ahref. Accanto alle schede dei progetti, il sito raccoglierà i contributi apparsi su La Domenica de il Sole 24 Ore, doppiozero ed i social network, dedicati ai temi che abbiamo scelto di affrontare: le trasformazioni della cultura nella società della connessione, le nuove forme dell’economia e del lavoro, le sfide della condivisione e del crowdfunding.   Quello che sorprenderà molti è che abbiamo deciso di pubblicare solo 32, e non 40 (il limite massimo), dei quasi 520 progetti pervenuti. Da dove viene questa scelta? In estrema sintesi, abbiamo deciso di puntare su quelle proposte che fossero in grado di armonizzare innovazione, impatto sociale e sostenibilità...

cheFare: 500 progetti per la cultura

Un anno fa a doppiozero (sito, rivista ed editore digitale, incubatore culturale) ci siamo chiesti: cosa possiamo fare di molto pratico per contrastare il senso d’immobilità che la crisi economica ha portato nel mondo della cultura in Italia? La risposta è stata cheFare: un premio di 100.000 euro assegnato a un progetto di innovazione culturale con un impatto sociale significativo.   Pensavamo di ricevere al massimo un centinaio di risposte, e di vagliare un numero anche minore di progetti. Ne sono arrivati oltre 500. L’idea da cui siamo partiti è che le risposte possibili al senso di smarrimento prodotto dai continui tagli ai finanziamenti per la cultura fossero già presenti nelle realtà che agiscono nell’ambito culturale: centri, fondazioni, università, privati, cooperative, realtà non-profit, associazioni. Il problema era piuttosto come far emergere queste realtà già attive sul territorio e dar loro una mano per elaborare un progetto concreto.   Abbiamo realizzato un network di partner all’altezza di questo scopo – Avanzi, Fondazione Ahref, Make a Cube, Tafter,...

Cannes 65 – Al festival in Limousine

“Dove vanno a dormire le Limousine?” Si chiede Eric Packer, il giovane protagonista di Cosmopolis di David Cronenberg. La riposta gliela dà, in qualche modo, Leos Carax mostrando nel suo Holy Motors un nutrito gruppo di Limo che si prepara a “coricarsi” in un’autorimessa della periferia parigina, discutendo (letteralmente!) sulla natura e sul carattere dei propri conducenti. Questo di Cannes – sessantacinquesima edizione – è stato, per certi versi, un festival in Limousine. E non soltanto perché le lussuose autovetture sono protagoniste nei due film sopraccitati – tra i più controversi del Concorso – e nemmeno perché il celebre Boulevard de la Croisette ne è percorso in lungo e in largo e in continuazione, ma anche perché la Limousine, emblema del lusso, dell’eccentricità e dell’esibizione di più pacchiana natura, è sembrata assumere, nell’ambito festivaliero, i contorni di una metafora (anche cinematografica) molto ben adattabile ai nostri tempi. Divenendo, da un lato, il simulacro magniloquente, superfluo e ingombrante di un mondo...

Premi per giovani e paesi per vecchi

L’Italia è un paese per vecchi, dunque parlare di giovani è di moda. Nel teatro italiano tutti quanti vanno in cerca di giovani: gli spettacoli sono quasi autoprodotti e costano meno, le compagnie sono spesso costrette ad accettare condizioni poco dignitose e, se nello stesso festival si mettono insieme più opere, “giovane” diviene una categoria estetica che tiene a galla le programmazioni. Pochissimi sono quelli che rischiano, andando in cerca di compagnie sconosciute e offrendo qualche opportunità vera, per quanto è possibile fare. L’Associazione Scenario si è presa questa responsabilità dal 1987 organizzando l’omonimo premio dedicato alle forme del nuovo e, in questi anni modaioli, è divenuta un punto di riferimento per i gruppi che sono all’inizio. La scorsa settimana, al Teatro Franco Parenti di Milano, sono state presentate le quattro opere “finite” dell’edizione 2011, la “Generazione Scenario”: i vincitori di Scenario e Scenario Per Ustica, riservato quest’ultimo a spettacoli dal particolare valore civile e due spettacoli che hanno ricevuto...