Categorie

Elenco articoli con tag:

regole

(4 risultati)

Paradossi e rigore / Regole regole regole

Questa primavera resterà impressa nella memoria come la ‘stagione delle regole’. Regole per lavarsi le mani (come, quando, quanto). Per mantenere le distanze. Per salutarsi. Per correre nei parchi, per visitare i parenti, per viaggiare. A queste regole comuni, ciascuno ne ha aggiunte di personali: disinfettare la spesa, i vestiti, le mascherine, togliere le scarpe, fare solo la spesa online.   Le regole sono indispensabili, non solo durante le emergenze ma anche nella vita di tutti i giorni. Possono essere pesanti ma, stranamente, ci rendono la vita più leggera. Le regole ci dicono chi siamo: seguire le regole in modo acritico è segno di scarsa autonomia e capacità di scelta. Rispettare troppe regole in modo ossessivo può manifestare addirittura un disagio mentale. Ma all’estremo opposto, l’assenza di regole rende le persone inaffidabili, e la convivenza sociale impossibile.   Tutta la vita in un certo senso è un equilibrio delicato fra regole e libertà. Libertà significa esplorare, sperimentare, scoprire che cosa ci piace e non ci piace, per poi scegliere ciò che è meglio per noi o per tutti. Le regole limitano la libertà imponendo comportamenti automatici: ‘se A allora...

Ritrovare Handke

Raccontare il teatro di Peter Handke: farlo dopo anni di polvere che si è andata accumulando sui testi custoditi oramai solo nelle biblioteche. È stato questo il proposito di La terra sonora. Il teatro di Peter Handke, una rassegna organizzata a Roma e durata oltre un anno. La tappa conclusiva di questo lungo percorso si è tenuta la scorsa settimana, fino 23 novembre, e ha coinvolto un bell’insieme di soggetti diversi.   Valentina Valentini e Francesco Fiorentino hanno curato la rassegna, mentre Daria Deflorian si è occupata di coordinare le diverse maestranze coinvolte. Tra i pregi del progetto c’è quello di avere abbracciato, oltre a luoghi storici della Capitale come Dominio Pubblico/Teatro Argot, anche spazi che non sono prettamente teatrali, come il Forum Austriaco di Cultura e il Goethe Institut. Una intensa settimana di mise en espace, letture, radiodrammi (in collaborazione con Tutto esaurito! di Rai Radio3) hanno regalato al pubblico un originale spaccato della produzione di Peter Handke.   Autodiffamazione, Foto Manuela Giusto   La terra sonora rincorre una volontà che il gruppo di artisti di...

Contro-finzioni in mediarchia

0.1 E se la democrazia non potesse né esistere né mantenersi, ma solo (forse?) sgorgare come una tensione, una contestazione, un movimento che si solleva contro – contro un regime oppressivo, contro un'ineguaglianza di fatto, contro un gesto scandaloso, contro un sistema degradante? Ovvero: e se essa potesse costituirsi come modo di autogoverno solo su scala piccolissima? Dieci persone? Venti? Cento, ma proprio al massimo? Certo non di più! Allora perché ostinarsi a parlare di "democrazia" per riferirsi a un sistema di governo applicato alla scala gigantesca di una metropoli, una regione, una nazione, un continente? Un "popolo"? (Come se chiamare in causa il "popolo" non abbia provocato di solito effetti disastrosi...) Perché continuare a illudersi, a non vedere l'evidenza dell'inganno di ciò che chiamiamo "democrazia"? (Al diavolo la "democrazia"!)   Come non vedere che il nostro regime attuale non è caratterizzato dal "potere del popolo" ma dal "potere dei media" che innervano le moltitudini di cui è composto il preteso popolo?...

Diseguaglianze dell'esistenza

È sovrappeso. Parecchio. E potrebbe bastare questo elemento a determinare il livello di compassione che una persona come Ada può aspettarsi. Perché la combinazione di chili in più e benefits proprio non funziona. Come se quei chili stessero lì a rappresentare un’ingordigia incontrollabile: non (solo) verso il cibo, ma verso tutto quanto c’è che lo stato può elargire.   E se i chili di troppo non bastassero a suscitare una certa disapprovazione, ha l’aria discinta. Non discinta e sottomessa, come chi non ha più la forza di curarsi delle proprie apparenze, ma discinta e sgargiante (jeans verdi attillati sgarrati nei punti giusti, maglietta viola che lascia intravedere spalle e reggiseno, capelli di un rosso che solo una tintura naturale mal applicata può regalare). Le piace, ad Ada, essere appariscente. Mentre chi riceve benefits farebbe meglio a sembrare un po’ più dimesso.   C’è di più. Non riesce a contenere le parole, che le escono fuori dalla bocca caotiche e insensate, così come non riesce a manovrare il passeggino – di quelli doppi, due...