Categorie

Elenco articoli con tag:

spazio urbano

(6 risultati)

Rimini Protokoll a Milano

Perché accontentarsi della finzione quando la realtà ha così tante storie da raccontare? Sembrano pensarla così i tedeschi Rimini Protokoll, collettivo di registi fondato nel 2000 da Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel e premiato nel 2010 dal Leone d’Argento della nostra Biennale. Da Bangalore a San Pietroburgo, da Atene a San Paolo, nelle (molte) creazioni dei Rimini Protokoll i presupposti restano coerenti: l’idea è quella di scegliere alcuni segmenti di realtà e di offrirli allo sguardo del pubblico sotto una lente di ingrandimento. Una simile operazione ha, naturalmente, una vigorosa valenza politica e i segmenti selezionati sono spesso quelli più dolenti, problematici, contraddittori del nostro contemporaneo: in Sabenation: Go Home & Follow the News i protagonisti sono i controllori di volo licenziati della Sabena Airline; in Cargo va in scena la vita ripetitiva e alienante dei conducenti dei camion per il trasporto merci; in Call-Cutta il pubblico è chiamato a interagire con gli operatori dei call-center indiani.     All’eclissi - o alla trasformazione - del concetto stesso...

Zingonia. Utopia e realtà

Quando nel 1964 Renzo Zingone, imprenditore romano, proprietario della Banca Generale di Credito, e in precedenza – tra l’altro – di miniere d’oro e di rame in Venezuela, decide di fondare una nuova città in provincia di Bergamo, in un territorio agricolo tra i comuni di Verdellino, Verdello, Boltiere, Ciserano e Osio Sotto, ha già alle spalle la realizzazione del Quartiere Zingone, ubicato a Trezzano sul Naviglio, alle porte di Milano. Come nel caso precedente, la scelta del nome della nuova città – Zingonia – rivela la volontà di attenersi rigorosamente all’indicazione del padre Gennaro, che in una lettera del 1930 ai figli Corrado e Renzo aveva raccomandato loro la «sempre maggior valorizzazione del nostro nome».      Zingonia, missile   E come nel caso precedente si avvale, dal punto di vista progettuale, della collaborazione dell’architetto Franco Negri, nato nel 1923 e laureatosi al Politecnico di Milano nel 1956. Pietra angolare di entrambi gli interventi sono i capannoni industriali prefabbricati prodotti dalla Zingone Strutture che, nell’idea del suo...

Gabriel Orozco. Sculture involontarie

PULSIONI DELLA SCULTURA. Nel corso di un’intervista con l’artista messicano Gabriel Orozco nel 1998, Benjamin Buchloh ha individuato tre grandi momenti che segnano la storia della scultura nel XX secolo. Nel primo, la scultura è intesa in senso tradizionale come pratica artigianale; nel secondo, questa s’identifica con il gesto avanguardistico del ready-made; nel terzo viene esaltato l’aspetto propriamente costruttivo della scultura. Ognuno di questi tre momenti ha dei capofila: il primo spazia da Constantin Brancusi a Henry Moore; il secondo risale ovviamente a Marcel Duchamp; il terzo si origina nel Costruttivismo russo, passa per la scultura di Picasso, Julio Gonzàlez e David Smith e si spinge fino al minimalismo. Il vantaggio di questo schema è che i tre momenti non sono autonomi né tantomeno ordinati secondo una progressione storica lineare. Non segnano dei movimenti precisi ma delle tendenze, delle pulsioni ricorrenti e spesso compresenti nella scultura del XX secolo. Lo dimostra l’opus di Kurt Schwitters oppure, è un esempio dello stesso Buchloh, un artista quale Piero Manzoni. Non solo è difficile...

Derelicta | Educazione e cura nelle colonie marine e montane

Continua la collaborazione di doppiozero con Derelicta, progetto che esplora le zone di archeologia urbana ed industriale. Luoghi nascosti, dimenticati, sui quali da oggi possiamo lanciare uno sguardo tramite la fotografia.   Molti di noi hanno tra i ricordi della propria infanzia e adolescenza le immagini delle colonie, nelle quali potemmo trascorrere periodi di vacanza nei luoghi di montagna o lungo i litorali. Venuto meno il ruolo educativo svolto da queste grandi strutture, e con lo sviluppo di una diversa concezione del turismo, seguì la loro chiusura. A seguito di un progressivo degrado li ritroviamo oggi in queste tracce fotografiche.   Più propriamente dette colonie di vacanza, traggono origine da iniziative volte allo sviluppo fisico ed anche morale. Se ne trovano tracce storiche in Svizzera nella seconda metà dell’Ottocento come Ferienkolonien. Esse sono integrabili in un più ampio progetto destinato alla cura del fanciullo, rappresentato prima dagli ospizi marini, e successivamente da preventori, stazioni elioterapiche, educatori, anch’essi spesso in rovina.     Questi involucri, corrosi da...

Derelicta | Il passato è definitivamente alle nostre spalle?

Sappiamo che non è scomparso; rimane vivo nella memoria, in tutte le immagini e parole che lo hanno raccontato. Ma nel caso della cultura urbana ed industriale degli ultimi due secoli, dei luoghi della produzione - così come di quelli della cura e della pena - i fantasmi di acciaio e cemento sono ancora tra noi, assolutamente fisici e tutt’altro che immateriali. Fabbriche, acciaierie, ospedali, miniere, basi militari, centrali energetiche, manicomi: in alcuni casi ci passiamo accanto ogni giorno, considerandoli parte del paesaggio; in altri sono isole inaccessibili, non importa se nel mezzo di remote aree minerarie o nell’isolato accanto. In ogni caso, gli spazi abbandonati sono giganti addormentati che muoiono una propria morte nascosta, nel sonno del cemento che si copre d’edera e del ferro che diventa ruggine.   Con questa prima raccolta di foto doppiozero inizia la collaborazione con Derelicta, progetto che esplora le zone di archeologia urbana ed industriale. Luoghi nascosti, spesso pericolosi - con accessi impervi, colossali macchinari in disfacimento, sversamenti di sostanze chimiche – sui quali da oggi possiamo lanciare uno...

Borgomanero / Paesi e città

      Per quale ragione sostituire le bellissime e funzionali lastre pedonali in granito di Alzo, che corrono lungo gli assi viari di Borgomanero dal 1892? È un’idea storta del nuovo che va avanti per inerzia dal secondo dopoguerra.   Salvo la croce dell’impianto urbanistico ora mutilata dai lavori in corso, e alcuni edifici storici, per il resto Borgomanero è una città sofferente alla quale manca il bello.   Progettata in funzione di cubature e posti auto, Borgomanero si riflette sulle superfici curve dei cristalli delle automobili assiepate nei parcheggi. Il fascino ottico degli oggetti nella cultura di consumo ha contribuito a creare una nuova estetica urbana e domestica: i profili carenati degli edifici in acciaio, quelli delle automobili di lusso.   Secondo il designer Andrea Branzi saranno proprio la raccolta e la ricollocazione degli oggetti a dare senso alla città post-industriale (Andrea Branzi, Music and Design, Les Numéros Flottent). Sotto la città significata dagli oggetti di consumo, e sotto altri strati della complessa geologia urbana che include anche le...