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processione

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L’arte a vapore sui muraglioni del Tevere / L’Italia di Kentridge

Una processione. Niente di più italiano. Italiani, un popolo di credenti, nonostante tutto, un popolo di romantici e nostalgici. E per fortuna. Qualcosa ancora c'è rimasto. La nostra memoria, storica e attuale, la nostra cultura, ciò che vivifica ancora oggi il senso comune.   A ricordarcelo è William Kentridge, un artista sudafricano ormai noto in tutto il mondo che l'Italia la ama e che risiede ora nella capitale per seguire i lavori del suo Triumphs and Laments: un progetto per Roma, un'opera urbana di cui si parla da tempo, voluta e ideata da più di tre anni grazie all'invito rivoltogli dall'Associazione Tevereterno. Maestro della tecnica e delle tecniche, sperimentatore indisciplinato che passa dal disegno all'animazione, dalla scultura al teatro, questa volta Kentridge è invitato da un'altra artista, Kristin Jones, direttore artistico dell'associazione e del progetto, ad adottare una nuova tecnica, già nota ai graffitisti più "bio", l'arte del vapore, sì, proprio come la vaporella che si usa sui vetri di casa... solo su grandi, grandissime dimensioni, per mezzo di stencil alti fino a 12 metri.   Con questa tecnica una squadra di volontari, che ha prima ripulito dai...

Donna in processione, Granada, 1984

  Mantiglie, rosari, merletti, occhi di fuoco.   Le processioni della Semana Santa sono tra gli spettacoli più erotici dell’Andalusia.

Osimo / Paesi e città

Osimo. C’è tutto su Wikipedia. Abitanti (più di 33.000), territorio, clima, storia, cattedrale, mura romaniche, grotte, personaggi illustri. Per risolvere un giorno di pioggia, i turisti marini della Riviera Adriatica spesso decidono di visitare la città dove sono nato. È abbastanza frequente trovarli a Piazzanuova, lungo la passeggiata a fianco dei giardini pubblici, ad ammirare mari, monti e cittadine dirimpettaie fra cui Recanati e Loreto. Visione di tipico paesaggio marchigiano secondo viaggiatori illustri. “Distillato” delle bellezze naturali d’Italia (Piovene), con evidenti rimandi al disincanto leopardiano e alla devozione mariana. Sintesi anche del carattere marchigiano o almeno del marchigiano di collina?   Gli altri turisti arrivano soprattutto per visitare le spoglie del patrono, San Giuseppe da Copertino, protettore degli studenti, e santo dei voli, come illustra un tabellone all’ingresso principale della città, dove è raffigurato il frate di profilo, sospeso in levitazione a lato del “sommario” delle qualità civiche: Storia Cultura Spiritualità. Antichi e...

Trapani / Paesi e città

È da quando ho l’età della ragione che non ricordo una settimana santa senza pioggia o nuvole, e questo venerdì santo non fa eccezione. Qui, a Trapani, da almeno tre secoli il venerdì di Pasqua è il momento in cui la città si blocca per farsi attraversare tutta da una processione di Misteri che comincia il venerdì pomeriggio e dura fino al giorno dopo, a resurrezione quasi avvenuta. La gente che fa parte delle maestranze locali e le bande musicali resistono pervicacemente alla fatica e al sonno, probabilmente perché il rito ha bisogno di essere portato fino in fondo per funzionare. Se rigenerazione ci deve essere, non può che passare attraverso un momento collettivo grandioso e lievemente insensato che fa pensare a quanto gli sforzi degli uomini si siano concentrati spesso su imprese risibili; in questo caso, la devozione delle masse ha fatto da schermo al desiderio di ostentare, attraverso la ricchezza e l’originalità dei paramenti e delle statue, il prestigio del gruppo sociale d’appartenenza, perché a ogni gruppo statuario corrisponde una confraternita di settore. Nicolò, uno...

Ispica / Paesi e città

“Ispica, Sicilia, sotto il parallelo di Tunisi e Algeri”, canta incerta una voce attorno a un mio video, vanitosa. E s’apre un paesaggio come d’una cartolina rosa che sboccia sbiadita, qualche macchiola qua e là d’unto e di muffa. Lo sguardo si avvicina e ci conduce dentro, verso una collina. Fino a qualche tempo fa - vanitosi! - era leggenda che una celebre canzone si riferisse al paesello - era Spaccaforno -, “Paese mio che stai sulla collina”, cantata dai Ricchi e Poveri, ma si sciusciuliava l’avesse scritta uno spaccafornaro emigrato, e ci piace assai, e ancora, questa increanza popolare. Ispica è una città che sorge e, a seconda di come ci si arriva, la si raggiunge da tre direzioni diverse, la si racconta e ci si rovescia.   Alcuni tentativi di raccontarla, fallendo. 1. Ispica sorge come un incanto in una splendida giornata di sole, uno sboccio di case sopra una collina e tra i vivaci colori d’oggi, così tanto di moda accesi, si mostra bella e ornata di pennacchi delle torri, dei palazzi, delle chiese barocche. 2. Ispica sorge contratta e stretta su se stessa nei giorni bui,...