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religioni

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Religioni calorie ed altri incidenti

Religioni La conferenza Onu sui cambiamenti climatici che si è svolta a Parigi tra il 30 novembre e il 12 dicembre ha certificato ancora una volta l'incertezza sui rimedi verso l'attuale scempio ecologico e i suoi rischi. All'orizzonte resta la possibilità di un cataclisma auto indotto; più vicino a noi, i cambiamenti climatici recuperano dal diluvio biblico foschi presagi, ansie indefinite sono in agguato dietro qualche "curva" della storia. Dove le origini culturali di questa situazione? Su queste pagine, l'articolo di Lynn White Lo sfacelo ecologico ha radici cristiane ha posto con lucidità l'attenzione sulla questione. Del resto, la cultura occidentale, "depositaria del marchio" del modello di sviluppo oggi dominante, non può non essere oggetto di un primo sguardo, a cominciare dalle origini, nella religione ebraica e cristiana. Qui le basi del rapporto uomo-natura sembrano chiarirsi già nel momento in cui Dio chiama a sé Adamo per imporre i nomi a tutti i viventi (Genesi 2-19). "Nominandola", l'uomo si erge già sulla natura pur rimanendo ancora dentro l'...

Testori al Sacro Monte di Varallo

Non è certo far romanzo […] immaginar Gaudenzio […], girar per il borgo; forse verso sera, deposti gli attrezzi nella Cappella, […] scendere, poco prima del crepuscolo, lungo il Sesia, quando le ombre cadono giù dalle cime dei monti sul fiume e sulla piana, e guardare il super parietem e immaginarsi, immaginare; sentirsi crescere in cuore l’idea di un teatro, là dove, fin lì, non erano che cappellette, e proprio con la forza con cui glielo chiedeva la voce del suo popolo, mentre qua e là, nei boschi del super parietem si accendevano le lanterne, e le donne, tenendosi stretti i figli, attraversavano per l’ultima volta, in quel giorno, le strade, già vinte dalla paura degli spiriti che la notte, di lì a poco, avrebbe cacciato dai monti per tutte le vie burgi Varalli; lui, il calmo, dolce, concreto Gaudenzio avvertire, senza nessuna vanagloria, d’essere al punto in cui tutta una tradizione antica e non mai espressa appieno, si fa forma vivente, immagine matura e, per l’appunto, teatro, in plastica e colori, sì che nella vicenda di una vita s’esprima come in uno spettacolo, la...

Natale: una bizzarra adozione

Si può raccontare questa storia per Natale? Una storia poco natalizia, alla fin fine, ma che qualcosa ci insegna circa la bontà e la generosità degli uomini e delle donne. Il Natale è questo? Non so. Ma state a sentire. Decisero di fare un viaggio in Turchia, nell'estate del 1988; erano due coppie di amici, con due moto di grossa cilindrata. Una volta nel paese, puntano direttamente sulla città storica di Bursa. Mentre stanno per entrare nella moschea verde, la Yeşil Camii, gioiello dell'architettura ottomana risalente al 1400, vengono avvicinati da un ragazzo turco che in un italiano più che decoroso si offre di far loro da guida. Flavio e Annalisa, entrambi liguri, di Savona, ma residenti a Genova, professore di filosofia lui, ricercatrice di botanica lei, accettano, Annalisa con un leggero fastidio perché avrebbe preferito muoversi a suo piacimento. Il ragazzo li guida nella visita al mausoleo, è gentile ed educato. Quando vede la moto con cui i nostri eroi erano arrivati fin lì, una Yamaha 750, si entusiasma, e a quel punto Flavio gli fa fare un bel giro su per la montagna. Al ritorno il ragazzo, che si...

Il giubileo tra commercio e utopia

Pochi giorni fa è iniziato il giubileo straordinario dedicato alla misericordia divina, indetto da Papa Bergoglio e, per l'occasione, sono usciti in libreria diversi titoli su questo tema. Ne vorrei segnalare tre, più una piccola "aggiunta". I primi due, seppure naturalmente con alcune differenze, in realtà si assomigliano, perché ripercorrono entrambi la storia dei giubilei cristiani dalle origini –accennate – ai giorni nostri. Si tratta di Le porte del cielo. I giubilei e la misericordia, (il Mulino 2015), di Lucetta Scaraffia, e di Il giubileo. Una storia (Laterza 2015), di Alberto Melloni. Storica dell'età contemporanea la prima, e storico del cristianesimo il secondo, entrambi gli autori trattano ampiamente i risvolti economici dei giubilei, il ruolo giocato da tutto il sistema cattolico di lucrare – orribile verbo, eppure si diceva così – le indulgenze nella deflagrazione del grande scisma luterano e la progressiva necessità avvertita dalla chiesa, a partire dalla controriforma, di un rigore e una spiritualità maggiori rispetto ai temi del perdono e delle penitenze. Il libro di...

Il libraio di Tripoli

  Nel cuore dell’antico suq di Tripoli, 70 kilometri a nord di Beirut e pochi kilometri dal confine siriano, la luce filtra illuminando dettagli minimi di merce esposta: cibo, carne, vestiti, gioielli. È una giornata molto calda sul finire di agosto. Le voci della città risuonano nei vicoli stretti, una melodia scomposta di richiami di madri e giochi di bambini, di acquisti e venditori. Cerchiamo di ripararci sotto le arcate di pietra scura ma veniamo inondati, passo dopo passo, da una luce abbagliante che porta i confini delle immagini a vacillare, quasi a scomparire. È una libreria, il luogo nel quale siamo diretti.     ph. Lorenzo Tugnoli   La libreria Al Sa’eh, o del pellegrino, la seconda più grande del Libano. Siamo attesi qui da padre Ibrahim Sarrouj, il prete greco-ortodosso che l’ha fondata nel 1972. Il 3 gennaio 2014 – mentre Tripoli era scossa da un inverno di scontri violentissimi collegati al degenerare del conflitto siriano – la libreria, che conservava più di 70mila volumi tra i quali diversi manoscritti antichi, venne data alle fiamme. Decine di migliaia di libri andarono distrutti per sempre.   ph. Lorenzo Tugnoli   L’episodio...

Lo spirito universale della narrazione

Il titolo di questa comunicazione suona forse troppo enfatico. È quasi una citazione rubata a Thomas Mann. Lo "spirito della narrazione" è suo, ma confesso che l'aggiunta, così perentoria da risultare sfacciata, dell'aggettivo "universale", è mia. Tuttavia, prima di arrivare ad affrontare i termini "spirito" e "universale", vorrei dire qualcosa sulla parola "narrazione". Utilizzerò, non tanto per seguire la sua definizione di narrazione, ma per indicare il tema sul quale fare qualche variazione, un bel libro di un amico, Paolo Jedlowski, Storie comuni (Bruno Mondadori 2000), tutto dedicato alle narrazioni che si fanno nella vita quotidiana. Nonostante si tratti di un campo leggermente diverso, tuttavia mi interessa ritornare a questa prima dimensione dell'universalità della narrazione, a quel narrare che prende tutti, per vedere come si possa tentare di ascoltare lo spirito, che forse respira dentro le parole che diciamo e dalle quali siamo raccontati.   Per Jedlowski "narrazione" significa "mettere storie in comune". Le storie sarebbero...

Mircea Eliade. Uno sciamano contemporaneo

Mircea Eliade (1907-1986) è con ogni probabilità lo studioso di religioni più noto e influente del Novecento, grazie al fascino del suo pensiero e di un’indubbia capacità di scrittura. Lo studioso romeno, poi radicato negli Stati Uniti, è considerato tra i fondatori della cosiddetta “Chicago School” di storia delle religioni e ha scritto libri che sono autentici best-sellers, oltre ad avere una prolifica produzione letteraria di fiction, al punto da figurare alla fine degli anni Settanta tra i potenziali candidati al premio Nobel per letteratura.   Mircea Eliade   Anche Hollywood non è rimasta estranea all’aura sapienziale dello studioso: Francis Ford Coppola ha realizzato Un’altra giovinezza (Youth Without Youth, 2007) ispirandosi al romanzo di Eliade (1981), non privo di tratti autobiografici, intitolato Giovinezza senza giovinezza. Lo ricordo come un film a tratti imbarazzante: nella Romania degli anni trenta un professore in crisi, erudito e studioso di religioni, miti e antichità viene colpito da un fulmine e ringiovanisce; reduce da una tragica vedovanza, incontra diverse...

La preghiera che salva

Mi capita di fare alcune riflessioni legate alla difficoltà dell’organizzare una mostra a cui lavoro da dieci anni e che finalmente avrà luogo a Torino, in Venaria Reale con apertura l’11 di Aprile. Le difficoltà a cui devo fare fronte non sono di natura tecnica o organizzativa, ma concettuali. Su questo stesso doppiozero ho spiegato l’idea che sta alla base della mostra. Il rapporto tra quell’articolo scritto e l’esperienza pratica che sto facendo nella mostra mi ha fatto capire qualcosa di nuovo. In breve: la tesi di Pregare, un’esperienza umana è che la preghiera sia qualcosa con un carattere pressoché universale. È evidente a chi viaggia, ma anche a chi fa ricerca antropologica che le religioni siano dei fenomeni amplissimi e diffusissimi. Si può avere un punto di vista laico su di esse, ma non si può negarne la presenza capillare, anche in mondi in cui non ci sono Chiese o Istituzioni e Teologie preposte. Perfino nelle religioni sciamaniche, negli animismi e in molte forme di culto della Dea Madre o delle divinità del Cielo Stellato si ritrova tutto un complesso di gesti di lode...

Islam, vegani e altri sentimenti

Sorprende sempre riconoscere come il cibo sia in grado di coinvolgere molti dei valori della nostra esistenza. Un legame dalle radici lontane, scritto dentro la storia della specie e dell'alimentazione, nelle diverse culture, nella stessa “sostanza” dei nostri geni. Schegge involontarie di quel legame e di quei valori emergono talvolta in momenti particolari, quando più facilmente il reale perde peso - un periodo di malattia, le stesse festività natalizie - facendo affiorare qualcosa che in genere tendiamo ad allontanare dentro malcelati malesseri, nausee sopite. Nausee...quasi nessuno nei giorni di Natale (o di Pasqua) cerca più il capretto. Tabù in via di definizione, il capretto sta diventando “cattivo da mangiare” come il coniglio o l'agnello, ognuno secondo i luoghi e secondo il mutevole dissolversi della tradizione. Cattivo da mangiare perché diventato “buono da pensare” sebbene attraverso un’idea diversa da quella di animale domestico e da compagnia (pet); impossibile per quest'animale, come per l'agnello, la convivenza urbana.   L'Islam, ormai da tempo, è...

Guida al primo millennio cristiano

Nel 1884, a Madaba, nei pressi dell’odierna Amman, fu scoperto uno straordinario mosaico pavimentale. Realizzato nella seconda metà del VI secolo dopo Cristo, il mosaico raffigurava una mappa della Terrasanta molto simile a quelle che i pellegrini tardoantichi dovevano avere in mente quando decidevano di partire alla volta di Gerusalemme. Per essi e per l’anonimo mosaicista Gerusalemme era al centro del paesaggio e del mondo, come lo è per Robert Louis Wilken e il suo I primi mille anni. Storia globale del cristianesimo (Einaudi, Torino 2013, trad. di Chiara Veltri; ed. or. Yale University Press, New Haven 2012 – il titolo inglese è leggermente diverso e la differenza, come argomenterò alla fine della mia recensione, è significativa: The First Thousand Years. A Global History of Christianity; il riferimento a Madaba è a p. 131).     Il cambiamento rispetto al suo precedente libro apparso in traduzione italiana (The Christians as the Romans Saw Them, Yale University Press, New Haven-London 1984 e 2003: I cristiani visti dai Romani, Paideia, Brescia 2007, trad. di Franco Bassani) non potrebbe essere pi...