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spiritualità

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Ritorno nell’Impero dei segni / Giappone: riti contro la fine della storia

La prima volta che mi capitò di leggere le riflessioni di un filosofo occidentale sul Giappone fu per me un’autentica folgorazione intellettuale. Si trattava di Alexandre Kojève, quello che più tardi verrà definito da Antonio Gnoli il “maestro occulto del ‘900”: nato in Russia ma naturalizzato francese, nipote di Kandinskij, laureato in lingue esotiche come il cinese, il tibetano, il sanscrito, esperto di Hegel e Kant, oltre che di fisica, combattente per la Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale, probabile agente del KGB.   Kojève aveva raccolto attorno a sé, alla metà degli anni ’30 uno sparuto manipolo di studenti, che a Parigi ascoltavano con cadenza regolare le sue lezioni: Jacques Lacan, Georges Bataille, Raymond Queneau (per fare solo tre nomi) erano tra gli uditori più assidui. Tra le molte, audacissime teorie che Kojève sviluppò – ereditando avventurosamente la cattedra dallo storico della scienza Koyré – negli anni parigini c’era quella sulla “fine della storia”, formulata in due geniali note a piè di pagina nella sua Introduzione alla lettura di Hegel. Secondo Kojève la storia era finita. Se la storia era, infatti, come sosteneva Hegel, la storia del...

Il volto di tutti i volti / Come si può arrivare a Dio?

"Mio nonno era credente, praticante, viveva in una fede che mi è sempre parsa pesante. Ma non ne parlava, non la esplicitava mai; la posava sulla tavola e la tavola scricchiolava sotto il suo peso."   Inizia così Il volto di tutti i volti (Edizioni Qiqajon), un piccolo libro a metà tra narrazione e saggio, biografia e meditazione, vincitore del premio Spiritualités Aujourd'hui 2015, in cui l'autore, lo scrittore francese Alexis Jenni (vincitore nel 2011 del Premio Goncourt con il suo romanzo d'esordio L'arte francese della guerra, tr.it. Mondadori) ripercorre la propria esperienza di fede.     Jenni racconta di essere cresciuto in una famiglia permeata, da un lato, dalla religiosità del nonno, toccato dal dubbio una sola volta in tutta la vita e poi pervicacemente tornato alla sua fede pesante come un "blocco di ghisa", fonte di "prescrizioni, divieti, precetti di vita inderogabili", e dall'altro segnata dalla silenziosa contestazione della madre (la figlia di quel nonno), "né atea, nemmeno agnostica… semplicemente riservata". Attraverso la figura materna si forma l'impressione che la religione sia ancora un peso, ma questa volta "un peso che non diceva nulla". Da...

Come si diventa Gesuiti / Adriano Prosperi, “La vocazione”

La vocazione è un libro che riprende un tema che appassiona Prosperi da sempre: il misto di ammirazione per la straordinaria capacità di affermarsi della Chiesa cattolica e di orrore di fronte alla ferocia del suo dominio sulle persone. Ma l'ammirazione prevale, specialmente in questo libro in cui sono al centro i Gesuiti nel primo secolo della Compagnia: l'intelligenza, la capacità psicologica e l'utilizzazione della comprensione antropologica della società nel mondo cattolico appaiono qui dispiegate nel rafforzare la Compagnia, nel selezionare i militanti, nell'imporsi dentro e fuori dalla Chiesa. Tutta la lettura di questa vicenda è fatta da Prosperi attraverso i documenti relativi alla procedura che porta alla vocazione per divenire gesuita, alla selezione e al controllo successivo per garantire la formazione, l'obbedienza e la perseveranza degli adepti. E la documentazione è essenzialmente quella delle memorie scritte specialmente dai nuovi aderenti, autobiografie apparentemente personali – perché tutte raccontano vicende specifiche e proprie – ma di fatto create secondo una struttura mutevole ma sempre riferita a temi costanti: la nascita della vocazione come un messaggio...

I trent'anni di Qiqajon

La casa editrice della comunità monastica di Bose, Qiqajon, ha compiuto trent'anni: un traguardo di tutto rilievo per un editore che pubblica solo saggistica religiosa. Ideata e fondata da Enzo Bianchi, priore della comunità, insieme a Guido Dotti, che oggi ne è l'amministratore delegato, e a pochi altri confratelli, ora occupa a tempo pieno una decina di fratelli e sorelle. Pubblicazioni inizialmente molto sobrie – per non dire spartane – prodotte interamente all'interno del monastero, ma distribuite sin dal 1984 su tutto il territorio nazionale, espressione delle passioni e delle competenze di coloro che si raccoglievano nel monastero, studiosi esperti e appassionati, traduttori di lingue antiche e moderne, esegeti e teologi.   Per celebrare quest'anniversario, Qiqajon ha pubblicato, di recente, un Catalogo Storico 1983-2013 in cui, attraverso i titoli e le immagini di copertina dei molti libri pubblicati fin qui, se ne possono leggere in filigrana la storia e le finalità. Nella premessa Enzo Bianchi si chiede: "Trent'anni fa, dando vita a una casa editrice, mi sarei immaginato di dovere scrivere un giorno,...

Santu Mofokeng: chasseur d’ombres

Vous rappelez-vous la perception de l’espace? Le sens de la distance et du temps que procuraient les voyages à l’époque de l’apartheid ? (…) Pour moi, voyager n’était pas une distance à parcourir mais une longue angoisse à supporter. (The Cry of Winnie Mandela, Njabulo S. Ndebele, in Chasseur d’ombres, catalogo della mostra)   Le danger avec la photographie documentaire, surtout avec la “photo victimaire”, c’est qu’elle risque de créer des victimes aussi bien que de les trouver. (Abigail Solomon-Godeau, in Chasseur d’ombres, catalogo della mostra)                                                                                       ...

Assisi / Paesi e città

Un giorno o due ad Assisi. Una cosa che non ti aspetti. Non perché sia improbabile, ma perché a volte anche le cose più probabili sorprendono. Almeno se ad Assisi ci arrivi seguendo un itinerario particolare. Un convegno di studi su J.R.R. Tolkien organizzato da Padre Guglielmo Spirito e da me, in ottobre, è l’occasione per iniziare il percorso da Rivotorto di Assisi, villaggio nella piana sotto il Monte Subasio. Qui si trova la chiesa dedicata a San Francesco, la cui costruzione iniziò nel 1600. Nel convento attiguo vive una comunità di frati francescani.   Siamo in un posto quanto mai significativo. Nell’edificio sacro, semplice ed elegante, c’è un piccolo, nudo e fondamentale nucleo di spiritualità: il Tugurio, primo luogo di vita comune del Poverello di Assisi e dei suoi confratelli. Pietra esposta, compatta e solida come se si trattasse di una costruzione preistorica. Possente, nella sua essenzialità. Da una parte, la panca dove il Santo dormiva, dall’altra il punto in cui lui e gli altri accendevano il fuoco. Dalla residenza dei frati, dove sono ospite, lo sguardo si allarga sulla splendida veduta del Subasio, con Assisi che spicca per il chiarore delle sue costruzioni...

Stanze di silenzio

Non molto tempo fa ho ricevuto in trasmissione (Uomini e Profeti, Radio 3) la lettera di una docente di Psicologia dei Processi Sociali all’Università di Milano-Bicocca, Chiara Volpato, autrice, tra l’altro, di un intelligente – e angoscioso – volume sui processi di legittimazione della violenza nella storia, che passano attraverso procedure di deumanizzazione di persone o gruppi sociali (Deumanizzazione, Laterza 2011). La professoressa Volpato ha raccontato di una sua studentessa turca, di religione musulmana, che si è rivolta a lei perché l’aiutasse a trovare un posto dove poter pregare, ogni giorno per pochi minuti, dato che sta nel campus dalla mattina alla sera. La professoressa si è messa in moto, interpellando varie autorità all’interno dell’Università, ma una soluzione non si è trovata, se non quella – certamente poco pratica e un po’ bizzarra – di cedere di tanto in tanto il suo studio per consentire alla studentessa di pregare. Casi analoghi sono stati segnalati a Torino, e immagino che la situazione di Roma e di altre città italiane non sia tanto...

Osimo / Paesi e città

Osimo. C’è tutto su Wikipedia. Abitanti (più di 33.000), territorio, clima, storia, cattedrale, mura romaniche, grotte, personaggi illustri. Per risolvere un giorno di pioggia, i turisti marini della Riviera Adriatica spesso decidono di visitare la città dove sono nato. È abbastanza frequente trovarli a Piazzanuova, lungo la passeggiata a fianco dei giardini pubblici, ad ammirare mari, monti e cittadine dirimpettaie fra cui Recanati e Loreto. Visione di tipico paesaggio marchigiano secondo viaggiatori illustri. “Distillato” delle bellezze naturali d’Italia (Piovene), con evidenti rimandi al disincanto leopardiano e alla devozione mariana. Sintesi anche del carattere marchigiano o almeno del marchigiano di collina?   Gli altri turisti arrivano soprattutto per visitare le spoglie del patrono, San Giuseppe da Copertino, protettore degli studenti, e santo dei voli, come illustra un tabellone all’ingresso principale della città, dove è raffigurato il frate di profilo, sospeso in levitazione a lato del “sommario” delle qualità civiche: Storia Cultura Spiritualità. Antichi e...