Categorie

Elenco articoli con tag:

Creative Commons

(4 risultati)

Carlo Ratti. Architettura Open Source

L'ingegnere e architetto italiano Carlo Ratti (1971), formatosi presso il MIT di Boston US dove oggi insegna e è direttore del MIT Senseable City Lab (2004), propone un testo dedicato al concetto di open source applicato alla disciplina architettonica, Architettura Open Source (Einaudi, 2014).   A seguito dell'occasione offerta dalla rivista di architettura Domus di scrivere un editoriale sull'open source in architettura – rivista guidata nel 2011 da Joseph Grima – l'autore riprende i temi e la forma di quella prima stesura per ampliarli e affidarli a un medium più tradizionale e duraturo. Per la scrittura Ratti abbraccia la tecnica "aperta" di invitare alcuni critici a contribuire liberamente ai contenuti del testo, via posta tradizionale, Google Documents, email o videoconferenza. Figurano pertanto tra i co-autori o co-curatori anche Matthew Claudel, Ethel Baraona Pohl, Assaf Biderman, Michele Bonino, Ricky Burdett, Pierre-Alain Croset, Keller Easterling, Giuliano da Empoli, Joseph Grima, John Habraken, Alex Haw, Hans Ulrich Obrist, Alastair Parvin, Antoine Picon, Tamar Shafrir. Il libro presenta una critica molto aspra...

Rivoluzione in prestito

the public peace of libraries might certainly have been preserved if a new species of controversial books had not arisen of late years Jonathan Swift   Il trambusto che c’è oggi in biblioteca è piuttosto diverso da quello che immaginò Swift nella Battle of the books. Benché a quanto pare molti critici non se ne siano dati per inteso, Antichi e Moderni hanno smesso di farsi la guerra da un bel pezzo: alleati, ordiscono rivoluzioni nella penombra degli scaffali, il brusio dei server accompagna il loro discorso dei mondi nuovi.   Dopo quattro mesi di attività, BiblioTech, la prima biblioteca (nel senso non soltanto dell’istituzione ma anche, congiuntamente, dell’edificio) pubblica digitale – spacciata dalla stampa scandalistica del must-have tech toys per “biblioteca senza libri” – si rivela per quel che è sempre stata: una biblioteca normale. E proprio per questo rivoluzionaria: per la capacità di interpretare una fase; attrarre lettori nuovi; offrire agli studenti un luogo di incontro e studio condiviso, alle persone comuni, magari anziane o prive di altri mezzi, strumenti di...

Creative Commons in musica

Creative Commons e la volontà dell’autore   “L'idea di base di Creative Commons è che la regola automatica che governa il diritto d'autore, "all rights reserved" (tutti i diritti riservati) automaticamente e fino a 70 anni dopo la morte dell'autore, non sia sempre e comunque quello che l'autore stesso vuole. Non tutti gli autori, dunque, sono sempre interessati a vietare a chiunque, salvo il loro editore, di fare alcunché con le loro opere. Al contrario, molti - soprattutto tra i creativi che utilizzano la Rete come mezzo per trovare ispirazione e collaboratori, confrontarsi con gli altri e diffondere i loro lavori - preferiscono un approccio più flessibile, in cui solo alcuni diritti sono riservati. Non a caso, si parla spesso di licenze "some rights reserved", con alcuni diritti concessi automaticamente al resto del mondo, fintanto che le condizioni della licenza sono rispettate. Dunque, da un lato Creative Commons è una generalizzazione a qualsiasi opera creativa degli strumenti legali (licenze) nate per favorire la collaborazione tra i creatori di software libero, dall'altro...

Aaron Swartz, Open

“E se ci fosse una biblioteca con ogni libro? Non ogni libro in vendita, o ogni libro importante, neanche ogni libro in una certa lingua, ma semplicemente ogni libro; la base della cultura umana. Per primo, questa biblioteca deve essere su Internet.” Questo non è Borges. Non è la Biblioteca di Babele. Questo è quello che scriveva nel 2007 Aaron Swartz per presentare Open Library, il progetto a cui stava lavorando all'epoca: una biblioteca digitale ad accesso libero, gestita da una fondazione non-profit, che oggi conta su un catalogo di più di un milione di libri, classici e moderni, disponibili in download in vari formati digitali. “Open library è tua. Navigala, correggila, alimentala”, recita il sottotitolo del sito, una specie di Wikipedia per i libri. Aaron Swartz aveva 21 anni nel 2007. Ne aveva 26 quando, l'11 gennaio del 2013, si è suicidato. Da allora, da sabato, la notizia ha rimbalzato sui social network e sui giornali di tutto il mondo. Perché? Chi era Aaron Swartz, al di là delle facili etichette di “genio ribelle della Rete” che i media di massa nazionali gli...