Categorie

Elenco articoli con tag:

trasformazione

(7 risultati)

La madre di tutte le danze

Perché l’Africa? Da parecchi anni lettera27 si dedica all’esplorazione di temi legati al continente africano e con questa nuova rubrica vogliamo aprire un dialogo con i protagonisti culturali che si occupano dell’Africa. Qui potranno esprimere opinioni, raccontare storie, stimolare il dibattito critico e suggerire idee per ribaltare i tanti stereotipi che circondano questo immenso continente. Ci piacerebbe aprire con questa rubrica nuove prospettive: geografiche, culturali, sociologiche. Creare stimoli per imparare, per essere ispirati, ripensare e condividere conoscenze. Elena Korzhenevich, lettera27   Qui l'articolo introduttivo della serie: Why Africa?      English version     Questo testo è dedicato alla memoria di Didier Schaub     “Perché l’Africa?” Davanti alla domanda, il primo impulso è stato quello di imitare l’attore americano che recita nella pubblicità del caffè, e rispondere: “What else?”. “Cosa, altrimenti?” Sono figlio di Lydia e Simon, due eroi bassa. Sono il prodotto di questi due esseri...

Conflitti, controversie, paradossi

Che cosa hanno in comune i giovani corpi ustionati by self-immolation della primavera araba, i corpi nudi politicamente imbarazzanti delle Femen, con il boicottaggio all’introduzione dei questionari di valutazione INVALSI attivato in massa da studenti e docenti italiani la prima settimana di maggio, e che sembrerebbe già caduto nell’indifferenza?   Genealogicamente, hanno molto in comune, incluso l’indifferenza.     Chi ci invita a guardare alle forme di conflitto e resistenza dove il corpo diventa dispositivo di lotta contro l’affermarsi di un nuovo discorso intorno al potere, è ancora Monsieur Foucault. Perché è lì che emergono le famose rotture ispezionate dal profeta di terzo tipo (vedi UGenea 2), lungo l’immenso lavoro dedicato alla genealogia del soggetto: la costruzione di un nuovo uomo attraverso il suo assoggettamento al sapere disciplinare. È questa la vera indagine che attraversa tutta l’opera di Foucault ben prima e oltre Archeologia del sapere, fino a Storia della sessualità, ed è con questa eredità che UGenea osserva l’università...

Professioni digitali

Non è un mistero che l’avvento delle tecnologie digitali abbia generato una serie di cambiamenti di ampia portata in numerosi settori produttivi. Cambiamenti che sono conseguenza diretta della trasformazione che ha reso la nostra cultura una cultura pienamente digitale. L’editoria è uno dei settori maggiormente investiti da questa temperie, anche in relazione al fatto che il settore, ben prima della diffusione delle tecnologie digitali, stava attraversando una fase di crisi, ridimensionamento e trasformazione piuttosto importante.   In questo articolo vorrei usare il termine editoria per indicare tutti quei soggetti che sono attivi nella produzione di contenuti: dalle case editrici ai giornali, fino alle aziende, che stanno scoprendo proprio in questi anni quanto il content marketing sia diventato un elemento imprescindibile in ogni strategia di comunicazione. Lo so, si dovrebbe tener conto delle differenze di ogni situazione, ma in questo caso vorrei fare un’eccezione.   La democratizzazione dell’accesso agli strumenti di produzione resa possibile dalle tecnologie digitali ha determinato un consistente abbassamento dei costi...

Milano nello sguardo del cinema

La conversazione qui pubblicata è estratta dal libro Una scelta per Milano. Scali Ferroviari e trasformazione della città (Quodlibet), a cura di Laura Montedoro: un corposo studio corale dedicato ai sette scali ferroviari milanesi dismessi che rappresentano un’occasione eccezionale e irripetibile di trasformazione urbana e di messa a punto di un’idea di città.   Il volume raccoglie pertanto numerosi contributi secondo uno schema tripartito: una prima parte contiene i saggi d’indirizzo volti a delineare strumenti e obiettivi del progetto urbano contemporaneo. La seconda parte presenta le esplorazioni progettuali per il riordino degli scali e una raccolta di casi studio. La terza, infine, propone una sorta di verifica a più voci delle ipotesi sviluppate nelle prime due, interrogando sia architetti e urbanisti, come Emilio Battisti, Pierluigi Nicolin e Luigi Mazza, sia personalità extradisciplinari di assoluto rilievo, come Ermanno Olmi, partendo dall’assunto che per capire una città sono necessari molti punti di vista, compreso quello del cinema, spesso trascurati dal mondo accademico ma forse gli unici in...

La città in comune

In un’epoca neanche tanto lontana, tra anni quaranta e settanta del secolo passato, in Italia si è sviluppata una nuova visione della tutela, salvaguardia, recupero e riuso delle città, un approccio originale, poi studiato e recepito in molti altri paesi, cui contribuivano discipline e saperi diversi, uniti nella volontà di fare i conti con le novità del mondo moderno e di mettere le proprie conoscenze al servizio di un’idea di progresso culturale e sociale che oggi ci appare quasi inverosimile, tanto ampie e profonde erano le sue aspirazioni. Architetti, storici dell’arte, archeologi, restauratori, urbanisti, impegnati all’indomani della seconda guerra mondiale e negli anni del boom economico nell’immane compito di mettere in salvo la memoria storica delle città semidistrutte dai bombardamenti, di fronteggiare le massicce trasformazioni prodotte dall’industrializzazione e trasmettere alle generazioni future la straordinaria continuità della tradizione italiana, si erano ben presto resi conto che ciò che andava tutelato non poteva più essere solo il singolo “monumento”...

Tecnici

28 Novembre 2011   Nominati i sottosegretari del governo Monti. Anche tra di loro solo tecnici, con l’eccezione di un politico di area PD.     I nuovi preti   Il mondo divenuto finalmente “uno” sotto il segno del neoliberalismo non avrebbe più bisogno di politica ma solo di tecnici. È il ritornello che viene continuamente fischiettato dai media. La politica, anzi, tende ad essere assimilata a quel fenomeno fastidioso che i cibernetici chiamano “rumore”. Disturberebbe o frenerebbe il buon funzionamento della macchina, la quale, inutile dirlo, è finalizzata ad un solo obiettivo: l’incessante autovalorizzazione del capitale. Così i tecnici si presentano sulla scena del mondo, quando il mondo rischia di collassare (la crisi). Sono gli amministratori, si spera abili, di un ordine dato. Sono i competenti. Sono coloro che sanno applicare la ricetta con il minor margine di errore possibile. La loro pratica fredda e razionale, a considerarla da vicino, confina con il rituale religioso, sebbene i panni che vestono non siano affatto quelli scintillanti del celebrante. C’è una...

La scimmia che vinse il Pulitzer

Presentiamo il libro di Nicola Bruno e Raffaele Mastrolonardo La Scimmia che vinse il Pulitzer. Storie, avventure e (buone) notizie dal futuro dell’informazione, edito da Bruno Mondadori, collana Presente Storico.   Scarica l'introduzione del libro in pdf.   Di seguito i commenti al libro di Roberto Marone e Bertram Niessen.     La scimmia che vinse il Pulitzer, otto capitoli: precisione, velocità, intelligenza, partecipazione, trasparenza, libertà, bellezza, cambiamento. Otto capitoli che raccontano l’universo dell’informazione e del giornalismo in questi ultimi (embrionali) 10 anni di web.   C’è il ragazzino matto che con un account Twitter batte sul tempo i Golia dell’informazione, il software che scrive da solo articoli bellissimi,il progetto di testimonianze open source dall’Africa, e l’inevitabile storia su Assange (icona eroica di quel mondo), il tutto a bagno in un entusiasmo che oggi abita solo le teste di chi lavora online.   A voler aggiungere una parola, alle otto, io avrei aggiunto memoria. Il libro sfoggia con naturalezza, in tutti i suoi...